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in questo libro il lettore potra incontrare la parola orale di massimo recalcati raccolta in varie interviste e dialoghi. tutti i temi che caratterizzano la sua ricerca vengono qui esposti in modo, insieme, chiaro e denso: i legami familiari, la clinica delle istituzioni, la lettura della vita politica e civile, la psicopatologia dell`anoressia e delle cosiddette nuove forme del sintomo, la melanconia e la nostalgia, il rapporto della psicoanalisi con la pratica dell`arte e con la tradizione biblica. accanto ad essi sono discussi ed evocati i debiti di recalcati nei confronti dei suoi piu rilevanti maestri: freud e lacan innanzitutto, ma anche pasolini, sartre, beckett, basaglia e fachinelli. infine, il lettore potra conoscere la sua biografia intellettuale raccontata attraverso la passione per i libri e quella per il teatro, l`esperienza dei lessici televisivi, gli incontri intellettuali, la formazione psicoanalitica e la sua pratica clinica. "non siamo fatti d`altro: di splendore e di polvere."

carlo malavasi, nome di battaglia "sergio", e stato per oltre quarant`anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza. a strapparlo alla copertura anonima dietro cui si e nascosto a brest, in francia, sono andrea malchiodi e vera coen. andrea e un professore universitario, ordinario, metodico, cresciuto con una madre che gli ha raccontato per tutta la vita di un padre lontano, morto in mare. fino al giorno in cui andrea scopre che quel padre non solo e vivo, ma e un assassino. vera, invece, e una giornalista ossessionata dalla morte del padre che non ha mai conosciuto, ucciso nel 1984 in un attentato. vuole la verita, vera. la vuole da sempre. ma proprio quando sembra sul punto di afferrarla, la donna scompare nel nulla. e allora il tempo accelera. e deraglia. carlo e andrea iniziano la caccia. con loro c`e martina, figlia di andrea e nipote di carlo: carattere ruvido, troppo simile a quello del nonno. un trio improbabile, costretto a muoversi in un`indagine senza tracce, e con poche certezze. l`unico appiglio e una pista polverosa che affonda nel passato. per trovare vera, carlo dovra cercare i compagni di un tempo, e scovare chi lo ha venduto - quarant`anni prima - a un oscuro centro di potere che proietta la sua ombra ovunque. dovra scivolare nelle pieghe di quel decennio che non passa, misurando quanto possano essere profonde le disillusioni, ostinata la fedelta a un`idea ormai sconfitta, irrimediabile il tradimento e indelebile il dolore. perche non si esce vivi dagli anni ottanta. il tempo dell`orologiaio e il c`eravamo tanto amati dell`ultimo assalto al cielo, ed e il grande freddo della lotta armata, popolato da fantasmi che nessuna riconciliazione puo esorcizzare. maurizio de giovanni da compimento all`universo narrativo nato con "l`orologiaio


beatrice ha quarantuno anni, un figlio adolescente e un matrimonio che lentamente sembra incrinarsi. per matteo aveva rinunciato a tutto: l`universita, la musica, i sogni; per costruire con lui quella famiglia che da piccola le era mancata. negli anni, stretta fra il ruolo di madre e un lavoro che non ama, ha messo da parte se stessa, e ora si scopre noiosa, svuotata, senza una vita propria. quando matteo la tradisce e la lascia, beatrice crolla. il dolore non e solo la fine di un amore, ma la consapevolezza di aver consegnato vent`anni della propria vita a qualcuno che non l`ha mai davvero scelta. precipita in una spirale di dolore che la porta a toccare il fondo. accanto a lei, pero, ci sono le amiche di sempre, ancore di salvezza che la riportano alla realta. e poi c`e la madre, con la sua forza silenziosa, che le mostra che si puo sopravvivere anche all`abbandono piu devastante. beatrice comincia a guardarsi indietro, a collegare i fili, a fare i conti con quello che ha dentro. a raccogliere i pezzi, a prendersi per mano. nella scoperta che l`amore non e sacrificio. non e mettersi da parte. e poter scegliere. prima di tutto, scegliere se stessi. questo e un romanzo sull`invisibilita emotiva, sulla forza silenziosa delle donne che resistono troppo a lungo. ma soprattutto e una storia di rinascita, lenta, reale, imperfetta.

se nella vita di fiore qualcosa puo andare storto, lo fa. ha i bulli della scuola che gli danno il tormento, un fratellino pestifero con cui divide forzatamente la stanza e una ragazza dei sogni destinata a rimanere tale. la sola ancora di salvezza e la sua amica mati, aliena come lui ma fiera di esserlo. tante volte fiore avrebbe voluto fuggire, tante volte si e augurato di sparire, finche un giorno non incontra il suo doppio. attraverso lo schermo del suo vecchio pc, trova la strada per un mondo parallelo, abitato da un`altra versione di se stesso, fior. a prima vista le due realta sono identiche, ma presto fiore e fior si rendono conto che le loro vite scorrono in direzioni opposte. d`impulso, decidono di scambiarsi di posto... senza pensare che bisogna stare molto attenti a cio che si desidera. un terribile imprevisto costringera fiore e fior a stringere un`alleanza capace di superare non solo le differenze, ma i confini stessi della loro realta. eta di lettura: da 12 anni.

il fascismo non e un relitto del passato. non e un`ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. e una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce. tomaso montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell`italia di oggi? la risposta e radicale. il male non e una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuita che si rinnova. dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all`ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della costituzione. non come ripetizione caricaturale del ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell`umanita, l`idea di una nazione basata sul sangue, l`avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello stato, l`odio per le diversita. la continuita del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della costituzione. il progetto e esattamente il contrario: abbattere la costituzione antifascista e riportarci all`odio e alla paura. con rigore filologico e passione civile, montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l`ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l`ammirazione per le societa "spartane" che praticano l`apartheid e la violenza. ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine. non un`invettiva, ma un atto di verita politica. chiamare le cose con il loro nome diventa una necessita democratica. per capire che cosa sta accadendo. per riconoscere la matrice dell`intolleranza e del discorso d`odio. per spezzare la continuita del male, e fermare l`ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in te

all`inizio c`e una fermata dell`autobus. un ragazzo e una ragazza scambiano qualche parola, sanno di pioggia e di desideri immaturi. si rivedono, si innamorano. a entrambi piace ridere di cose stupide, guardare film sul computer, fare sesso. roberta cova sogni letterari, michele si vede in un futuro da biologo: sono l`unione di due fragilita che si puntellano l`un l`altra e che faticano a trovare il proprio posto nel mondo. quando vanno all`estero, nella francia rurale dove lui ha vinto una borsa di studio, stare insieme e semplice, ma poi sono costretti a rientrare in italia, in una catania che di tipicamente siciliano ha solo la mancanza di offerte. michele convince roberta a trasferirsi lontano dalla citta, in una vecchia casa. sembra il luogo in cui prendersi cura di tutto, volersi bene, ma la casa odora di cantina, gli infissi sono gonfi di umidita, crepe, tarli, e se michele vede gia le pareti tinteggiate e una vita nuova, roberta sente invece la presenza dei corpi che ci sono passati, la materia che trattiene e non lascia andare. la notte scende sulle promesse e ne cambia la forma. per non farsi inghiottire dal buio, roberta e costretta ad accendere un faro su cio che vuole per se e, finalmente, seguirlo. un amore giovane alla prova del tempo, che logora, strappa e ricuce, sino al punto in cui si toccano i propri confini: affinando la sua scrittura densa e immaginifica e la capacita di entrare senza sconti nell`animo dei personaggi, lorena spampinato esplora la fragilita dell`amore e la difficolta dello stare in coppia delle nuove generazioni, scrivendo cosi il suo romanzo piu maturo.

"la mancanza non toglie, e presenza. li dove tu non ci sei piu, io continuo a sentirti." dalle tradizioni sciamaniche impariamo che un`anima puo prendere in prestito qualsiasi forma della natura - un merlo, una pianta, il vento - anche solo per un istante, giusto il tempo di un saluto di passaggio. nel mezzo di una passeggiata nel giardino di casa, all`alba dei suoi trent`anni, un ragazzo percepisce la presenza della madre. e l`occasione per sentirsi, ancora una volta, figlio. nasce cosi un dialogo mai esistito prima, un`intimita rimandata dalla vita e interrotta dalla morte. parole mai dette, domande rimaste sospese, affetti sfiorati e non vissuti, insegnamenti ancestrali e viaggi che li avevano separati. ora tutto torna alla luce, con lentezza e verita. il monologo interiore del ragazzo si trasforma, pagina dopo pagina, in un dialogo silenzioso ma colmo di senso. lui parla, lei risponde nel modo in cui solo un`anima puo farlo: attraverso il paesaggio. lo spirito della madre lo guida in un`indagine di ricapitolazione sull`infanzia, sull`amore, sulla perdita, sulle ambizioni e sulla possibilita di guarire il passato. sempre scortato dalla sua prosa poetica, in questo libro gio evan si confronta con la scomparsa della madre, cercando un senso alla sua assenza e intrecciando il dolore all`educazione spirituale ricevuta dal suo maestro. una storia intima, sospesa tra realta e sogno, che racconta come anche una sola mattina possa bastare per riprendersi tutto l`amore mancato. una mattina in cui, come un`assenza vivissima, la propria madre aiuta a ricordare se stessi.

"la mia storia famigliare e piena di buchi a forma di uomo." cosi racconta kalina serce, erede riluttante e testarda di una dinastia di donne segnate dall`assenza, dall`abbandono e da una rabbia che si trasmette nel sangue, nei gesti, nei silenzi. tutto comincia nella slesia del 1938, in una casa abbandonata che un tempo si chiamava pensione gluck: e qui che la bisnonna berta, figlia del macellaio del paese, sogna una fuga romantica e finisce per commettere un gesto irreparabile. un filo rosso di ribellione e inquietudine che attraversera la vita delle sue discendenti. barbara maneggia coltelli come fossero verita taglienti; sua figlia violetta colleziona scandali, riviste rosa e nuove acconciature come mappe delle vite che avrebbe potuto vivere; kalina, la pronipote, cerca di ricomporre i frammenti, di raccontare cio che e stato taciuto, di spezzare l`incantesimo oscuro che grava sulla sua stirpe. con un tono che mescola confidenza e disincanto, umorismo e malinconia, kalina guida il lettore in un`indagine intima e visionaria che si snoda tra walbrzych, unislaw ?laski e sokolowsko, dalla seconda guerra mondiale a oggi. in un mondo in cui gli uomini svaniscono per scelta, per paura o per colpa, sono le donne a restare: ferite, incatenate al passato ma ancora capaci di lottare per la felicita che e stata loro negata. joanna bator - una delle piu importanti scrittrici polacche, vincitrice di prestigiosi premi - scrive un romanzo potente e visionario, un`epopea famigliare che e anche, e soprattutto, un atto d`amore, un grido di liberta.

questo libro entra nell`aula bunker di palermo e ci fa sedere in prima fila, la dove l`italia ha smesso di tacere. il maxiprocesso non e stato soltanto un evento giudiziario: e un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. pietro grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce - con prosa limpida e rigore assoluto - la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell`eroina, la provincia contadina alle alleanze con new york, gli sportelli bancari di lugano ai cantieri del cemento palermitano. la narrazione segue il ritmo del dibattimento: l`ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignita ferita di chi chiede solo giustizia. rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (boris giuliano, emanuele basile) e grandi magistrati come falcone e borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile. davanti, nelle gabbie, l`altra faccia del paese: i corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti buscetta e contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto. atti, rogatorie, intercettazioni diventano racconto vivo: laboratori sotterranei, pescherecci carichi di droga, navi fermate a suez, conti cifrati in svizzera, valigie di dollari sporchi arrivati dalle pizzerie del bronx, affari con industriali e faccendieri. intorno, una borghesia che spesso finge di non vedere, e talvolta tiene il registro. qui la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verita processuale incontra (o manca) la verita storica. questo e il racconto di come, in un`aula verde come un`astronave, l`italia ha imparato a chiamare le cose con il loro nome. e di come quelle parole - finalmente dette - hanno cominciato a cambiare il corso della nostra storia. il 10 febbraio 1986, dentro l`aula bunker di pa

toriumi ningyo ha il nome di un uccello marino, vive sola con la madre e ha un padre che aleggia su di lei come un temporale. quando incontra il giovane arashi, un innamoramento fragile - il primo - prende forma. solo curare la madre le fara capire che a volte l`amore e come il mare, limpido e terribile, e che crescere significa accettarne la profondita. nel secondo breve romanzo che compone il libro, santuario, a incontrarsi di notte su una spiaggia sono altre due vite ferite: quella di tomoaki, segnato da un lutto che non riesce a superare, e quella di kaoru, che ha perso tutto cio che amava. il loro legame diventera insieme conforto e rivelazione - la possibilita, fragile ma reale, che la tenerezza salvi. uscito subito dopo il successo mondiale di kitchen e pubblicato oggi per la prima volta in italia, come un miraggio riprende la tradizione degli shojo manga, i fumetti per ragazze con cui banana yoshimoto e cresciuta e che per primi hanno ispirato la sua scrittura. storie dove amore e dolore convivono e in cui a emergere nitido e, nelle parole dell`autrice, "lo scintillio dell`essere giovani e l`inquietudine di una eta in cui non si sa niente di cio che portera il domani".

pubblicato in germania per i settant`anni dell`autrice premio nobel per la letteratura, "una mosca attraversa mezza foresta" racchiude in nove discorsi e un monologo la summa di testimonianze e interventi pubblici che hanno fatto di herta muller una delle voci letterarie europee piu importanti a cavallo tra il novecento delle dittature e il nostro tempo. dalla rilettura di autori ormai classici come heinrich boll o contemporanei come il dissidente cinese liao yiwu, alla fuga dal regime di ceau?escu e al difficile recupero di dignita, liberta, senso di se e degli altri nella germania riunita, il filo che lega le storie contenute in questo libro e quello di una donna che rivolge la propria nostalgia al futuro, a un mondo lontano dalla guerra e dal regime che tutti gli esiliati desiderano. una raccolta esemplare, un monito a non perdere ironia, lucidita e forza morale necessarie ad affrontare la nostra epoca incerta.