
"nel dicembre del 1930 una voce alla radio scosse le coscienze degli italiani: `abbasso la pastasciutta!`, tuono` filippo tommaso marinetti, il fondatore del futurismo. nel 1913 con il `manifesto della cucina futurista` marinetti, assieme allo chef jules maincave, si pose l`obiettivo di rivoluzionare la gastronomia in nome della sperimentazione non convenzionale delle vivande volendo creare una cucina rallegrante, ottimista, dinamica e agilizzante. l`obiettivo dei cuochi futuristi era far dimenticare l`avido mangiatore di pastasciutta perorando l`avvento delle vivande sintetiche e la diffusione per mezzo della radio di `onde nutrienti`. i piatti e le vivande si trasformarono in tavolozze di colori, e le forchette furono abolite per favorire `degustazioni e piaceri tattili prelabiali`. il ristorante futurista taverna santopalato aveva le pareti ricoperte di lastre di alluminio e l`ambiente era intriso con acqua di colonia spruzzata da camerieri armati di vaporizzatori, mentre il rombo del motore a scoppio di un aeroplano fungeva da sottofondo musicale. chi partecipava agli aerobanchetti dell`avanguardia futurista diventava l`elemento vitale di un momento unico e sorprendente, mai vissuto prima. cosi` marinetti e i cuochi del movimento futurista dimostrarono come la cucina fosse uno spettacolare laboratorio di partecipazione attiva ed emotiva alla fusione creativa dell`arte con la vita." (guido andrea pautasso)

"a nessuna arte l`europeo si accosta con altrettanta diffidenza come all`arte africana. la sua prima reazione e` di negare che si tratti di arte, ed egli mostra la distanza che separa le creazioni dell`arte negra dal quadro mentale europeo con un disprezzo che non manca di formarsi una terminologia negativa. tale distanza e i pregiudizi che ne derivano rendono difficile ogni giudizio estetico, anzi lo rendono impossibile, in quanto un tale giudizio presuppone in primo luogo un processo di avvicinamento. il negro peraltro e` considerato a priori come un essere inferiore che va trattato senza riguardi, e cio` che esso propone e` condannato immediatamente come manchevole. per giudicarlo si e` ricorsi sommariamente a ipotesi evoluzioniste assolutamente vaghe. alcuni se ne servivano per esemplificare un falso concetto di primitivita`, altri rivestivano quest`oggetto senza difesa con frasi false, parlavano di popoli venuti dalla profondita` dei tempi, e cose simili. si sperava di rintracciare nell`africano una testimonianza delle origini, di uno stato che non si era mai evoluto. la maggior parte delle opinioni espresse sugli africani si fonda su tali pregiudizi formulati per giustificare una comoda teoria. nei suoi giudizi sui negri l`europeo rivendica un postulato, ossia quello di una sua superiorita` assoluta, del tutto irrealistico."

"un saggio sui rapporti tra morandi e hollan, un altro su quelli tra il pittore bolognese e giacometti. se questi accostamenti sono fondati, si puo` dunque pensare che giacometti e hollan ebbero assilli, percezioni, modi di dipingere assimilabili. e se si avvicinano a morandi per diversi aspetti del suo lavoro, devono dunque incontrarsi in questo o quel punto della loro comune frequentazione della sua grande opera. opera peraltro cosi` singolare, e cosi` omogenea, che non si vede come si potrebbe interessarsi a essa senza averla dinanzi agli occhi nella sua interezza e reagire a essa senza un coinvolgimento totale del proprio essere".

un dossier dedicato a frida kahlo. in sommario: "frida dei dolori"e "bella di nessuno". come tutte le monografie della collana "dossier d`art", una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.

quest`anno il premio nazionale arti visive citta` di gallarate giunge alla sua xxv edizione. in occasione di questa importante ricorrenza si inserisce un progetto in collaborazione con il museo maga, un`ipotesi di lavoro che mette in stretto dialogo produzione artistica e identita` territoriale. il volume urban mining / rigenerazioni urbane, riunisce i risultati di questo progetto, le opere degli artisti selezionati concepite pensando e prendendo spunto dal territorio in uno scambio costante con l`area urbana e in particolare con il torrente arno. e in questa capacita` di rileggere i luoghi e di ridefinirne i significati che si situa l`idea di una rigenerazione urbana, un processo non tanto fisico, quanto piu` culturale che stimola una risemantizzazione degli spazi della citta`.
la produzione di utagawa hiroshige (edo, 1797-1858), uno dei grandi maestri dell`ukiyo-e, e` ben documentata nella collezione del museo d`arte orientale di venezia, con opere risalenti soprattutto al periodo della maturita`. i soggetti delle sue stampe spaziano da immagini di belta` femminile a vedute urbane e paesaggistiche. i saggi in catalogo di fiorella spadavecchia, marta boscolo marchi, bonaventura ruperti, silvia vesco e rossella menegazzo ci accompagnano nella lettura di queste meravigliose opere, con uno sguardo alla storia e alla cultura giapponesi del periodo. il dvd allegato al volume raccoglie le immagini e le schede dei pezzi della collezione veneziana.
arata isozaki (oita 1931), una delle piu` versatili personalita` espresse dall`architettura contemporanea giapponese e internazionale. collabora dal `54 al `63 con kenzo tange e lo studio urtek a tokyo, partecipando alla formazione del piano di tokyo, 1960. simpatizza per il gruppo metabolism, elaborando nel tempo un suo complesso pensiero teorico che coniuga complessita` dell`architettura e fine ironia. di recente ha suscitato grandi polemiche in italia il suo progetto per l`ingresso alla galleria degli uffizi a firenze.
fumihiko maki (tokyo 1928), compie gli studi a tokyo e harward. fin dal 1960 fa parte dell`importante gruppo giapponese metabolism e riesce ad esprimere nei suoi lavori una sintesi elevata di cultura giapponese e pragmatismo americano, attraverso l`uso di tecnologie avanzate e materiali hi-tech e design razionale. ha vinto il premio pritzker nel 1993.

questo libro raccoglie le voci di chi ha fatto una scommessa: la scommessa che il museo, se lo si desidera, puo` essere uno spazio di crescita e riflessione su di se` e sul mondo, un osservatorio, una lente attraverso cui guardare alla complessita` che circonda la vita di tutti, e quella degli adolescenti in particolare. il museo puo` essere tante cose che la scuola, per sua natura, non e`: uno spazio di educazione informale in cui i tempi si dilatano, i silenzi sono ammessi e persino coltivati, le domande sono piu` importanti delle risposte, il corpo trova un suo agio. vero e` che non basta esporre il pubblico degli adolescenti alle collezioni, per contatto: e` utile una mediazione sensibile, progettata a partire dalle domande di quei visitatori, dai loro bisogni, urgenze e curiosita`. i metodi, dunque, sono al centro di questo volume: metodi di traduzione, avvicinamento, contenimento. e, a monte, metodi di progettazione per gli operatori - curatori, educatori, esperti di interpretazione, allestitori e cosi` via - chiamati a rinnovare il proprio sguardo e linguaggio.

una raccolta di informazioni, immagini e curiosita` per conoscere opere, artisti, innovazioni tecniche, dinamiche storiche, splendori e declini di citta` e nazioni. il volume illustra i concetti chiave dell`arte quattrocentesca, dall`arte cortese all`altare a sportelli, dal gotico alla prospettiva, dalla pittura a olio alle tarsie lignee. attaversando i principali centri di produzione - dal nord europa all`area mediterranea, dalle regioni anseatiche alle citta` italiane - si passa alla presentazione biografica e artistica dei grandi maestri: leonardo, bramante, van eyck, schongauer, senza trascurare figure meno note come jaime baco o geertgen tot sint jans. tutti precursori della grande stagione del rinascimento.

il volume e` il catalogo della mostra di saint-etienne me`tropole (muse`e d`art moderne, 23 febbraio-26 aprile 2009). in chiusura del volume viene proposta la traduzione in inglese e in italiano dei testi del catalogo. "le tele di salvatore garau raffigurano spazi che vengono ravvivati da movimenti e da avvenimenti pittorici. spazi che vanno ravvivati, vissuti, filtrati attraverso le emozioni e che si identificano con un palcoscenico." (lorand hegyi)

"noi diventiamo moderni nel medioevo, diventiamo moderni quando ci accorciamo che il soffrire, il patire, la lacrima, il dolore, sono parti integranti della vita".

tra la fine dell`ottocento e l`inizio del novecento il progresso scientifico e tecnologico modifico` radicalmente la vita quotidiana dei popoli occidentali. l`arte, naturalmente, non poteva non essere coinvolta in simile cambiamento. il critico berlinese walter benjamin fu tra i primi e piu` acuti indagatori di tale fenomeno. nei suoi saggi il filosofo intravede e teorizza la nuova funzione e la nuova natura dell`opera d`arte, che da capolavoro dal valore puramente estetico avvolto da un`aura quasi magica, grazie ai nuovi media tecnologici, capaci di diffonderla indefinitamente su scala planetaria, assume un ruolo politico e sociale, come gia` stava emergendo nella fotografia, nei film di ejzenstejn e chaplin e come si preparava a fare la radio. nell`introduzione giulio schiavoni, autore della limpida traduzione, guida il lettore nel percorso critico e ideologico dell`autore.
vittorio sgarbi, sulle orme di rene de chateaubriand, ci conduce in un viaggio inedito attraverso la storia dell`arte per raccontare la natura e la montagna interpretata dai piu grandi artisti, dal trecento ad oggi. dal primo pittore a raffigurarla, giotto, il piu umano di tutti, alle dolomiti nei quadri di mantegna, dalla purezza dei paesaggi di masolino agli scorci aspri di leonardo, dove le rocce incorniciano le vergini senza tempo, agli impalpabili acquerelli alpini di durer in viaggio da venezia verso la germania. a fianco dei maestri celebrati, bellini, giorgione, tiziano, turner, friedrich, sgarbi ricorda capolavori di artisti meno noti, cresciuti in provincia, come ubaldo oppi, afro basaldella, tullio garbari. un viaggio che attraversa le alpi e le altre vette d`italia raccontate dal realismo di courbet e dal simbolismo di segantini, nei colori di van gogh, nell`espressionismo di munch e nei fantasmi di boklin, nelle intuizioni di italo mus, dino buzzati, zoran music, fino alla nascita del turismo montano, della fotografia e della grafica che raccontano con una lingua nuova la spiritualita delle terre alte. "nulla e piu vicino all`eterno della montagna e allo stesso tempo niente permette di intendere meglio i limiti dell`uomo, la sua fragilita. l`uomo e la montagna hanno una storia, che l`arte ha raccontato nella sua autonomia espressiva. un racconto che inizia con giotto e arriva fino ai testimoni del nostro tempo. un lungo percorso, ricco di sfumature, ma che ha una stessa sostanza, un solo pensiero. che e il pensiero di un assoluto." (vittorio sgarbi)
il volume, attraverso un percorso di conoscenza e di frequentazione della casa del fascio e del suo contesto, e secondo un rigoroso approccio critico, propone una riflessione ampia sulla storia dell`edificio e del suo autore che qui trovano consolidamento metodologico e documentale, costituendo quindi un`occasione disciplinarmente rigorosa e aggiornata per ripensare al ruolo della ex casa del fascio, al suo rapporto con la citta` nel suo complesso, e con la piazza garibaldi in particolare, di cui e` fondale ma anche ideale prosecuzione. il palazzo, infatti, qualora fosse recuperato ad un ruolo sociale, civile e pubblico, e non meramente commerciale o utilitaristico, costituirebbe un polo di attrazione, luogo di incontri e di relazioni e potrebbe contribuire a ridefinire il nesso e il significato stesso del centro cittadino.

il volume ripercorre la carriera di leonardo pittore ponendo in rilievo la sua costante attenzione per la scultura, sia quella dei suoi predecessori e contemporanei, come appunto verrocchio, donatello e tullio lombardo, sia quella degli antichi, i bassorilievi e la scultura monumentale apprezzata nei suoi viaggi a roma. il costante riferimento alle arti plastiche si intreccia continuamente con la pittura e spiega la straordinaria forza tridimensionale delle sue creazioni pittoriche e, di conseguenza, il loro successo presso i contemporanei. nel volume vengono via via indicate le possibili fonti scultoree delle composizioni pittoriche di leonardo, spesso riprodotte in modo da rendere evidente il continuo dialogo intessuto da leonardo con la scultura.
con l`esposizione "cranach: l`altro rinascimento" la galleria borghese e` arrivata alla quinta edizione del progetto "dieci grandi mostre", fatto proprio dal ministero per i beni e le attivita` culturali e dichiarato "di interesse nazionale". per la prima volta in italia viene presentata una selezione monografica di opere dell`artista, offrendo una suggestiva restituzione della sua vasta produzione pittorica e grafica.

un progetto di umanesimo moderno e` effettivamente esistito nel secondo dopoguerra, oppure l`attribuzione della qualificazione di umanistica all`architettura moderna di quel periodo e` in realta` propria della storiografia piu` recente, a noi contemporanea? il quesito, sotteso a questo studio, consente di costruire percorsi che si svolgono fra scritti sull`architettura di circa due decenni, quando lo sguardo critico verso il passato si focalizza soprattutto sul quattrocento e sulla sua capacita` di rifondazione culturale della societa` attraverso le arti. senza cadere nella riproposizione formale e anacronistica di modelli del passato, gli architetti confermano, in questa stagione, la loro opzione per la modernita` nella tensione a valori fondanti di una filosofia umanistica. i principi di un nuovo umanesimo trovano allora possibilita` di esprimersi in una progettualita` che riesce a evidenziare il primato del metodo, il proprio ruolo didattico e le ragioni culturali e sociali dell`architettura europea.

explore ernst haeckel, the 19th-century artist-biologist who found beauty in the most unlikely creatures. this collection features 300 prints from his most important publications, including the majestic kunstformen der natur and his catalogues of marine life. these exquisite images are a scientific, artistic and environmental masterwork.

scoprite un mondo di idee decorative grazie a questo compendio degli schemi e motivi ornamentali piu` eleganti della storia, corredato da un database di immagini online. the world of ornament raccoglie le due piu` grandi collezioni enciclopediche di ornamenti del xix secolo - l`ornement polychrome volumi i e ii (1875-1888) di auguste racinet e l`ornement des tissus (1877) di m. dupont-auberville - per fornire un manuale sontuoso che spazia attraverso gioielleria, ceramica, vetro istoriato, manoscritti miniati e tessuti. il libro offre inoltre l`accesso esclusivo a un database di immagini online, con la possibilita` di scaricare senza limitazioni file in alta risoluzione di tutti gli schemi e i motivi decorativi. con motivi e schemi classici, egiziani, greci, romani, etruschi, asiatici, europei e mediorientali dal medioevo fino al xix secolo, questa raccolta di culture ed estetiche offre una fonte di primaria importanza ad artisti, storici, designer e decoratori, cosi` come a chiunque sia coinvolto nel mondo del design.
un nucleo significativo di opere provenienti dal prestigioso kroller- muller museum di otterlo (che possiede una delle collezioni piu` complete del grande artista), arricchito dalle due straordinarie tele di van gogh della galleria nazionale di roma (l`arlesiana, da gauguin, e il giardiniere, noto anche con il titolo di contadino) offre un`occasione straordinaria per ripercorrere l`opera di questo straordinario maestro che ha saputo contrapporre al dolore e al profondo disagio interiore il coraggio e la forza del suo linguaggio artistico, davvero unico e inconfondibile nella sua tormentata espressivita`. vincent van gogh, il pittore maledetto che identifica completamente la sua arte con la sua vita, vivendo l`una e l`altra con profonda drammaticita`. un genio immortale, una delle figure piu` ammirate della storia dell`arte ma anche una tra le piu` tormentate. l`artista che muore solo e disperato, per essere glorificato solo dopo la morte. il volume documenta l`intero percorso del pittore olandese seguendo un filo conduttore cronologico che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad arles, fino a st. remy e auvers-sur-oise, dove mise fine alla sua tormentata vita. i grandi capolavori dell`artista sono affiancati da un nutrito numero di disegni perche`, come scriveva lo stesso van gogh, "il disegno e` l`origine di tutto" e nessuna esplorazione della vita e dell`opera di questo artista sarebbe completa senza uno sguardo ai suoi molti, incredibili disegni, tutt`altro che meri strumenti per la preparazione di piu` ambiziose opere su tela. come diceva lui stesso, disegnare vuol dire "lavorare attraverso un invisibile muro di ferro che sembra separare cio` che si sente da cio` che si e` in grado di fare. e necessario indebolire questo muro, erodendolo a poco a poco con costanza e pazienza".

corredata di schizzi e cimeli, questa panoramica in edizione compatta dell`impatto dirompente di salvador dali sulla storia dell`arte passa in rassegna tutti i dipinti del maestro del surrealismo. pur essendo meno note, molte di queste opere incarnano alla perfezione le rappresentazioni daliniane del misterioso funzionamento della mente subconscia.

dal rinascimento agli albori della rivoluzione industriale, il mobile italiano e stato la sintesi delle arti che giorgio vasari defini "congeneri", ossia la cui invenzione e legata alla comune esperienza del disegno. per secoli pittori, architetti, scultori, lavorarono assieme a intarsiatori, ebanisti, intagliatori, creando opere di straordinaria qualita artistica. mobili non solo d`uso, bensi concepiti per il piacere di circondarsi della bellezza, per desiderio di esibire ricchezza, prestigio personale o dinastico. il libro si propone dunque di raccontare, in maniera chiara e lineare, la storia del mobile italiano nell`eta moderna, ovvero dal rinascimento al primo ottocento, ripercorrendo - proprio sulla falsa riga di vasari - le vite dei maestri piu famosi, o meglio di quelli di cui si e tramandata una certa memoria storica unita a un significativo corpus di opere, accanto ai quali non mancano riferimenti a un gran numero di comprimari, maestri le cui storie si sono perdute, di cui rimangono tracce fugaci, accenni e opere sparute. accompagnato da un ricco apparato iconografico, il volume e completato da una corposa bibliografia ragionata e da indici.

questo libro raccoglie in un unico volume tutti gli scritti di sartre sul tintoretto. si tratta della prima edizione autorizzata di un`opera alla quale sartre lavoro` per quasi un decennio, dal 1951 ai primi anni sessanta, senza poi darle una forma definitiva. l`interesse per tintoretto nasce probabilmente nel corso dei frequenti viaggi compiuti da sartre a venezia. l`approccio alla materia e` originalissimo: la storia della citta` e della societa` veneziana, i rapporti con gli altri pittori (tiziano, veronese) e con la pittura fiorentina sono fatti ruotare attorno alla figura del tintoretto, che sartre definisce "braccato", in continua lotta con se stesso e con la sua citta`. "tintoretto e` venezia - scrive sartre - anche se non dipinge venezia".
la galleria degli uffizi e` uno dei musei piu` importanti del mondo. il nucleo principale delle sue ricchissime collezioni comprende opere che vanno dal duecento al settecento; in particolare e` lo specchio fedele di uno dei momenti piu` alti dell`arte di tutti i tempi: il rinascimento. tra i principali artisti rappresentati ci sono giotto, piero della francesca, paolo uccello, botticelli, leonardo, michelangelo, raffaello, pontormo, tiziano, caravaggio. questo volume e` la guida ufficiale della galleria degli uffizi. contiene la storia del museo, l`elenco completo di tutte le opere sala per sala, le piantine di tutte le sale, le immagini e i commenti di tutte le opere principali.

la straordinaria capacita` di michelangelo merisi da caravaggio di esprimere il dramma dell`uomo attraverso la pittura riflette, come in pochi altri casi nella storia dell`arte, la sua esistenza reale, una vita fatta "di lampi nella piu` buia delle notti". nato nel 1571 nella cittadina lombarda di caravaggio, visse in seguito tra milano, roma e napoli, lavorando per cardinali e potenti signori dell`epoca, che si contendevano i migliori artisti per le proprie casate. appena uscito dalle grandi chiese e dai lussuosi palazzi, si ubriacava nelle bettole, andava a prostitute, incappava in risse di strada, durante una delle quali si macchio` di omicidio. per sfuggire all`arresto scappo` a napoli e quindi a malta. li`, dopo essere entrato nell`ordine dei cavalieri di san giovanni per evitare la condanna a morte che pendeva su di lui, fu incarcerato per aver aggredito un cavaliere di rango superiore, ma riusci` a evadere. mori` pochi anni dopo mentre tornava a roma a chiedere al papa la grazia per i suoi crimini. aveva trentotto anni. per ricostruire la storia di questo artista unico, andrew graham-dixon ha lavorato oltre un decennio, con le metodologie di un vero detective e avvalendosi di documenti scoperti di recente.
"raffaello ha solo dipinto. non e` stato un uomo complesso come leonardo, un pensatore curioso di tutto; non e` stato come caravaggio, un `maledetto` che vive una vita piena di contrasti; non e` stato un artista come michelangelo, pittore, scultore, poeta, architetto. raffaello ha dipinto soltanto. e ogni volta ha inventato un capolavoro. i pittori, come il suo maestro perugino, tendono a ripetersi, a riprodurre un modello, hanno un archetipo di riferimento. lui no. ogni volta inventa un`immagine nuova. opere che la critica disconosce sono di raffaello: sono opere diverse da quelle che ci aspettiamo, perche` raffaello non e` solo raffaello, e` anche giorgione, e` caravaggio, e` michelangelo, e` parmigianino. lui e` tutto: nessuno e` `piu` tutto` di lui. quello che ha fatto raffaello e` un prolungamento della creazione di dio e della bellezza del mondo, una bellezza assoluta, senza limiti." seguendo il racconto di giorgio vasari, vittorio sgarbi compone il suo racconto di raffaello, dal commovente rapporto con il padre e la madre, al magistero di pietro perugino, dagli affreschi delle stanze vaticane fino al torbido amore per la fornarina che destabilizzo` la sua calma olimpica. e ogni volta vittorio sgarbi percorre la fitta rete di legami con i pittori del suo tempo: l`ammirazione per leonardo, il rapporto contrastato con michelangelo, l`amicizia con bramante.
c`e` stato un tempo in cui varvara stepanova era solo la moglie di rodcenko e la fama di frida kahlo non superava i confini del messico. in quei lunghi decenni di oblio, le pittrici e scultrici che avevano svolto un ruolo primario nel grande rinnovamento artistico della prima meta` del novecento si trovavano relegate in una provincia remota e marginale della storia dell`arte. solo poche personalita` erano state risparmiate da quella rimozione dovuta alla disattenzione o al pregiudizio dei critici, all`autocensura delle stesse artiste, alle persecuzioni razziali, alle devastazioni delle guerre mondiali. l`altra meta` dell`avanguardia, la mostra ideata da lea vergine nel 1980, strappo` il velo che celava l`attivita` di oltre cento artiste europee, russe, americane che, come scrisse giorgio manganelli "ignorate, scomparse, rintanate, morte e disperse, o pensose sul tema del morire, ormai ignare di se stesse, avevano portato alla strepitosa avventura dell`avanguardia una ricchezza straordinaria". fu una scoperta che fisso` un canone valido a livello internazionale e impose all`attenzione di critica e pubblico opere e talenti che da allora hanno attratto un interesse costante - basti ricordare il caso di carol rama. tuttora insuperato per rigore critico e estensione delle esperienze indicate, il catalogo dell`esposizione e` oggi ripubblicato in forma di libro come riferimento imprescindibile per chiunque voglia conoscere il ruolo dell`arte femminile nei movimenti di punta del secolo passato.

lunga e` la preparazione di matisse per arrivare a quella sintesi assoluta che sono i papiers gouache`s de`coupe`s, vale a dire i fogli preparati con una intensa pittura ad acquerello e poi ritagliati con la maestria del grandissimo disegnatore. la prima parte del volume a firma di sylvie forestier ci mostra lungo tutta la vita dell`artista quei caratteri, tratto, volume, arabesco, figura, maschera, che lo porteranno alla fase finale. la seconda parte, svolta da marie-the`re`se pulvenis de se`ligny, riguarda la monumentale fioritura dei papiers gouache`s de`coupe`s. monumentale non solo per quantita` e per dimensioni di vari metri quadrati, ma perche` matisse arriva alla sua "opera completa", monumentum in senso antropologico: la cappella di vence. dalle vetrate ai paramenti, tutto e` frutto della preparazione avvenuta con la tecnica straordinaria della carta colorata e ritagliata.
ci sono luoghi che attraversiamo quotidianamente nelle nostre citta` e che nella fretta di una meta da raggiungere manchiamo di cogliere. roma e` piena di queste occasioni di bellezza: dai palazzi rinascimentali, attraverso la grande stagione del barocco, alle architetture avveniristiche di questo secolo, tra chiese, fontane, piazze e musei, luoghi celebri e sorprese da scoprire. vittorio sgarbi compie una ricognizione totale delle bellezze architettoniche di roma, suggerisce al lettore una serie di itinerari d`autore per orientarsi tra queste meraviglie e compone un`opera straordinaria per la quantita` di edifici e autori citati. con oltre 650 schede di autori e 1500 opere segnalate, questo libro e` una guida alle architetture della capitale e uno strumento prezioso di conoscenza della storia artistica della citta`, che guarda al suo passato ma anche ai nuovi progetti in corso di realizzazione. a turisti e abitanti di roma non resta altro che alzare gli occhi e, fosse anche solo per pochi secondi, fermarsi a godere con consapevolezza le mirabilia della citta` eterna. nuova edizione.

la casa della famiglia maselli in via sardegna era un luogo di incontro per intellettuali e artisti. nel suo salotto si riunivano emilio cecchi e silvio d`amico, alberto savinio, corrado alvaro e massimo bontempelli. e in questo ambiente che comincia l`intensa esperienza artistica di titina: una ricerca in cui l`istinto creativo si misura costantemente con la consapevolezza intellettuale. il libro ne segue tutte le fasi - il matrimonio con toti scialoja, gli esordi alla fine degli anni quaranta, il fondamentale soggiorno a new york, il ritorno a roma e il trasferimento a parigi - e ne analizza affinita` e influenze, dalla scuola romana al futurismo fino alla pop art. nel corso della sua vita, titina maselli ha lavorato con i piu` importanti registi teatrali, occupandosi delle scenografie e dei costumi, senza mai abbandonare la pittura. i grattacieli, la folla urlante per una competizione sportiva, i fili elettrici nel cielo notturno, le insegne al neon che illuminano la citta`, i calciatori, i boxeurs: attraverso le immagini di una metropoli moderna e al tempo stesso atavica, titina ha raccontato la realta`. questa monografia ci restituisce l`unicita` del suo sguardo attraverso materiale bibliografico e interviste inedite a critici, scrittori e artisti. tra questi, citto maselli, antonio debenedetti, carlo cecchi, elisabetta rasy, ginevra bompiani, ruggero savinio, piero guccione, iaia forte e molti altri.

il libro ripercorre la storia della street art, l`arte di strada, una delle forme piu` indefinibili dell`arte contemporanea: dai graffiti rupestri alle grottesche, dai murales messicani alla controcultura anni sessanta e settanta, fino a haring, ai writers, agli stencil murali, a banksy, blu, ericailcane, jr e tutti gli altri. in continua evoluzione, un po` dentro il mercato e un po` fuori, un po` gradita iniezione di creativita` per le nostre periferie e un po` ritenuta ai limiti dell`atto vandalico, certamente e` uno dei fenomeni piu` nuovi e vistosi della scena urbana del nostro tempo. questo libro ci aiuta a capire il fenomeno nelle sue sfaccettature ormai globali, ricostruendone la storia ma anche andando a scavare per trovare i precedenti.

fernando botero e` un artista dallo stile insostituibile. da oltre sessant`anni, il "boterismo" colombiano conquista i collezionisti, le istituzioni artistiche e i luoghi pubblici del mondo intero, grazie alla concezione unica, estrema e formosa del corpo umano che lo contraddistingue. con le sue creazioni corpulente, botero e` diventato uno degli artisti piu` conosciuti dell`america latina, e le sue opere sono state esposte in luoghi di spicco di tutto il mondo, compreso park avenue di new york e gli champs-elyse`es a parigi. questa edizione offre un`introduzione completa a un maestro dell`arte contemporanea. ripercorrendo la carriera di botero, dalle prime caricature di animali fino alle piu` recenti sculture in bronzo su larga scala, il volume analizza l`ampia varieta` di influssi riconoscibili nel suo lavoro, da paolo uccello all`espressionismo astratto e rende omaggio all`arguzia, l`ironia, la profondita` e lo spirito critico che pervadono le sue composizioni, poco importa l`assurdita` delle proporzioni dei corpi.
formatosi nell`ambiente bohe`mien della oslo di fine secolo, edvard munch e` stato uno dei piu` grandi artisti europei tra la fine dell`ottocento e la prima meta` del novecento. viaggiatore instancabile, in contatto con i circoli artistici e letterari di berlino e poi di parigi, si afferma come artista eversivo dopo che il suo dipinto la bambina malata suscita indignazione alla mostra d`autunno di oslo nel 1886. grande visionario, afflitto da nevrosi e da alcolismo, ma nello stesso tempo pittore frenetico, munch riesce a dare l`immagine della sua vita interiore, esprimendone gli stati emotivi piu` profondi, e insieme a raffigurare quell`umanita` viva e appassionata che lo circonda. riconosciuto come uno dei padri ideali dell`espressionismo tedesco, munch ha realizzato una delle maggiori testimonianze sull`amore, la sessualita` e la morte nell`arte del nostro tempo.

dai primi cupi dipinti del periodo olandese, riferibili al filone del realismo sociale ispiratogli dagli artisti francesi della meta` dell`ottocento, attraverso la tiepida adesione, a parigi, ai modi dell`impressionismo e del pointillisme, van gogh giunge infine all`espressione piu` autentica del proprio talento in provenza, dove si reca per la prima volta nel 1888 e dove, nel paesaggio assolato e nei colori sfolgoranti, trova un`eco della sua anima appassionata. cosi`, nell`arco di pochi anni, l`artista esegue centinaia di dipinti, nei quali impiega con straordinaria autonomia il colore e rivela una liberta` di segno all`epoca inusitata, che, giustamente, lo fanno considerare precursore delle avanguardie artistiche primonovecentesche.

il volume e` il catalogo della mostra tenutasi alla real aca`demia de bellas artes de san fernando (madrid 12 maggio - 30 giugno 2003).

"gran riparo", casa della parola degli uomini, il togu na e` presente in tutto il paese dogon (mali), perfettamente integrato nel paesaggio a segnalare il villaggio di cui e` la "testa", il luogo a cui fa capo la vita sociale tradizionale. sede specifica della parola "seduta", calma e ponderata, il togu na e` il centro dal quale emanano le decisioni che governano il villaggio. in tal modo l`edificio si inserisce nella realta` sociale e costituisce, secondo gli autori, "l`elemento emblematico di questa necessaria e perfetta organizzazione comunitaria". pubblicato per la prima volta nel 1976, questo libro documenta senza concessioni a un superficiale estetismo un tipo di edificio che e` nello stesso tempo la proiezione di una struttura sociale.

gli showroom, vere e proprie scenografie commerciali, hanno cambiato il volto della citta` contemporanea. i significativi cambiamenti nei sistemi di vendita al dettaglio richiedono infatti vetrine pensate in stretta relazione al contenuto rappresentato dalle differenti categorie merceologiche. i nuovi spazi per lo shopping finiscono dunque per alterare i caratteri morfologici urbani diventando sempre di piu` una frequentata palestra di sperimentazione per architetti e design.
















un volume che raccoglie la produzione artistica di roberto lemmi (1901-1971). pittore e illustratore fiorentino, ha rappresentato per i contemporanei un punto di riferimento determinante nel panorama artistico italiano a soggetto venatorio e animalista. fra gli anni `30 e `70 ha raccontato con le sue opere un mondo che oggi non esiste piu`: i "tempi d`oro" della caccia, descrivendo la natura e gli animali che la abitano con intensita` straordinaria e al contempo con una capacita` analitica e descrittiva quasi ossessiva. "mi basterebbe saper "copiare la natura", che e` sempre poetica, armoniosa, decorativa" diceva. "siamo noi incapaci di capirla e di raffigurarla. e l`uomo che ha creato questa immaginaria frattura tra realta` e poesia".




