
massimo bubola ha scritto il cielo d`irlanda, una delle piu celebri e amate canzoni della musica italiana contemporanea, dopo un lungo viaggio in auto fatto piu di quarant`anni fa, in un`irlanda povera e contadina, che non conosceva ancora il turismo di massa, ma la musica si, eccome. e quel viaggio di musica fu pieno. suonata ed eseguita dal vivo, ovunque e con trasporto. l`irlanda era un bosco iridescente dell`anima, per la sua natura e il suo cielo, per quel tempo cangiante che passava dall`oscurita di acquazzoni subitanei e irruenti a una luce altrettanto improvvisa e avvolgente. in questo libro bubola rievoca qui giorni e racconta un girovagare per l`irlanda che fu pieno di rivelazioni, di sorprese inaspettate, e soprattutto della scoperta di una sintassi comune di disponibilita e accoglienza. dalle chiacchiere surreali dei pub fino all`ospitalita bizzarra e allietante degli incontri casuali e dei seguiti poi nelle brughiere, nelle case e nelle famiglie, il racconto si delinea in un percorso picaresco senza fine. il canto dell`anguilla e un libro lirico e sognante e divertente, un viaggio in un luogo fisico e allo stesso tempo artistico e spirituale. un`opera destinata a restare, che conferma massimo bubola tra i principali esponenti della prosa letteraria italiana.

blackheath house e` una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, e` pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da lord peter e lady helena hardcastle. gli ospiti sono membri dell`alta societa`, ufficiali, banchieri, medici ai quali e` ben nota la tenuta degli hardcastle. diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane thomas hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da lord peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d`artificio. alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a blackheath house. nell`attimo in cui esplodono nell`aria i preannunciati fuochi d`artificio, evelyn, la giovane e bella figlia di lord peter e lady helena, scivola lentamente nell`acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. morta, per un colpo di pistola al ventre. un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. l`invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a blackheath house e per uno di loro in particolare: aiden bishop. evelyn hardcastle non morira`, infatti, una volta sola. finche` aiden non risolvera` il mistero della sua morte, la scena della caduta nell`acqua si ripetera`, incessantemente, giorno dopo giorno. e ogni volta si concludera` con il fatidico colpo di pistola. la sola via per porre fine a questo tragico gioco e` identificare l`assassino. ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. e qualcuno e` determinato a impedirgli di fuggire da blackheath house...

kantorek e` il professore di baumer, kropp, muller e leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della grande guerra tuona gia` da un capo all`altro dell`europa. ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all`eta` virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene cosi` tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo stato che l`intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. una volta al fronte, gli allievi di kantorek - da albert kropp, il piu` intelligente della scuola a paul baumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi - non tardano a capire di non essere affatto "la gioventu` di ferro" chiamata a difendere la germania in pericolo. la scoperta che il terrore della morte e` piu` forte della grandezza del servire lo stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, josef behm - un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo -, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di kantorek si sentiranno "gente vecchia", spettri, privati non soltanto della gioventu` ma di ogni radice, sogno, speranza.



e un giorno del 1937, al wadia hospital di bombay, quello in cui l`infermiera ventenne sona accoglie tra i pazienti mira novak, pittrice di fama internazionale. non e occasione felice, ma sona e comunque entusiasta di assistere questa donna di mondo, dall`aspetto regale e lo sguardo come una calamita, che le permette di intravedere una vita meravigliosa finora solo immaginata. le due donne trovano una sintonia speciale e nel corso di sei giorni di convalescenza la pittrice ammalia sona con i racconti dei suoi viaggi, le sue audaci esperienze artistiche e i suoi tanti amanti sparsi per l`europa. ma, in modo inaspettato, le condizioni di mira precipitano. tutti sono chiamati a rispondere di quel decesso improvviso, anche se e l`infermiera a finire in cima alla lista degli indagati: la sua piccola vita e ribaltata, non certo nel modo in cui sognava. sona e costretta a lasciare l`ospedale, ma il pensiero di mira non la abbandona e la spinge verso l`europa, in un errare che e insieme fuga e ricerca, mentre il continente e sull`orlo dell`apocalisse. immergendosi sempre piu nel passato della pittrice, sona scoprira quanto insondabili possano essere le vite che crediamo di conoscere - e quanto coraggio occorra per riscrivere la propria storia. in questo nuovo, scintillante romanzo storico, alka joshi trae ispirazione dalla figura di amrita sher-gil, la "frida kahlo dell`india", per raccontare sogni e paure di due giovani donne in cerca del proprio spazio nel mondo.

e un inverno insolito quello in cui l`avvocato vittorio contrada e costretto a guardare in faccia il suo passato. e quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l`incedere elastico di claudia, compagna di liceo che vittorio non vede da oltre vent`anni. ex barricadera dai forti ideali, claudia ora e sposata con eugenio morlacchi, imprenditore green dall`incredibile successo. ha casa a milano, un palazzetto sul canal grande a venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto claudia ha una figlia, ada, e ada ha un problema grave. qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col morlacchi. ma a contrada basta poco - parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia gloria almariva e il ruvido tuttofare ciuffo, al secolo andrea benati - per capire che le cose non stanno affatto come claudia gli ha raccontato fra le lacrime. che la giovane ada forse non e una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, ada si trasforma. il suo segreto e di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose. salvare ada sara per vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre piu minaccioso. mentre sulla citta scende - lievissima, incurante - la neve. dopo come si uccide un gentiluomo, tullio avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza.

babylon, florida, millenovecentottanta: il caldo soffoca la citta, le superstizioni tormentano i pavidi, i serpenti uccidono gli incauti. un fiume scuro scorre rapido e letale, reclamando talvolta la sua libbra di carne. quando la giovane margaret larkin scompare, e come se quelle acque volessero tornare alla sorgente, restituire chi non avrebbero mai dovuto inghiottire. mentre un?immensa luna fredda si leva, implacabile e accecante, sui peccati e le colpe di babylon. un romanzo gotico e primordiale, una danza macabra in cui le ferite causate dai vivi appaiono insignificanti rispetto a quelle che i morti sono capaci di infliggere, trascinando i personaggi in un incubo di oscurita e vendetta.








tutto ha inizio con un uomo di successo, ancora sano e di mente lucida, che si getta dalla finestra. ha pianificato ogni dettaglio: l`affitto dell`appartamento a un piano alto, la lettera che da conto di una premeditazione lunga cinquant`anni, le chiavi di un`auto con cinque libri e una fototessera nel portabagagli. la foto di una donna anziana, lo sguardo perso e due cicatrici tonde sulle tempie. la foto di betsy, sua madre. la narratrice non ha mai conosciuto betsy, morta prim`ancora che lei nascesse. della sua bisnonna sa soltanto quel poco che si dice nella loro rispettabile famiglia cattolica. era sempre lontana, ma qualche volta d`estate tornava. chiedeva sempre di suo marito andre. diceva cose buffe, nuotava in modo scomposto. ha avuto sei figli. ogni tanto gridava. si arrabbiava da morire. era triste. era malata. l`hanno lobotomizzata. e un fantasma. ma a un tratto ricostruire la storia di betsy diventa cruciale, una questione di sopravvivenza, l`unica arma per combattere il terrore di una follia atavica. nessuno dei parenti parla volentieri: betsy e un buco nero che, a piu di trent`anni dalla sua morte, risucchia ancora ricordi, parole, vite. e un`autentica indagine a prendere corpo in queste pagine, con testimoni, referti medici, documenti privati e pubblici, una ricerca che procede con ostinazione e coraggio verso la sconvolgente verita finale. romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: adele yon ha scritto tutto questo in un solo libro, che e un`autentica rivoluzione.

all`inizio e una famiglia come tante, infelice a modo suo. un padre accudente e insicuro, una madre distante e istrionica. tra loro, una bambina contesa. piccoli gorghi scuri disseminano quest`unione che assomiglia piu a un contratto che a una storia d`amore, ma l`abitudine dei gesti, gli spiragli di normalita e la vita che mette in fila i giorni li hanno resi trascurabili. poi, tutto crolla: ripensandoci non saprebbero collocare nel tempo il momento esatto, la memoria riscrive i fatti - le notti sul divano, le lacrime, la rabbia, i tradimenti, una terapia di coppia in cui nessuno crede. magari si puo ancora salvare qualcosa, per il bene della bambina. ma il dolore e l`orgoglio rendono ciechi e sordi, e in guerra una cosa sola conta: distruggere il nemico, anche con colpi proibiti, con accuse che sporcano tutto e da cui non si torna indietro. sotto le macerie, ferita, resta lei, la bambina che tutti volevano per se e che nessuno ha amato abbastanza; lei, cuore di un corpo che non esiste piu, riemergera in nome di una voglia di vivere piu forte. alessandra carati racconta, senza paura di dire, la disgregazione di una famiglia che a un certo punto smette di essere ordinaria. e la cronaca abbacinante di una fine, con le sue molte verita in conflitto, tutte plausibili, che attira il nostro sguardo dove non si sarebbe fermato, da voce a chi non avremmo ascoltato.

dai tempi del college, martin gilmour e ben fitzmaurice sono stati amici per la pelle, fratelli. o almeno fino a quel party per i quarant`anni di ben, che ha segnato un punto di non ritorno. da allora sono passati sette anni, anni in cui le differenze tra loro sono diventate abissi. martin ha sempre desiderato appartenere: alla buona societa, ai club giusti, al mondo di privilegi che lo ha sfiorato senza mai accoglierlo davvero. ben non l`ha mai desiderato, vi appartiene per nascita: ricco, vincente, lanciato in una carriera politica inarrestabile. un fatto tragico rimettera tutto in discussione: la sorella di ben viene trovata morta in circostanze poco chiare su una spiaggia di bali. al funerale, martin e ben, dopo il tempo del silenzio, si ritrovano uno di fronte all`altro. ma non sono i soli a dover guardare negli occhi i propri demoni. serena, la moglie di ben, e disgustata dall`infedelta del marito. cosima, la figlia adolescente, detesta tutto cio che i suoi genitori rappresentano. le tante figure che gravitano intorno al clan dei fitzmaurice, potente e inscalfibile solo in apparenza, si infilano con le loro pretese nelle crepe, fanno esplodere le contraddizioni. cio che resta sono le macerie di un mondo in cui nulla e sacro e nessuno si salva. elizabeth day riporta in scena gli amatissimi protagonisti de il party, in un romanzo raffinato e inquieto che si insinua dietro la facciata della high society britannica, rivelandone lo splendore e la ferocia.

in principio fu la frattura. mentre il secondo millennio si chiude sul popolo dimenticato dal benessere globalizzato in rivolta contro l`odiato wto, il terzo si apre con la cancellazione delle torri gemelle e dell`ordine mondiale. in quel corteo di seattle `99, c`e madeleine, dieci anni, che accompagna sua madre. ed e in dialogo con lei - parte per il tutto delle generazioni da x a z - che comincia il viaggio di goffredo buccini nel primo quarto di questo secolo, tra i suoi protagonisti, gli errori e orrori che hanno portato al collasso della democrazia. e il racconto incalzante dei passaggi cruciali che magari abbiamo dimenticato, distratti da accadimenti vieppiu terribili. lo scontro fra stati uniti - colpiti a morte dal terrorismo islamista - e "stati canaglia", giu per il piano inclinato che porta ai diritti umani negati. il naufragio negli anni dieci di ogni illusione: che la democrazia possa essere esportata, la liberta comprata, la vecchia europa (non ancora strangolata dalle sue stesse regole) considerata credibile. il califfato e i massacri parigini che spalancano la via ai sovranisti, agitatori di paura. la "guerra mondiale a pezzetti", la nostalgia aggressiva della grande russia, il 7 ottobre, l`ultima tragedia palestinese, l`onu impotente. la terra che brucia e the president - n? 45 e 47 - che impazza. tirannidi che fanno leva su esclusi/delusi, muovendosi veloci come gli eventi, riaprendo la partita che credevamo chiusa col feroce novecento: quella delle autocrazie. ma per madeleine, oggi una donna, questo racconto illuminante puo diventare possibilita di capire, scintilla per la voglia di reagire, invito a non staccare mai lo sguardo da quel filo d`argento che circonda le nuvole, linea sottile di speranza.

uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l`idea che la musica classica sia per eccellenza "la musica dei cattivi". non c`e film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all`opera, quando non suona in prima persona uno strumento. di piu: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignita. la trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico piu assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest`arte. come strumento di difesa e resistenza, carlo fiore passa in rassegna l`immaginario filmico occidentale: da m di fritz lang, in cui l`abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando grieg, alle serie tv degli anni duemila in cui dominano le variazioni goldberg e i carmina burana, passando per i vampiri - il dracula di bela lugosi cosi come quelli "a puntate" che frequentano licei e universita americane. senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di sherlock holmes o il violoncello di mercoledi addams. una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora.

boston, 1916. un pub frequentato dagli studenti del conservatorio e il luogo in cui david e lionel si incontrano per la prima volta. lionel, che studia canto, non ha mai conosciuto un musicista tanto eccezionale, lui che non soltanto ha l`orecchio assoluto ma puo anche vedere il colore della musica, sentirne il sapore. tavoli e bicchieri, ma soprattutto il pianoforte su cui david suona con passione a dead winter`s night, sono i testimoni del momento in cui il loro mondo cambia per sempre: l`aurora di un amore. si ritrovano tre anni dopo, in un`estate nel cuore del nord americano, alla ricerca della cosa piu fugace di tutte. david vuole fissare su cilindri di cera le canzoni popolari di cui e appassionato; lionel lo accompagna, caricandosi sulle spalle le cinghie del pesante fonografo per miglia e miglia di cammino. una stagione di idillio, in cui i suoni migliori sono quelli che david e lionel non hanno registrato: l`ululato del vento, il coro della pioggia, le loro voci intrecciate nel buio della notte. poi arriva l`autunno, e tutto finisce. fino al giorno di moltissimi anni dopo in cui i cilindri tanto faticosamente incisi riemergono dal passato, e con loro una voce, quella di david, che canta ancora a dead winter`s night. niente e davvero perduto per sempre; nessuna bellezza, per quanto fragile, e davvero effimera, sembrano dunque dirci le dodici storie luminose di ben shattuck, allacciate a due a due come in un`antica ballata. dalla nantucket del settecento ai paesaggi contemporanei del new hampshire, the history of sound rivela con grazia gli inaspettati legami che si nascondono tra le pieghe del tempo, il modo in cui la storia degli uomini e del mondo continua a risuonare.

una giovane donna procede incerta sul terreno scosceso, il cappotto con il collo e i polsini di visone leggermente schiuso, una cuffia di pelliccia sul capo. tra le mani un bastone dalla forma bizzarra sul quale concentra lo sguardo. dopo pochi istanti, un cenno, lieve. l`uomo alle sue spalle si precipita verso il punto indicato e trafigge il terreno con un picchetto. sotto i loro piedi, una citta etrusca fino a quel momento sconosciuta. mentre le immagini del cinegiornale balenano sullo schermo, heinrich himmler e certo di aver trovato finalmente la persona di cui ha assoluto bisogno. e l`ottobre del 1942, e il reichsfuhrer delle ss sa che, se i suoi radiomanti riusciranno a riportare alla luce il leggendario oro del reno, sara lui a imporsi nella lotta fratricida tra i fedelissimi del fuhrer. ha una fiducia cieca nelle scienze di confine ed e convinto che gli consentiranno di offrire a adolf hitler il segreto dell`onnipotenza. quella donna italiana, minuta ma dai grandi poteri, che trova acqua e metalli a decine di metri di profondita, dev`essere condotta a berlino. due agenti delle ss sotto copertura raggiungeranno porto santo stefano, in toscana, per mettersi sulle tracce di maria magnani e del marito, con cui la radiomante, grazie al suo dono, ha creato un piccolo impero. in un`europa su cui soffiano i venti infuocati della guerra totale, una missione che appare a basso rischio si fara assai piu pericolosa del previsto. con la radiomante di himmler, il duo creativo di consentino e dodaro torna a illuminare una pagina poco conosciuta del nostro passato recente, riportando alla luce la storia di una donna realmente esistita, in un tempo di ferro e sangue in cui la sorte del mondo che conosciamo ancora non era nota.

per la trentenne piglet - soprannome poco lusinghiero che le e rimasto appiccicato dall`infanzia - sposarsi significa coronare la vita che progetta da sempre. lei e il fidanzato kit sono il ritratto della felicita domestica: padroni di casa perfetti, impegnati nell`organizzazione del matrimonio perfetto, con amici perfetti. anche sul lavoro piglet e in ascesa: e assistant editor in una casa editrice londinese di libri di cucina e all`orizzonte si staglia un`importante promozione. persino la famiglia altolocata di kit, nonostante le eccentricita da ricchi, le risulta tollerabile, e per tutti piglet adora preparare cene squisite: patate novelle in salsa verde, burro all`aglio confit e pepe nero, semifreddo al caffe con caramello fuso. la cucina e il suo rifugio, un vero privilegio, dunque, che sia anche il suo lavoro. ma se una vita sembra troppo bella per essere vera, probabilmente lo e: tredici giorni prima delle nozze, kit rivela alla futura sposa una terribile verita, un segreto che manda in frantumi la loro realta. l`intensita con cui piglet aveva desiderato quella vita - il futuro meraviglioso che in cuor suo sa di meritare - si trasforma ora in una incredibile... fame. rompere la relazione equivarrebbe ad autodistruggersi, ma non fare nulla potrebbe costarle ancor piu caro. cosi, mentre il tempo che manca al matrimonio si accorcia, piglet si ritrova a combattere fra quella fame crescente e la tensione a seguire la ricetta: bilanciare le aspettative delle famiglie, non lasciarsi sopraffare dalla pressione lavorativa e realizzare il dolce piu importante di sempre, la sua torta nuziale. se perdonasse kit, potrebbe tornare a essere se stessa? ma la verita e forse un boccone troppo amaro da mandare giu.

eva herbergen e avvocata penalista di lungo corso e forte vocazione. lei sa, piu di chiunque altro, che ogni atto criminale ha una storia. e questa storia racconta di esistenze infernali che hanno cancellato la differenza tra bene e male, oppure di fatali decisioni prese in momenti bui, attimi irreversibili che creano una faglia tra cio che e stato e cio che non sara piu. la scrittrice di successo, la matrigna oberata, il milionario manipolatore, il reclutatore di bambini soldato, il cannibale mite: innocenti o colpevoli, tutti i clienti dell`avvocata herbergen trovano in lei la miglior difesa, la certezza della piu lieve tra le pene possibili, ma soprattutto la tenacia di chi vuole conoscere la persona dietro il reato che ha commesso. non possono immaginare che quella donna, cosi salda e rassicurante, sappia, con ogni piu intima fibra del suo essere, che cosa significhi svoltare quell`angolo buio, convivere con fantasmi e colpe che chiedono riparazione. in questo romanzo ricco di colpi di scena, ispirato a reali casi giudiziari, elisa hoven, magistrato nella vita, getta luce sui punti ciechi del nostro giudizio morale e sui limiti di una giurisprudenza che non sempre fa giustizia. ma piu di ogni cosa crea una protagonista che ci trascina nei luoghi oscuri dell`animo umano, dove le certezze lasciano il posto ai dilemmi.

forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. luciana albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l`abbandono improvviso di suo marito vasco. e se di giorno la vita la trascina lontano - la pittura che ormai l`ha resa un`artista conosciuta nel mondo, l`immortale cane barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a se stessa che e una vincente -, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perche? vasco dos santos conosce la risposta, cio che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare roma e tornare nella sua lisbona. in quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all`inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. luciana e vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare cio che e stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. con questo romanzo, romana petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessita, e ci restituisce la verita dietro il sogno, la possibilita dietro la fine.

maine, villaggio di hallowell, una notte d`inverno del 1789. il fiume kennebec e quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di joshua burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. a esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata martha ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. e il corpo di joshua burgess parla, e dice che la morte non e arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato burgess, prima di gettarlo nel kennebec. anche se poi il dottore, dall`alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: e stato un incidente. burgess, tuttavia, non puo essere morto per una banale imprudenza. oltre a martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l`oltraggiosa violenza ai danni della giovane rebecca. martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l`aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perche non vadano perduti, perche le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. comincia cosi un`estenuante ricerca della verita per la levatrice martha ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una societa che non intende ascoltarle. con una prosa tesa e delicata, ariel lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. un`eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l`ardire di levarsi in difesa dei piu deboli, cambiando per sempre la storia di un`america che stava ancora muovendo i suoi primi passi.

nella sua vita succede sempre tutto in primavera. cosi nica scompare in un giorno di maggio, recidendo il legame con tommaso senza una spiegazione, solo un biglietto succinto nel posto che era stato del loro amore. di quella donna laconica e fragile, volubile e altera, della sua indifferenza lieve per le cose del mondo, della passione tutta nuova che gli aveva rovesciato addosso, del suo essere carne viva e insieme puro spirito a tommaso non restano che un pugno di ricordi e il rimpianto di non essersi mai pensato con lei nel futuro. la cerca dappertutto, percorrendo come un sonnambulo le strade di una palermo bollente e torpida che pare non volergliela restituire, perche trovarla significa ritrovare la parte piu viva di se stesso che il desiderio di lei gli ha mostrato. la sua storia corre parallela a quella di gelsomina e di sua figlia margherita, arrivata come un dono grazie al voto fatto alla santa degli impossibili, santa rita. una donna e una bambina che vivono i loro giorni in esilio dalla famiglia, in una casetta dove il tempo non esiste e il mare si beve ogni cosa, fino a quando irrompe la vita vera. e da quel legame, velo che abbraccia e giogo che stritola, che si dipana una storia di fughe e ritorni, di verita taciute e conquistate liberta. in questo romanzo potente e ipnotico, anna voltaggio osa prescindere dal materialismo dei nostri giorni, facendo spazio alla dimensione sacra anche delle esistenze piu laiche, con le colpe di cui tutti ci macchiamo e il perdono che solo noi possiamo darci.

in una casa vuota, ai confini di una terra vuota, vivono thad e hazen. ventisette e ventisei anni, i due fratelli sono legati dalla quotidianita aspra e silente delle foreste del montana e dal lutto recente per la morte del padre. gestiscono la segheria che hanno ereditato, fanno qualche lavoretto di fatica per conto di altri, ma la loro vera fonte di guadagno proviene dal bracconaggio. thad e a tutti gli effetti il maggiore, quello che pensa, quello che decide. hazen, piu istintivo e influenzabile, ha invece un talento per seguire le tracce, cacciare e cacciarsi nei guai. insieme, finora, sono rimasti a galla, ma ormai le bollette da pagare non si contano piu, piove dal tetto di casa e l`inverno e alle porte. sono tutto l`uno per l`altro, thad e hazen, ma proprio quando devono accettare che quella loro simbiosi non basta alla sopravvivenza entra in scena lo scozzese, un omone minaccioso preceduto da una fama sinistra. ha una proposta, un vero e proprio colpo grosso: entrare nel parco nazionale di yellowstone per trafugare quanti piu palchi d`alce possibile, merce richiestissima dal valore inestimabile. anche se stavolta rischiano la galera, e un`offerta che non possono permettersi di rifiutare. quando tutto sembra procedere secondo i piani, qualcosa rompe definitivamente l`ordine di quel mondo che non prevede seconde possibilita. in una terra epica dove la natura domina i destini umani, callan wink racconta la potenza di un legame di sangue, una crudele storia di formazione maschile, impetuosa come una cavalcata a perdifiato, in cui crescere e decidere chi lasciare indietro.

ipswich, 1759. nella terra verde del suffolk, il pittore thomas gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della citta, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie margaret e le due figlie, molly e peggy. le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giu per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. eppure peggy a volte non capisce dove vada molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a peggy inventare le storie piu inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. ma quando la famiglia gainsborough si trasferisce a bath - nell`intima speranza di imbrigliare le eccentricita della figlia maggiore -, il segreto diventa sempre piu difficile da nascondere. la grande citta e un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia liberta: e fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e apprpriate amicizie. le bambine ora sono ragazze da inserire al piu presto in una societa dove ogni passo falso puo costare caro. quello di peggy e un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su molly: l`istituto per i malati di mente. e quando l`amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, peggy si trovera di fronte a una scelta estrema.

il medico si e vestito elegante per il primo giorno del suo nuovo lavoro a el paso, texas. una vita nuova lo aspetta in quella citta tagliata in due dalla montagna, dove si e appena trasferito con la moglie e i figli ancora piccoli. in ospedale conoscera i suoi specializzandi, sguardi ansiosi, camici candidi, stetoscopi scintillanti. futuri medici a cui insegnare il fondamentale rito della rilevazione del polso, il mistero complesso della diagnosi, l`infinita responsabilita della cura. ma in questo nuovo inizio, il dottor abraham verghese ripone la speranza di salvare il suo matrimonio, la speranza che le parole dette e le cose accadute possano essere dimenticate. david smith ha tante cose da dimenticare, una carriera da tennista abbandonata, una tossicodipendenza annosa punteggiata di dure riabilitazioni e ricadute rovinose, gli studi di medicina da sorvegliato speciale. una partita di tennis diventa il primo atto di un rituale che coinvolge lo studente e il suo insegnante, con i ruoli che si invertono come in un gioco di specchi. in campo, abraham guarda a david con ammirazione e stupore, in corsia david ascolta abraham con rispetto e devozione. dalla passione per il tennis che li ha avvicinati, nasce un legame cauto ma profondo, in cui due uomini soli liberano le paure, espongono le ferite, trovano sostegno l`uno nell`altro. ma come due bambini costruiscono un castello di sabbia ignari della marea che arrivera, quando la bestia crudele si risveglia dal suo sonno, tutto cio in cui abraham ha creduto e per cui ha lottato rischia di finire travolto. in queste pagine di tennis e di vita, l`autore de il patto dell`acqua racconta, con la sobrieta e il nitore di sempre, i fallimenti, le speranze, le rinascite. l`eterna battaglia dell`uomo contro la solitudine.

una donna e un uomo si scelgono, vivono un lungo amore dolce, una vita piena, con due figli e due carriere luminose nel giornalismo e nella scrittura. finche, in un giorno qualunque, tutto finisce. quando geraldine brooks riceve la notizia che suo marito tony horwitz, sessant`anni, si e accasciato per strada senza piu riprendere conoscenza, sta lavorando al romanzo che il suo editore aspetta da tempo. quell`istante brutale separa per sempre cio che e stato da cio che non potra essere mai piu. ma geraldine non puo concedersi l`autocommiserazione, non puo crollare: ci sono i suoi figli. ci sono tutti quegli atti pratici, necessari e urgenti, dettati dal momento. deve indossare una maschera per ogni viso che incontrera, trovare le parole per rispondere alla commossa partecipazione degli altri. poi i giorni diventano mesi, e a un tratto sono trascorsi tre anni, durante i quali il mondo intero di geraldine e rimasto vuoto seppur traboccante di persone e successi letterari, la vita priva di qualunque pienezza reale. ed ecco che all`improvviso si fa strada una consapevolezza: il suo dolore non ha avuto spazio per gridare, e ancora li, grumo rovente e intatto sotto la pelle. geraldine ha inconsciamente obbedito ai dettami di una cultura - la nostra - che prova fastidio davanti al protrarsi della tristezza, che confina il lutto al rito funebre. cosi, finalmente, un`isola di lancinante bellezza al largo della tasmania, con le sue rocce incendiate di colore e le spiagge avvolte di silenzio, diventa il tempo e il luogo per un inizio nuovo. con la voce asciutta e potente della grande scrittrice, brooks lascia da parte per un momento la finzione letteraria e spalanca le porte della vita vera, celebrando l`amore, lo strazio della perdita, la gioia e il mistero dell`esistenza.

hanno un sogno, ferdinando e luigi bocconi. dopo aver visto il padre consumarsi fra strade e cascine con la gerla delle stoffe sulle spalle, un negozio vero, che venda abiti "bell?e fatti", significa futuro. a milano pero, vicina eppure cosi lontana dalla loro lodi. poi, il piccolo sogno diventa realta conquistando giorno per giorno il cuore dei milanesi; si fa grande come quella piccola bottega che si trasforma nei primi grandi magazzini, aperti proprio in piazza del duomo. correva l?anno 1889. bice, figlia di un magazziniere dei bocconi, ha gia otto anni ma non ha mai visto bambole cosi belle, con i vestiti veri, e salendo le infinite scale decide che quel mondo di meraviglie diventera un po? anche suo. la famiglia delle sarte all?ultimo piano, che ogni giorno crea magie, la accogliera e bice ricambiera con la dedizione e l?affetto di tutta una vita. e il 1917 quando il sogno passa al capitano d?industria borletti, che di nome fa senatore e scorge in quella fabbrica dei desideri molto piu di un buon investimento: anche quando i grandi magazzini vanno in fumo, dalle ceneri risorgera, splendida fenice, la rinascente. e dietro quei banconi che lavora eleonora, figlia di bice, cresciuta nei saloni che conosce meglio di casa sua. e con lo sguardo alle guglie del duomo, anche cristina, figlia di eleonora, trovera un modo tutto suo di proseguire la strada di famiglia. davanti alle vetrine e agli occhi delle ragazze della rinascente sfilano gli anni della campagna d?africa, delle guerre mondiali, dei tumulti di piazza, della ricostruzione. eventi straordinari e terribili che li si fermano, toccando le loro vite o scorrendo via. ma nulla intacchera la certezza di aver realizzato, proprio li, il loro piccolo sogno: un sogno che si chiama indipendenza e liberta.

all?inizio di tutto c?erano i libri. due ragazze, netcha e maga, partono zaino in spalla per il messico, con due pesanti tomi di teoria marxista da regalare al subcomandante marcos, che secondo fonti attendibili vive a la realidad, un villaggio sulle montagne del chiapas. l?obiettivo preciso e stravagante di incontrare il capo rivoluzionario zapatista, il leader senza volto di un sogno di liberta, e solo l?avvio del viaggio iniziatico delle due amiche, che si fa groviglio di luoghi, incontri, pensieri, emozioni, mentre andando si fa il cammino, come cantava il poeta machado. e l?inizio di una formazione che portera netcha a tornare in terra messicana, ancora e poi ancora, per cercare "un posto, anche minuscolo, e restarci per un po?", seguendo un?astrazione scintillante, fatta pure delle suggestioni di un artaud stralunato e sofferente sulle tracce dei misteriosi tarahumara nel 1936. la strada per la realidad, chimera e luogo dell?anima, e un percorso ricco, sorprendente, intriso d?amore ma anche di dolore. e approda vent?anni dopo con netcha ormai adulta, chiudendo un grande cerchio, in chiapas. ancora. in una piazza, gremita di donne che si passano un microfono come testimone dichiarando il loro compito immane e impossibile: la lotta contro la violenza. in una piazza dove si respirano l?antica tristezza millenaria delle madri e delle figlie di tutto il mondo, la rabbia, l?impotenza ma anche la gioia e la comunione. li, nella narratrice, inizia qualcosa di immenso, la gestazione di un cambiamento futuro. li, inizia tutto. la decisione di smettere di viaggiare, perche cominci il vero viaggio.

doveva avere sette anni, forse nove, non lo ricorda con esattezza neige quando il suo patrigno ha cominciato ad abusare di lei. a parte il momento esatto in cui tutto ha avuto inizio (il trauma ha alterato per sempre la cronologia dei fatti), i ricordi sono perfettamente incisi nella mente e nel corpo della donna che neige e` diventata. la decisione a diciannove anni di rompere il silenzio, la denuncia, il processo pubblico, il carcere per lo stupratore, la vita nuova molto lontano dalla francia. e quella donna si e` interrogata a lungo se scrivere il libro che stringete tra le mani, perche` trovava solo motivi per non farlo. fino al giorno in cui il passato l`ha raggiunta e l`impossibilita` di scrivere e` diventata impossibilita` di non scrivere. questa che leggerete non e` "soltanto" la storia di una bambina che e` stata violentata per anni da un adulto; e` la ricerca pervicace degli strumenti per dire di quell`altro luogo, il paese delle tenebre dove vivono tutti quelli come neige; e` il rifiuto netto della retorica delle vittime (nessuna resilienza, nessun oblio, nessun perdono); e` la necessita` di trovare semplici parole precise che dichiarino l`irreparabilita` del danno; e` l`urgenza di rendere testimonianza, si`, ma collettiva. perche` l`abuso si consuma in una dimensione separata di omerta` e solitudine, una dimensione che e` fisicamente la stessa in cui si svolge il resto della vita, ma che si sovrappone come un doppio di intollerabile nitore. triste tigre e` il viaggio in questa dimensione, e` il dialogo necessario con i grandi della letteratura che questa dimensione l`hanno interrogata, e che hanno fornito all`autrice gli strumenti per tutto questo. un libro, che usa la scrittura come un martello, attraversato da una domanda: colui che ha creato l`agnello ha creato anche la tigre?

l`esploratore conobbe nell`ottocento la sua consacrazione definitiva. l`iconografia popolare racconta le gesta di uomini alla conquista di immensita` sconosciute, con in testa il casco coloniale e nelle mani una mappa, un sestante o un fucile: un ritratto eccezionale, ma ingenuo. nella realta`, gli esploratori furono espressione di un`epoca, con una precisa funzione sociale e politica: informare i contemporanei sullo stato del mondo, cercare risorse, fondare colonie. al tempo stesso, pero`, dai loro diari traspaiono uomini inquieti, a disagio se non in totale rottura con le societa` da cui provengono. nelle gli esploratori cercavano non solo fama e ricchezze, ma la possibilita` di dare un senso alla propria esistenza. di quell`epopea il cinema e l`editoria hanno consegnato una lettura quasi esclusivamente anglosassone, imperniata sui nomi di livingstone, stanley, burton, speke. in italia, per una strana ritrosia, sulla grande stagione dell`esplorazione per decenni si e` preferito sorvolare. marco valle si e` messo sulle tracce di quella italica che percorse le zone piu` selvagge e inesplorate dei cinque continenti: da ippolito desideri in tibet a giacomo beltrami alle sorgenti del mississippi; da orazio antinori a giacomo doria a luigi amedeo di savoia fino a odoardo beccari nel borneo, giacomo bove in patagonia, pietro savorgnan di brazza` in congo, guglielmo massaja e vittorio bottego in abissinia, giovanni miami sul nilo, giovan battista cerruti in malesia. e ancora nel novecento alberto de agostini in patagonia, raimondo franchetti in dancalia, giuseppe tucci in asia e ardito desio nel sahara. fino a oggi, con samantha cristoforetti nello spazio, continuatrice della saga dei nostri .

sembra che in ogni opera di emanuele trevi ci sia la consapevolezza del confine. l`idea di un`altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un`altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l`idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. sembra che in trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo, che - per esempio - rocco e pia di due vite erano nelle nostre vite, anche se non ne avevamo mai sentito parlare prima. accade anche con l`asia de "l`onda del porto": la storia di un viaggio, intrapreso d`istinto l`anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi piu` grandi degli ultimi vent`anni, diventa altro. cosa d`altro? e un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre piu` importanza. "l`onda del porto", uscito per la prima volta nel 2005, e` un viaggio nel viaggio. e l`india, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicita`, e al tempo stesso e` gia` la consapevolezza che per emanuele trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verita` delle cose. ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. e invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l`autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di emanuele trevi. e ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent`

. cosi` scrive emanuele trevi in un brano di questo libro che, all`apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di rocco carbone e pia pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di rocco carbone per le furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di pia pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni. ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l`aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, cosi` seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. ne mostra anche le differenti condotte: l`ossessione della semplificazione di rocco carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue furie; la timida sfrontatezza di pia pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell`unicita` di questo libro non stanno nell`impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l`amicizia. nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, rocco carbone e pia pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all`ultimo trasparente e felice, quel legame che accade quando .

e il 1850 quando honor e grace bright si imbarcano sull?adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di bristol per l?america. l?aria smarrita di chi non e avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, honor bright sa che non rivedra mai piu bridport, il paese in cui e nata, nell?istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del dorset. troppo grande e il mare e troppo lontano e faithwell, il villaggio dell?ohio in cui adam cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. l?irrequieta grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l?intento di lasciarsi alle spalle l?angusta vita della piccola comunita di quaccheri in cui e cresciuta e abbracciare cosi nuove avventure. honor bright non condivide lo spirito temerario di grace, ma samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all?altrui compassione l?ha spinta a seguire la sorella al di la del mare. una volta giunte in ohio, tuttavia, a un passo da faithwell, grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. honor bright si ritrova cosi sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall?amato dorset. non le resta percio che adam cox come unica ancora di salvezza. a faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall?uomo e dalla cognata vedova.

vienna, 1911. sulla heugasse, costruito con la pietra bianca piu` bella d`austria, sorge il palazzo dei goldbaum, una famiglia di influenti banchieri ebrei. in citta` si dice che siano cosi` ricchi e potenti che, nelle giornate uggiose, noleggino il sole perche` brilli per loro. ben poco accade, dentro e fuori la capitale, su cui non abbiano voce in capitolo, e meno ancora senza che ne siano a conoscenza. persino nei fastosi palazzi di casa d`asburgo. rinomati collezionisti di opere d`arte, mobili di squisita fattura, ville e castelli in cui esporli, gioielli, uova faberge`, automobili, cavalli da corsa e debiti di primi ministri, i goldbaum, com`e` costume delle cosmopolite dinastie reali d`europa, si sposano tra loro. perche` gli uomini goldbaum continuino a essere ricchi e influenti banchieri e` necessario, infatti, che le donne goldbaum sposino uomini goldbaum e producano piccoli goldbaum. anche la giovane, ribelle greta goldbaum deve rassegnarsi alla tradizione di famiglia e dire addio alle sue scapestrate frequentazioni nella ribollente vienna del primo decennio del novecento, sposando albert goldbaum, un cugino del ramo inglese della famiglia. per una ragazza della sua estrazione sociale il matrimonio e` una delle spiacevolezze della vita da affrontare prima o poi, e con questo spirito greta lascia vienna per la piovosa inghilterra. a tempie court, dove si trasferisce, la ragazza si sente estranea persino a se stessa: la nuova famiglia la tratta con rispetto, la servitu` con deferenza e albert e` cortese e sollecito. ma la sua presenza riesce a essere opprimente come una coperta pesante in una nottata troppo calda, e tra i due giovani si instaura una gelida, sottile antipatia. al punto che lady goldbaum, la madre di albert, decide di donare alla ragazza un centinaio di acri come dono di nozze, un giardino dove sentirsi finalmente libera da ogni costrizione. alla silenziosa contesa di temple court si aggiunge, pero`, il fragore di ben altro conflitto: la prima

una nonna precipita nell`oblio della vecchiaia cancellando dalla memoria dapprima la figlia e poi la nipote, e chiudendosi nel castello inattaccabile di chi si approssima alla fine. niente sembrerebbe destarla alla vita, ne` il cibo ne` le premure dei familiari. un giorno, pero`, la nipote le porta una granita gelata, un piccolo gustoso monte fuji identico a quello assaporato qualche anno prima a un chiosco non lontano da casa, e allora la nonna ritrova un guizzo di gioia e vitalita`. una donna gravemente ammalata decide di dedicare i suoi ultimi giorni a insegnare alla sua bambina come preparare un buon misoshiru, la zuppa di miso, la pasta di soia fermentata servita in una ciotola di brodo denso. ha promesso al marito di preparargli ogni giorno l`adorato piatto e non vuole che, dopo il suo congedo dal mondo, un`altra donna, estranea alla famiglia, assolva quel compito. una coppia alla vigilia della separazione si reca nella penisola di noto per un`ultima cena. il tipico aroma speziato dei funghi matsutake, il sashimi di cernia macerata con alga konbu e un bel po` di sake fanno dileguare per un istante rimpianti e tristezza dell`addio. i personaggi del nuovo libro di ito ogawa celebrano quasi tutti degli addii - il congedo dal mondo, dagli affetti piu` intensi, da un lungo rapporto d`amore, dai luoghi piu` cari - in compagnia di un cibo. per un breve fugace momento, il cibo lenisce la crudelta` dell`addio e restituisce piacere della vita e le gioie del palato.

e il 23 marzo 1890 a san pietroburgo e, nell`ampio corridoio del teatro mariinskij, e` in corso una delle sfilate piu` emozionanti che sia dato vedere nella splendida citta` affacciata sul golfo di finlandia. la famiglia reale e` accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. gli zar romanov sono i finanziatori di buona parte dei teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui e` possibile scorgere le prime esibizioni delle future e`toiles. lungo il corridoio, l`imperatore alessandro iii avanza a grandi passi, seguito dall`imperatrice gracile e minuta. piu` indietro ancora lo zarevic nicola, detto niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l`imperatore fa sedere alla sua sinistra nicola e, accanto a lui, la ragazza che piu` di tutte promette di essere una stella del mariinskij: mathilde kschessinska, la figlia piu` giovane del grande felix kschessinsky, che ha danzato per i romanov per quasi quarant`anni. l`intento di alessandro iii e` palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica. per mathilde kschessinska e` l`occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento.

all`interno della cultura ebraica, la "porta del cielo" occupa una posizione unica. scritta in spagnolo nei primi decenni del seicento, essa e` infatti il solo esempio di opera, fra quelle che ancora appartengono al periodo di formazione del canone classico cabbalistico, composta in una lingua "profana": non nella lingua santa ebraica, ne` nell`arcaizzante aramaico dello zohar, ne` nello yiddish al quale anche sarebbe ricorsa la letteratura chassidica. questa caratteristica rispecchia l`intento di abraham cohen de herrera (il mercante di origine spagnola, vissuto in italia e morto ad amsterdam, le cui vicende personali e familiari vengono ricostruite nell`introduzione anche grazie a documenti d`archivio rimasti finora inediti): scrivere un`opera di introduzione alle dottrine cabbalistiche che fosse accessibile al maggior numero possibile di lettori eliminando l`ostacolo linguistico che ne aveva fino ad allora ristretto la conoscenza diretta a ebrei ed ebraisti. altri elementi concorrono poi a giustificare quel ruolo di vera e propria mediazione fra cultura ebraica e contesto europeo che si propone la porta: non solo la lingua ma anche il linguaggio, lineare e razionalizzante, nella quale e` composta; il discorso sistematico con cui procede, richiamandosi al modello della scolastica latina; e il costante riferimento e paragone con il pensiero filosofico, da platone e aristotele ai neoplatonici alla cultura italiana rinascimentale.

nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico greg roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. e diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. ma gli anni che seguono vedranno greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l`australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in afghanistan e in pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in australia a scontare la sua pena. e raccontare la sua vita in un romanzo epico di piu` di mille pagine.

la "psychopathia sexualis" di richard von krafft-ebing, professore di psichiatria all`universita` di vienna verso la fine del xix secolo, ci ha lasciato, accanto a giudizi e diagnosi cliniche che riflettono la morale e la scienza dell`epoca, una straordinaria collezione di "biografie sessuali", che costituisce un documento prezioso non soltanto per conoscere i costumi sessuali degli uomini e delle donne del xix secolo, ma anche per cogliere, nella breve luce di lampo che getta su di esse, lo sguardo del potere medico, un`intera vita nello specchio della confessione del suo piu` intimo e "infame" segreto. questo libro, omettendo le pagine, ormai datate, che contengono le considerazioni mediche dell`autore, ha estratto dalla loro cornice ottocentesca queste sconvolgenti biografie sessuali. pazientemente catalogati secondo quelle che la scienza dell`epoca considerava come perversioni sessuali (iperestesia sessuale, sadismo, masochismo, feticismo, esibizionismo, omosessualita`, gerontofilia, zoofilia, autosessualismo) vediamo cosi` affiorare per un attimo, spesso attraverso la loro stessa testimonianza, i volti, i gesti, i rossori, le abiezioni, le tenerezze, le smorfie, le richieste di amore, le ingenuita` e gli obbrobri di un secolo. prefazione di giorgio agamben.

con questo libro neri pozza avvia la prima edizione integrale degli scritti di leonardo da vinci, pubblicati secondo l`ordine e la forma dei codici che li conservano. questo primo volume contiene la trascrizione del manoscritto d, il suo lavoro incompiuto sull`ottica, e del manoscritto f, i densissimi appunti che accompagnano la stesura del suo trattato di cosmologia. per tutta la sua vita, leonardo da vinci stilo` un`immensa congerie di appunti, schizzi, trattati tecnici, note di diario, annotazioni scientifiche, favole e allegorie. gran parte di essi andarono perduti. il resto fece di lui l`archetipo del "genio multiforme". ma e` stata appunto la sconcertante ricchezza di questo corpus a renderlo finora quasi inaccessibile. l`immagine che per molti si e` fissata di leonardo e` infatti quella di un ricercatore incapace di metodicita`, inventivo ma sprovveduto. cio` spiega come, dall`eta` barocca fino ad oggi, i curatori delle sue opere si siano dedicati a un avvilente lavoro di ritaglio, finendo per offrire al lettore antologie di frammenti estrapolati dal loro contesto. leonardo invece cerco` di dare origine a un sistema filosofico estremamente articolato, in cui la centralita` della pittura avrebbe permesso di sovvertire l`ordine cosmico del rinascimento e ricomporre il sistema delle arti liberali. piu` di qualunque altro scritto occidentale, i suoi abbozzi palesano i retroscena del gioco enigmatico e audace da cui scaturisce il sapere.

che cosa fa di venezia venezia? qual e` l`intenzione artistica, la forma che concede a domenico theotocopuli di candia o ad antonio vassilachis di milo, giorgione di castelfranco, tiziano di pieve di cadore di sentirsi perfettamente veneziani e di parlare artisticamente in veneziano? ritenuto il capolavoro di sergio bettini, "venezia. nascita di una citta`" costituisce certamente un unicum nella cultura italiana, oltre che il compendio dell`opera di uno studioso che appare oggi, nel centenario della nascita, come uno dei piu` originali pensatori del nostro novecento. mostrando come venezia obbedisca attraverso i secoli a un suo kunstwollen, a una sua propria intenzione artistica, bettini illumina la citta` come una sola, coerente opera d`arte.

per festeggiare i sessanta anni della casa editrice, la neri pozza pubblica un elegante volume illustrato che restituisce l`avventura umana e intellettuale del suo fondatore e costituisce un documento di una delle stagioni piu` felici della letteratura e della cultura italiane. nato a venezia il 5 agosto 1912, neri pozza inizio` la propria attivita` come scultore nel 1933, richiamandosi fortemente all`attivita` di arturo martini e marino marini. si distinse nell`attivita` letteraria, vincendo il premio selezione campiello nel 1970, e fondo` nel 1946 la sua casa editrice.

chi e` carl schmitt? il giurista conservatore divenuto teorico del nazismo, o il filosofo che ha pensato in modo nuovo le categorie del politico? il pensatore geniale che ha incrociato le personalita` piu` significative del suo tempo, da benjamin a heidegger, da taubes a ernst junger, o il consigliere di stato opportunista, che ha cercato di dare legittimita` giuridica al nazismo? il teorico convinto del decisionismo o piuttosto, come lo defini` karl lowith, un occasionalista incerto e privo tanto di convinzioni che di scrupoli? i testi e le interviste qui raccolti cercano di dare una risposta a queste domande, proponendo una nuova immagine di una delle personalita` piu` discusse e attuali del pensiero politico-giuridico del xx secolo.

dall`aprile 1921 all`agosto 1924 aby warburg, geniale inventore dell`iconologia, fu ricoverato nella casa di cura diretta da ludwig binswanger, lo psichiatra che doveva rinnovare profondamente l`approccio al problema della malattia mentale. questo libro pubblica non soltanto le cartelle cliniche che binswanger redasse giornalmente sullo stato di salute del paziente, ma anche l`epistolario tra i due autori, fra i quali si stabilisce un importante scambio intellettuale sulla malattia mentale all`insegna dell`idea e dell`esperienza di una "guarigione infinita". il volume riporta, inoltre, i testi autobiografici di warburg relativi al soggiorno nella casa di cura.

la fama di koje`ve resta affidata alle sue lezioni parigine degli anni trenta sulla fenomenologia dello spirito di hegel. da allora, abbandono` ogni attivita` filosofica pubblica per diventare un alto funzionario dello stato francese. ma continuo` a lavorare a una sorta di "aggiornamento" di quel sistema che riteneva ancora valido per la comprensione della realta`: il sistema hegeliano. ha dato vita a un`opera monumentale, rimasta incompiuta e a lungo inedita intesa come un`esposizione completa ed enciclopedica della saggezza hegeliana. questo volume presenta l`introduzione al sistema, nella quale e` sviluppata una riflessione sulla filosofia stessa, definita come quel discorso che puo` parlare di tutto, a condizione di parlare anche del fatto che ne sta parlando.

fino a non molti anni fa per la maggioranza degli americani, i "dagos", come venivano chiamati gli emigrati italiani, erano piu` o meno tutti dei mafiosi. qualsiasi cosa facessero, sembrava impossibile sfuggire a questa accusa. frutto di anni di ricerche di uno dei piu` famosi giornalisti del "time", questo volume e` un`inchiesta sugli italoamericani a partire da colombo e verrazzano. un`indagine che mostra il vero volto degli emigrati italiani che dall`industria alle banche, dallo sport allo spettacolo, hanno contribuito a fare dell`america un mito.


















