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si puo` dire che nessun tema sia al centro del dibattito filosofico internazionale come quello della comunita`: dal "comunitarismo" americano all`"etica della comunicazione" di habermas e apel e al "decostruzionismo" di derrida. e tuttavia, in nessuno di questi casi il concetto di comunita` e` stato interrogato a partire dal suo originario significato etimologico "cum munus".

al contrario dell`ingegnere stefano de il carcere o del professor corrado de la casa in collina, il protagonista de il compagno non e` un intellettuale. qui pavese immagina un giovanotto piccolo-borghese, scioperato e incolto, messo di fronte alle proprie responsabilita`. pablo, chiamato cosi` perche` suona la chitarra, vive a torino, la citta` in cui e` nato, ma soffre il disagio esistenziale di un`epoca, tra la guerra di spagna e la seconda guerra mondiale, in cui il regime fascista continua a perdere presa sul popolo e quel consenso entusiasta che era stato fonte di sicurezza inizia a creparsi. pablo cerca di chiudere gli spiragli, di colmare quelle mancanze ideologiche che causano spaesamento e disagio. lascia torino alla volta di roma, e qui, nella confusione, s`inventa una disciplina, per tornare alla citta` natale piu` motivato e deciso a fare effettivamente qualcosa. il compagno non e` il miglior libro di pavese ma uno dei piu` commoventi, lo stesso autore ne il mestiere di vivere lo riconosce, parlandone con vibrante compostezza : "8 ottobre 1948. riletto, ad apertura di pagina, pezzo del compagno. effetto di toccare un filo di corrente. c`e` una tensione superiore al normale, folle, uno slancio continuamente bloccato. un ansare."









sospeso tra la tragedia e la commedia, tra il popolo e la nobilta`, questo nucleo originario del mito di don giovanni presenta gia` tutti i caratteri e le tematiche propri della letteratura da esso scaturita: tanto la sfida del coraggio e dell`esuberanza vitale agli ombrosi misteri della morte e della religione, quanto la rovinosa e definitiva sconfitta dell`orgoglio.



la costituzione del 1947, che regge il nostro attuale ordinamento, si presenta come la sintesi delle idee politiche intorno alle quali lo stato italiano si e` formato nel corso del risorgimento. secondo pizzorusso, considerare superata la costituzione del 1947 significherebbe cancellare il principale momento unificante della nostra storia travagliata. pizzorusso, in questo volume, non esclude comunque un`ampia revisione della nostra costituzione, a partire da un nuovo equilibrio dei rapporti tra esecutivo e legislativo e avanza una serie di proposte concrete: le regole per l`incompatibilta` tra incarichi di governo e incarichi di partito, il ridimensionamento dell`istituto del decreto legge, il consolidamento del sistema elettorale uninominale.















con questo nuovo romanzo vassalli torna a un ambiente che conosce bene, ed appare chiaramente riconoscibile anche se non esplicitamente dichiarato: una citta` padana che assomiglia a novara, teatro di oltre cent`anni di storia, dall`unita` italiana a questa travagliata fine secolo. al centro della sua saga vassalli ha posto una grande villa. ideata come una dimora principesca (forse dall`antonelli) per una famiglia aristocratica di origine napoletana, la villa cambiera` rapidamente padrone, conoscera` decine di personaggi, sullo sfondo di una decadenza inarrestabile, sino a diventare il ricovero degradato di gruppi di extracomunitari. animato da una forte passione civile, l`autore ha scritto un nuovo capitolo della sua storia d`italia che va componendo da anni.






il 29 dicembre 1991 il ministro algerino dell`interno entra nella sala stampa e annuncia sbigottito i primi risultati della consultazione elettorale: si delinea una clamorosa e imprevedibile vittoria degli integralisti islamici del f.i.s. dopo ventisei anni di un regime a partito unico, le prime elezioni democratiche vedono l`affermazione di un movimento che vuole introdurre una nuova forma di dittatura. e` a partire da questo evento, verificatosi paradossalmente nel paese arabo piu` occidentalizzato, che prende le mosse la riflessione dell`autore. sul filo di una narrazione che e` insieme testimonianza personale e analisi, mimouni ricostruisce la storia recente del potere politico in algeria.



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il maggiore scrittore israeliano di oggi, da anni impegnato a sostenere la pace, ci parla di guerra ma anche di solidarieta`, ritrae da vicino gli uomini ch vivono quotidianamente tra fragili speranze e mai spenti rancori. yehoshua si interroga sulle lacerazioni aperte nella societa` israeliana fra la componente tradizionalista e la componente laica. il libro non e` solo una testimonianza sofferta dell`iter cruento di una "pace fredda", ma anche un impegno politico attivo, progetto concreto di costruzione di una pacificazione, anzitutto interna, fra i diversi gruppi che formano il mondo ebraico.


il protagonista convince i genitori a farlo studiare privatamente, rimanendo cosi` libero di condurre una vita indolente e senza obblighi. si innamora di marthe che, fidanzata con un militare si sposa, ma poi cede ben presto alla passione del ragazzo. rimasta incinta di lui, il giovane si sente oppresso dalla responsabilita` e quando marthe muore di parto, il ricordo di quella disperata passione sembra annientarlo.







i 2730 lemmi trattano, accanto allo specifico letterario, anche argomenti relativi a mito, religione, scienza, costume, storia, arte ed ogni altro aspetto di vita quotidiana. il periodo preso in esame dall`opera ha inizio dal 2200 a.c., epoca a cui risale il primo insediamento della popolazione nel territorio greco, e si protrae fino al quinto secolo d.c.: chiusura delle scuole filosofiche di atene, con riferimenti circa le sorti della letteratura classica attraverso il medioevo e il rinascimento.



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Il primo racconto è ambientato negli anni 1918-20, quando le campagne si ribellarono alla collettivizzazione imposta dai Soviet, e gli scontri tra le bande partigiane e l'Armata Rossa devastarono le regioni della Russia centrale. Ektov-Ego, piccolo intellettuale di una cooperativa agricola, si schiera per senso di giustizia con i contadini in rivolta, ma è costretto a tradirli per salvare i propri familiari. Ego diventa lo strumento di un meccanismo storico dominato dal diritto del più forte. Speculare alla vicenda di questo vinto è "Sul limitare", storia di un generale conquistatore della Berlino nazista che, pur essendo un "giusto" consegna ai posteri un volume di memorie censurate e distorte.



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