
sette anni fa il dottor hannibal lecter e` scomparso nel nulla. ha aiutato l`agente speciale clarice starling dell`fbi a individuare un pericoloso serial killer ed e` evaso. da quel giorno starling e` ossessionata dalla volonta` di catturarlo, cosi` come mason verger, la sesta vittima di lecter, costretto a vivere attaccato a una macchina respiratoria. tormentato dal desiderio di vendetta, mason presto capira` che, per arrivare a lecter, dovra` offrirgli la piu` raffinata e insieme innocente delle esche...

il bar sport e` quello dove non puo` mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la `luisona`, la brioche paleolitica condannata ad un`esposizione perenne. il bar sport e` quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (con due n), che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. nel bar sport fioriscono le leggende, quelle del piva (calciatore dal tiro portentoso), del cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere), e delle allucinazioni estive.

"volevo solo giocare a calcio... e vincere, ovviamente. poterlo fare nella juventus e` stato un privilegio assoluto. tredici anni intensi, fatti di battaglie e di gol. di trofei prestigiosi. di corse sulla fascia sinistra e di cross. di trasferte infinite e di uno spogliatoio che ho sempre considerato come una seconda famiglia. di torino che mi ha accolto come un figlio. di una squadra che mi ha permesso di raggiungere il sogno di ogni bambino: vincere i mondiali. la juve mi ha preso per mano e mi ha fatto scoprire il mondo. mi ha dato l`opportunita` di conoscere persone eccezionali: compagni con cui ho condiviso anni indimenticabili, campioni di altre epoche, allenatori e dirigenti che sono stati un esempio in campo e fuori. ve li racconto in queste pagine, insieme a tanti aneddoti, curiosita` e ricordi personali. la lezione e` che se vuoi ottenere dei risultati servono impegno, lavoro, sacrificio. mantenendo pero` sempre un certo stile. perche`, in fondo, siamo pagati per fare il mestiere piu` bello del mondo: giocare a calcio." (antonio cabrini). eta` di lettura: da 7 anni.

la storia nota di un curato di campagna pauroso e vile che, minacciato dai bravi, si rifiuta di sposare due giovani, e` il capolavoro della letteratura italiana del xix secolo. manzoni trova la forma e la lingua perfetta solo alla terza edizione (quella da noi conosciuta) a cui aggiunge l`inedita "storia della colonna infame": vero finale del romanzo, narra dell`intentato processo contro due presunti untori, ritenuti responsabili del contagio pestilenziale in seguito ad un`accusa infondata, ulteriore esempio di oppressione dei potenti nei confronti degli umili. "i promessi sposi", in questo senso, diventano affresco e sintesi della societa` italiana di ogni tempo: la prepotenza di don rodrigo, la bonta` e l`ingenuita` di renzo, l`innocenza di lucia, il coraggio di padre cristoforo. ma soprattutto, come fece notare eugenio scalfari, manzoni, con don abbondio, ci propone la perfetta figura dell`"italiano medio": un brav`uomo che fa quello che deve, ma a fare di piu`, se c`e` da mettersi in mezzo, proprio non ci sta. studiati, parodiati, usati come modello, "i promessi sposi" raccontano un`italia che non e` mai cambiata. introduzione di salvatore silvano nigro.

un romanzo di avventure intellettuali e picaresche attraverso le follie del boom economico e le metamorfosi della societa` e del paesaggio, delle illusioni e dei caratteri. notti senza fine di giovani che discutono dei loro autori e dei loro amori fino all`alba, progettando grandi opere letterarie, teatrali e musicali. affetti, utopia, irrisioni e rivolte contro un oppressivo establishment culturale e politico. ma anche la verve della cafe` society, quando roma era una capitale cosmopolita e "passavano tutti di qui" e le donne erano "molto piu` belle e piu` intelligenti e spiritose e anche piu` alte degli uomini corrispondenti". e che cosa significa aver vent`anni e molti desideri, nell`italia di petronio, di d`annunzio e di sempre...

in una dimensione fuori dal tempo, quella del mito, pavese ritrae l`infinita varieta` dei comportamenti umani attraverso le voci di dei, mortali ed eroi. i "dialoghi con leuco`" - accolti con sorpresa dai lettori alla loro pubblicazione nel 1947 - sono una raffinata operazione creativa che affronta i grandi temi dell`esistenza eternandoli nelle parole di personaggi che da sempre popolano il nostro immaginario, in ventisette botta e risposta dalle sfumature piu` diverse: e` cosi` che i racconti di odisseo, dioniso, teseo, ma anche di donne dai tragici destini come saffo, calipso e altre, ci aiutano a leggere il presente, ci dicono chi eravamo e chi vorremmo essere, facendoci specchiare nelle nostre contraddizioni. non un libro di mitografia, ma una lente che indaga tra le pieghe di cio` che il subconscio vorrebbe nascondere, in cerca di una risposta catartica. il libro piu` amato da pavese e insieme una potente rivisitazione moderna della funzione del mito nel pensiero umano.

primo romanzo di gabriel garcia marquez, foglie morte (1955) contiene gia` in sintesi gli elementi storici e mitici, oltre ai personaggi emblematici, del microcosmo di macondo. la vicenda principale, la storia di un medico straniero che muore suicida, viene raccontata da tre narratori-testimoni (un ragazzo, sua madre, suo nonno): nonostante l`intrecciarsi delle voci, il romanzo trova una profonda unita` nel senso incombente della fine, nell`alone di mistero e di sospensione che sara` una costante dell`opera narrativa del grande gabo.

due passi in giardino, cesoie ajla` cintola. qui un rametto da potare, la` un pomodoro da legare. sugo di more di gelso mature, velluto di pesche e albicocche, un profumo inebriante. se l`umore del risveglio era nuvoloso, uscire di casa e immergersi in un corpo a corpo con la natura non puo` che aiutarci a uscire da noi stessi, da quel crampo mentale notturno che ci aveva lasciati intorpiditi, fiacchi svogliati depressi. fuori, un mondo intero che ha bisogno delle nostre cure e dei nostri gesti ci attende: un terreno incolto in cui lanciare manciate di semi, un davanzale dove stanno allineati bei vasi di coccio, una siepe dove ospitare uccelli o un orto da cui farsi nutrire. "lavorando in giardino" dice pia pera in queste pagine, "si rafforza in modo molto rasserenante la connessione tra azione e risultato. l`esatto contrario della depressione, quel misero stato in cui si ha l`impressione che nessuna nostra iniziativa approdera` mai a qualcosa di bello". un libro dove andare a passeggiare quando il buon umore ci volta le spalle, perche` in giardino, luogo di operosa e nutriente bellezza, c`e` spazio solo per la vita pura e semplice. "la virtu` dell`orto," uscito per la prima volta nel 2010 con il titolo "giardino & orto terapia", fa il suo ingresso ora nella collana scrittori in una versione riveduta e aggiornata.

nel maggio 1907 un`eccentrica coppia di artisti, armati di album da disegno e acquerelli, s`imbarca da costantinopoli alla volta del pireo. le`on bakst, brillante scenografo e costumista, futura anima dei ballets russes, puo` coronare finalmente il sogno di una vita: raggiungere fisicamente quell`ellade intravista sino ad allora soltanto nelle collezioni d`arte antica dell`ermitage e del louvre. ad accompagnarlo in questa spedizione alla ricerca di uno stile contemporaneo per rappresentare il mito greco e` valentin serov, celebre ritrattista pietroburghese suo amico e quasi coetaneo. insieme visiteranno atene, delfi, argo, micene, corinto, epidauro, olimpia e corfu` e soggiorneranno a lungo sull`isola di creta dove arthur evans aveva appena portato alla luce le vestigia della civilta` minoica.

inizia e muore nel tradimento questo libro di fiamme e di onnipossenti cieli, fatto - si direbbe - per consolare mozzando la lingua. e un libro pieno di idolatri, di anatemi, di massacri; il premio offerto e` raro ("io mi adopero per ravvivare il cuore degli ultimi e per ridare speranza a chi e` nel pianto") ma salvifico: va custodito in questi tempi cattivi, con la cataratta. isaia, formulario d`urla e rotolo iniziatico, come si sa, innesca l`ordigno sconvolgente che porta a gesu`: "la fanciulla appena divenuta donna concepira` e partorira` un figlio che chiamera` emmanuele". secondo guido ceronetti, biblista eversivo, isaia "e` un punto di sospensione nel respiro del destino umano". scevra di esoterismi col suv e di gnosi a` la carte, la traduzione di gian ruggero manzoni conferisce al profeta una lingua che dissotterra gli arcani e disintegra i tabu`. al contempo, riconosciamo in isaia il precursore di dante, di william blake, di rimbaud, rivediamo - in questa versione di brutale veemenza e di inattesa tenerezza - i film di andrej tarkovskij e i "miti di cthulhu" di lovecraft. qui tutto e` cannibale, tutto e` innocente. tramite il lavacro sacrificale (da leggere e rileggere il capitolo 53: "si era erranti come pecore; ognuno di noi, sbrancato, seguiva una sua via, e l`eterno ha proiettato su di lui le nostre perversioni") il traditore rientra nella fede, al tradimento segue l`amore.

isabella boccadoro d`este ha scelto di vivere senza ostentare le sue nobili origini, lavorando come domestica a ore a milano. con la sua discrezione e la sua innata sensibilita, porta ordine e serenita dove regnano solitudine e disarmonia. finche una mattina, entrando nell`appartamento elegante dei tizzoni, non trova laura, la giovane padrona di casa, gravemente ferita. dietro la facciata rispettabile di una famiglia perfetta, si nasconde una storia di violenza che minaccia di travolgere anche i due figli della coppia. mentre la giustizia fatica a fare il suo corso tra bugie e omerta, isabella si ritrova coinvolta personalmente sempre di piu nella vicenda, scoprendo la forza della solidarieta femminile e la fragilita di chi sembra invincibile. accanto a lei, duccio soldanieri, un capitano dei carabinieri affascinante e determinato, anche lui nobile, porta nella sua vita un sentimento nuovo e inatteso. tra segreti, passioni e scelte difficili, isabella dovra affrontare le proprie paure e imparare che, a volte, avere coraggio significa lasciarsi amare. un romanzo intenso e appassionante che racconta la forza silenziosa delle donne e la possibilita di ricominciare, sempre.

la citta` del nord che ospita i personaggi di "desideri deviati" e` anche la sua protagonista, con i suoi uffici, le sue fabbriche dismesse e le sue passerelle. chi la abita e` animato da forze molto diverse: amore, cultura, successo, giustizia politica. e dunque, cos`e` che vuole veramente, qual e` il desiderio piu` profondo di nico quell, inquieto "ragazzo senza qualita`" che avevamo gia` incontrato in "cuori fanatici"? attorno e insieme a lui, si muovono gli altri personaggi di questo romanzo, che a cavallo tra realismo e fantasia gotica racconta con uno sguardo affilato l`editoria e la moda, miniere di sogni e frustrazioni, all`inizio di un decennio, gli anni ottanta, in cui tutto e` in mutazione: l`editore minaudo e il deforme coboldo, la modella sheila b., misteriosa amazzone nera, gli ambigui architetti igor e vera macchi, irene, sorella persa e ritrovata, il maestro chirone ognuno ingaggiato in duelli intellettuali o amorosi, fatui o violenti, dove ci si gioca il senso della vita. ma il desiderio non si compie mai, e` per sua natura deviante: nella capitale del lavoro - fotografata un istante prima che si trasformi in citta` delle attrazioni - si smania sempre per qualcosa, e si finisce per ottenere o perdere qualcuno. e sotto la sua superficie scintillante, come nel film metropolis, c`e` un popolo che vive nelle sue viscere, un`energia barbarica, selvaggia, pronta a ribellarsi per riconquistare la citta`.

chi pensa di minimizzare oscar wilde in una categoria scolastica ("estetismo"), chi crede che la formula "arte per l`arte" sia una sorta di anatema, di vano orpello, mera bigiotteria del linguaggio, sbaglia di grosso. wilde e l`ultimo dei sapienti: ha portato l`arte al denudamento supremo, definitivo. si e mascherato - creando mode e stili, con furore messianico - per smascherare ogni residua finzione letteraria. la letteratura si vendico, fece di wilde il proprio agnello sacrificale: il grande scrittore fini sotto processo, lardellato di insulti, prostrato a paria; mori povero di tutto, mendicando amore e denaro, a quarantasei anni. fu preso per un santo assurdo, un dioniso malato, autentico erede del sole. secondo jorge luis borges, wilde "conserva... un`invulnerabile innocenza" e "il sapore fondamentale della sua opera e la felicita": non e forse questo il carisma della sapienza? nelle pagine piu belle - qui selezionate da silvio raffo - wilde ci dilania con grazia; siamo ? eri di essere il suo pasto. e il libro perfetto per chi vuole vivere una vita anticonvenzionale, usando come bussola il piu anticonvenzionale degli scrittori.

opera dalla genesi complessa, meditata da cassola per oltre un decennio a partire dal nucleo di un racconto dal medesimo titolo, "il taglio del bosco" vide la luce nella sua forma definitiva nel 1959 da einaudi. si tratta di una raccolta di "racconti lunghi e romanzi brevi" che ruotano intorno al tema della perdita degli affetti (tema che divenne dominante nella produzione dello scrittore soprattutto dopo la scomparsa della moglie, avvenuta nel 1949) cui si aggiunge quello dell`impegno civile. l`introduzione e` dello scrittore manlio cancogni, vincitore dello strega nel 1973 con "allegri, gioventu`", che conobbe molto bene cassola e ne fu intimo amico.

dieci racconti dedicati alla fanciullezza e all`adolescenza che e` fiorita dopo la seconda guerra mondiale, intorno agli anni `50, nell`epopea del "miracolo economico italiano": dieci piccole storie, come i celeberrimi piccoli indiani di agatha christie, simbolo di fanciullezza e di adolescenza in ogni luogo e tempo. forni, con i suoi dieci piccoli racconti, ci porta a riflettere sulla potenza e sulla fragilita` della crescita dei bambini. quanto sono vivaci e interessati a muoversi nel mondo! altrettanto sono indifesi e ingenui. la loro fiducia nel futuro e` incrollabile: ricca di sogni, di gioiosa alacrita`, di speranze. il loro mondo affettivo si costruisce come bastione intorno a poche ma risolutive fonti: la famiglia, la scuola, gli amici. eta` di lettura: da 10 anni.

quando anne inizia il suo diario, nel giugno del 1942, ha appena compiuto tredici anni. poche pagine, e all`immagine della scuola, dei compagni e di amori piu o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinita. obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di se e dell`esperienza degli altri clandestini. la prima edizione del "diario" subi tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. il testo, restituito alla sua integrita originale, ci consegna un`immagine nuova: quella di una ragazza vera, ironica, passionale, irriverente, animata da un`allegra voglia di vivere, gia adulta nelle sue riflessioni. questa edizione, in appendice, offre anche una ricostruzione degli ultimi mesi della vita di anne e della sorella margot, sulla base di testimonianze e documenti raccolti negli anni. prefazione di eraldo affinati. con uno scritto di natalia ginzburg.

come conoscere e sposare l`uomo giusto: e` questo il titolo del manuale a cui jane rosenal si affida per conquistare robert. se l`avessero detto alla jane tredicenne, , non ci avrebbe potuto credere. a dirla tutta anche la jane adulta non sembra convintissima del libro: semplicemente, non puo` fare altro che seguirlo. persino quando, proprio lei che e` la regina della battuta pronta e dei giochi di parole, si ritrova a leggere che . ma e` proprio cosi`? e la conquista ha davvero a che fare con ami e lenze? scritto nel corso di dodici anni, "manuale di caccia e pesca per ragazze" ha segnato il debutto folgorante di melissa bank nel 1999. il suo successo commerciale, pero`, ha spinto la critica ad archiviare l`autrice come esponente della chick-lit alla bridget jones e a non attribuirle il valore letterario che meritava, come ricorda paolo cognetti nella sua prefazione. a oltre vent`anni di distanza, e` il momento di riconoscere a melissa bank le sue doti di grande narratrice, divertente e sensibile, ormai collocata accanto a nomi quali john cheever e lorrie moore. perche` questo romanzo non e` solo una storia d`amore e la sua protagonista ironica e spigliata non e` solo una donna a caccia dell`uomo perfetto. cio` che lega la jane adolescente alla jane matura, capitolo dopo capitolo, e` cio` che nasconde forse il cuore piu` profondo di questo romanzo: jane e` sorella, figlia, fidanzata e amica; come tutti fa i conti con il dolore, lo spaesamento e la solitudine. e, soprattutto, con un`immensa domanda: come si costruisce l`amore? prefazione di paolo cognetti.

se le chiedessero di indicare il punto preciso in cui e` cominciata la loro amicizia, elisa non saprebbe rispondere. e stata la notte in cui beatrice e` comparsa sulla spiaggia - improvvisa, come una stella cadente - con gli occhi verde smeraldo che scintillavano nel buio? o e` stato dopo, quando hanno rubato un paio di jeans in una boutique elegante e sono scappate sfrecciando sui motorini? la fine, quella e` certa: sono passati tredici anni, ma il ricordo le fa ancora male. perche` adesso tutti credono di conoscerla, beatrice: sanno cosa indossa, cosa mangia, dove va in vacanza. la ammirano, la invidiano, la odiano, la adorano. ma nessuno indovina il segreto che si nasconde dietro il suo sorriso sempre uguale, nessuno immagina un tempo in cui "la rossetti" era soltanto bea - la sua migliore amica.

londra 1940. mentre nel cielo incrociano gli aerei tedeschi, il dottor haggard riceve la visita di james vaughan, un giovane aviatore che gli si presenta con una frase letale: "credo che lei conoscesse mia madre". strappato di colpo alle sue fiale di morfina e al culto feticistico di una donna perduta per sempre, haggard intraprende una lunga, tormentosa confessione, raccontando per la prima volta la vicenda che tre anni prima ha distrutto la sua vita.


questa non e` utopia.smettiamola di non realizzare cose belle per paura di essere definiti sognatori.cosa c`e` di male nel desiderare una scuola migliore e nuovi paradigmi che la rendano piu` bella e piu` felice e anche piu` proficua?proviamo, allora, a pensare alla scuola come un luogo di possibilita`.un grande "parco giochi" nel quale le menti, i cuori e le anime possano giocare a sviluppare i propri talenti, allenare le proprie emozioni, fortificare le abilita` e prepararsi per la seconda parte della vita: quella di adulti che dovranno portare il loro meglio nella societa` attraverso il loro lavoro.certo, le difficolta` economiche non aiutano, il precariato e tanti altri innegabili problemi esistono. ma crediamo di produrre effetti positivi pensando negativo e cercando sempre quello che non va? non e` giusto cedere a facili disfattismi. questo lavoro e` una proposta, un tentativo concreto di portare nelle scuole, attraverso un ampio e articolato supporto metodologico, pratiche di educazione alla felicita`.praticare la risata vuol dire spezzare gli schemi negativi. quando pensiamo a una situazione in chiave positiva diventiamo capaci di prendere decisioni migliori e influenzare il nostro corpo e il nostro comportamento. cosi` non solo cambiamo noi stessi, ma in fondo trasmettiamo un`energia positiva che cambia il mondo.e non e` queste la missione della scuola?

usciti a partire dal 1913, i sette libri che compongono, in un tutto unitario, la "recherche" - colossale romanzo-mondo frutto di quindici anni di gestazione - esplorano una moltitudine di temi: il senso del tempo, la memoria, il sogno, l`abitudine, il desiderio. e poi ancora la gelosia, il rapporto tra arte e realta`, l`interagire di rituali ed emozioni. memorabili i personaggi che il lettore incontra fra queste pagine, dal narratore, figura dai fortissimi tratti autobiografici, alle donne da lui amate, gilberte e albertine, fino a odette e swann, bloch, francoise, il barone di charlus e la duchessa di guermantes. attorno al tema della memoria involontaria, le cosiddette "intermittenze del cuore" della celeberrima scena della madeleine, vive tutta la societa` francese dei decenni a cavallo del novecento, quelli della vita di proust, dalla sconfitta di sedan agli anni delle avanguardie, passando per l`affaire dreyfus e la grande guerra. e anche in questo suo essere specchio dei tempi e del tempo sta il miracolo irripetibile, o quanto meno irripetuto, della "recherche".

"cosa fa della vita che abbiamo un`avventura felice?" si chiede tiziano terzani in questa opera, che racconta con la consueta potenza riflessiva l`esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. in un continuo e appassionato procedere dalla storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il terzani uomo, padre, marito. scopriamo cosi` che l`espulsione dalla cina per "crimini controrivoluzionari", l`esperienza deludente della societa` giapponese, i viaggi in thailandia, urss, indocina, asia centrale, india, pakistan non furono soltanto all`origine delle grandi opere che tutti ricordiamo. furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare "la belva oscura" della depressione. e proprio attraverso questo continuo interrogarsi, terzani maturava una nuova consapevolezza di se`, affidata a pagine piu` intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall`autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c`e` piu` e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma. prefazione di angela terzani staude.

martin e` un maturo professore e poeta che si e` ritirato a vivere ai margini di un bosco: e` una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che martin intrattiene con il cane ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. in questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. questa tranquillita`, che nasconde pero` strani segreti, e` turbata dall`arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d`arte in fuga dalla citta` e michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. l`apparizione di michelle, simile a una donna conosciuta da martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocita` imprevista. una velocita` che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un`alba. martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscira`.

st mary mead, una mattina come tante. almeno fino a quando il colonnello bantry e la moglie vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata: nella biblioteca della villa si e` scoperto il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, giovane e attraente, apparentemente assassinata. nessuno degli abitanti della casa sembra aver mai incontrato la vittima: come spiegare allora il bizzarro ritrovamento? di li` a poco, nelle vicinanze, si rinviene il corpo di un`altra ragazza morta all`interno di un`auto carbonizzata. i due delitti appaiono connessi e la polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma qualcosa pare sfuggire agli uomini di scotland yard. sara` miss marple, vecchia amica della padrona di casa, con il suo occhio infallibile e la sua capacita` di far luce nei piu` tortuosi meandri dell`animo umano, a capire che cosa e` realmente accaduto.

nei primi anni del novecento, in una localita balneare giapponese, uno studente incontra per caso un uomo piu anziano, enigmatico e schivo, che chiamera semplicemente sensei, maestro. tra loro si crea un legame sottile, fatto di silenzi, domande sospese, ombre inesplorate. sensei nasconde da anni un segreto doloroso; lo confessera al giovane amico in una lunga epistola che e assieme testamento morale e intima meditazione sul "cuore delle cose". romanzo struggente, kokoro porta nella letteratura giapponese temi nuovi, come il malinconico senso della fine di un`epoca e del passaggio tra generazioni, ispirato anche dalle vicende storiche del giappone al tramonto dell`era meiji.

don lorenzo milani e` stato un personaggio per alcuni scomodo e sgradito, quanto per altri determinante e tenace, in grado di infondere sicurezze e garantire risultati a vantaggio dei piu` deboli, senza sottrarre nulla a nessuno. a partire dalla sua personale esperienza, la vita di don lorenzo milani - con il suo insegnamento fondato in via esclusiva sull`approccio concreto e diretto - e` stata come un lampo di luce che ha attraversato il novecento rivoluzionando il modo di educare e di formare le persone. pur non avendo la strada spianata, ha raggiunto traguardi sorprendenti e inattesi, che si possono considerare storici. avversato in continuazione per il suo pensiero spiazzante e per essere stato decisamente fuori dagli schemi, ha attratto a se` le menti piu` illuminate del suo tempo, tanto che oggi, a distanza di cinquant`anni dalla morte, ogni sua parola e` diventata un punto fermo. proprio per questo gli autori del libro - dal titolo alquanto eloquente - i paradossi di don milani - sono partiti dai suoi testi, affidandosi espressamente alle sue acutezze linguistiche e a visioni filosofiche, pedagogiche e teologiche ritenute tuttora attuali. prefazione di pietro bosello.

ci sono eventi che non puoi controllare e che, da un giorno all`altro, possono sconvolgerti la vita, lasciandoti senza fiato. e quello che accade a cecilia, una giovane donna che si trova ad affrontare la malattia della madre e ad assisterla nel suo calvario ospedaliero. un percorso regolato da precise leggi di sterilita`: mettere la mascherina, infilare i calzari, disinfettarsi le mani, evitare la contaminazione. quando tutto cio` finisce cecilia intuisce, in maniera quasi casuale, che lei stessa ha bisogno di altre regole, ed e` il suo corpo che glielo richiede. comincia cosi` un percorso di esplorazione sessuale che e` anche la scoperta di una comunita`, quella bdsm, dove vigono parametri precisi (richieste di gioco, limiti da travalicare, safeword) e nuovi strumenti (frustini, corde, collari). senza respiro e` un esordio potente e del tutto anomalo, diviso in due parti tanto differenti da lasciare quasi sbigottito il lettore. una storia nella quale il sesso diventa un inedito strumento di elaborazione del lutto, da affrontare con lucidita` e determinazione. un romanzo sul controllo: del proprio fiato, del proprio piacere, della propria vita. per farci capire che esistono molti modi, a volte anche impensabili, per arrivare alla propria rinascita.

il 2 luglio 1652 turenne, il comandante delle truppe fedeli al re di francia, intercetta un esercito frondista guidato dal principe di conde` nei pressi del faubourg saint-antoine. durante le fasi concitate dello scontro, un colpo di moschetto raggiunge il duca di la rochefoucauld alla testa: il proiettile penetra sotto un occhio per fuoriuscire dall`altro. secondo una diffusa linea interpretativa, questo episodio rappresenta il momento cruciale nella vita del duca: la rochefoucauld da allora avrebbe deposto le armi per dedicarsi alla vita letteraria. molto letti e consultati, gli aforismi del filosofo francese sono tra i libri preferiti da madame de maintenon, l`ultima amante di luigi xiv, e da cristina di svezia, che ne scrivera` interessanti commenti. nel settecento le "massime" consolidano la loro fama; celebre il giudizio di voltaire: "una tra le opere che piu` contribui` a formare il gusto della nazione e a darle uno spirito di giustezza e di precisione. benche` quel libro ripeta quasi sempre la stessa verita`, e cioe` che `l`amor proprio e` il movente di ogni azione`, pure quel pensiero assume tanti diversi aspetti da risultarne nuovo e imprevisto". questo libro, uscito anonimo nella prima edizione, appare segnato da un profondo pessimismo, per quanto poco sistematico: un testo scandaloso, che ha fatto "scempio delle virtu`" e "strage delle illusioni".

uno scintillante alone di glamour e di gossip ha sempre circondato le sei celeberrime sorelle mitford, figlie del barone redesdale, e nancy, la maggiore in ogni senso, ne ha trasferito sulla pagina riverberi screziati di veleno. questa micidiale comedy of manners, ambientata tra le due guerre, mette in scena gli impossibili montdore, di ritorno da cinque anni in india dove il conte, ricchissimo, aristocraticissimo, congenitamente stolido come i suoi degni pari, era vicere`. la consorte, di una prosaicita` adamantina, neanche fosse di origini borghesi o americane, sguazza nel bel mondo. e la figlia polly, la debuttante piu` concupita dai giovani blasonati che affollano i balli della stagione, decide per capriccio di farsi impalmare dallo zio, boy dougdale, di lei molto piu` vecchio e da pochi giorni vedovo, maestro nell`arte del ricamo nonche` per anni amante della madre. diseredata ipso facto, si ritira con il marito a vivere "di stenti" in sicilia. l`eredita` passa cosi` a uno spumeggiante cugino canadese, affermato gigolo` per signori, e basteranno un paio di sue battute perche` lady montdore, titillata nel suo organo vitale, la mondanita`, si rituffi nel girone festaiolo. dove finira` per tornare anche polly, ormai tanto disincantata da reagire ridendo alle sue disgrazie: non per niente siamo in arcadia, e mentre lei trova un consolatore, saranno ben altri scandali a scuotere tutta l`alta societa`.

l`amore salva? quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l`urgenza della domanda e la difficolta` di dare una risposta definitiva? ed e` proprio l`interrogativo fondante che alessandro d`avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. in questo libro incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all`istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. ascoltiamo la frustrazione di fanny, che keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianita`, ci commuove la caparbieta` di tess gallagher, poetessa che di raymond carver amava tutto e riusci` a portare un po` di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di jeanne modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di alma hitchcock, condividiamo l`energia quieta e solida di edith tolkien. alessandro d`avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d`amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. per farlo, come un filomito, un "filosofo del mito", si rivolge all`archetipo di ogni storia d`amore: euridice e orfeo. un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare "filo" e "racconto" si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perche` contempla tutte le tappe di una storia d`amore, tra i due poli opposti del disamore (l`egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell`amore stesso (il sacrificio di se` in nome dell`altro). ogni storia e` una storia d`amore e` cosi` un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore.

c`era una volta un vecchio pazzo che viveva su un marciapiede, circondato da una corolla di cartoni e di stracci, vegliato solo da un colombo ferito. forse un tempo e` stato un uomo importante, ma nessuno ne ha piu` memoria, nemmeno lui stesso. la sua vita procede immutabile, scandita dall`avvicendarsi del sole e della pioggia, dalla buona sorte di trovare in fondo a un cestino qualche succulento scarto della vita urbana. finche` succede una cosa incredibile. una meravigliosa ragazza dal corpo morbido e profumato incrocia gli occhi assenti del vecchio, gli sorride, lo porta a casa con se`, lo lava, lo ama. la nuova vita felice dura un tempo breve. un giorno il vecchio - come prima e` stato inaspettatamente riconosciuto e salvato - viene abbandonato e, lontano dalla meravigliosa ragazza, s`incammina verso la citta` dei morti, mentre la neve ricopre tutto. ma, a questo punto, succede un`altra cosa incredibile... secondo le parole di una straordinaria visitatrice del mondo fiabesco come cristina campo, "a chi va, nelle fiabe, la sorte meravigliosa? a colui che senza speranza si affida all`insperabile". cosi` la storia del vecchio pazzo non finisce qui, ma supera di slancio la soglia dell`impossibile, si addentra nel buio e lo trascende. meditazione estrema e inattuale sull`amore dietro un velo di desolazione e dolcezza, questa fiaba controcorrente indica un diverso cammino in questi tempi di chiusura degli orizzonti, ridando spazio all`invenzione della vita e del mondo.


pubblicati a novant`anni dalla nascita e a trenta dalla morte, i racconti di giovanni arpino qui contenuti testimoniano il rapporto con il cibo, il vino e la convivialita` di uno dei maggiori scrittori italiani del secondo novecento. un rapporto intenso e fecondo, con radici nella giovinezza trascorsa a bra, la citta` del nonno materno, famoso pasticciere e grande buongustaio. nei 16 romanzi, nelle centinaia di racconti e nei reportage di arpino (per la stampa, il giornale e altre testate) si trovano spesso riferimenti enogastronomici, ricordi degli incontri con gli amici braidesi e della torino del dopoguerra, con le sue osterie e i suoi caffe` storici.

sulle questioni poetiche george orwell aveva le idee chiare. prediligeva thomas hardy e rupert brooke; al t.s. eliot dei "quattro quartetti", un vate troppo pomposo, anteponeva quello delle rime giovanili; detestava, con gioviale cinismo, wystan h. auden ("e` un kipling senza fegato") e stephen spender. d`altronde, in uno scritto del 1946, "why i write", orwell confessava di avere esordito come poeta: "scrissi la prima poesia all`eta` di quattro o cinque anni, dettandola a mia madre" era un plagio di william blake. da ragazzo, lo affascinarono le ballate di robin hood e il "paradiso perduto" di milton. tutti i grandi scrittori del novecento, in effetti, pensiamo a james joyce, a william faulkner, a ernest hemingway, sono poeti messi all`angolo, lirici mancati per un attimo. orwell pratico` la poesia con talento anomalo, sporadicamente, per tutta la vita: il suo modello e` un jonathan swift vissuto nell`era atomica. spesso i versi hanno un`arguzia dolente, da aspide ("sono il verme che mai divenne / farfalla, l`eunuco senza harem / [...] non ero nato per un`eta` come questa"). nell`oggi profetizzato da orwell, dove la scrittura esiste per annacquare gli spiriti, per celebrare, magari con provocazioni ad hoc, lo status quo, la poesia e` la sola arma per abbattere il grande fratello.

geografie tentacolari e geometrie non euclidee sono parte ineludibile dell`immaginario oscuro di h. p. lovecraft, che nei decenni ha travalicato la pagina scritta per ispirare autori, illustratori e registi. da aira, la citta` di marmo e berillio, fino a kadath, l`ultima dimora degli dei della terra, tra monti inespugnabili, deserti, foreste inestricabili, questi luoghi non sono altro che sogni. ma se e` vero che in fondo tutte le cose umane non sono altro che sogno, questo atlante visionario non e` diverso da ogni altro catalogo di posti mai visitati. a compilarlo e` carlo baja guarienti, aiutato dalla matita di alberto ponticelli, con una postfazione di s.t. joshi e la mappa disegnata da francesca baerald. cio` che ne esce e` una imperdibile guida ai reami fantastici nati dalla penna del solitario di providence.

tom ze` e` il tropicalista dimenticato, il maledetto, lo sperimentatore che rompe le regole. protagonista del movimento che nel `68 brasiliano decreto` la prima vera rivoluzione musicale dopo la bossa nova, rimase per vent`anni nell`oblio, finche` david byrne, leader dei talking heads, lo scovo` durante uno dei suoi primi viaggi in brasile. figura misteriosa e di culto per i fan sparsi in tutto il mondo, tom ze` ha avuto una carriera oscillante, dal successo televisivo ai tour auto-organizzati nei piccoli centri della provincia. questa biografia ufficiale, frutto di anni di confronto tra l`autore e il musicista, traccia la sua rotta artistica e personale, dall`infanzia alle prime esperienze con la dodecafonia brasiliana di hans-joachim koellreutter, agli appartamenti che traboccano utopia di sa`o paulo dove nascera` il movimento tropicalista che lo vede al fianco di caetano veloso e gilberto gil, all`ostracismo, fino alla riscoperta. nella costellazione di riferimenti e figure che compaiono nella vita di tom ze` si incontrano, tra gli altri, il manifesto antropofago di oswald de an-drade, l`architettura di lina bo bardi, l`innovazione pubblicitaria di washington olivetto, glauber rocha, arto lindsay, jerzy grotowski. l`universo tom ze` e` sempre in espansione. prefazione di david byrne.

in una gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell`autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all`estrema ferocia del conflitto. coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l`intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l`assoluta necessita di restare umani. muhammad al-zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. insieme alla moglie `ula e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all`altro di gaza all`interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. il ritmo di questi spostamenti e dettato dagli ordini di evacuazione dell`esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. cosi, il viaggio dell`autore diventa una panoramica della vita a gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realta in cui l`unica certezza e la presenza della morte e del pericolo: e piu sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? cosa si e disposti a bruciare per cuocere un po` di pane? da queste pagine, impariamo che non c`e una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l`angoscia costante di fare un passo falso. mentre gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell`autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volonta di sopravvivere. allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle citta distrutte dalle bombe, c

cosa scrivono oggi i giovani e i giovanissimi? l?antologia quasi di nascosto nasce per rispondere a questa domanda: vuole indagare sulla realta che i ragazzi vivono e scelgono di raccontare, e allo stesso tempo offre un panorama di voci nuove, fra le quali potrebbero comparire alcune giovani promesse della nostra narrativa futura. creata sul modello dello storico progetto under 25 curato da pier vittorio tondelli negli anni ?80, quest?antologia e strettamente legata alla fondazione di accento, per sottolineare l?idea che guida buona parte del nostro catalogo: dare rilievo agli esordienti. scovare queste nuove voci non e stato semplice. perche si, i giovanissimi oggi scrivono, ma lo fanno in circuiti spesso estranei al mondo editoriale, quasi di nascosto. dopo mesi di ricerca, e oltre quattrocento testi visionati, non potremmo essere piu orgogliosi dei dodici talenti qui raccolti, autori e autrici tra i diciassette e i venticinque anni che tracciano il quadro di un presente frammentato e in profonda evoluzione, raccontando di adolescenze difficili, di transessualita, di dislivelli sociali, di integrazione razziale, di vittime di guerra, ma anche, semplicemente, di amici, di amori, di sesso e di speranze.

pubblicato nel 1850, "la lettera scarlatta" e` uno dei piu` importanti romanzi nordamericani dell`ottocento. nelle intenzioni dell`autore esso doveva rappresentare al meglio lo spirito puritano dell`epoca coloniale americana. nella societa` puritana la liberta` dell`individuo coincideva con il bene della comunita`, che doveva essere purificata da ogni elemento estraneo, considerato al soldo di satana. per questa ragione le autorita` imponevano stili di vita improntati a un inflessibile rigore morale. e chi infrangeva gravemente le regole poteva incorrere persino nella pena di morte. nel libro una giovane sposa, amante del pastore arthur dimmesdale, manifesta fisicamente i segni della sua relazione extraconiugale con il predicatore. nulla riesce a farla confessare, nemmeno le minacce, e per questo viene schivata da tutti, e infine condannata a portare sul petto una fiammante lettera a, che la additi allo sguardo pubblico come un`adultera. intorno a questa vicenda si dipana il progressivo insinuarsi nei personaggi di un tormentato lavorio psichico, che li spingera`, in taluni casi, sull`orlo della pazzia. il libro e` stato fonte di ispirazione per numerose trasposizioni cinematografiche.

nelle sue memorie canetti scrivera`, a proposito della massa: "e un enigma che mi ha perseguitato per tutta la parte migliore della mia vita e, seppure sono arrivato a qualcosa, l`enigma nondimeno e` restato tale". il "qualcosa" a cui qui si allude e` "massa e potere": la sua lunghissima genesi - apparve dopo trentotto anni di elaborazione - fa capire quale immensa energia, concentrazione, furia si sia depositata nelle pagine di questo libro. un libro che e` un vasto mito costellato di tanti altri miti - spesso dissepolti con passione da libri dimenticati nell`oscurita` delle biblioteche -, dove canetti, con l`asciuttezza vibrante di un annalista cinese, riesce a saldare in un tutto l`immane storia che vive in ciascuno di noi, iscritta nei nostri gesti elementari.

a parigi, in una notte nebbiosa, qualche giorno prima di natale, una ragazza viene salvata dalle acque della senna. e nuda, non ricorda nulla, ma e` ancora viva. la donna misteriosa viene accompagnata al pronto soccorso, ma riesce a scappare e a far perdere le proprie tracce. gli esami del dna rivelano la sua identita`: e` la pianista milena bergman. ma qualcosa non torna, perche` la famosa musicista risulta morta in un incidente aereo piu` di un anno prima. e una indagine per l`ufficio affari non convenzionali della polizia di parigi, l`occasione che roxane, un`ispettrice messa in disparte dai suoi capi, aspettava per prendersi la rivincita che merita. quando la sua inchiesta intreccia il destino dello scrittore raphael batailley, l`ex fidanzato di milena, i due si trovano catapultati in un enigma inquietante: e` possibile essere al tempo stesso vivi e morti?

. possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci, in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse. quasi sempre e` un problema di coordinate: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonarle, anche solo un po`. essere figlia e padre non semplifica le cose. stanchi di , giorgia e gianrico carofiglio si sono seduti a un tavolo e hanno affrontato con occhi nuovi alcuni degli argomenti che piu` li hanno divisi. questioni che riguardano ciascuno di noi come il clima, il femminismo, il cibo. la politica. non hanno eliminato tutte le loro divergenze, ma hanno elaborato una serie di ragionamenti - veri e propri saggi brevi, tessere di un mosaico sorprendente - in cui si combinano entrambi i punti di vista. una scommessa audace e allegra sulle possibilita` di un linguaggio comune, di un`idea condivisa del mondo e del futuro.

la vita di eilis lacey a long island, accanto al marito tony, ai due figli adolescenti e a una famiglia italo-americana troppo ingombrante, all?improvviso e andata in pezzi. ma tornare in irlanda dopo vent?anni significa per eilis ritrovare una madre che non l?ha mai perdonata, le amicizie di una giovinezza ormai tramontata, e poi lui, jim farrell, l?amore che avrebbe potuto essere e non e stato. sapra trattenerla questa volta il freddo mare d?irlanda? sapra trattenerla jim? nella casa di eilis lacey, a long island, suona il campanello. alla porta c?e uno sconosciuto, irlandese come lei, che viene a portarle una notizia sconvolgente. la vita di eilis negli ultimi vent?anni e scorsa piuttosto tranquillamente: i due figli ora adolescenti, larry e rosella, il marito idraulico tony, e nelle casette adiacenti due dei suoi cognati, enzo e mauro, con le rispettive famiglie, oltre alla torreggiante suocera francesca. una tipica famiglia italo-americana degli anni settanta, che lavora, mangia, dorme, decide, vive insieme, molto presente e disponibile ma almeno altrettanto voluminosa e invadente. per quella famiglia, per quell?uomo, tony fiorello, vent?anni prima a enniscorthy, in irlanda, eilis ha lasciato un mondo intero: una madre ora anziana che non ha mai accettato la separazione dalla figlia, i tre fratelli che le sono rimasti, jack, pat e martin, dopo la morte dell?amata sorella rose, l?amica d?infanzia nancy, e poi quell?uomo, jim, di cui si era innamorata troppo tardi. ora le parole dello sconosciuto alla porta la spingono a riconsiderare le sue scelte di allora. si avvicina l?ottantesimo compleanno di sua madre, e un?ottima occasione per tornare in irlanda e cambiare aria per un po?. i suoi figli la raggiungeranno a breve e conosceranno quel mondo che scorre loro nelle vene e di cui nulla sanno. a enniscorthy, eilis ritrova un modo di vivere, di pensare e di amare che non era sopito in lei. ritrova gli affetti di un tempo e, con una chiarezza acuita dalla distanza e

roma capitale dell`italietta post unitaria. due figure a confronto, due protagonisti agli antipodi: da un lato il principe consalvo uzeda, gia` fra i protagonisti dei "vicere`", e dall`altro federico ranaldi. il primo assatanato per il potere costi quel che costi, il secondo un intellettuale campano tutto votato alla causa del liberalismo risorgimentale. al centro della scena il parlamento, il giornalismo politico, i salotti romani. e la cornice dello sgomitare del nobiluomo siciliano, ma anche della graduale presa di distanza fino al disincanto del suo giovane idealista alter ego. a farla da padrone e` anche la stagione del trasformismo compiutamente realizzata dalla sinistra storica, un`esperienza non molto distante da certe pratiche di cattiva politica a cui assistiamo ai giorni nostri.

a portland, oregon, nell?anno 2002 piove sempre e la popolazione soffre di malnutrizione. in medio oriente infuria la guerra e il cambiamento climatico ha peggiorato ovunque la qualita della vita. insomma, l?umanita non ha certo realizzato i propri sogni di pace e benessere. ma esiste un modo per farlo? e se fosse possibile, sarebbe una benedizione... o una maledizione? e quello che si chiede george orr, che vede diventare realta tutto cio che sogna. scoperto questo "dono", il dottor haber, lo psichiatra che lo ha in cura, tenta di costringere l?uomo a sognare cio che lui desidera, pensando cosi di liberare la terra dai mali di sempre: sovrappopolazione, malattie, conflitti, razzismo... insomma, di costruire un mondo perfetto. ma a quale prezzo? omaggio all?opera di philip k. dick, premiato con il locus nel 1972, la falce dei cieli traccia una visione sorprendentemente profetica del nostro presente e trasferisce in una trama appassionante una profonda riflessione sui temi della realta e dell?illusione, della possibilita per l?uomo di forgiare il proprio destino, oltre a una discussione su filosofie come positivismo, taoismo, comportamentismo e utilitarismo: "una sintesi rara e potente" ha scritto theodore sturgeon "di poesia e scienza, ragione e sentimento".

jules gue`rec - quarant`anni, celibe, proprietario di due pescherecci - e` sempre vissuto nella cittadina bretone in cui e` nato, nella casa adiacente all`emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore "di catrame, cordami, caffe`, cannella e acquavite", insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. a loro gue`rec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. persino quando gli capita di andare a quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore "arrivate da parigi" passeggiano "gettando agli uomini sguardi provocanti", il pensiero di come fara` a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, e` stata celine - che delle due e` la piu` penetrante e la piu` spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo - a prendere in mano la situazione. una notte, pero`, gue`rec, senza quasi accorgersene, sara` la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

sono le dieci di sera, dentro e fuori del museo di anne frank, ad amsterdam. per tutto il giorno, come ogni giorno dell`anno, migliaia di persone si sono assiepate davanti alla casa nascondiglio di anne frank, per poterla visitare. sono turisti da tutto il mondo arrivati fin li` con le guide in mano: bambini che reclamano i mulini a vento invece del solito museo, adolescenti annoiati, maestre di scuola con in borsa il diario piu` popolare del mondo, famiglie, single, cani sciolti. sono le dieci di sera, e si avvicina l`ora della chiusura. uno dopo l`altro, i visitatori si avviano verso l`uscita, mentre una voce, in tutte le lingue, avvisa la gentile clientela che e` giunto il momento di recuperare giacche e borse e avviarsi verso la porta che si affaccia su prinsengracht 263. eppure, nonostante i richiami, ci sono tre persone che non raggiungono l`uscita. sono un padre e una bambina che si sono persi, e un ragazzo arrabbiato con i genitori e col mondo. le porte si chiudono, e loro restano li`, dentro quel posto in cui si e` nascosta la storia, e in cui ora sono loro a essere intrappolati. soltanto loro tre, tra i fantasmi di ieri e le loro presenze in carne e ossa di oggi. e la notte sembra non finire mai. con l`adattamento di sergio ferrentino.

succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, piu o meno consapevolmente, ci consegniamo. vittorio lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. masochista e un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo e sulla personalita e sulle relazioni. lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell`autocritica, le mensole inaccessibili dell`ideale dell`io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.

con crudo minimalismo "l`airone" racconta una giornata di caccia di edgardo limentani, di cui registra il montare lento e inesorabile del disgusto, del suo orrore sordo per l`esistenza. siamo nell`inverno del 1947, nelle nebbie della bassa, il risveglio di edgardo e` all`insegna del fastidio per ogni cosa. il romanzo - in terza persona - accompagna edgardo nei suoi spostamenti in quella che e` l`ultima giornata della sua esistenza, indugiando nel descrivere con tecnica cinematografica i suoi gesti, anche minimi. tra ferrara, codigoro e le rarefatte atmosfere del po di volano, bassani, dopo la citta` e la campagna circostante, descrive una terra che vive anche sulle acque, in quello che e` forse suo romanzo piu` esistenzialista. "l`airone" e` il romanzo del dolore definitivo, di un malessere esistenziale onnicomprensivo che pervade ogni aspetto della realta`: l`individuo, i suoi affetti, le cose, la natura.

sono molti i fattori che continuano a dare alla provincia varesina una invidiabile fama proprio nel settore alimentare e culinario. c`e` una consolidata tradizione di ospitalita` alberghiera e turistica con cuochi, gastronomi e pasticceri di indubbia professionalita`. numerose sono le industrie alimentari di grande spicco con lavorazioni tipiche spesso legate alle peculiarita` del territorio. senza dimenticare gli innumerevoli ed originali prodotti che hanno conquistato il mondo. questo libro ci offre un vasto e rigoroso quadro delle piu` antiche e moderne tradizioni culinarie della provincia di varese e dell`insubria. dai monti e dalle valli sino ai fiumi e ai laghi, dai borghi agresti sino alle affollate citta`, queste ricette ci aiutano a compiere un viaggio nella civilta` piu` originale e genuina delle campagne e dei borghi. un viaggio che puo` proseguire a tavola. con immagini di antichi ristoranti.

le vicissitudini della pubblicazione di queste lettere di mozart sono state illustrate dalla moglie constanze: "le lettere alla cugina, di gusto certo discutibile, ma molto spiritose, meritano una menzione, ma non devono essere pubblicate". anche molti biografi e studiosi di mozart rinunciarono a una pubblicazione delle "lettere" per ragioni di decoro. per la "pruderie" dell`ottocento le "audaci espressioni" di mozart non erano ammissibili. ancora nel 1914 la "prima completa edizione critica" delle lettere di mozart e dei suoi familiari espunge le parti incriminate per "ragioni estetiche". dietro il sorriso del genio mozart, l`eterno fanciullino, si celava l`animo di un giocherellone che non smetteva di inventare scherzi e facezie, con cui intratteneva l`amata cuginetta. le "lettere alla cugina" sono forse uno dei testi piu` emblematici e intimi per penetrare nella personalita` del compositore austriaco, un vero e proprio cavallo di troia nella sua psicologia, e rappresentano il lato piu` intimo, folle e trasgressivo della personalita` del grande genio salisburghese. postfazione e note di juliane vogel

una ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l`emmanuelle argentina, fugge in spagna inseguita dai militari. anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a barcellona. carvalho, insieme al fidato biscuter, dovra` chiarire inquietanti misteri che coinvolgono il giudice garzon, l`ispettore-semiologo lifante, tutta una serie di emarginati e un nucleo di alleanze segrete tra diversi stati. la barcellona crepuscolare del barrio chino sta ormai diventando la citta` del design mentre, un po` dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi velenosi. e, sempre presente, il tango. a dieci anni dalla sua scomparsa, torna manuel vazquez montalban con un romanzo inedito della serie carvalho, quasi un prologo al "quintetto di buenos aires", ritroviamo qui personaggi, stile e temi ricorrenti nell`opera di manuel vazquez montalban, come la buona cucina, la figura di pepe antieroe sexy, o il biscuter consigliere-intellettuale-modernizzatore.

la fine di un`amicizia puo far tremare il mondo anche piu della fine di un amore: almeno, per irene e ottavia e andata cosi. la loro e sempre stata una simbiosi giocata sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l`altra era la piu popolare; una e cresciuta con una madre molto ingombrante, l`altra con una madre molto assente; a una piaceva pietro, ma a pietro piaceva l`altra. perche adesso non si parlano piu? con una scrittura contemporanea e letteraria, gabriella dal lago ci trascina tra i non detti e i giochi di specchi di un`amicizia tra due millennial a partire da una domanda: provare a tenere in vita un rapporto finito e un gesto di speranza o di paura? la nuova, potentissima voce di una giovane autrice italiana: la voce che mancava a una generazione. dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, irene torna a torino e non riconosce piu nulla. nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianita di chi e rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. ma quella vita sembra sfocata senza ottavia. tra di loro e successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe piu onesto dire che ottavia non le risponde piu. e irene non puo far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. che fine hanno fatto irene e ottavia? alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l`europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent`anni,giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del contemporaneo: il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. gabriella dal lago ha s

ogni evento ha una causa che lo precede. che ha a sua volta una causa, che ne ha un`altra ancora, e cosi` via. e possibile dunque, anziche` andare avanti, tornare sempre piu` indietro, e ricollegare tutti i fili apparentemente sconnessi che uniscono le nostre vite? anja boato costruisce un romanzo vorticoso, nel quale le comparse di un capitolo diventano i protagonisti del successivo e le domande si moltiplicano, tra omicidi, anelli preziosi, disturbi mentali, malattie, funerali e fughe terrificanti. perche` il marione e` morto? chi e` il vero padre di sean penn? perche` la conduttrice televisiva cecilia si e` tinta improvvisamente i capelli di nero? e la piccola isabel riuscira` davvero ad andare in india a piedi?

"ariosto sembra un poeta limpido, ilare e senza problemi, eppure resta misterioso: nella sua ostinata maestria a costruire ottave su ottave sembra occupato soprattutto a nascondere se stesso. egli e` certo lontano dalla tragica profondita` che avra` cervantes, quando un secolo dopo, nel "don chisciotte", compira` la dissoluzione della letteratura cavalleresca. ma tra i pochi libri che si salvano, quando il curato e il barbiere danno alle fiamme la biblioteca che ha condotto alla follia l`hidalgo della mancia, c`e` il furioso"; cosi` scrive italo calvino nella presentazione a questa edizione tascabile dell`"orlando furioso" curata da lanfranco caretti, autore anche del saggio introduttivo e delle note al testo.

certo, la grandezza di uno sportivo si misura dal suo palmare`s, e quello di roger federer, in 21 anni da professionista, e` senza pari: 20 vittorie su 31 finali del grande slam (8 wimbledon, 6 australian open, 5 us open, 1 roland garros); 6 vittorie su 10 agli atp finals; 71 titoli vinti sul cemento e 19 sull`erba; 1 coppa davis; 49 vittorie in tornei atp 500 e 250; 3 laver cup, 3 hopman cup; 2 medaglie alle olimpiadi (oro nel doppio a pechino 2008 e argento nel singolo a londra 2012). in totale 118 titoli. e forse abbiamo dimenticato qualcosa. ma la domanda alla base della biografia del campione firmata da chris bowers e` piu` profonda: basta contare i record per dare la misura dell`immensita` di federer? e sufficiente qualche numero per spiegare il vero e proprio culto di cui e` oggetto, non solo tra gli appassionati di tennis? e ancora: sono le sue vittorie a persuadere chi lo ritiene il piu` grande tennista di sempre, contro nadal o djokovic, che pure hanno vinto piu` titoli in singolo nei grandi slam? evidentemente, la risposta di bowers e` no, altrimenti non avrebbe dedicato anni a seguire la carriera di roger federer, dalla sua prima intervista nel 1998, quando il tennista vinse, a sedici anni, il titolo juniores in singolo a wimbledon. il risultato e` questa biografia aggiornatissima e, sotto tutti gli aspetti, . la tesi di bowers e` che il segreto di federer, il carisma che lo ha reso un`icona globale, stia nella combinazione alchemica del talento con una dimensione umana che non puo` non lasciare il segno. da queste pagine, come per progressive messe a fuoco, emerge un ritratto in cui precisione analitica e coinvolgimento emotivo trovano un magico punto di equilibrio: un libro informatissimo che soddisfera` tutte le curiosita` dei piu` puntigliosi e adoranti fan di federer per comprendere cosa trasforma un grande campione in una leggenda.

le 150 composizioni raccolte in questo libro sono considerate dalla tradizione religiosa d`israele "le preghiere" per eccellenza. come indicano i titoli collocati all`inizio della maggior parte dei salmi, queste composizioni erano molto usate nella liturgia del tempio di gerusalemme. nel libro dei salmi si incontrano inni di lode e di ringraziamento, lamentazioni o suppliche che nascono dalla situazione di sofferenza del singolo orante o di tutta la comunita` d`israele, meditazioni sulla storia della salvezza, riflessioni sapienzali sul dono della legge e sulla condotta dell`uomo, richieste di perdono, di liberazione e di guarigione, invocazioni di aiuto o di vendetta contro i nemici. la tradizione cristiana ha scelto il libro dei salmi come fondamento della sua preghiera liturgica, meditandolo alla luce del mistero di cristo. nuovo testo cei con introduzione e note.


i diciassette racconti inediti rinvenuti nel computer di bolano dopo la sua morte che hanno fatto nascere e prosperare la sua leggenda nera, oggi per la prima volta tradotti in italiano, insieme a tutti i suoi racconti pubblicati in vita.

il casolare del mas clavell si nasconde tra le montagne dei pirenei: e` una fattoria frequentata da cacciatori di lupi, banditi, fantasmi, bestie e demoni, radicata nel terreno come una zecca. un luogo abitato da donne, dove un solo giorno racchiude secoli di ricordi: quelli di joana, che per trovare marito ha fatto un patto con il diavolo dando vita a una discendenza apparentemente maledetta; quelli di bernadeta, a cui mancano le ciglia e che, a causa dell`acqua di timo che le hanno versato negli occhi da bambina, ha finito per vedere le cose sbagliate; quelli di margarida, che invece di avere un cuore intero ne ha uno a tre quarti, senza un pezzo; e quelli di blanca, che e` nata senza lingua, con una bocca vuota come un nido, e non parla, ascolta soltanto. queste donne, e altre ancora, oggi stanno preparando una festa: il commiato dall`anziana bernadeta, che giace a letto ormai in punto di morte. l`attesissimo romanzo di irene sola` - autrice catalana che grazie alla sua scrittura densa e originale ha saputo imporsi in breve tempo come una delle voci piu` forti e importanti del panorama letterario europeo - e` un`opera magnetica, materica: un flusso inarrestabile di parole che, con senso del ritmo, umorismo e audacia formale, plasma un mondo magico, fatto di storia, tradizione e folklore. uno straordinario intreccio di vite e racconti, che esplorano la dualita` e il legame intrinseco tra luce e oscurita`, vita e morte, oblio e memoria, realta` e immaginazione.

si tratta di un monologo che mette in scena l`appassionata esistenza di frida kahlo "detta" dalla protagonista dal vertice estremo dei suoi giorni. mentre corre verso la morte, frida torna ai patimenti della sua reclusione forzata (ripetutamente ingessata e condannata all`immobilita`), ai suoi lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, alla sua relazione con diego rivera. in poche pagine c`e` il messico, c`e` il risveglio dell`immaginazione, c`e` la storia di una donna, c`e` la rincorsa di una passione mai spenta per un uomo. la sintesi infuocata di un`esistenza.

elisabetta valentini ha solo diciassette anni quando la sua esistenza cambia e da timida studentessa di firenze diventa una modella di fama internazionale, sfilando sulle passerelle delle principali griffe di moda. una nuova vita fatta da voli aerei, servizi fotografici, feste esclusive, vip e celebrita`, che lei stessa osserva con stupore ma anche con un certo distacco, protagonista di un mondo che forse non le appartiene. e mentre la sua carriera raggiunge livelli altissimi, in perenne movimento tra parigi, new york e tokyo, per la giovane indossatrice diventa ancora piu` difficile conciliare i propri impegni con la storia d`amore, travolgente e complicata, che si trova a vivere con un celebre attore italiano. un nome che nel testo non viene mai citato ma che le cronache del tempo ci svelano essere il grande ugo tognazzi. uscito nel 1988 nella serie "mouse to mouse" curata da pier vittorio tondelli e da allora mai piu` ristampato, "fotomodella" racconta in presa diretta un momento storico per la moda e per la societa` come la nascita del fenomeno delle top model, e allo stesso tempo ci restituisce l`energia creativa, l`esuberanza e la follia degli anni `80 al loro apice. con un`intervista all`autrice a cura di matteo b. bianchi. prefazione di antonella lattanzi.

moraldo, arrivato a torino per una sessione d`esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome piero. alto, magro, occhiali da miope, a soli ventiquattro anni piero ha gia` fondato riviste, una casa editrice, e combatte con lucidita` la deriva autoritaria del paese. sono i giorni di carnevale del 1926. moraldo spia piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. nel frattempo ritrova la valigia smarrita, ed e` conquistato da carlotta, una fotografa di strada disinvolta e imprendibile in partenza per parigi. anche piero e` partito per parigi, lasciando a torino il grande amore, ada, e il loro bambino nato da un mese. nel gelo della citta` straniera, mosso da una febbrile ansia di progetti, di liberta`, di rivoluzione, piero si ammala. e moraldo? anche lui, inseguendo carlotta, sta per raggiungere parigi. l`amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in volo come le mongolfiere sopra la senna. che risposte deve aspettarsi? sono carlotta e piero, le sue risposte? o tutto e` solo un`illusione della giovinezza? paolo di paolo, evocando un protagonista del nostro novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull`incanto, la fatica, il rischio di essere giovani.

"sono solo un turista. mi limito a guardare il paesaggio." questo e` bhupinder singh johal, o almeno questa e` la sua definizione di se stesso, della sua vita londinese, del suo tentativo di uscire dagli squallidi sobborghi di southall per entrare nell`alta societa` dell`era blair. immigrato di seconda generazione, bhupinder detto "puppy", non ancora trentenne, si lascia alle spalle il tradizionalismo sikh della famiglia di origine, con i suoi valori irrigiditi e i suoi matrimoni combinati, per immergersi nel variegato mosaico di una londra in fibrillazione, con una disinvoltura che sfiora spesso il cinismo e l`indifferenza. terrorizzato dalla mediocrita`, quasi indifeso nei sentimenti, bhupinder non riesce a esprimersi se non tramite il filtro di un linguaggio crudo e di una sessualita` esibita. nella sua esistenza nomade da turista londinese, si da` al sesso con la modella sophie e si strugge di un amore disperato per la sensuale, ricca e irraggiungibile sarupa; frequenta le feste e i locali glamour con l`amico omosessuale rory e l`alcolizzato luca. il suo e` un viaggio sempre in bilico tra percorso di formazione, scalata sociale e rischio di perdizione, dove i rapporti umani sono subordinati alla logica dello sfruttamento e del consumo. un cocktail incendiario che finira` per esplodere, cambiando per sempre lui e quanti gli sono vicini. un protagonista fragile e brutale, espressione della cultura multietnica di oggi, un caos metropolitano esplorato senza meta e senza bussola.

una buona pratica preliminare di qualunque altra e` la pratica della meraviglia. esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi. guardarsi attorno e lasciar andare il concetto di albero, strada, casa, mare e guardare con sguardo che ignora il risaputo. esercitare la meraviglia cura il cuore malato che ha potuto esercitare solo la paura. questo e` un libro disordinato. e l`autrice ha scelto di lasciarlo cosi. . ognuno di noi nel momento in cui accetta di non sapere si apre alla meraviglia e alla infinita sperimentazione in un inesorabile avvicinamento al mondo animale e vegetale.

"paradiso" e` la storia di yusuf che, a dodici anni, viene dato in pegno dal padre, un locandiere pieno di debiti, a zio aziz, un ricco mercante. nel fermento della citta`, tra swahili, musulmani d`africa, colonizzatori tedeschi, camionisti sikh, yusuf ha il suo rifugio nel giardino paradisiaco al centro della casa. e la storia dell`amicizia con khalil, poco piu` grande di yusuf, anche lui comprato da zio aziz. e anche la storia dell`amicizia interrotta tra i due ragazzi, quando zio aziz chiede a yusuf di accompagnarlo in un viaggio d`affari nell`entroterra. e la storia della scoperta dell`amore di yusuf, cresciuto, bellissimo, nella casa in cui viene educato. e diventa una lezione su come gli amori, soprattutto quelli proibiti, finiscono all`improvviso. e la storia del sultano chatu che, nella citta` di marungu, fa prigioniero yusuf e i suoi, e li priva di ogni avere. ma la prima guerra mondiale e` alle porte, gli eserciti europei stanno conquistando il continente, e iniziera` tutta un`altra storia per l`africa, per le sue genti, per yusuf. un romanzo d`avventura, di formazione, di scoperta, che racconta un mondo alle soglie della sua definitiva trasformazione, dove si intrecciano favole, leggende, cruda realta`, poesia, amore.

nel 1984, italo calvino cosi` annunciava la pubblicazione di : "dopo vari anni di silenzio, celati ritorna ora con un libro che ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e piu` ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in cio` che meno sembrerebbe stimolare l`immaginazione". queste trenta novelle, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioe` al "sentito dire che circola in un luogo o paesaggio". e una figura molto cara a walter benjamin, quella del narratore orale, che celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del po. celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facolta` di raccontare e di scambiarsi esperienze. cosi` queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all`arte narrativa una credibilita` che non sia soltanto letteraria.

era dai tempi delle confessioni di un mangiatore d`oppio di de quincey che un cono di luce cosi` livida, spietata, non cadeva sulla terra desolata battuta dal tossicodipendente. burroughs, che tossicodipendente lo e` stato a lungo, impenitente e irredento, cerca qui la nostra complicita`, ci invita nel mondo criminale mettendo a nudo il nostro voyeurismo, ci attira, ci porta dove vuole finche` siamo costretti a domandarci: da che parte stiamo? dov`e` la linea che separa legalita` e criminalita`? e prima ancora: chi e` a tracciarla? junky e` l`unica storia trasparente di burroughs, lucida, tesa, asciutta, anche se in queste confessioni si incontrano formule e immagini che per forza visionaria adombrano episodi e figure dei romanzi a venire. e come leggere due libri simultaneamente, l`uno insolitamente diretto per uno come lui, l`altro complesso, tortuoso, ingannevole. e le due maschere si danno di continuo e impercettibilmente il cambio sul volto sempre sfuggente, misterioso, magnetico dell`autore.

un pellegrinaggio di pace che tutti dovremmo compiere. se al loro apparire "lettere contro la guerra" hanno rappresentato una delle riflessioni piu` importanti sul , oggi questo piccolo libro incandescente, sgorgato dal suo autore in pochi, drammatici mesi, ma frutto di una vita di viaggi e conoscenze, ci parla non piu` di una guerra, bensi` di tutte le guerre, e contro di esse fa sentire la sua voce limpida, ormai al di la` della cronaca. in un`epoca in cui nessuno accetta piu` lezioni da nessuno, le lettere di tiziano terzani sono invece una lezione preziosissima, non soltanto contro la violenza, ma anche contro l`intolleranza, l`ipocrisia, le semplificazioni e l`indifferenza.

e` una tipica strada dei sobborghi americani pepper street, abitata ancora - siamo nel 1936 - da una maggioranza wasp che non si arrende all`arrivo degli invasori: cattolici, ebrei, cinesi. gli uomini sono altrove, nella vicina san francisco, assorbiti dal loro lavoro. tocca dunque soprattutto alle donne puntellare le barricate del conformismo: "per quanto desideriamo trovare nuovi amici degni di stima, persone che ci entusiasmino per le loro idee nuove, o perche` sono diverse, dobbiamo fare cio` che ci si aspetta da noi" afferma una di loro con infernale candore - e quando la figlia le chiede ottusamente che cosa ci si aspetta da lei, risponde: obbedire. di queste donne, murate vive nell`ostilita`, impettite nella difesa del loro piccolo mondo, shirley jackson penetra, come solo lei sa fare, i pensieri e le abitudini; e penetra le case, decifrando il codice dell`arredamento e della cura del giardino. la facciata radiosa vela infatti l`orrore quotidiano e i cupi segreti che lo sorreggono: infedelta`, pregiudizi, malignita` morbose, tensioni pronte a esplodere - e che puntualmente esploderanno. con questo primo, fatidico passo narrativo shirley jackson si presenta gia` armata dei suoi strumenti piu` affilati: un`ironia leggera e corrosiva, uno humour sbarazzino e irridente, un occhio cui non sfugge nulla, una lingua che non perdona. strumenti con cui ritrae nitidamente il clima avvelenato - preludio alla catastrofe - che avvolge e impregna tutti i personaggi di questo romanzo, in particolare i bambini: stupidi, vanesi, ipocriti, imbroglioni, crudeli, adulti in miniatura, criminali in nuce.

il vecchio antonio jose` bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. vi e` approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un`esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d`amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore e` custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall`aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos sapra` mai capire.

come si sa, piero chiara, tra i grandi narratori italiani del novecento, fu "casanovista per amore della ricerca e per simpatia verso quell?altezzoso e qualche volta difficile personaggio che fu il casanova". riteneva il fantomatico viveur veneziano, autentico alchimista del verbo, "uno straordinario narratore, il piu importante del settecento europeo", capace di dotare di sfrenato estro i suoi scritti. dagli anni sessanta, chiara miro a raccogliere le poesie del sommo seduttore, che costituivano l?altra parte - remota, esoterica, dionisiaca - della sua avventurosa autobiografi a. le poesie in italiano, in veneziano e in francese, per lo piu occasionali, brulicano d?ingegno, dardeggiano di baci, sono, in effetti, il sigillo di una poetica della gioia, esprimono il gusto del vivere incomparabile. e il libro perfetto per chi vuole lasciarsi conquistare dal casanova poeta, che seduce con la ricchezza della lingua e con la sua personalita, sorprendente e di grande attualita.

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oltre il vento del nord, sorge la mitica terra di iperborea. un regno preistorico immaginato gia` dagli antichi greci, dove tra foreste primordiali sorgono templi popolati di vergini sacre e sacerdoti corrotti. qui clark ashton smith ambienta una serie di storie connotate da un`insolita ironia, che hanno avuto un`influenza decisiva su tutto il genere sword&sorcery e pulp. questo volume contiene quindi racconti pseudostorici e poemetti lirici ambientati in questa pretesa culla della razza umana, ma anche nei continenti perduti di mu e lemuria, sul pianeta marte e ancora piu` in la`... fantasie, sogni e soprattutto incubi che spalancano i confini del tempo e dello spazio, tra scenari interplanetari e metacosmici.

chiudete gli occhi e immaginate un mondo fatto di castelli, audaci cavalieri, mostri diabolici, coraggio, avventura e l`eterna lotta tra il bene e il male. anche jim eckert, matematico del xx secolo, e sua moglie angie immaginavano questo mondo, prima di trovarcisi immersi e scoprire che la fantasia puo` diventare realta`. catapultati in un universo alternativo che somiglia all`inghilterra del trecento, i due imparano a cavarsela nelle nuove vesti di sir james e lady angela, quando all`improvviso jim viene trasformato in un drago. ispirati alla leggenda di san giorgio, i romanzi di gordon r. dickson trascinano il lettore in un mondo incantato, un "medioevo alla rovescia" tra lupi mannari, fate sinistre, belle castellane, cavalieri inesistenti. e ovviamente draghi. questo volume, curato da massimo scorsone con prefazione di diego gabutti, contiene i romanzi "il drago e il giorgio", "il cavaliere drago" e "il drago sul confine".

dino lenza, traduttore di romanzi gialli, e` alle prese con l`ultimo lavoro dello scrittore francese jean baptiste monnais, dal titolo "la morte di uno sconosciuto". il protagonista e` il giovane ernest, che e` stato vittima da bambino di ripetute violenze sessuali da parte dello zio. lenza resta scosso da quelle descrizioni, rivivendo le angosce del personaggio, immedesimandosi nei suoi stati d`animo. trova anche nei tratti somatici del protagonista una certa somiglianza coi suoi. viene colto da un moto intimo di rabbia, come non si era mai manifestato prima. elimina completamente dalla traduzione le pagine scritte dell`autore francese e inizia la scrittura del suo giallo. i toni si fanno aspri e cruenti, il cinismo e la follia omicida non lasciano piu` uno spiraglio per il perdono. il commissario incaricato delle indagini, pur nutrendo forti sospetti su tutti quegli omicidi, non riesce a trovare una spiegazione efficace per evitarli. prefazione di michela zanarella.

con "candido" pubblicato simultaneamente nel 1759 a parigi, londra e amsterdam, voltaire portava a perfezione il nuovo genere letterario da lui creato, quel `conte philosophique` la cui caratteristica essenziale risiede nella tensione dialettica tra allusione ideologica e illusione narrativa. le convulse e mirabolanti avventure di candido offrono alla scintillante, ironica e incisiva penna di voltaire l`opportunita` di dimostrare la vanita` dell`ottimismo razionalista leibniziano e della teoria del migliore dei mondi possibili. e il lettore di ieri, come quello di oggi, preso dal frenetico ritmo narrativo cede all`incantesimo e si rende partecipe del sottile e intelligente gioco con il quale la consumata maestria dell`"ultimo degli scrittori felici" (barthes) lo induce a passare velocemente dall`arbitrio narrativo alla meditazione filosofica. introduzione di giuseppe galasso.

un vestito da sposa, ancora fresco di lavanderia, e` appeso a un cassonetto dell`immondizia. scoprire la sua storia, e raccontarla ai telespettatori della piccola emittente televisiva per cui lavora, e` l`incarico affidato alla giovane protagonista di la ragazza garbatella. e l`unico personaggio senza nome in una storia dai colori vividissimi: c`e` cordelia, l`anziana proprietaria di casa con un passato da film neorealista; noemi, coinquilina cinese dagli amanti misteriosi; c`e` la salvifica cagnetta quinoa, comparsa dal nulla e subito amata; e c`e` persino pamela anderson, politicamente impegnata e pronta a intervenire a una manifestazione femminista e antispecista nel cuore di garbatella... ma il passato del vestito da sposa non e` piu` dolente di quello della protagonista. l`incontro casuale con andrea, migliore amico di un amore perduto, la costringera` a riaprire ferite antiche, in un percorso che riallaccia presente e passato e che oscilla tra due poli geografici. da una parte garbatella, con i suoi parchi e la sua veracita`, un quartiere attuale, credibile e allo stesso tempo immaginifico; dall`altra dublino, casa di ricordi universitari e di un amore che torna senza preavviso: yon. al suo romanzo d`esordio, laura eduati e` capace di raccontare con ironica e sincera malinconia la necessita` di riaprirsi all`amore e al mondo: per scrivere una nuova storia fare i conti con il proprio passato non basta, e` necessario riconoscerlo, saperlo accogliere e liberare.

. saeed e` timido e un po` goffo con le ragazze: cosi`, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente nadia, ci mettera` qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. ma la guerra che sta distruggendo la loro citta`, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all`infiammarsi degli scontri, nadia e saeed si scopriranno innamorati. quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l`unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un`altra parte. inizia cosi` il viaggio di nadia e saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via. con la stessa naturalezza dello zoom di una mappa computerizzata, mohsin hamid sa farci vedere il quadro globale dei cambiamenti planetari che stiamo vivendo e allo stesso tempo stringere sul dettaglio sfuggente e delicato delle vite degli uomini per raccontare la fragile tenerezza di un amore giovane. in un certo senso hamid ha ripetuto per l`oggi quello che i classici dell`ottocento, ad esempio guerra e pace, hanno sempre fatto: raccontare l`universale della storia attraverso il particolare dei destini individuali, riportare cio` che e` frammentario, l`esperienza del singolo, alla compiuta totalita` dell`umano.

bui, discendente dei colonizzatori di kjalarnes, e` un ragazzo poco promettente: ribelle e testardo, non vuole saperne di offrire sacrifici agli de`i e, quando e` messo al bando per empieta`, non solo da` fuoco al tempio pagano, ma continua a girare . la semplice frombola che porta legata in vita si rivela pero` un`arma terribile, e bui, grazie anche alle arti arcane della madre adottiva esja, riesce a sottrarsi alle ire dei signori locali e a fuggire in norvegia, dove per aver salva la vita lo aspetta una prova giudicata impossibile: dovra` introdursi nell`introvabile regno di dofri, sovrano dei giganti, e ottenere la sua preziosa scacchiera. stavolta ad aiutarlo e` la figlia di dofri, della quale si innamora. e dopo essersi separato da lei torna carico di onori e ricchezze in islanda, dove si stabilisce come signore della sua contrada di origine. ma qualche anno dopo il destino bussa alla porta: e` il figlio jokull, avuto dalla principessa dei giganti e venuto a reclamare la sua eredita`. esempio di tardomedievale, la storia di bui andri?sson tende a sfumare il passato storico della terra del ghiaccio nel leggendario e nel fantastico, intrecciando i temi classici della colonizzazione d`islanda, della faida e della tensione tra paganesimo e cristianesimo a quelli della `quest` eroica, della sfida impossibile e della lotta contro esseri soprannaturali. e le avventure del figlio di bui narrate nel suo seguito (racconto di jokull buason) virano piu` decisamente verso il fiabesco e l`esotico, tra terre selvagge di groenlandia, temibili orchesse e anelli magici, costruendo un altro pezzetto di quel lungo arco che congiunge la tradizione orale di cui le saghe si nutrirono al gusto del lettore moderno.