
non da tutti i nidi si puo` vedere il cielo, non tutti i nuovi nati hanno questo privilegio. milena e` venuta al mondo in carcere, ha vissuto li` fino ai tre anni e, anche se ora di anni ne ha ventiquattro, si porta nel corpo quella nascita come una colpa, quella separazione iniziale come una condanna. forse per questo in prigione ci torna regolarmente, di propria volonta`, per prendersi cura dei bambini di rebibbia, i figli delle carcerate, nel tentativo di risparmiar loro - al piccolo marlon, che presto verra` strappato alla madre e andra` ad abitare fuori - quel suo stesso dolore. ma basta un soffio imprevisto per travolgere l`impalcatura che tiene in piedi la sua esistenza e mettere in discussione ogni fragile certezza. l`incontro, apparentemente banale, con un giornalista interessato a pubblicare un servizio sulla vita dei bambini in carcere e` un terremoto che la scuote, qualcosa che la attrae e rappresenta allo stesso tempo un pericolo da fuggire a ogni costo. perche` il desiderio fa scattare le serrature, la costringe a uscire allo scoperto e scavare al cuore di quel che lei e`, delle colpe che si sente addosso. perche` mettersi a nudo con chi appartiene da sempre al mondo di fuori, e solo quello conosce, puo` essere troppo duro per chi la prigione se la porta dentro.

di tutti i libri di anna politkovskaja, questo e` il piu` tragico e potente: un documento straordinario dove i suoi articoli apparsi sulla , testi ancora inediti, promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla russia che preparo` e segui` l`ascesa al potere di vladimir putin - dall`ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell`androne di casa per mano di un killer. per anna politkovskaja l`unico giornalismo possibile era un giornalismo - cosi` lei lo definiva -, teso a proclamare una verita` che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all`alta percettivita` nello scandagliare l`anima di vincitori e vinti.

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quando gli abitanti del ruanda entrano in contatto con i padri missionari cattolici, un nuovo culto si affianca alle antiche credenze locali. il re accetta il battesimo e il cattolicesimo irrompe nella vita dei suoi sudditi. i missionari, infatti, condannano ogni rito indigeno, consacrando il ruanda a gesu`. tra le leggende locali, pero`, ce n`e` una molto simile alla storia di cristo. e un racconto che scavalca il tempo per consegnarsi al mito. ne e` protagonista kibogo, colui che riporto` sulla terra una pioggia da tempo agognata, salvando gli uomini dalla siccita`, per poi essere assunto in cielo. la confusione tra i due culti e`, dunque, inevitabile. di fronte alla grande siccita`, che non si arrende e uccide, perche` non invocare anche kibogo affinche` la pioggia ritorni? con l`ironia e la lucidita` che la contraddistinguono, mukasonga elegge il sincretismo a protagonista di un intero romanzo.

ha scritto pietro citati . per tutti coloro che dal 2005 (anno della pubblicazione di "suite francese" in italia) hanno scoperto, e amato, le sue opere, questo libro sara` una sorpresa e un dono: perche` potranno finalmente leggere la - dattiloscritta dal marito, corretta a mano da lei e contenente quattro capitoli nuovi e molti altri profondamente rimaneggiati - del primo dei cinque movimenti di quella grande sinfonia, rimasta incompiuta, a cui stava lavorando nel luglio del 1942, quando fu arrestata, per poi essere deportata ad auschwitz. una versione inedita, e differente da quella, manoscritta, che le due figlie bambine si trascinarono dietro nella loro fuga attraverso la francia occupata, e che molti anni dopo una delle due, denise, avrebbe devotamente decifrato. qui, nel narrare l`esodo caotico del giugno 1940, e le vicende dei tanti personaggi di cui traccia il destino nel suo ambizioso affresco - piccoli e grandi borghesi, cortigiane di alto bordo, madri egoiste o eroiche, intellettuali vanesi, uomini politici, contadini, soldati -, ne`mirovsky elimina tutte le fioriture, asciuga e compatta; non solo: ricorrendo alla tecnica del montaggio cinematografico, limitandosi a , sopprimendo ogni riflessione e ogni giudizio, conferisce a questo allegro con brio un ritmo piu` sostenuto - e riesce a trattare la che ne costituisce la materia con una pungente, amara comicita`.


una sequenza di "romanzi neurologici" raccontati dallo scrittore che piu` di ogni altro sa entrare nel mondo a parte della malattia, talvolta distante da noi come un pianeta che aspetti di essere visitato e capito da un antropologo.

un romanzo di avventure intellettuali e picaresche attraverso le follie del boom economico e le metamorfosi della societa` e del paesaggio, delle illusioni e dei caratteri. notti senza fine di giovani che discutono dei loro autori e dei loro amori fino all`alba, progettando grandi opere letterarie, teatrali e musicali. affetti, utopia, irrisioni e rivolte contro un oppressivo establishment culturale e politico. ma anche la verve della cafe` society, quando roma era una capitale cosmopolita e "passavano tutti di qui" e le donne erano "molto piu` belle e piu` intelligenti e spiritose e anche piu` alte degli uomini corrispondenti". e che cosa significa aver vent`anni e molti desideri, nell`italia di petronio, di d`annunzio e di sempre...

londra 1940. mentre nel cielo incrociano gli aerei tedeschi, il dottor haggard riceve la visita di james vaughan, un giovane aviatore che gli si presenta con una frase letale: "credo che lei conoscesse mia madre". strappato di colpo alle sue fiale di morfina e al culto feticistico di una donna perduta per sempre, haggard intraprende una lunga, tormentosa confessione, raccontando per la prima volta la vicenda che tre anni prima ha distrutto la sua vita.

ultimo volume della pubblicato da proust in vita, tra maggio 1921 e aprile 1922, e` il libro piu` costruito e al tempo stesso libero, arioso e inventivo dell`opera, secondo lo stesso autore. a primeggiare e` la figura di charlus, una delle piu` grandi creazioni dell`universo proustiano, insieme al personaggio di albertine, entrambi protagonisti di episodi erotici a sfondo omosessuale. ma contiene anche uno dei momenti piu` alti, vibranti e commoventi della : la scoperta, da parte del narratore, delle celebri "intermittenze del cuore".

"12 anni schiavo" e` lo sconvolgente racconto, scritto in prima persona dall`autore e pubblicato nel 1853, della vita di solomon northup, un uomo di colore nato libero, venduto e costretto in schiavitu` per dodici interminabili anni. nato nello stato di new york nel 1808, solomon e` un giovane di condizione libera, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno e appassionato musicista. nel 1841 viene avvicinato da due uomini che gli propongono un ingaggio come violinista. e l`inizio di un incubo: rapito, drogato, solomon viene costretto a cambiare nome, a dimenticare il proprio passato, a diventare un`altra persona, uno schiavo, senza nessuna speranza di rivedere la propria famiglia. deportato in louisiana, viene venduto a un coltivatore di cotone e nei successivi dodici anni sperimenta l`abiezione dello sfruttamento e della schiavitu`. contro tutto e tutti, deciso a riguadagnare la propria liberta`, solomon, riesce a rimettersi in contatto con la propria famiglia. comincia la dura e appassionata battaglia legale che nel 1853 gli restituira` la liberta`. documento di grande valore umano e storico, scritto di getto subito dopo la liberazione, "12 anni schiavo" conserva ancor oggi la forza di un`orgogliosa rivendicazione della dignita` e dell`uguaglianza di tutti gli uomini.

tre uomini che tirano le somme della propria vita. tre lingue diverse per raccontare l`emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare. nicola ha ventisei anni e fa l`insegnante precario a milano. e figlio di riccardo, un emigrante invecchiato troppo presto, e nipote di leonardo, un contadino analfabeta e senza terra, che un giorno sorprende tutta la famiglia con una decisione importante: bisogna vendere la casa al mare, diventata l`oggetto ingombrante che divide fratelli, genitori e cugini. cosi`, una mattina di prima estate, partono a bordo di una punto amaranto, nonno padre e nipote, per raggiungere la puglia, a cui sono legati in maniera diversa. il viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia russo diventa un viaggio iniziatico in cui i rapporti di confronto-scontro tra padri e figli si sciolgono in rapporti fra tre uomini, ognuno con i propri imbarazzi, affetti, difficolta`.

quasi come in una tragedia classica, nel quinto libro della recherche tutta l`azione si concentra attorno a due soli protagonisti, il narratore e albertine, in uno scenario di tempo e luogo - un appartamento borghese parigino - ben delimitato. predomina quindi l`introspezione psicologica, la descrizione dell`amore, un amore quasi patologico, fatto di sofferenza e gelosia. "la prigioniera" (1923) si configura come una grandiosa indagine sul sentimento erotico che demolisce miti e stereotipi romantici e ne inaugura una concezione moderna.

milano e` scossa da una serie di omicidi. un assassino riprende le proprie vittime mentre le soffoca per poi spedire i video dei loro ultimi istanti di vita alla polizia. il destinatario dei macabri filmati e` il tormentato commissario diego ruiz, un "sopravvissuto", alcolista e fumatore incallito, che insieme alla sua squadra si trova a dover indagare contemporaneamente su questo killer e su una strana rapina in banca. ben presto la questura chiede aiuto a gaia virgili, una giovane e brillante profiler, arrivata da poco a milano per seguire un altro caso, quello del "killer delle donne sole". la dottoressa disegna il profilo di un uomo instabile e pericoloso, una sorta di vendicatore solitario molto astuto che ha lanciato apertamente una sfida agli inquirenti invitandoli a catturarlo prima che uccida ancora. inizia cosi` una lotta contro il tempo, mentre il piano dell`assassino assume via via contorni sempre piu` definiti. ma ogni volta che l`indagine sembra giungere a un punto di svolta, una mossa a sorpresa del killer spinge ruiz a rivalutare l`intera lista dei sospetti.

il giovane ilyas e` poco piu` che un bambino quando viene rapito dalla famiglia per mano di un soldato askaro di stanza nelle colonie tedesche dell`ostafrika. cresce affidato a un agricoltore europeo, impara la lingua e si guadagna un`istruzione, ma la vita insieme ai colonizzatori lo allontana dal suo popolo, ne fa un forestiero a casa propria. allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola volontario per combattere al fianco dei tedeschi, lasciando la sorella afiya nella casa dell`amico khalifa. qui la ragazza incontra il giovane hamza, tornato dal conflitto senza un soldo e con molte cicatrici nel corpo e nell`anima: dalla loro unione nasce una speranza, un figlio chiamato ilyas come lo zio scomparso. ma ormai sono gli anni trenta, la guerra che sta per scuotere ancora l`europa arriva fino alle colonie africane, e il piccolo ilyas comincia a sentire una voce misteriosa che sembra parlare solo con lui.


in questo volume sono riunite alcune delle piu` belle storie di fantascienza scritte nel novecento, ordinate anno per anno, mese per mese, e introdotte da una premessa di isaac asimov. racconti che possono essere considerati oggi non solo caposaldi del genere, ma veri classici della letteratura. narrazioni che, immaginando tempi e luoghi lontanissimi, ci parlano del nostro mondo presente. questo primo volume raccoglie storie pubblicate tra il 1939 e il 1943.

il libro cult di james ellroy. nessuno piu` di lui ha saputo raccontare il lato oscuro di los angeles. quel lato oscuro che ha ucciso elizabeth short. 15 gennaio 1947, il cadavere martoriato di una bellissima giovane donna viene ritrovato in un terreno abbandonato tra i palazzi di los angeles. sui giornali si parla di lei come della . e cosi` inizia la piu` grande caccia all`uomo della storia della california. il caso e` affidato agli agenti dwight bleichert e lee blanchard, amici, ex pugili, entrambi innamorati della stessa donna ed entrambi da subito ossessionati dal caso della dalia. ossessionati al punto da inoltrarsi negli anfratti piu` oscuri del suo passato, per catturare il killer, certo, ma forse anche in un vano ed eccitante tentativo di possederla dopo la morte. la loro ricerca li portera` a calarsi nelle profondita` sulfuree della hollywood del dopoguerra, toccando il cuore della vita illusa e contorta di quella ragazza e spingendosi nelle regioni piu` estreme del proprio desiderio, fino a rasentare la follia.

"le parole di nicola lagioia ci portano dentro il caso di cronaca piu` efferato degli ultimi anni. un viaggio per le strade buie della citta` eterna, un`indagine sulla natura umana, sulla responsabilita` e la colpa, sull`istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. su chi siamo, o chi potevamo diventare. nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome manuel foffo e marco prato seviziano per ore un ragazzo piu` giovane, luca varani, portandolo a una morte lenta e terribile. e un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. la notizia calamita immediatamente l`attenzione, sconvolgendo nel profondo l`opinione pubblica. e la natura del delitto a sollevare le domande piu` inquietanti. e un caso di violenza gratuita? gli assassini sono dei depravati? dei cocainomani? dei disperati? erano davvero consapevoli di cio` che stavano facendo? qualcuno inizia a descrivere l`omicidio come un caso di possessione. quel che e` certo e` che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l`intero mondo che li circonda. nicola lagioia segue questa storia sin dall`inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di luca varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di roma, una citta` invivibile eppure traboccante di vita, presa d`assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. una citta` che in quel momento non ha

tre giovani alla deriva, tre vite che non sanno bene che direzione prendere, stanno per sbarcare su una piccola e sperduta isola dell`arcipelago giapponese, l`isola di aburi. in particolare ry?suke langue in una profonda crisi esistenziale: senza fiducia in se stesso, vive alla giornata ancora incapace di riprendersi dalla morte del padre. dopo un tentativo di suicidio, decide di fare luce sui motivi che, anni prima, spinsero suo padre a togliersi la vita a sua volta. si trasferisce cosi sull`isola dove dovrebbe risiedere il miglior amico del padre, l`unico che puo` spiegargli i veri motivi di quel gesto. aburi e` una piccola isola un po` misteriosa, dalla natura rigogliosa e ancora selvatica, abitata da una piccola comunita` chiusa e scontrosa con i forestieri. ma e` anche famosa per le sue capre selvatiche. qui ry?suke scopre che il sogno del padre era proprio produrre il formaggio dal latte di questi animali cosi particolari: il figlio decide di portare a termine il progetto paterno ma il suo sogno si scontra con i tabu locali e suscita la rabbia degli abitanti dell`isola... dopo "le ricette della signora tokue", il nuovo romanzo di sukegawa e` una storia di maturazione dolce e profonda.

silvestro si sente impotente di fronte alle sofferenze del genere umano. il padre per lettera gli comunica che ha lasciato la madre per vivere con un`altra donna. silvestro intraprende un lungo viaggio in treno da bologna per fare visita alla madre e ritrovare il paese natale in sicilia, abbandonato quindici anni prima. li` accompagna la donna ad assistere i malati di malaria e di tisi e ha una rivelazione: queste persone sono il "mondo offeso", la parte di umanita` quotidianamente oppressa e rassegnata al proprio destino. con un linguaggio estremamente letterario, ispirato ai silenzi e alle ombre di una sicilia insolita, invernale e montuosa, elio vittorini, siciliano emigrato al nord, racconta in questo romanzo la propria terra e la trasforma in metafora del mondo intero e dell`esistenza. il romanzo-manifesto dell`impegno etico e civile dell`autore torna in un`edizione speciale a ottant`anni dalla prima pubblicazione con bompiani. un libro che non teme di guardare in faccia la realta` e le sorti dell`umanita`, oggi piu` attuale che mai. introduzione nadia terranova.

non solo comfort food e alimentazione sana: le bowls asiatiche sono un vero e proprio viaggio alla scoperta di sapori e sensazioni. una base di riso o tagliolini, verdura cruda e cotta, proteine animali o vegetali, e voila`, il gioco e` fatto! 80 ricette di ramen, bo-bun, pho e altre specialita` asiatiche, gustose e facili da preparare. con bowls asiatiche, la chef thailandese orathay souksisavahn offre un seguito al primo volume bowls dolci e salate, pubblicato nella stessa collana pret-a`-cuisiner.

yu hua, nato nel 1960, e` tra gli autori piu` amati e tradotti della letteratura cinese contemporanea. autore di numerose opere, che comprendono romanzi e racconti di breve e media lunghezza, yu hua ha iniziato a pubblicare all`inizio degli anni ottanta e da allora ha registrato un grande successo di pubblico. i due racconti qui presentati, storia d`amore e deciso dal fato, appartengono al periodo iniziale della produzione letteraria di yu hua e sono pertanto rappresentativi delle tecniche e dei temi trattati dall`autore nella sua prima fase di scrittura. il volume si apre con alcune pagine dedicate allo scrittore. seguono quindi i racconti in lingua originale, ciascuno preceduto da un riassunto e accompagnato da note di carattere grammaticale, lessicale e culturale per agevolare la lettura. il testo e` inoltre corredato da un ricco glossario che permette al lettore di accostarsi ai racconti in lingua originale senza dover ricorrere all`uso del dizionario. completa il volume un cd-audio con la lettura integrale dei due racconti. la collana ha l`intento di presentare i testi piu` rappresentativi della letteratura cinese moderna e contemporanea in lingua originale. i volumi della collana si prestano a essere utilizzati in classe per esercitazioni di lettura e di traduzione, ma sono anche rivolti, oltre che agli studenti, a chiunque desideri immergersi in presa diretta nell`universo letterario e culturale della cina d`oggi.

oscar donadieu, giovanotto sensibile e introverso, ultimo erede di un potente clan di armatori della rochelle, sbarca a tahiti sognando "di immergersi nella natura, di vivere a tu per tu con lei e con lei sola, rinunciando agli agi della civilta`". eppure, gia` nel corso della traversata, qualcuno lo ha messo in guardia: "forse farebbe meglio a non scendere dalla nave e a tornarsene dritto in francia". eviterebbe cosi` di diventare uno di quelli che i locali definiscono sprezzantemente "turisti da banane", relitti della vita tropicale vaganti fra sbronze tristi, ragazze facili, squallide notti e sordidi intrallazzi. con fierezza, donadieu pensa che queste cose possono succedere ad altri, non a lui. ma la realta` e` vischiosa, e il destino ignora la geografia. e a dispetto dello scenario di palme e luce abbagliante, la cupa sorte della famiglia donadieu non tardera` a compiersi, in questo romanzo dell`evasione impossibile. compiuto a porquerolles nel 1936 dopo un viaggio intorno al mondo durato cinque mesi, "turista da banane" fu pubblicato nel 1938.

maestro del racconto lungo, pritchett e` nel novecento inglese l`inattesa reincarnazione, la piu` convincente, la piu` felice, di charles dickens. bastera` leggere qui, per averne la prova, al ritorno di mia figlia, dove la protagonista, che parenti e amici avevano dato per spacciata o creduto prigioniera in qualche campo di concentramento giapponese, torna in patria alla fine della seconda guerra mondiale. non e` che il primo, grandioso equivoco di una lunga serie, esilarante e atroce, che pritchett squaderna sotto i nostri occhi con la saggezza ingenua e un po` sorniona del grande narratore, di chi sa stanare la vita in tutte le sue ambiguita`. ma pritchett e` capace di sorprenderci anche nei racconti piu` brevi. come il santo, storia dell`improvvisa perdita della fede da parte di un diciassettenne, e ritratto impietoso, nel suo candore quasi agiografico ma proprio per questo micidiale, dello specchiato membro di una presunta . o la caduta, dove ci presenta lo spettacolo grottesco di un uomo condannato ogni volta dalle circostanze a esibirsi, dietro la raggelante maschera di un inerme buster keaton, nella sua specialita`: la gag piu` insulsa, disperata e oscenamente triste cui sia dato assistere.

per essere riconosciuto dai tebani come un dio, dioniso instilla una scintilla di follia e di furore nelle donne della citta`, che si ritirano sul citerone a celebrare riti in suo onore. tragedia enigmatica e disorientante, scritta da euripide negli ultimi anni di vita, nelle "baccanti" si mescolano finzione e verita`, gioco ed ebbrezza e nell`alchimia del testo il terribile confina sempre con il grottesco. ma le "baccanti" sono innanzitutto una crudele rappresentazione della fragilita` dell`umano, posta sotto il segno inquietante di dioniso, . e il mondo stabile degli oggetti familiari, delle figure rassicuranti vacilla per divenire un gioco di fantasmagorie in cui l`illusorio, l`impossibile, l`assurdo si fanno realta`.

"vedro` singapore?" la domanda se la pone il protagonista e narratore dell`ultimo romanzo (1981) di piero chiara al momento di imbarcarsi per l`estremo oriente, al termine di una tormentata e picaresca vicenda che copre per intero il "memorabile" anno iniziato il 23 novembre 1932. impiegato di basso livello, viene trasferito da una sede all`altra per le pressioni di un alto commissario speciale, che lo perseguita a causa della sua passione per il gioco e per le donne. lo sfondo del racconto sono cittadine friulane e istriane, paradigma della provincia italiana, i cui bizzarri abitanti assistono come il coro di una tragedia antica ai molteplici e grotteschi colpi di scena, alle peripezie romantiche e agli episodi comici che costellano la parabola del "travet".

un pretore cinquantenne attrae, con il prestigio delle sue funzioni e le virtu` di una virilita` inconsueta, le donne di ogni eta` e condizione di un piccolo paese della valcuvia. erotismo e peccati di provincia nella spassosa narrazione di un grande affabulatore.

un personaggio inconsueto lascia la vita di provincia sulle rive del lago nativo per avventurarsi a parigi. le inquietudini, le aspirazioni, i giochi e gli amori del grande scrittore in una pagina naturale per ritmo e misura.

tenori a riposo che riacquistano la voce grazie all`amore, commercianti che la perdono sorprendendo la moglie con l`amante, o ancora soldati dispersi che, al momento dell`inaspettato ritorno, subentrano con fair play contadino al commilitone che ha preso il loro posto nel letto della moglie: ecco i protagonisti delle storie raccolte in questo volume. ai gustosi intrighi erotici, tra boccaccio e maupassant, chiara aggiunge una dimensione nuova, una costante attenzione per il passare del tempo e per le figure effimere eppure indimenticabili che lo contrassegnano. un`italia minore trova cosi` il rilievo della narrativa maggiore che, eludendo la storia ufficiale, ce ne offre invece l`intersezione illuminante con la vita quotidiana, cogliendo l`essenziale nel dettaglio.

un pomeriggio di giugno, in una grande citta`, un professionista sparisce senza lasciare tracce. il romanzo non e` solo la ricostruzione indiretta della vita dello scomparso, ma e` soprattutto la storia degli "altri", che reagiscono in modi imprevedibili a un evento inesplicabile. segna per pontiggia un ritorno alla sperimentazione: un`opera di largo respiro compositivo e dalla struttura innovativa, quasi una giostra nella quale si incontra una galleria di "anime morte", diventa un affresco impietoso dell`italia degli anni ottanta, una satira lucida e amara di una societa` di pieni illusori e di vuoti reali.

questo libro e` un`autobiografia in forma di raccolta di aforismi, aneddoti e ritratti folgoranti, un manuale di conversazione e un manuale di scrittura, una rassegna ininterrotta di pagine perfette in uno stile senza tempo. ricostruisce il mondo di cui indro montanelli e` stato non solo testimone ma protagonista mettendo al centro il suo punto di vista, il suo sguardo, la sua voce: da` quindi particolare risalto ai testi intimi e non concepiti per la pubblicazione come i diari e le lettere, alle interviste, alle risposte ai lettori () e a quello straordinario memoriale appena camuffato da invenzione narrativa, disse male di garibaldi, parte del romanzo qui non riposano, uscito nel 1945. questa autobiografia per frammenti contiene cronache di guerra dall`invasione tedesca della polonia nel 1939 alla rivolta di budapest del 1956, e non e` solo lo stile a essere di sconcertante attualita`: presenta una galleria di protagonisti della storia italiana, della politica e della cultura del novecento colti nei dettagli rivelatori; da` conto di un montanelli poco noto, in servizio come critico cinematografico; ripercorre le ideologie e le contrapposizioni di un secolo, raccoglie i giudizi sui tratti distintivi del carattere nazionale e si sofferma sulla scrittura e sul mestiere di una vita, il giornalismo al servizio dei cittadini e non del palazzo. questo libro e` il naturale punto d`incontro di due desideri: restituire lo spirito di montanelli, e mirare al puro piacere della lettura, in una festa di battute, lampi, accensioni, rivelazioni che sorprenderanno sia i lettori che credono di sapere tutto di montanelli sia quelli che lo conosceranno attraverso queste pagine.

nel ricordo di azar nafisi, rientrata in patria proprio nel 1979, l`anno della rivoluzione di khomeini, la parola che piu` di frequente ricorreva nelle riflessioni sul nuovo destino che incombeva su di lei era : la repubblica islamica aveva infatti confiscato la storia dell`iran, la sua cultura e la sua tradizione, e insieme l`identita` di ogni individuo. esiliata in patria, prigioniera di un regime totalitario ostile a tutto cio` che lasciasse spazio all`unicita`, lacerata da un sentimento di irrealta`, abbandono e isolamento, azar nafisi non poteva che tornare all`amato nabokov, e condividere con i suoi studenti l`esperienza di un rapporto improntato a un`esaltante reciprocita`, giacche` via via che si immerge nell`universo di uno scrittore il lettore non fa che arricchirlo di una percezione nuova, di una nuova dimensione. e nato cosi` un libro tanto affascinante e singolare da ricordare alcuni ritratti dotati di coperchio del rinascimento: il ritratto di nabokov - frutto di un`analisi delle sue opere che sembra rispondere all`auspicio formulato in lezioni di letteratura: - cela infatti quello della realta` dell`iran di allora, ma .

improvvisamente costretto a sperimentare in prima persona la precarieta` della vita, renzo racconta la propria esistenza, i propri valori, il rapporto con gli altri e il modo in cui tale rapporto viene alterato, rivelato o inverato dalla malattia e dal lungo avvento della morte. ma approssimato per difetto e` soprattutto un romanzo d`amore: quello che lo lega alla moglie valeria, e che obbliga entrambi a un profondo confronto con se` stessi. rifiutando le convenzionali menzogne, scavando nei sentimenti fino alla lacerazione, ognuno dei due protagonisti corre l`estremo e solitario rischio della ricerca della verita`. attraverso la loro storia, con grande lucidita` e forza poetica gina lagorio ha affrontato in anticipo sui tempi (la prima edizione del libro e` del 1971) il tema scomodo della malattia e del lutto, facendone materia di un romanzo.

"bagheria" e` un racconto affidato alla memoria. l`autrice, bambina, arriva in sicilia dopo aver trascorso due anni in un campo di concentramento giapponese. con infantile intensita` vive la scoperta delle proprie origini, della nobile famiglia materna, cosi` radicata in quel paesaggio fatto di palazzi baronali e case che sembrano reggersi una all`altra. nell`omerta` delle pareti domestiche si consumano rapporti tortuosi, dove il prezzo da pagare ricade sempre sulle donne, sacrificate alla "legge" dell`onore in una societa` che tutto sa, ma finge di non vedere.

bennie salazar e` un ex musicista punk e ora discografico di successo; sasha e` una giovane donna dal passato tormentato ma piena di passione che bennie sceglie come assistente. tra san francisco e new york, passando per l`italia e il kenya, dagli anni settanta a oggi, e fino al prossimo futuro, le tredici storie che compongono "il tempo e` un bastardo" mettono in scena una serie indimenticabile di coprotagonisti i cui percorsi di vita intersecano quelli di bennie e sasha. scandito da una pulsante colonna sonora, "il tempo e` un bastardo" e` un romanzo che parla di ricordi, affinita`, autodistruzione e redenzione.

da quando esistono le corse su due ruote esistono gli eroi. alcuni di loro hanno segnato un`epoca, altri ci sono finiti dentro e hanno provato a lottare per vincere ed entrare nella leggenda del mondo del motociclismo. sono loro, le leggende, che vogliamo raccontare in questo libro. i vincitori, ma anche i vinti. chi ci ha provato, chi ha rischiato la vita, chi, invece, l`ha persa per davvero, proprio li`, nella seconda casa di ogni pilota, la pista. da giacomo agostini a marc marquez, da valentino rossi a freddg spencer, passando per fenomeni senza corona come pasolini, fenomeni ritirati prematuramente come caseg stoner e talenti che il motorsport ha voluto in segno di sacrificio, come marco simoncelli, il racconto delle loro carriere dai primi passi al compimento del percorso che li ha consacrati a veri e propri "dei" delle due ruote.

tre quaderni di memorie e tre fotografie. e tutto cio` che serve per raccontare la vita tormentata e dissoluta di yozo che, nel giappone dei primi anni trenta, vive diviso tra le antiche tradizioni della sua nobile famiglia e l`influenza della nuova mentalita` occidentale: una lacerazione che fa di lui un individuo "squalificato". incapace di comprendere gli altri esseri umani, soprattutto le donne, o di tessere relazioni autentiche, fin dall`infanzia yozo azzarda un`inutile riconciliazione con il mondo, finendo poi per nascondere la propria alienazione dietro una maschera da buffone e in seguito per tentare il suicidio. senza cedere per un attimo al sentimentalismo, yozo ripercorre i fallimenti, le meschinita` della propria esistenza, con fuggevoli lampi di tenerezza. grande classico del novecento, tra i libri giapponesi piu` letti e amati, "lo squalificato" (1948) - qui tradotto per la prima volta dall`originale giapponese - esercita tuttora un fascino che va ben oltre le inquietanti similarita` tra la vicenda narrata e la biografia dell`autore. solo il genio letterario di dazai osamu, un rimbaud dell`estremo oriente, poteva rendere con tale impeccabile rigore la sublime, sciagurata disperazione di un`esistenza votata all`annientamento.


una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una p38 e fa secco un giovane commissario di polizia che le si era avvicinato per aiutarla ad attraversare la strada. e proprio intorno ai vecchietti, vittime e assassini, che gira questo romanzo di pennac. cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? come mai gli anziani abitanti del quartiere belleville sono diventati tossicodipendenti? e perche` vengono anche uccisi con sistemi brutali? a queste domande rispondera benjamin, il protagonista, ritenuto, come al solito, in un primo momento il principale indiziato.

la vicenda narrata in "ferito a morte" si svolge nell`arco di circa undici anni, dall`estate del 1943, quando, durante un bombardamento, il protagonista massimo de luca incontra carla boursier, fino al giorno della sua partenza per roma, all`inizio dell`estate del 1954. tra questi due momenti il racconto procede per frammenti e flash, ognuno presente e ricordato, ognuno riferito a un anno diverso, anche se tutti sembrano racchiusi, come per incanto, nello spazio di un solo mattino: la pesca subacquea, la noia al circolo nautico, il pranzo a casa de luca... negli ultimi tre capitoli vi e` poi come una sintesi di tutti i successivi viaggi di massimo a napoli, disincantati ritorni nella citta` che ; nella citta` che si identifica con l`irraggiungibile carla, con il mare, con i miti della giovinezza. se, come ha scritto e.m. forster, , quella prova "ferito a morte" l`ha brillantemente superata: libro definito dal suo stesso autore , cult per molti critici e scrittori, e` stato ed e` anche un libro popolare, amato e letto, con grande adesione sentimentale, da lettori che poco sapevano di questioni letterarie, ma vi ritrovavano la loro stessa nostalgia per un paradiso perduto e per una . un libro, insomma, di iniziazione, di rivelazione e di scoperta dal valore universale.

composta nella prima meta` del xii secolo, l`edda costituisce uno dei principali monumenti della letteratura islandese medioevale e della tradizione della poesia scaldica. testo fondamentale per la conoscenza del patrimonio mitologico nordico e del credo religioso della scandinavia pagana, nonche` delle interazioni e tensioni tra paganesimo e cristianesimo, e` un`opera in cui rifulge il talento di snorri sturluson: non soltanto poeta, storiografo e studioso, ma anche narratore di miti e leggende. snorri sturluson e` noto soprattutto come autore dell`edda detta "in prosa" per distinguerla dal testo in poesia, forse piu` antico, cui si attribuisce lo stesso titolo (canzoniere eddico).

il giornalista newyorkese (e dongiovanni passivo) patrick wallingford sta facendo un reportage in india quando si vede divorare una mano da un leone da circo. milioni di spettatori assistono all`episodio in tv e wallingford diventa celebre ben oltre i confini del suo paese. e un`occasione d`oro per il dottor zajac, un famoso chirurgo di boston, che aspetta da anni di eseguire il suo primo trapianto di mano. zajac ha un`ex moglie che lo vuole morto, un figlio dodicenne con problemi di anoressia e un cane molto bizzarro. proprio mentre zajac contatta wallingford per proporgli l`intervento, un`ammiratrice, doris clausen, decide di donare al giornalista la mano del marito. il problema e` che il marito e` ancora vivo, giovane e in buona salute.

"ho visto...": cosi` iniziano tutti i settanta episodi di questa narrazione; lo sguardo partecipe e al tempo stesso distaccato di ransmayr guida il lettore attraverso continenti, epoche, paesaggi del nostro pianeta vicini e lontanissimi, dai vulcani di giava ai ghiacci del polo nord, dalle rapide del mekong alla corrente del danubio, dai passi dell`himalaya all`isola degli ammutinati del bounty. la concatenazione dei racconti crea una nuova geografia mentale del mondo, che in un susseguirsi di immagini vertiginose fotografa la vita, la morte e il destino dell`uomo sotto tutte le latitudini.

sebald si e` spesso presentato ai lettori nei panni del viandante saturnino, sulle tracce degli autori prediletti oppure intento a ricostruire le traiettorie di esistenze errabonde e sradicate, attraverso paesaggi sempre vividamente descritti, si tratti del suffolk o di una citta` italiana. in realta` e` stato soprattutto un viaggiatore nel tempo, perche` : e se la storia obbedisce a leggi imperscrutabili, resta quanto meno la possibilita` di cogliere, vagabondando in liberta` attraverso il passato, barbagli di una verita` che ci sarebbe altrimenti negata. accade quando sebald, in corsica, scopre il tenace rapporto - perturbante per noi che tendiamo a sbarazzarci della memoria come di una zavorra - che li` da sempre si intrattiene con i morti, e in particolare la sorprendente figura dell`acciatore, vero ponte fra la vita e l`aldila`. o quando la cronaca - fissata nei diari - del viaggio da praga a parigi compiuto da kafka nel 1911 insieme a max brod gli si rivela misteriosamente un riverbero dei suoi stessi ricordi, al punto che le varie tappe gli sono . o, ancora, quando grazie a nabokov, incarnazione del senso piu` vertiginoso dell`esilio, comprende che . laddove, come in queste pagine, l`impresa abbia successo, si attinge infatti .

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in principio ci sono le storie. campi magnetici. singole tessere del reale escono dal rumore bianco del mondo e si mettono a vibrare con un`intensita` particolare, anomala. la genesi di una storia puo` durare un attimo o incubare per anni. le forme dei campi magnetici che chiamiamo storie sono illimitate. don giovanni e dracula sono buchi neri attorno ai quali un intero mondo prende vita. nell`amleto e nei vangeli un frammento, apparentemente impazzito, diserta e mette in pericolo tutta la sequenza del reale. poi ci sono le trame. abitano le storie, le attraversano, e le rendono leggibili. sono geroglifici che le significano, mappe che le raffigurano. ma il gesto del narrare non e` ancora compiuto. manca una componente chimica, la piu` misteriosa, l`unica che abbia a che vedere con la magia. lo stile. non si puo` insegnare, lo si possiede. e un suono unico. sgorga da un`intimita` altissima e inaccessibile. tiene insieme cielo e terra. il cielo delle storie, la terra del reale. leggendo questo libro si entra in un universo alchemico. "sono le cose principali," scrive alessandro baricco, "che mi e` accaduto di capire da quando mi occupo di narrazione." a volte e` difficile distinguere tra magia e illusione ottica, tra evento mistico e processo chimico. lungo questo confine enigmatico si compie il gesto del narrare, fatto di elementi che, se ben intrecciati, danno un suono a certe misteriose vibrazioni del mondo. questo gesto si puo` imparare? chi puo` insegnarlo? una via della narrazione esiste e "il suo compito possibile e` portare brevi esistenze individuali a compimento, saldando quanto e` certo nella loro coscienza a quanto ancora e` pagina in bianco e carta coperta".

quando mae holland viene assunta per lavorare per il cerchio, l`azienda piu` importante e potente al mondo, sa che e` l`opportunita` di una vita. il cerchio si occupa di intrecciare fra loro i dati provenienti dalle mail, le ricerche online, i contenuti dei social network, i conti bancari, in una societa` dove la trasparenza e` sempre piu` una parola d`ordine, a discapito della privacy. tutto del nuovo lavoro entusiasma mae, non solo l`operativita` all`avanguardia: gli uffici sono avveniristici, con palestre e piscine distribuite ai piani, una zona riposo con stanze sempre pronte per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, un acquario con rarissimi pesci degli abissi, senza contare le feste organizzate e le gare sportive. mae continua a considerarsi fortunata anche quando la vita al di fuori del cerchio diventa un miraggio lontano, anche quando un misterioso collega cerca di farla riflettere su alcune operazioni poco chiare, anche quando prima il suo lavoro e poi il suo privato iniziano a diventare sempre piu` pubblici. presto quella che sembrava la storia delle ambizioni di una giovane donna idealista diventa un intrigo carico di suspense, un`interrogazione a tutto campo sulle questioni della privacy, della democrazia e dei limiti per la conoscenza umana.

1945, colonia. nella canonica di una chiesa bombardata peter bergin, giovane ufficiale americano, trova alcuni documenti che gli rivelano la possibile esistenza di un quinto vangelo. questa scoperta segnera` la sua vita, spingendolo a votarsi completamente alla ricerca di questo scritto. la raccolta dei materiali - lettere, versi, racconti, frammenti, leggende, biografie e autobiografie di credenti, non credenti, mistici, eretici, santi, ribelli - disegna una vicenda complessa che non e` solo la ricerca di uno studioso ma una vera e propria avventura umana. mario pomilio costruisce un`architettura narrativa capace di confondere realta` e finzione, lasciando al lettore il piacere di avventurarsi in una fitta trama di contrasti, illusioni e letture poco ortodosse, in una sorprendente varieta` di invenzioni e piani di scrittura. pubblicato per la prima volta nel 1975.

eschilo e` il primo dei grandi tragediografi greci, vissuto tra il 525 e il 455 a.c. la cultura ellenica stava allora passando da una visione arcaica dell`universo a una concezione piu` razionale. l`idea di un destino dominato da forze cieche e oscure stava lasciando il posto a un`organizzazione della vita sociale secondo forme di partecipazione collettiva al potere, basata su regole imparziali e democratiche. i protagonisti delle tragedie di eschilo non sono piu` semplici mortali in balia di forze estranee, ma uomini coscienti, certo sottoposti alle dure leggi della necessita`, ma anche responsabili delle proprie scelte. i suoi personaggi, quindi, sono vittime e colpevoli insieme, figure complesse e spesso (basti pensare a clitennestra) stupendamente delineate nella loro profondita` emotiva.

euripide sceglie i suoi argomenti tra i miti meno noti o si sofferma su aspetti secondari dei grandi cicli epici e tragici. nel ciclope, il celebre episodio dell`odissea e` riletto in chiave comica e burlesca; nell`alcesti, le sorti della giovane sposa che decide di morire al posto del suo amato, diventano pretesto per indagare il nesso amore-morte. grande indagatore della doppiezza dell`animo umano, euripide e` considerato uno dei massimi poeti tragici dell`antichita`. dalla sua opera, scrive umberto albini, "si finisce sempre per ricavare qualcosa che richiama interrogativi, minacce, angosce attuali".

alcesti, la piu` antica delle tragedie euripidee a noi pervenute (e l`unica a "lieto fine"), rappresenta la folle sfida alla morte in nome dell`amore di una donna, alcesti, appunto. il suo sacrificio esprime la speranza dell`immortalita`, la fiducia che gli dei possano volgere il loro sguardo sugli uomini e offrire loro la salvezza. eraclidi vede invece come protagonisti i discendenti di eracle (gia` presente come personaggio in alcesti), perseguitati da euristeo. sconfitto e imprigionato, costui si riscatta alla fine con un discorso ricco di pathos che ribalta completamente il giudizio espresso sui personaggi nel corso del dramma, mettendo in guardia da ogni facile idealizzazione e da giudizi definitivi. una conclusione inquietante, di folgorante modernita`.

quando nel 1944 alberto moravia torno` a roma, al seguito delle truppe alleate, era praticamente un autore che ricominciava, anzi cominciava in quello stesso momento. il romanzo breve "agostino" fu il capolavoro che gli consenti` di conquistare i riconoscimenti della critica e del pubblico. agostino e` la storia di un`iniziazione sessuale. da una parte, un ragazzo di tredici anni che e` ancora un bambino; dall`altra la madre, vedova, ma ancora fiorente e desiderosa di vivere. durante una vacanza al mare i rapporti tra il figlio e la madre si guastano, si corrompono d`inquietudine. per il ragazzo sara` necessario approdare a un`autentica crisi, una lacerazione che gli consentira` di ripartire poi a ricomporre il mondo, a farsi una ragione della vita. con "agostino", ritorno alla narrativa vera e propria dopo evasioni e sfoghi surrealisti e satirici, moravia conquisto` il suo primo premio letterario. con testi di umberto saba e carlo emilio gadda.

in una dimensione fuori dal tempo, quella del mito, pavese ritrae l`infinita varieta` dei comportamenti umani attraverso le voci di dei, mortali ed eroi. i "dialoghi con leuco`" - accolti con sorpresa dai lettori alla loro pubblicazione nel 1947 - sono una raffinata operazione creativa che affronta i grandi temi dell`esistenza eternandoli nelle parole di personaggi che da sempre popolano il nostro immaginario, in ventisette botta e risposta dalle sfumature piu` diverse: e` cosi` che i racconti di odisseo, dioniso, teseo, ma anche di donne dai tragici destini come saffo, calipso e altre, ci aiutano a leggere il presente, ci dicono chi eravamo e chi vorremmo essere, facendoci specchiare nelle nostre contraddizioni. non un libro di mitografia, ma una lente che indaga tra le pieghe di cio` che il subconscio vorrebbe nascondere, in cerca di una risposta catartica. il libro piu` amato da pavese e insieme una potente rivisitazione moderna della funzione del mito nel pensiero umano.

nel 1984, italo calvino cosi` annunciava la pubblicazione di : "dopo vari anni di silenzio, celati ritorna ora con un libro che ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e piu` ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in cio` che meno sembrerebbe stimolare l`immaginazione". queste trenta novelle, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioe` al "sentito dire che circola in un luogo o paesaggio". e una figura molto cara a walter benjamin, quella del narratore orale, che celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del po. celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facolta` di raccontare e di scambiarsi esperienze. cosi` queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all`arte narrativa una credibilita` che non sia soltanto letteraria.

le ventiquattro prose che compongono le "operette morali" nascono durante il lungo periodo di "silenzio poetico" di leopardi e costituiscono un unicum nella storia della letteratura italiana. composte in massima parte in forma di dialogo sull`esempio illustre della trattatistica antica, le "operette" danno sistemazione letteraria e intimamente lirica al sistema filosofico leopardiano. abbandonando gli elementi personali e polemici per assumere un respiro universale e intensamente umano, leopardi oppone ai dei contemporanei il suo poetico empirismo, consegnandoci testi vibranti di ironia, potenza allegorica, profondita` speculativa e vivacita` emotiva.

. . dire la poesia non avviene sempre. eppure anche nel dire la poesia consiste, da sempre, la poesia. lo sapeva carmelo bene con il suo personalissimo teatro della crudelta`, lo sapevano i romantici e i surrealisti, lo sapeva garcia lorca, quando trovava il suo duende nella musica, nella danza e, appunto, nella poesia a viva voce (hablada), arti tutt`e tre, sosteneva, che hanno bisogno di un corpo vivo che le interpreti. lo sa bene, benissimo, mariangela gualtieri, che da quarant`anni , avvolgendo chi la ascolta in un che non ha uguali. si perche` , come dice gualtieri, i professionisti, gli attori, leggono il verso puntando . nella sua , gualtieri ci parla invece solo del resto. e per farlo trova un linguaggio nuovo e sorprendente: non un discorso sul dire la poesia ma una scrittura con il dire la poesia. non concetti astratti, ma figure, immagini, sensazioni fisiche, echi. e analogie, fino a costruire un libro di poesia saggistica, a opporre visione a discorso, a parlarci vicino e alto, lontani dalla chiacchiera. e cosi`: .

alla sua morte, julio carrion, arricchitosi negli anni d`oro del franchismo, lascia in eredita` ai figli un impero immobiliare considerevole e un passato costellato di ombre. al funerale alvaro, il ribelle della famiglia, e` attratto da una bella donna che si tiene in disparte, forse l`ultima amante di suo padre. a differenza di alvaro, raquel fernandez perea, figlia e nipote di repubblicani esuli in francia, conosce molto bene la storia della propria famiglia: gli anni euforici della repubblica, la guerra civile, l`esilio in francia, l`amore-odio per la spagna e il desiderio di tornarci. alvaro e raquel sono destinati a incontrarsi ancora: saranno travolti da una passione trascinante che fara` irrompere nella loro vita vecchie vicende personali e drammatici segreti...

dove vorresti essere con un milione di euro in piu` e parecchi anni in meno? un figlio, il ritorno a casa, la partita finale con la sua famiglia. e quell`ossessione che lo muove da sempre: la vita non e` avere di piu`, e` rischiare per avere tutto. un romanzo tesissimo e profondo sulle passioni che ci rendono vivi, sugli amori mai dimenticati, su chi scrive il proprio destino dando fuoco all`anima. sui padri e le loro eredita` nascoste. i gabbiani a rimini non urlano mai. in nessuna stagione dell`anno, neanche quando sandro torna a casa dopo aver vissuto a milano, e trova suo padre con la testa sempre piu` dura. neanche quando passano i mesi e si accorge di essere rimasto li` con lui per affrontare la loro partita piu` grande, facendo un vecchio gioco: dove vorresti essere con un milione di euro in piu` e parecchi anni in meno? da giovane nando pagliarani aveva il torace da nuotatore e un destino interrotto. ha lavorato sui bus turistici, fatto il ferroviere, posseduto il bar america, ma l`unica voce che dovrebbe esserci sul suo documento d`identita` e`: ballerino. perche` lui e sua moglie hanno ballato come diavoli, in tutte le competizioni della riviera romagnola. ballavano per vincere. anche a sandro piace vincere, e` una malattia di famiglia. ma la sua danza e` pericolosa. le prime volte al tavolo da gioco era lui il tizio da spennare, poi e` diventato lo sbarbato da tenere d`occhio. quel che e` certo e` che prima aveva un lavoro stabile e programmava con giulia un futuro. e adesso? cos`e` rimasto a sandro, che voleva avere tutto? cosa rimane a ciascuno di noi, ogni volta che sfidiamo la fortuna? marco missiroli firma il suo romanzo piu` potente e maturo, raccontando la febbre di un giovane uomo pieno di slanci e difetti, di una citta` di provincia che vive alla grande solo una stagione all`anno, di una famiglia arsa dall`amore e dalla smania.

1901. la peste dilaga sull`isola di mingher e l`uomo chiamato a fermarla viene ucciso in circostanze misteriose. nel destino di quella piccola isola e dei suoi abitanti orhan pamuk ha ricreato un mondo, parlando al nostro presente con una forza e un`intensita` che sono quelle della grande letteratura. nell`aprile del 1901 un piroscafo si avvicina silenzioso all`isola di mingher, . dall`imbarcazione scendono due persone: il dottor bonkowski - il maggior specialista di malattie infettive dell`impero ottomano - e il suo assistente. bonkowski e` li` per conto del sultano: deve indagare su un nemico invisibile ma mortale, che rischia di mettere in ginocchio un impero gia` da molti definito il e innescare cosi` una reazione a catena nei delicatissimi equilibri continentali. sull`isola di mingher, si dice, c`e` la peste. il morbo viene rapidamente confermato, ma imporre le corrette misure sanitarie rappresenta la vera sfida, soprattutto quando le esigenze della scienza e della medicina piu` nuova si scontrano con le credenze religiose. in quest`isola multiculturale dove musulmani e cristiani ortodossi cercano di convivere pacificamente, la malattia funge da acceleratore delle tensioni sociali e non solo: poco dopo aver parlato con il governatore e chiesto che venga imposta la quarantena, il corpo del dottor bonkowski viene trovato senza vita in un vicolo. in un drammatico crescendo la peste dilaga, spingendo le autorita` a rafforzare le misure di contenimento: queste pero` aumentano le frizioni tra le varie identita` dell`isola (e dell`impero), tra chi le asseconda e chi nega l`esistenza stessa della malattia, o l`efficacia della quarantena, gettando la comunita` nelle tenebre di una notte non soltanto sanitaria. "le notti della peste" e` un`opera-mondo grandiosa, universale, attraversata da echi di tolstoj, di manzoni, del conrad di nostromo, di camus. romanzo storico e allegorico (tra le righe si legge la deriva

in una notte di nebbia, a milano, viene brutalmente assassinata una donna. e la moglie del barbiere di porta ticinese, tista brambilla, un uomo abitudinario e meticoloso, con una sorella livorosa e un figlio di primo letto con amicizie poco raccomandabili. il commissario caronte, in un freddo e nebbioso novembre, si ritrova a indagare sul naviglio milanese, alla ricerca di un assassino spietato (che presto tornera` a colpire), concentrandosi sulla famiglia della vittima. l`inchiesta, pero`, con il succedersi degli eventi lo portera` a scoprire trame inaspettate, tra mafiosi in soggiorno obbligato, giovani prostitute dalla doppia vita, borghesi apparentemente irreprensibili, ex poliziotti alcolizzati, avvocati equivoci, papponi arroganti e picchiatori professionisti.

scritti fra il 1934 e il 1936 e subito raccolti in volume, i racconti di angelici dolori irrompono nel panorama letterario dell`epoca con tutta la forza della loro conturbante eccentricita`: "io vedevo allora tutto il mondo come una stranezza e una meraviglia quasi non sopportabili, ove non si desse loro una espressione, una voce ordinata" spieghera` anni dopo la ortese. e non e` difficile immaginare con quale stupore i lettori accogliessero, da parte di una scrittrice poco piu` che ventenne e sconosciuta, le fiammate di ribellione contro la "terribile e invadente civilta`" nemica dei sogni e della liberta`; e la metamorfosi di napoli in citta` "estatica", dove miracolosamente e` dato vedere il quartiere pezzente del pilar "scintillare di cupole colorate sul cielo d`oro, e i campanili con le bocche aperte, e i balconi delle case-streghe fioriti d`erba e fanciulle" e la violenza inaudita di una passione che e` gioia spaventosa, dolce morte, adorazione mistica, e che per la radicale sproporzione fra il valore totale dell`essere amato e quello irrisorio dell`amante sembra attingere alla lirica provenzale; e, piu` in generale, il clima di fantasmagorica re`verie che ammanta scenari e personaggi, umani e angelici, traducendo in irrequietezza visionaria la piu` segreta ambizione della giovane ortese: afferrare un`immagine e riprodurla "viva, grande, colorata, con tutti i caratteri precisi della realta` e tutti i deliziosi ondeggiamenti dell`irreale".

in una scozia ancora scossa dalle conseguenze dell`insurrezione giacobita del 1745-1746, il giovane david balfour, rimasto orfano, e` costretto a partire alla ricerca del suo ultimo parente, lo zio ebenezer, custode della sua eredita`. ma ebenezer balfour, un uomo tanto avaro da vivere in miseria nonostante i grandi possedimenti, e` tutt`altro che accogliente. david sfugge in extremis alla morte in un incidente architettato dallo zio, prima di essere portato con l`inganno su una nave schiavista diretta in america. per una sorte inaspettata, la nave naufraga e david riesce a salvarsi, grazie all`aiuto dell`audace ribelle alan breck stewart, storico rivoluzionario scozzese. affascinato da quel giovane selvaggio e romantico, ostinato e coraggioso, il ragazzo decide di seguirlo. sara` la nascita di una strana e difficile amicizia che vedra` i due fuggire per le desolate brughiere scozzesi, braccati senza posa da assassini e funzionari governativi. attraverso la rappresentazione di una coppia di protagonisti molto diversi - il sognatore breck e il razionale david -, stevenson mette in scena un thriller mozzafiato ante litteram

quando alan querdilion, un ufficiale della marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non e` piu` lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. i prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di alan: e` "il terrore che si prova ad essere cacciati". qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, "ognuna cosi` solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un`unica vela su un vasto oceano". poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all`altra del medio oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di wells, e dove all`immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi piu` che mai. con una nota di matteo codignola.

bobi bazlen (trieste 1902 - milano 1965), fondatore assieme a luciano foa` di adelphi, fu consulente delle piu` importanti case editrici italiane e scopritore di italo svevo; fece pubblicare la letteratura mitteleuropea fino ad allora sconosciuta, tra cui kafka e musil, e i cardini della psicoanalisi freudiana e junghiana. poliglotta, indovinava il valore dei libri in base al fatto che avessero "il suono giusto". affascinato da oroscopi e mappe astrologiche, aveva una cultura vastissima che si spingeva fino all`antropologia e all`arte primitiva. di madre ebrea e padre evangelico, da adulto abbraccio` il taoismo e le filosofie orientali. imprendibile, bizzarro, anche nel vestiario, e` rimasto sempre nell`ombra. questo libro racconta il mistero di bobi bazlen, temuto da giulio einaudi e amato da adriano olivetti, amico di amelia rosselli ed elsa morante, ma detestato da pier paolo pasolini e alberto moravia. dalle mattine passate nella bottega di umberto saba al dialogo con eugenio montale: una lettura inedita, attraverso documenti e nuove testimonianze che riportano a trieste, la citta` che lascio` a 32 anni senza farvi (forse) piu` ritorno.

rossini aveva 37 anni e 39 opere alle spalle quando si ritiro` dalle scene teatrali dopo avervi esercitato un`egemonia incontrastata. eclettico, altalenante tra comico e tragico, e proli co sperimentatore di generi, raggiunse e impose uno stile sovraregionale, nella fedelta` a un ideale di bellezza ineffabile che la sua musica sempre insegui`: una musica che diede voce ai suoi personaggi esprimendo, con una scrittura vocale e strumentale esaltante, il loro destino, la speranza che li anima, l`allegrezza che li circonda, la felicita` che li attende, l`abisso in cui stanno per cadere. questa musica, , fu pero` scritta e creata nel e per il proprio articolato presente, adattandosi ai contesti e agli artisti con cui rossini si confronto` nelle sue peregrinazioni. la riconoscibilita` immediata del suo linguaggio drammatico segno` cosi`, in tempi di grande mutamento, una strada impossibile da ripercorrere, che conobbe imitatori ma non successori. la fortuna discontinua di rossini pone ancora oggi molti interrogativi, da cui andrea chegai parte per riavvolgere il filo della matassa che i recensori del tempo, i biografi e gli studiosi attuali hanno tentato di sbrogliare. indagando sui motivi della fama del pesarese, sui suoi rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori, chegai riposiziona le opere di rossini in una prospettiva storica che tiene conto delle trasformazioni sociali, politiche e musicali a cavallo tra settecento e ottocento. "rossini" ci permette di approfondire con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista , per cio` che significo` al suo tempo e per quello che puo` ancora significare per noi oggi.

nella cameretta di samantha spicca appeso al muro il poster di una donna lupo, , una donna che non si arrende davanti a nulla e sa difendersi e tirare fuori i denti. samantha invece, a 17 anni, ha raccolto nella vita solo tristezze e non ha un futuro davanti a se`. non e` solo la poverta` della famiglia; e` che la gente come lei non ha piu` un posto che possa chiamare suo nell`ordine dell`universo. lo stesso vale per tutti gli abitanti di colle san martino: vite a perdere, individui che, pur gomito a gomito, trascinano le loro esistenze in solitudine totale, ognuno con i suoi sordidi segreti, senza mai un momento di vita collettiva, senza niente che sia una cosa comune. sul paese dominano, rispettivamente dall`alto del palazzo padronale e dal campanile della chiesa, cicci belle`, , e un prete reazionario, padre graziano. i due si odiano e si combattono; opprimono e sfruttano, impongono ricatti e condizionamenti. cicci belle` prova un solo affetto, per il figlio mariuccio, un ragazzone di 32 anni con il cervello di un bambino di 5; padre graziano porta sempre con se` il nipote faustino, bambino viziato, accudito da una russa silenziosa, ljuba. samantha non ha conforto nel ragazzo con cui e` fidanzata, nemmeno nei conformisti compagni di scuola; riesce a comunicare solo con l`amica nadia. tra squallide vicende che si intrecciano dentro le mura delle case, le sfide dei due prepotenti e i capricci di un destino tragico prima abbattono la protagonista, dopo le permettono di vendicarsi della sua vita con un colpo spregiudicato, proprio come una vera donna lupo; un incidente, un grave lutto, un atto di follia, sono le ironie della vita di cui la piccola samantha riesce ad approfittare. la penna di antonio manzini, che ha descritto un personaggio scolpito nella memoria dei lettori come rocco schiavone, raffigura individui e storie di vivido e impietoso reali

maria ha superato da poco i quarant`anni, vive a napoli, lavora come insegnante in una scuola serale e un giorno, al sesto mese appena di gravidanza, partorisce una bambina che viene subito ricoverata in terapia intensiva neonatale. dietro l`oblo` dell`incubatrice maria osserva le ore passare su quel piccolo corpo come una sequenza di possibilita`. niente e` piu` come prima: si ritrova in un mondo strano di medicine, donne accoltellate, attese insensate sui divanetti della sala d`aspetto, la speranza di portare sua figlia fuori da li`. nei giorni si susseguono le mense con gli studenti di medicina, il dialogo muto con i macchinari e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove camionisti faticano su dante e leopardi per conquistarsi la terza media. la circonda e la tiene in vita un mondo pericolante: quello napoletano, dove la tragedia quotidiana si intreccia con la farsa, un mondo in cui il degrado locale e` solo la lente d`ingrandimento di quello nazionale.

avete mai sognato di partecipare al campionato mondiale di pallastrada, organizzato dal grande bastardo, protettore degli orfani di tutto il mondo? memorino, lucifero e ali` si`, molte volte, e per realizzare il loro sogno architettano una fuga dall`orfanotrofio dei celestini. subito don biffero, il priore zopilote, don bracco e il giornalista fimicoli, in coppia con il fotografo rosalino, si lanciano all`inseguimento. tutto intorno, una folla di personaggi bizzarri, stravaganti e coloratissimi nella tradizione del miglior benni: il fetente di gladonia, i pittori pazzi pelicorti, il professor eraclitus e persino una coppia di gemelli magici campioni di pallastrada. ma su questa variegata compagine aleggia un`oscura e crudele profezia, che appare sui muri di un palazzo e che sembra destinata a spazzare via tutto e tutti. e impossibile prevedere cosa succedera`. eta` di lettura: da 13 anni.

"che uomini erano quelli. riuscirono a salvare l`europa con la sola forza della fede. con l`efficacia di una formula semplicissima, ora et labora. lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell`impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. ondate violente, spietate, pagane. unni, vandali, visigoti, longobardi, slavi e i ferocissimi ungari. li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell`esempio. salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all`abbandono. costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione. sono i discepoli di benedetto da norcia, il santo protettore d`europa. li ho cercati nelle loro abbazie, dall`atlantico fino alle sponde del danubio. luoghi piu` forti delle invasioni e delle guerre. gli uomini che le abitano vivono secondo una `regola` piu` che mai valida oggi, in un momento in cui i seminatori di zizzania cercano di fare a pezzi l`utopia dei loro padri: quelle nere tonache monacali ci dicono che l`europa e`, prima di tutto, uno spazio millenario di migrazioni. una terra `lavorata`, dove - a differenza dell`asia o dell`africa - e` quasi impossibile distinguere fra l`opera della natura e quella dell`uomo. un paradiso che e` insensato blindare con reticolati. da dove se non dall`appennino, un mondo duro, abituato da millenni a risorgere dopo ogni terremoto, poteva venire questa formidabile spinta alla ricostruzione dell`europa? quanto e` conscia l`italia di questa sua centralita` se, per la prima volta dopo secoli, lascia in macerie le terre pastorali da dove venne il segno della rinascita di un intero continente? quanto c`e` ancora di autenticamente cristiano in un occidente travolto dal materialismo? sapremo risollevarci senza bisogno di altre guerre e catastrofi?" all`urgenza di questi interrogativi paolo rumiz cerca una risposta nei fortini dove resistono i valor

"tutta trieste stava a guardare l`alta casa bianca dove le fiamme divampavano a ogni finestra. fiamme come lingue taglienti, come rosse bandiere. (...) gli uomini neri intanto gridavano e ballavano come indiani che, legata al palo la vittima, le avessero acceso sotto il fuoco. ballavano armati di accette e manganelli." con gli occhi di branko ed evka, due bambini di origine slovena che crescono nella trieste del primo dopoguerra, boris pahor ripercorre con l`arte del racconto uno dei capitoli piu` drammatici della storia europea del novecento. in una citta` uscita divisa dalla prima guerra mondiale, in cui italiani e slavi si guardano con diffidenza, branko ed evka crescono tra i giochi e le paure dei loro coetanei, immersi nelle lingue e nelle culture della mitteleuropa. finche`, il 13 luglio del 1920, le squadre fasciste incendiano la casa della cultura slovena di trieste, il narodni dom: inizia la caccia allo straniero, e anche i giochi dei bambini devono cambiare.

le voci non sono concordi, in paese: c`e` chi dice con , chi parla di , chi asserisce . sta di fatto che la notte tra il 24 e il 25 dicembre konrad, , ha ammazzato la moglie con una carabina mannlicher. si`, quella moglie invalida, . e stata trovata con il cervello spappolato - che precisa il giudice distrettuale - nella loro casa. sempre che si possa chiamare casa la fornace della calce in disuso dove i due abitavano, e che : completamente isolata, camere vuote, pareti nude, porte sprangate, solide inferriate alle finestre, per . un dove tutto e` , ma ideale, anzi indispensabile per konrad, perche` l`assenza quasi assoluta di rumori acuisce straordinariamente le facolta` dell`orecchio, condizione vantaggiosa per il saggio epocale che da decenni sta cercando invano di scrivere, e che si intitolera` l`udito. un luogo che diventera` teatro del progressivo inabissamento dei due in un microcosmo maniacale e allucinatorio.

scrive nabokov introducendo la traduzione inglese di masen`ka con l`abituale, (la formula e` di citati). ma di che cosa, in realta`, deve l`autore attraverso ganin, l`e`migre` russo che nei primi anni venti trascina la sua per le strade di berlino? il nabokov appena ventiseienne che dedica il libro alla giovane moglie ha ormai capito che occorre lasciarsi alle spalle . cosi`, negli ultimi quattro giorni in cui condividera` i pasti con i tragicomici personaggi che popolano la sordida pension della vedova dorn (un vecchio poeta, due ballerini classici , una polposa ragazza), mentre aspetta in un`ansia crescente l`arrivo di masen`ka, la donna che e` stata il suo primo amore e che oggi e` la moglie di un altro, ganin rivivra`, con intensita` lancinante, la stagione trascorsa con lei, da adolescente, nella diletta casa di campagna, sullo sfondo della natura fiabesca della russia, la terra nati`a per sempre perduta. intuendo, in qualche modo, che quei quattro giorni, in cui non c`e` alcuna , rimarranno forse .

inseguito dalla luna, un uomo, un "lupo mannaro", corre gridando i suoi tormenti per le contrade e le colline argentate di ulivi. giunge a palermo una piccola comunita` di forestieri stravaganti, cultori di misteriosi riti esoterici, di nozze pagane con la natura, guidati da un moderno superuomo, aleister crowley, venuto a giocare in un paese mediterraneo forse l`ultima delle sue provocazioni teatrali... vincenzo consolo torna allo scenario familiare della sicilia dei primi anni venti, che segnano l`avvento del fascismo e la notte della ragione. il risultato e` un romanzo corale, l`evocazione lirica di tanti destini individuali e di un`intera civilta`, colta nel momento in cui sta per essere sopraffatta.

questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. baricco smonta e rimonta l`iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l`assedio e la caduta di troia. l`autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della citta` assediata. tema nodale di questa sequenza di monologhi e` la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. un`operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.

, in lingua occitana, significa . e in effetti, a differenza di altre realta` simili, questo e` l`unico erede delle utopie nate dal 1968 che, raccogliendo l`eredita` della civilta` contadina, sembra resistere nel tempo: forse perche` non si e` mai irrigidito in formule dottrinarie, ma e` stato capace di crescere e di evolversi. partito da limans, in francia, l`arcipelago conta ora sedi in tutta europa e in america centrale. a raccontarci come nacque, come funziona e perche` funziona fu, nel 2000, pia pera, testimone di eccezione e senza paraocchi, ma capace di cogliere in tutta la sua portata il messaggio racchiuso in quell`utopia; un`utopia che di li` a breve, come ricorda maria pace ottieri nella prefazione che accompagna questa nuova edizione del libro, pia pera stessa avrebbe a suo modo abbracciato scegliendo di vivere in campagna, e dando inizio a una produzione letteraria e saggistica che l`ha resa un`autrice di culto.

: con queste parole inizia il suo diario valeria cossati, la protagonista di questo romanzo, una donna della classe media nell`italia degli anni cinquanta. poco piu` di quarant`anni, due figli grandi, un marito disattento, un lavoro d`ufficio che svolge senza apparente passione, valeria e` assorbita dal ritmo "naturale" della quotidianita` piccolo-borghese, schiacciata, senza quasi rendersene conto, tra i suoi ruoli di moglie, madre, impiegata. un giorno pero`, colta da un impulso che a lei stessa appare irragionevole e inspiegabile, acquista un taccuino su cui comincia ad annotare fatti minuti e riflessioni. nello spazio "proibito" della scrittura, valeria scopre i conflitti sotterranei che pervadono la sua esistenza, le aspirazioni frustrate, i risentimenti nascosti; da` voce a una vita interiore da anni sopita, esprime una propria individualita`, una precisa coscienza rivelata dai gesti e dai pensieri della vita quotidiana. pubblicato a puntate tra il 1950 e il 1951, e un anno dopo in volume, "quaderno proibito" e` considerato il capolavoro di alba de ce`spedes, un libro che e` testimonianza storica di un`epoca e tributo a una generazione pre-femminista decisiva per tutte le rivoluzioni successive; ma soprattutto una magistrale prova letteraria capace di svelare l`identita`, frammentata e mutevole, dell`essere umano. prefazione di nadia terranova.

"vero/e` che da un lato e`/l`ombra la prima a essere/stata fonte, per l`iridescenza."

in euripide si afferma il tema della famiglia come ciclo e assistiamo alla caduta del`eroe maschile. euripide invece dimostra cosa la donna puo` fare, nel bene e nel male: nei suooi impulsi di generosita`, nella sua astuzia paziente, nella cupa violenza dei suoi sentimenti, nella sua forza distruttiva.

dodici anni prima dell`uscita di the game, ecco il suo nocciolo. un viaggio iniziato in 30 puntate sul quotidiano la repubblica e concluso sulla muraglia cinese, con lo sguardo all`orizzonte: stanno arrivando. sono i barbari che vengono a smantellare la civilta`, pezzo dopo pezzo. ma poi che ci fanno con tutte quelle rovine? le calpestano senza smettere di correre o se ne servono per costruire qualcosa di nuovo? che facce hanno, questi barbari? come si muovono? chi sono davvero? e se loro sono loro, noi chi siamo?

america, fine del ventesimo secolo. in una societa` dominata da un capitalismo selvaggio e preda delle grosse corporation che hanno sostituito i governi collassati, tra scorie atomiche e periferie postindustriali, l`unico rifugio e` nel metaverso. chi puo`, abbandona la realta` e sceglie di vivere nel mondo virtuale generato dai computer, dove liberta` e piaceri sono limitati solo dall`immaginazione. ma tutto cambia quando uno strano virus informatico, chiamato snow crash, inizia a diffondersi tra gli hacker. l`unica speranza dell`umanita` e` il meno probabile degli eroi: l`hacker freelance hiro, fattorino per cosanostra pizza nella realta` e mago del katana nel metaverso. capolavoro e summa del post-cyberpunk, a meta` strada tra "neuromante" e "ready player one", "snow crash" e` uno di quei romanzi capaci di ridefinire i confini di un genere, l`opera che ha fatto conoscere il talento narrativo di neal stephenson, il , come lo defini` bruce sterling.