«The Boys of Dungeon Lane» è una raccolta di scorci rari e rivelatori su ricordi mai condivisi prima, accompagnati da alcune nuove canzoni d’amore ispirate da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo. Queste straordinarie nuove canzoni vedono Paul scrivere con rara sincerità della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori e delle prime avventure con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania.
A proposito di «Days We Left Behind», Paul ha detto: «Questa canzone è per me piena di ricordi. Il titolo dell’album, “The Boys of Dungeon Lane”, deriva da una strofa di questa canzone. Ho pensato proprio a questo, al tempo che mi sono lasciato alle spalle, e mi chiedo spesso se scrivo solo del passato. Ma poi penso: come si potrebbe scrivere di qualcos’altro? Sono semplicemente tanti ricordi di Liverpool. La parte centrale della canzone parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo un tempo. Dungeon Lane è proprio lì vicino. Vivevo a Speke, un quartiere della classe operaia. Non avevamo molto, ma non importava, perché le persone erano fantastiche e non ci si rendeva nemmeno conto di quanto poco si avesse».
Oltre alle commoventi riflessioni, «The Boys of Dungeon Lane» contiene anche nuove canzoni d’amore dallo stile inimitabile. Gli ascoltatori possono immergersi in un mondo che esisteva prima che tutto cambiasse e ricevere ricordi che non hanno mai condiviso prima – in un modo che commuove con straordinaria onestà.
I Boys of Dungeon Lane sono nati cinque anni fa, quando Paul si è incontrato con il produttore Andrew Watt per una tazza di tè e uno scambio di idee. Durante l’incontro, Paul ha strimpellato la chitarra e si è imbattuto in un accordo che nemmeno lui conosceva. Imperterrito e spinto dalla sua voglia di sperimentare, ha continuato a modificare le note fino a quando non ha trovato una sequenza di tre accordi che Watt ha suggerito di registrare.
Da quella sessione è nato il brano di apertura dell'album, «As You Lie There». Incoraggiato dal suo nuovo produttore, Paul ha continuato a lavorare sulla canzone e ha suonato la maggior parte degli strumenti da solo – proprio nello stile del suo album di debutto da solista «McCartney» del 1970. È così che è iniziato il viaggio verso il 18° album in studio di Paul, che ha pubblicato da solo.
L'agenda fitta di impegni di Paul fece sì che l'album venisse registrato in sessioni brevi ed efficienti tra una tappa e l'altra del suo tour mondiale di cinque anni, che lo portò alternativamente a Los Angeles e nel Sussex. Senza la pressione di un'etichetta discografica e senza una scadenza, i due poterono produrre l'album secondo i propri tempi e con piena soddisfazione.
Nuova ristampa 2026.
Il tanto atteso nuovo album del rocker di Philadelphia è un sentito e profondo omaggio alla sua città e probabilmente il disco più personale e intenso che l'artista abbia mai pubblicato. Vile batte i tempi di un folk rock dalle venature psichedeliche che ha il ritmo del cuore e la profondità della più ispirata canzone d'autore. Si tratta del primo disco dopo la scomparsa del collaboratore di lungo corso Jesse Trbovich, dove figurano però diversi ospiti come la cantante del gruppo punk di Memphis Natalie Hoffmann, Ethan Buckler degli Slint o la leggenda Greg Carthwright dei Reigning Sound. Specchio di uno state of mind più che di un sense of place, il disco conferma Kurt Vile come una delle voci più originali e ispirate di una generazione che ancora considera il rock'n'roll e la realizzazione di un disco come le cose più eccitanti al mondo.

BlueRay. Nuova rimasterizzazione 2026 di Face Value, il capolavoro del 1981 che ha trasformato Phil Collins da batterista dei Genesis a superstar globale. Questo album viscerale e rivoluzionario, celebre per l'iconico sound di batteria di “In the Air Tonight”, viene riproposto in edizione Blu-ray Audio, che offre l'album interamente mixato da Steven Wilson in Dolby Atmos, 5.1 e in un nuovo mix stereo. Un'opportunità unica per riascoltare un disco leggendario con una qualità sonora senza precedenti.
Renascent è il ventottesimo album di studio del progetto di Vini Reilly e il suo primo disco dal 2010 in cui uscì "A Pean to Wilson". Il suono del nuovo album mantiene le caratteristiche che da sempre rendono unica la musica dei Durutti Column con arpeggi di chitarra liberi e aperti su spazi a perdita d’occhio, note morbide e sospese che diventano l’epicentro di colori caldi e avvolgenti. Una musica acquerello, fatta di paesaggi apparentemente indifferenti alla presenza umana.
“Mule”, il quarto album in studio di Orville Peck, si presenta come il suo lavoro più intimo e ambizioso fino ad oggi. Dopo l’EP "Appaloosa" dello scorso anno, il disco si presenta come un resoconto cronologico dell’anno che ha stravolto la sua vita, ripercorrendo il crollo della dipendenza, la difficile ricerca della sobrietà e il lento, spesso incerto, processo di ricostruzione. Raccontato con sincerità incrollabile, umorismo e compassione, *Mule* vede il cowboy mascherato confrontarsi con l’amore, la perdita e l’identità attraverso brani che si muovono con fluidità tra la classica narrazione country, il bluegrass e l’Americana più ampia.
Il nuovo e quarto album dell'affascinante cantautrice canadese è stato registrato negli studi di Topanga Canyon di Jonathan Wilson (alla produzione) e si tratta probabilmente del disco più complesso e ambizioso a livello musicale e il più profondo dal punto di vista compositivo che l'artista abbia realizzato fino a questo momento. Le canzoni fluttuano tra sontuose orchestrazioni e intese ballate pianistiche con la voce straordinaria ed espressiva di Grace Cummings sempre in primo piano. Si tratta di un'opera sorprendente e visionaria che proietta l'autrice nel novero delle cantautrici più ispirate e creative in circolazione.
New England Forever è un EP split della band folk punk statunitense Dropkick Murphys e della band hardcore punk di Boston Haywire. L'EP presenta otto canzoni. Ogni band ha contribuito con due nuove canzoni originali, due canzoni eseguite insieme e ogni band ha suonato una canzone dell'altra band.
Dalla nebbia, direttamente nei nostri cuori, arriva Alela Diane con il suo ultimo album “Who’s Keeping Time?”. L’artista originaria di Portland ci accompagna in un viaggio stravagante attraverso melodie dalle sfumature folk e testi introspettivi che vi faranno riflettere sulle domande più profonde della vita, come ad esempio: “Perché ieri sera ho mangiato l’intera vaschetta di gelato?”. La voce ammaliante di Diane tesse un arazzo di emozioni, attirandoci come il richiamo di una sirena. Con brani come “Albatross” e “Slipped”, mette in mostra la sua capacità unica di coniugare una strumentazione delicata con testi crudi e sentiti che arrivano dritti al cuore. Ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto sognante dell’album: c’è una vena ribelle che attraversa queste canzoni e che vi farà mettere in discussione l’autorità e ballare come se nessuno vi guardasse. “Who’s Keeping Time?” ci ricorda che a volte va bene lasciarsi andare e abbracciare il caos. Quindi prendetevi una tazza di tè, indossate il vostro cardigan vintage preferito e lasciate che Alela Diane vi accompagni con la sua musica in uno stato di beata contemplazione. Chi tiene il tempo, vi chiederete? Che importa, quando la musica è così bella. Un grazie ad Alela Diane per averci ricordato che a volte va bene perdere la cognizione del tempo e lasciarsi semplicemente trasportare dalla musica.
Mission of Mercy è il quarto album di Campbell con i Dirty Knobs, il collettivo affiatato di musicisti e compagni di viaggio che ha messo insieme con cura negli ultimi anni della sua esperienza con Tom Petty and the Heartbreakers. Più dure e trascinanti rispetto a gran parte del materiale degli Heartbreakers, le canzoni bilanciano l’amore di Campbell per il blues rock degli anni ’60. Mission of Mercy, esplora e amplia ancora una volta il suono e lo stile che Mike Campbell ha contribuito a lanciare. Una raccolta di brani rock e riflessioni guidati dalla chitarra, suonati e registrati magnificamente, l'album vede Campbell allentare la presa sul boogie con una maggiore spinta rock.
“Ho una band fantastica”, dice Campbell. “Sono molto fortunato. Questo disco ha un po' di tutto. Voglio mostrare una certa crescita e correre qualche rischio”.

Nel 1994, durante il tour di promozione del loro album d'esordio
che li consacrò al successo, Everybody Else Is Doing It, So Why
Can't We?, i The Cranberries fecero tappa nello storico London
Astoria II. Per la prima volta, la registrazione audio integrale di quel concerto
viene pubblicata in una versione rimasterizzata, con le esibizioni di
quelli che sarebbero diventati grandi classici come "Linger" e "Dreams", oltre a versioni dal vivo di brani ancora in fase di sperimentazione che sarebbero poi confluiti nel successivo album No Need To Argue.
Liz Lawrence è un'artista, polistrumentista e produttrice britannica. Il suo lavoro ha guadagnato elogi attraverso la radio e la stampa e continua a distinguersi come uno dei narratori indie più avvincenti del Regno Unito.
Vespers è un album ispirato a una tragedia. È la testimonianza di una vita e di una morte, un atto di devozione e di riflessione. Liz Lawrence ha scritto queste canzoni sulle ceneri del disastro. "È dedicato alla mia bellissima sorella Jessie e alla sua vita troppo breve." "L'album riguarda molto specificamente la situazione di mia sorella e della mia famiglia, ma allo stesso modo, questo è universale" dichiara l'autrice, giunta al quinto album di studio e alla sua prova più intensa e profonda, che attinge ispirazione tanto dal cantautorato folk quanto dalla canzone d'autore.
Il nuovo album della band di Kevin Rowland, che dovrebbe essere il settimo lavoro ufficiale, è senza dubbio alcuno la cosa migliore che abbiano prodotto da quarantanni a questa parte, sia per la strepitosa forma vocale di Rowland, sia per le molteplici qualità di una scrittura fresca, personale e scintillante come non mai.
6CD. Tra i nomi più rappresentativi della psichedelia americana degli anni Sessanta, gli Electric Prunes vengono celebrati con Then Came The Dawn, imponente raccolta che riunisce in sei CD l’intera produzione del periodo 1966-1969. Il box attraversa le diverse fasi della band, dagli esordi garage-psichedelici di The Electric Prunes e Underground alle sperimentazioni di Mass In F Minor e Release Of An Oath, fino a Just Good Old Rock And Roll. A completare il percorso trovano spazio rarità, demo, versioni mono, take estese e lo storico live di Stoccolma del 1967, offrendo una panoramica approfondita sull’evoluzione del gruppo.
6CD. Kevin Ayers è stato uno degli interpreti più originali della stagione più luminosa e creativa del pop oltremanica. Il secondo cofanetto che riguarda l'artista copre la produzione del periodo che va dal 1974 al 1980 e contiene il suo ultimo capolavoro The Confessions Of Doctor Dream And Other Stories, Sweet Deceiver, Yes We Have No Mananas (So Get Your Mananas Today), Rainbow Takeaway e That's What You Get Baby con l'aggiunta di singoli, BBC sessions e 13 brani dal vivo inediti.
Appassionato di rock & roll da sempre, James Maddock ha tracciato il proprio percorso unico sin dagli anni ’80, quando il cantautore di origini britanniche, residente a New York, ha dato il via alla propria carriera con una voce grezza e piena di sentimento, il talento narrativo di un vero cantastorie e la capacità di sfumare i confini tra folk, pop classico e rock.
Fin dai suoi esordi a Londra, Questo bel Live at Masterdisk ce lo presenta in ottima forma, nella dimensione a lui più congeniale.
Nuova ristampa 2026 del classico degli anni settanta. Edizione in digipack.
In questo secondo album, Jobi Riccio trova un equilibrio magistrale tra gli estremi, abbandonandosi alla luce e all’oscurità, al sottile e al diretto, agli alti estatici e ai bassi malinconici. La musicista originaria del Colorado, ora residente a Nashville, percorre le strade del roots-rock e dell'Americana, con il folk nel cuore e interessanti velleità autoriali. Un disco onesto e diretto, da scoprire.
La band di Aidan Moffat e Malcolm Middleton compie trent'anni e festeggia con un disco che ne conferma l'autorevolezza e l'unicità. Half-Told Tales è un disco lungo, quasi un'ora di durata, nel quale la band non si è posta dei limiti, perseguendo un'idea di allargamento, prevalentemente in senso rock, delle possibilità del loro suono, unito a un preponderante senso melodico.
2CD. con Ritchie Valens, Davy Jones, Etta James, Bo Diddley, Chuck Berry, Captain Beefheart ecc
Rhino, 1997. Con Matthew Sweet, Jellyfish, Ride, The Rembrandts, Velvet Crush, The Lemonheads ecc.
Rhino, 1997. Con The Romantics, Hoodoo Gurus, The Smithereens, Marshall Crenshaw ecc.
Compilation di Pop Canadese, con The Roswells, The Nines, Cinnamon, Granny ecc.
Con Neil Christian, Blinkers, The Status Quo, The Montanas, The Onyx e tanti altri.
Oscura band guidata dall'iperattivo Mark Painter. Rock'n'roll primitivo.
Il sesto album della formazione storica di J Mascis, con Lou Barlow al basso e Murph ai tamburi offre confortanti garanzie di continuità nel percorso artistico della band. Non ci sono novità sensibili, ma il trio in bilico tra fiammate classic rock e bolle rumore è ormai una garanzia e non deluderà i fans di vecchia data.
Un nuovo disco di Julia Holter è sempre una buona notizia anche quando si tratta di un lavoro in un certo senso collaterale come Materia, che risulta in pratica un'estensione del precedente Something In The Room She Moves del 2024 e la conclusione del percorso avviato con quel disco. Partendo dal suono del predecessore, Materia indaga un altro aspetto della musica della cantautrice britannica che qui decostruisce e vaporizza le strutture classiche della canzone con effetto altamente impressionistico.
Il quarto album del chitarrista rock blues del Wisconsin è fatto di note incendiarie a cavallo tra strutture hard rock, southern blues e rock contemporaneo che potrà soddisfare le orecchie di più di un ascoltatore. L'idea che ha pilotato la realizzazione del disco è di concentrarsi sul rendere le canzoni vive, dirette e contagiose attraverso un hard rock sporco di blues, pensato più per il palco che per la vetrina da classifica ma senza rinunciare a qualche tocco di classe.
L'acclamato terzo album degli Yard Act è considerato dalla critica come il loro disco più maturo. La band esplora sonorità più oscure e groovy, allontanandosi ulteriormente dal post-punk puro per abbracciare melodie new wave e arrangiamenti rock abrasivi.
Il nuovo album omonimo di Wendy Eisenberg rappresenta un punto d'arrivo fondamentale e maturo nel percorso della cantautrice, chitarrista e improvvisatrice americana. Il lavoro unisce la tecnica chitarristica virtuosa dell'artista a un cantautorato colto, stratificato e profondamente intimo. Nelle tracce si fondono elementi di art-rock, jazz, folk e spunti pop d'avanguardia (come nel brano Vanity Paradox, che mescola midwest emo e country). L'equilibrio si muove tra rigore formale e libertà espressiva, esaltato da collaborazioni di alto profilo come Trevor Dunn al basso, Ryan Sawyer alla batteria e Mari Rubio (more eaze) agli arrangiamenti di archi e pedal steel.
Il nuovo album di Tricky, Different When It’s Silent, segna il ritorno dell’artista britannico con il suo primo lavoro a proprio nome dopo sei anni. Quindicesimo album in studio, il disco recupera il linguaggio sonoro essenziale e oscuro che ha reso inconfondibile la sua musica fin dagli anni di “Maxinquaye”, magnifico debutto del 1995. Registrato tra la Francia e Bristol, il progetto si sviluppa attorno a un suono asciutto ma potente, in cui blues scarno, elettronica cupa, chitarre distorte e ritmiche hip-hop convivono in equilibrio. Un ruolo centrale è affidato alla voce soul e falsetto di Mitch Sanders, presente in gran parte dei brani. Tra i momenti chiave spicca ‘Out Of Place’, con la collaborazione di Marta, che chiude il disco contrapponendo la sua voce trattenuta all’interpretazione nervosa e quasi punk di Tricky. Nato inizialmente come progetto parallelo, l’album è stato poi riconosciuto dal manager Alan McGee come un autentico disco di Tricky, tra i più intensi e focalizzati della sua carriera.
In vista della loro partecipazione al tour Claypool Gold del 2026, i Fearless Flying Frog Brigade pubblicano un nuovo LP dal vivo registrato durante l’Hunt For Green October Tour del 2023, che vede la partecipazione, tra gli altri, di Sean Lennon e Harry Waters. Per fans ma non solo.

Nuova edizione 2026 del primo volume delle raccolte dedicate ai successi della band di Morrissey e Johnny Marr.

Prodotto da Rick Rubin, Reality Awaits è il settimo album della band americana e segna una svolta vocale voluta fortemente da Julian Casablancas, che sperimenta con i filtri vocali, allontanandosi dai canoni di per dare nuova personalità alle melodie. E' un disco dal suono potente e dai ganci melodici basilari con sprazzi di genio e lampi di brillantezza.
Primo album in studio completo per Bingham in oltre sette anni e rinnovata collaborazione creativa con i fidi Texas Gentlemen. Per Bingham, il disco rappresenta un ritorno organico alle dinamiche di gruppo. Dopo anni passati a tracciare un percorso fieramente indipendente, si è ritrovato sempre più spesso a condividere il palco con The Texas Gentlemen, rendendosi conto alla fine che l’intesa si era evoluta in qualcosa di più permanente. Ballad Of The Texas Gentlemen cattura quel momento di consapevolezza, una riflessione sulla vita in tour e sui legami creatisi attraverso i chilometri condivisi e la musica.
Attraverso dieci brani, tra cui le canzoni già pubblicate The Lucky Ones e Americana, l’album documenta le oscillazioni dell’esistenza di un artista, la fatica, la resilienza e, soprattutto, un ritrovato senso di gioia. Bingham descrive le sessioni come le più piacevoli della sua carriera. L’approccio è stato volutamente immediato, la maggior parte del materiale è stato registrato dal vivo con un minimo di sovraincisioni, lasciando che fossero il feeling e l’istinto a guidare le performance.
I Texas Gentlemen, composti da Ryan Ake alle chitarre, Daniel Creamer al pianoforte e all’organo, Paul Grass alla batteria e alle percussioni e Scott Lee al basso, costituiscono la base del progetto. Contributi aggiuntivi provengono da Richard Bowden al violino e al mandolino e da Cody Huggins alla chitarra elettrica, alla chitarra acustica e alla pedal steel. Il risultato è un sound che fonde folk, blues, country e rock, un’estetica che Bingham ha esplorato sin dalle sue prime registrazioni.
Il percorso di Bingham è stato plasmato dalle esperienze vissute. Nato George Ryan Bingham a Hobbs, nel New Mexico, e cresciuto nel Texas occidentale e a Houston, da adolescente ha cavalcato tori nel circuito dei rodei prima che la musica prendesse il sopravvento. Una chitarra regalatagli da sua madre a 16 anni è diventata il mezzo per raccontare storie che alla fine lo avrebbero portato dagli honky tonk del Texas a Los Angeles.
2CD. Concerto dal vivo pubblicato per la prima volta nella sua interezza e registrato al Roosevelt Stadium nel New Jersey il 17 giugno del 1976.
Raccolta di singoli della storica Immediate. Include brani di Small Faces, Nicky Scott, Goldie, The Nice, Humble Pie ecc. Copia non sigillata.
Nuova ristampa 2026 di uno degli ultimi quattro album di Bowie.
A trentacinque anni dal suo esordio solista, il cantante dell'Oregon pubblica il primo disco dal vivo, desunto da due set al Triple Door di Seattle dello scorso anno. In scena con una band allargata, con due sezioni ritmiche, quattro elementi di fiati e tre coriste, tastiere e le chitarre di Hager e Ben Rice, il concerto è spinto verso un suono R&b e e perfino funk che gli consente di rivisitareal meglio le pagine del suo passato.
“The Watchtowers” è l'ultima registrazione di Dallas Good dei The Sadies, realizzata prima della sua improvvisa scomparsa nel febbraio 2022. Questa collaborazione tra Good e Richard Reed Parry degli Arcade Fire (che in origine avevano chiamato il loro duo “The Watchtowers”) è stata lentamente composta e registrata nel corso di un decennio, ogni volta che i due avevano un fine settimana libero. “È stato il progetto musicale più lento di tutta la mia vita”, dice Parry. “Non avevamo pianificato di farlo in questo modo, è semplicemente andata così. Piccoli, gioiosi momenti di attività un paio di volte all'anno per oltre un decennio”.
Molti dei collaboratori di Good compaiono come ospiti nell’album, tra cui Neko Case, Kurt Vile, Yo La Tengo, Jim Jarmusch, John Doe, Jon Spencer, Scott McCaughey, Gary Louris e Margaret Atwood. L’album esplora i suoni cosmici e psichedelici dell’Americana che i The Sadies hanno perfezionato in Colder Streams del 2022, in cui Parry era alla produzione. L’ultimo brano dell’album, “Not in This World”, vanta un coro di oltre 500 amici e fan di Dallas provenienti da tutto il mondo che cantano insieme nell’ultimo brano registrato da Dallas.
include brani di The Guess Who, Tommy James, John Sebastian, Redbone, Billy Swan, The Buyos ecc.
Raccolta di brani ispirati al mondo degli autostoppisti. Include brani di Mary-Chapin Carpenter, Rodney Crowell, Indigo Girls, Rosanne Cash e tanti altri. Copia non sigillata.
Include brani di The Roulettes, The Monotones, The Comanches, The Truth, The Shelley, The Overlanders ecc.
Include brani di Deuce Coupes, De-Fenders, The Ventures, Darts.
Prodotto da Dan Carey, Fenian è il secondo album del trio irlandese composto da Mo Chara, Moglai Bap e DJ Provai, che mescolano in maniera esplosiva hip hop e gangsta rap con elementi post punk, grime e techno.
Fury Records, 1994. Raccolta con brani di Iain Terry, Bob & The Bearcats, The Ricardos ecc.
Collectables, 1998. Raccolta di brani di band garage con The Outcasts, The Sting rays, The Intruders, The Comets, The Frees, The Shades ecc.
Sede a Boston e radici r'n'r, al secondo disco i Reckoners non mollano l'attitudine roots and rock e pubblicano un disco in equilibrio tra proposte soul, virate bluesy e toccanti ballate. Il nuovo album è un disco coraggioso e coerente nell'estetica e nella sostanza che rinfresca un suono familiare con chitarre che ruotano spedite e sonorità accese di vivido groove. In sostanza i Reckoners sono una formazione che rivela basi musicali solide e radicate nella tradizione americana, ma senza cadute nella banale retorica della nostalgia.
Raccolta Rhino Records, con brani di Warren Zevon, Tubes, The Johnny Otis Show, Bo Diddley, Allan Sherman, Weir Al Yankovic e tanti altri.
A 75 anni e a distanza di 16 anni dall'ultimo album di inediti, il fenomenale chitarrista pubblica un nuovo disco che testimonia quanto l'ispirazione sia ancora viva. Da tempo malato, Peter Frampton ha scelto di trasformare la fragilità fisica in energia creativa ed è così che, adattando il suo modo di suonare, ha assegnato alla chitarra il compito di raccontare emozioni, debolezze e resilienza con forza e sincerità; ha invitato gli amici/colleghi Sheryl Crow, Graham Nash, Bill Evans, H.E.R e Tom Morello, e ha confezionato le dieci tracce di Carry The Light, disco raffinato, emotivo e sorprendentemente vitale.
Disco del mese Carù Maggio 2026. I'm People è un album vivido e profondamente umano, nato da un periodo di rottura, rinnovamento e vagabondaggio attraverso l'America. Scritto tra Bolinas, il Piedmont della Carolina del Nord e una stanza di motel a Santa Fe, il disco ripercorre la ricerca di chiarezza dell'artista attraverso paesaggi sia esterni che interiori. Queste canzoni attraversano il dolore di una delusione amorosa, l'invecchiamento, la paternità, il desiderio, la disillusione e la speranza conquistata a fatica che rimane dopo che lo spirito è stato messo a nudo. Prodotto con Josh Kaufman al Dreamland, una chiesa in disuso fuori Woodstock, l'album trasmette il calore di musicisti che suonano dal vivo in cerchio, con la luce delle vetrate che filtra tra chitarre, batteria e contrabbasso. I contributi di Bruce Hornsby, Sam Beam, Marcus King, Sara Watkins, Amy Helm, Eric D. Johnson e dei membri dei Dawes arricchiscono un mondo sonoro che appare immediato, vulnerabile e pienamente vivo.
Album in studio inedito, registrato nel 2011. Questo lavoro apre la prima parte di una riedizione completa del catalogo solista di Coxon, che comprende 9 album in studio e 2 colonne sonore, in uscita nei prossimi 12 mesi – prodotto da Ben Hillier (Blur – Think Tank). Destinato a essere il seguito di A+E, questo progetto è stato interrotto dalle attività dei Blur nel 2012, prima che Coxon si dedicasse ad altri progetti - Castle Park torna al classico sound mod di Coxon che ha dato vita ai suoi album solisti di maggior successo commerciale, Happiness In Magazines e Love Travels at Illegal Speeds; include il singolo “Billy Says”.
2CD. Questo doppio CD è stato registrato dal vivo durante un tour del 2023 con la band jazz Sexmob: Steven Bernstein agli ottoni, Kenny Wollesen alla batteria e alle percussioni, Douglas Wieselman ai fiati e alla chitarra, Briggan Krauss al sassofono e alla chitarra e Tony Scherr al basso. La copertina e l'interno della confezione presentano dipinti di Anderson. L'album contiene 23 brani, tra cui molti successi di tutta la carriera di Anderson, eseguiti in nuovi arrangiamenti, più un brano di Lou Reed e Metallica, "Junior Dad".

Mostrando una freschezza compositiva e un'urgenza espressiva insolite per una band con oltre mezzo secolo di carriera alle spalle, gli Yes ritrovano il respiro sinfonico che ha fatto storia con l'ampio impiego di strumenti acustici e classici, dal sapore antico e cameristico.
Con Don't Let It Die: Vol. 1, i Deslondes intraprendono un percorso più intimo e personale. L'album è una raccolta di cover di artisti ai quali la band è molto legata, come Swamp Dogg, Johnny Cash, Pat Reedy e Hurricane Smith, registrate dai membri della band a casa propria, il che si traduce in un'esperienza di ascolto straordinariamente pura e diretta. Il caratteristico mix di musica roots e americana è ancora presente, ma in una forma più essenziale e diretta. L'album mostra un lato vulnerabile e grezzo della band di New Orleans, in cui ogni brano sembra uno sguardo personale all'interno della musica più amata.
ACE, 2014. Include brani di Gene Dunlap & Jokers, Arnold Broussard, Paul Marvin, Norman Wood ecc.
Secondo lavoro, originariamente pubblicato in proprio ed andato rapidamente esaurito dopo l'esplosione di visibilità data dall'apparizione sul canale YouTube di KEXP. Il duo mantra-rock dada-pitagoreo-cubista formato da Klek e Khn de Poitrine continua la propria esplorazione di un repertorio di rock strumentale dal sound incisivo che, alla maniera della musica techno, si articola attorno a un gioco dinamico di aggiunta e sottrazione di motivi sonori in costante metamorfosi.
Con l'aiuto delle sue dita agili e di un modulo di looping elettronico, Khn registra in tempo reale e armonizza molteplici strati di ornamenti melodici, alternando costantemente chitarra e basso microtonali, che si intrecciano in frasi cromatiche e spigolose in quarti di tono.
In questo vortice di cellule ripetitive, la batteria dal timbro ocuro di Klek si comporta con la saggezza e la temperanza dello sherpa; l'aggiunta progressiva e calcolata di elementi o il dosaggio stoico del silenzio guidano l'ascoltatore nel viaggio, facendo danzare groove asimmetrici, culminando l'intensità o spostando il punto di ancoraggio ritmico al momento giusto.
Primo album, pubblicato originariamente nel 2024. Mantra-rock dada-pitagoreo-cubista. Dal 2023, i nobili fratelli Klek e Khn de Poitrine propongono un repertorio di rock strumentale dal sound incisivo che, alla maniera della musica techno, si articola attorno a un gioco dinamico di aggiunta e sottrazione di motivi sonori in costante metamorfosi.
Con l'aiuto delle sue dita agili e di un modulo di looping elettronico, Khn registra in tempo reale e armonizza molteplici strati di ornamenti melodici, alternando costantemente chitarra e basso microtonali, che si intrecciano in frasi cromatiche e spigolose in quarti di tono.
In questo vortice di cellule ripetitive, la batteria dal timbro ocuro di Klek si comporta con la saggezza e la temperanza dello sherpa; l'aggiunta progressiva e calcolata di elementi o il dosaggio stoico del silenzio guidano l'ascoltatore nel viaggio, facendo danzare groove asimmetrici, culminando l'intensità o spostando il punto di ancoraggio ritmico al momento giusto.
Ristampa giaponese 2026 dell'album del 1997.
Stampa giapponese. Un classico degli anni sessanta ( '68). Ristampa rimasterizzata Sundazed 2018. Tratto dalle originali matrici Mono della Phillips, per la prima volta sentiamo il classico trio hard psichedelico nel suo sound originale. Summertime Blues fa faville. Sentire per credere. Edizione limitata, vinile 80 grammi, coloured vinyl deluxe, stampa Usa.
Il cantautore inglese, che insieme alla moglie Lou Dalgleish forma il duo country-soul My Darling Clementine, stava lavorando al loro ultimo album nella primavera del 2024.
Ma, nell'estate del 2024, una tragedia personale ha cambiato tutto. Michael e Lou hanno perso la loro nipotina di sei anni, Bebe, negli attentati di Southport e, per quanto abbiano cercato di andare avanti e realizzare un album dei My Darling Clementine, con il peso di tanta tristezza e dolore che gravava su di loro, non sembrava proprio la cosa giusta da fare. Michael e Lou hanno sentito il bisogno di incanalare la loro sofferenza attraverso la propria creatività individuale e a modo loro, piuttosto che in collaborazione, quindi hanno lavorato a due album da solisti. Registrato in parte nella campagna gallese e in parte nella non proprio rurale Sheffield, “Nothing Can Hurt Me Anymore” è stato prodotto da Michael, insieme a Colin Elliot (Richard Hawley, Jarvis Cocker, Self Esteem), che ha anche mixato l’album. “Nothing Can Hurt Me Anymore” non può essere descritto come “country”, né tantomeno come “Americana”: è semplicemente la reazione musicale istintiva di Michael agli eventi dell’estate del 2024.
Gran parte dell’album è influenzata e segnata dall’inimmaginabile perdita personale di Michael, ma non tutte le canzoni del disco parlano della tragedia. “Nothing Can Hurt Me Anymore” è un album eccezionale, composto da canzoni meravigliosamente costruite, emotive e suggestive – spesso cupe e dolorosamente sincere, ma non prive di momenti di umorismo ironico, stoicismo e compassione.
Nuova ristampa 2026 della mega celebrata raccolta di successi della band statunitense.
Ha impiegato un po', ma alla fine la band londinese guidata dalla cantante, chitarrista e autrice Sophie Harris è arrivata all'esordio dopo qualche EP e qualche singolo e propone un post-punk che si interseca con elementi folk, arty evagamente progressive. La giovane cantante h auna voce capace di muoversi su più registri e spingersi sia verso la cristallina purezza del folk sia di esplodere in un lirismo viscerale e pungente. Attraverso la sua guida, il post punk incontra il folk inglese degli anni sessanta e la sciamanica spiritualità di Patti Smith con la confluenza di elementi arty,, free jazz, cameristici e persino rumoristi. Senza dubbio da sentire.
Il classico disco d'esordio di Costello con una nuova rimasterizzazione 2026
La band canadese si rifà viva con il decimo album di studio che inevitabilmente è un po' diverso dal solito dopo la perdita della batterista Tasy Hudson. Le canzoni appaiono come vere e proprie sculture sonore, magmatici grovigli di feedback modulato, drone abissali, cattedrali noise. Il disco presuppone una certa predisposizione per coglierne la bellezza, ma si tratta di opera coraggiosa e fuori dall'ordinario.
L'epoca aurea dell'indie rock è finita da un pezzo, ma i Death Cab For Cutie non sembrano essersene accorti perché il nuovo album della band di Ben Gibbard mette in fila una serie impressionante di melodie indovinate.
Figlio di Richard e Linda Thompson, il londinese Teddy torna con il suo decimo album di studio che propone un pop raffinato, levigato, ricco di dettagli e arrangiamenti curati fino al cesello. Il disco suona pieno, stratificato, talvolta elegante, e che stazione nell'ombra dei Beatles, con un debito marcato verso Paul McCartney. Thompson conferma stoffa, sensibilità e mestiere.
Proprio mentre la reunion dei Sixteen Horsepower sta facendo sfracelli in tutta Europa, il loro sciamanico leader pubblica il suo secondo album solista che continua a esplorare atmosfere ipnotiche e oscure. C'è meno elettronica e un approccio più folk rispetto all'esordio, ma l'ispirazione appare come sempre mistica e misteriosa e l'immaginario cupo e tetro. Affascinante.
Disco a sfondo benefico, con brani interpretati da Terry Allen, Joe Ely, Jimmie Dale Gilmore, Loose Diamonds e tanti altri.
I Cure pubblicano il mix del 1986 di Boys Don’t Cry in occasione del 40esimo anniversario. Pubblicato come singolo nell'estate del 1979 il brano divenne la title track dell'edizione statunitense dell'album di debutto Three Imaginary Boys nonché uno dei pezzi più rappresentativi della carriera. Il brano divenne uno dei pezzi simbolo della band e raggiunse il successo internazionale nel 1986, quando Robert Smith ne registrò nuovamente la voce e remixò la base musicale. Sebbene questa nuova versione fosse stata creata per promuovere il best of Standing on a Beach – The Singles, l'LP stesso conteneva la registrazione originale, e la versione 7 pollici di Boys Don't Cry (New Voice – New Mix), ora rinominata Boys Don't Cry (86 Mix), viene pubblicata per la prima volta su CD singolo. Boys Don’t Cry (86 Mix) e le B-Sides, Plastic Passion, Pillbox Tales, Do The Hansa sono stati rimasterizzati da Matt Colton.
Da sei anni assente dalle scene, Terry Allen torna con un disco collettivo che coinvolge buona parte della sua famiglia oltre ai fratelli Sexton, a Jono Manson e a Lloyd Maines. Non tutto ha lo stesso standard compositivo del capostipite, ma alla fine è un progetto curioso e artistico che oscilla tra atmosfere di frontiera, ballate evocative e sfumature blues.
Linda Perry con Let It Die Here ci offre una riflessione cruda e spirituale, un viaggio attraverso il dolore ereditato, il lutto e la redenzione. Con 17 brani che fondono poesia confessionale, rock cinematografico, introspezione e vulnerabilità, Perry affronta i fantasmi del suo passato: madri, amanti e gli angoli più oscuri di sé. Il disco passa dalle confessioni sotto i lampioni di “Balboa Park” alla resa struggente di “Let It Die Here”, per culminare in “Albatross”, una liberazione dal peso che ha portato con sé per tutta la vita. È un album sulla pacificazione, sul lasciar andare il senso di colpa, sull'accettare l'imperfezione e sul trovare la bellezza nella sopravvivenza.
Non è il primo disco dal vivo di Jason Isbell, bensì il quarto, a conferma della sua crescente popolarità (il mini Live at Twist & Shout 07 è ancora un good seller). Ma è il primo full album registrato on stage, con una serie corposa di canzoni e l'intero repertorio di Isbell che scorre nei solchi del disco. Ben 13 canzoni, tra cui la potente 24 Frames, la roots oriented Flagship, la popolare Cumberland Gap e via di questo passo. Bella voce, chitarra solida, band ottima, Isbell and the 400 Unit sono una delle forze nuove della scena roots Usa. Lo sono da qualche anno e non hanno problemi a mantere il loro status: Live From The Ryman non solo conferma la popolarità di Isbell ma gli apre anche nuove vie presso un pubblico in decisa espansione.
Il capolavoro di Joni Mitchell, rimasterizzato. Nuova versione in digipack 2022.
Finalmente ristampato e rimasterizzato, il lost masterpiece del cantautore canadese. Un classico.
2CD. Nuova ristampa 2026.

Edizione rimasterizzata e remixata dal produttore dell'album originale Stephen Street, del secondo album della band di Dolores O'Riordan, disco che portò la band al successo internazionale, grazie a brani come Zombie e Ode to My Family.
Rimasterizzato, con diversi brani aggiunti

