
13 agosto 1944: il giovane lucien carr, per difendersi dalle avances dell`amico david kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello hudson. due altri suoi amici, william burroughs e jack kerouac, vengono arrestati per non aver denunciato l`omicidio. forse anche per elaborare a modo loro l`accaduto, i due scrittori ne tracciano in seguito un resoconto a quattro mani iperrealistico e visionario, dissepolto solo in anni recenti. raccontando a capitoli alternati, burroughs e kerouac assumono il punto di vista di due personaggi-narratori: burroughs quello di will dennison, barista originario del nevada, sempre preceduto dalla sua "ombra di un metro e novanta", kerouac quello del marinaio mike ryko, "un finlandese diciannovenne dai capelli rossi". attraverso il loro sguardo e intorno ai protagonisti del tragico fatto di cronaca vediamo cosi` delinearsi una folta compagnia anarco-utopista e sgangherata, euforica e malinconica, che trascorre giorni e notti bevendo e fumando in pub luminescenti, leggendo faulkner e sognando di raggiungere parigi. sullo sfondo, una new york caotica, atterrita e aggressiva, una metropoli di fine guerra in cui il caos visivo e` tutt`uno con quello acustico, con le radio che trasmettono le note della prima sinfonia di brahms o il reportage concitato di un giornalista su un circo in fiamme dove "gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche". con una nota di james w. grauerholz

molti luoghi del mondo sono macchine del tempo, quasi sempre rivolte al passato. poi ce ne sono alcuni - pochissimi - che portano direttamente, se non al futuro, a quello che del futuro riusciamo a immaginare. uno e` la california di michele masneri. non importa dove masneri si aggiri, ne` con chi parli: che ascolti un autista di uber descrivergli nei particolari la startup che lo rendera` miliardario, registri le lagnanze dei vicini di casa di mark zuckerberg, tormentati dalle sue perenni ristrutturazioni di interni, esplori quanto sopravvive dell`un tempo gioioso ecosistema gay, o si faccia spiegare molto bene da jonathan franzen dove il pianeta dovrebbe andare per salvarsi, quella che masneri scrive qui e` una lunga, movimentata, esilarante prova provata di quanto ci avesse visto lungo frank lloyd wright, quando sosteneva che tutto quanto sul pianeta non abbia un ancoraggio sufficientemente solido prima o poi comincera` a scivolare verso la california.

nel 1961 la scena letteraria fu scossa da un romanzo molto diverso da tutti quelli che negli stessi anni venivano letti, discussi e acclamati. era la possente saga di mr biswas, nato in una capanna di trinidad, involontario responsabile della morte del padre, e da allora destinato a spendere la vita in cerca di una casa diversa da quelle in cui via via si consuma la sua dannazione. epica resa dei conti col viluppo di sentimenti che lega ciascuno alle proprie origini, commedia nera, satira di un mondo meticcio che ci restituisce, rovesciata, l`immagine dell`occidente, questo romanzo popolare fu la rivelazione di un universo di suoni, odori e voci che rimane un puro incanto esplorare.

(ruggero guarini).

celebrati, introvabili, inediti, commissionati o nati per gioco, in un unico volume tutti i racconti dello scrittore spagnolo, classificati secondo il suo personale giudizio - e la consueta autoironia - in e . ma e` difficile trovare qualcosa di meno che perfetto tra le pagine del grande maestro spagnolo, raffinato tessitore di romanzi monumentali quanto di capolavori della forma breve. dalle atmosfere oniriche di mentre le donne dormono, alla picaresca hollywood di malanimo, passando per la dimensione evanescente di "quand`ero mortale", tra temi ricorrenti e personaggi affezionati, questa raccolta rappresenta una via d`accesso privilegiata al seducente universo letterario di javier marias.

tre amici si ritrovano dopo molti anni. sono tedeschi, ora vivono negli stati uniti e in un passato che nessuno di loro vuole fare ricordare hanno suonato di fronte a hitler, suscitando l`ammirazione della germania intera. in quei giorni sciagurati di musica, applausi e grandi ambizioni erano un quartetto, ma quando ritrovano victoria, la suadente violoncellista, lei non sembra nemmeno riconoscerli. in ricordo della giovinezza si preparano ora per un nuovo concerto insieme, l`ultimo, ma a pochi giorni dal debutto la morte violenta di max brentano, il carismatico violinista del gruppo, fa tornare a galla una storia di gelosia, odio e rancore. una storia, a distanza di tempo, ancora ferocemente nazista. perche` il personaggio che dice in questo libro, oltre a suonare il violino nel quartetto razumovsky, durante il reich veniva soprannominato . e dopo la caduta del regime, la sua unica speranza di sopravvivere e` stata scomparire nel nulla, dall`altra parte dell`atlantico. con un nome fittizio, rudolf vogel ha trovato rifugio nelle comunita` tedesche del montana, dove scrive infimi romanzetti di genere, sentendosi braccato e cercando di non destare troppi sospetti. ben presto, pero`, la preda scopre di poter tornare a indossare i panni del predatore, e quando incontra i compagni del quartetto sa di dover chiudere una volta per tutte il cerchio della sua ossessione. il commiato di paolo maurensig e` una storia drammatica e potente, un romanzo in tre atti che ci interroga sull`impeto della memoria e sulla persistenza della colpa quando la colpa non sbiadisce, mettendoci di fronte all`ostinata e tragica fascinazione di alcuni uomini per il male assoluto. in un`altra vita, poco piu` che ragazzi, i membri del quartetto razumovsky avevano avuto l`onore di esibirsi davanti al fuhrer. adesso, dopo piu di trent`anni di silenzio, si riuniscono per suonare beethoven in una piccola citta` del montana. ma a pochi giorni dal concerto il primo violino muore per u

la fenomenologia espone "il sapere nel suo divenire", cioe` le varie tappe dell`autodispiegamento dialettico dello spirito nella storia. essa comprende le diverse figure dello spirito come stazioni del cammino mediante il quale lo spirito diviene sapere puro ovvero spirito assoluto. in ogni suddivisione fondamentale di questa scienza vengono considerate: la coscienza, l`autocoscienza, la ragione osservativa e attiva, lo spirito nelle sue varie forme (etico, colto, morale, religioso), per giungere allo spirito assoluto o sapere puro. l`introduzione di cicero mette in evidenza le difficolta`, il significato e i contenuti dell`opera. il glossario, la bibliografia e gli indici analitici completano l`opera. testo tedesco a fronte.

scritto all`indomani della morte di primo levi, lettera alla madre e` un "dialogo in forma di soliloquio" in cui, accanto a temi cruciali per l`opera di edith bruck, quali il racconto del trauma vissuto in prima persona nei campi di concentramento dell`europa centrale, la propria diaspora famigliare e il dramma storico della shoah, l`autrice affronta, attraverso una prospettiva intima, la contrapposizione tra fede religiosa e laicita` e propone una profonda riflessione su cosa significhi per un superstite dell`olocausto avere la responsabilita` di esserne testimone. il confronto serrato e a tratti impietoso con la figura della madre, ebrea ungherese saldamente ancorata alle tradizioni, diventa il luogo per la rievocazione di un`infanzia sospesa tra ricordi e fantasmi, per un`analisi delle proprie scelte e per una interrogazione di se` e del proprio valore testimoniale.

in questo libro, che susan sontag ha definito , kenneth anger si e` rivelato il primo adeguato chroniqueur, il piu` felice e amaro favolista del mondo di hollywood. con tocco sicuro, da grande maniaco del cinema, anger ci fa constatare come gli scandali, i pettegolezzi, i suicidi, gli amori, le morti sospette, le perversita`, i trionfi, i delitti e gli imbrogli avessero un altro colore a hollywood: quei fatti sordidi e scintillanti andavano infatti subito a disporsi tra le vaste costellazioni dello star system, le loro oscurita` nutrivano la luce irreale dello schermo. era un motto della metro goldwyn mayer. oggi, dopo decenni in cui lo star system e` stato additato come macchina di depravazione commerciale e di svendita dell`arte al dollaro, cominciamo finalmente a intenderlo alla lettera: sistema di miti, orbite di astri, varianti e ripetizioni inesauribili di storie e figure esemplari. in fondo, l`unico grande sistema mitologico che il nostro tempo abbia saputo offrirci. e, guidati da kenneth anger, qui ci avviciniamo al mito di hollywood con lo spirito che gli e` piu` congeniale: quello di laforgue, dove la devozione si congiunge al sarcasmo e la parodia non si pone alla fine dei tempi ma alla loro origine. la babilonia di gesso che griffith fece costruire nel 1915 per accogliervi centinaia di comparse, e poco tempo dopo era un cimitero di relitti e di erbacce, e` il luogo perenne del cinema, e da questo punto - soglia dell`epoca dei dubbi splendori, quando hollywood appariva a un osservatore attendibile come aleister crowley abitata da - giustamente muove il racconto di anger. fatty e hearst, chaplin e valentino, von stroheim e mae west, errol flynn e marlene dietrich, lupe velez e robert mitchum, lana turner e judy garland, e tanti nomi ormai sepolti, sfilano tutti davanti a noi, fra episodi atroci e dettagli oltraggiosi, in immagini della loro vita in

steinar di hlidar vive in un mondo di miti e valori antichi nell`islanda di fine ottocento. umile contadino e artigiano della pietra, del legno e della poesia, strenuo custode degli ideali delle saghe, si rifiuta di vendere ai potenti del distretto un magnifico cavallo che i suoi due figli considerano magico e che dunque per lui non ha prezzo. una creatura tanto speciale puo` essere degna solo di un re, percio` il villico finisce per regalarla al suo sovrano, re cristiano di danimarca, insieme a uno scrigno dotato di una chiave nascosta in una poesia. ma la reazione della corte reale non puo` essere piu` deludente per steinar che, perso di colpo il suo mondo fiabesco, sembra trovare il paradiso in terra nelle parole di un predicatore mormone, e parte fiducioso alla scoperta dello utah. comincia cosi` la sua picaresca iniziazione alla nuova fede nella controversa comunita` poligama che popola il regno millenario di salt lake city, dall`altra parte del mondo, dove il contadino islandese comincia a costruire una vita migliore per la propria famiglia, mentre l`adorata figlia, rimasta sola in patria, cade vittima di soprusi e disgrazie di ogni sorta. e forse questo il deserto da attraversare per meritarsi la terra promessa?

in un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di tokyo. e kiriko. ha appena vent`anni, il volto pallido dai tratti vagamente infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, "come fosse stata forgiata nell`acciaio". non ha un soldo e ha attraversato il giappone dal lontano kyushu per arrivare fin li`, a implorare il suo aiuto. il fratello, accusato di omicidio, e` appena stato arrestato, e kiriko e` la sola a crederlo innocente. l`avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto piu` per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e cosi` come e` arrivata scompare. il fratello verra` condannato e morira` in carcere qualche mese dopo, poco prima che l`esecuzione abbia luogo. sono solo gli antefatti da cui prende il via questo noir di matsumoto. dove un "caso-fantasma", ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano, andando a segno quasi per caso. e mentre ogni colpa - consapevole o inconsapevole - viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione sotterranea, un "rumore di nebbia" accompagnano questa storia da cima a fondo. finche` lei, kiriko, "la ragazza del kyushu", non otterra` cio` che le spetta.

tra i grandi personaggi dell`antica roma, nessuno e` stato piu` geniale, astuto e controverso di marco tullio cicerone. eppure ben pochi avrebbero scommesso sul suo futuro quando, all`eta` di ventisette anni, scelse di lanciarsi nell`infido e violento mondo della politica, deciso a raggiungere con ogni mezzo l`imperium, il sommo potere statale. cicerone era un avvocato promettente, oltre che un affascinante oratore. non discendeva da una delle grandi famiglie aristocratiche, non poteva presentare il conto dei favori politici elargiti dai suoi antenati, non disponeva delle enormi ricchezze di crasso. a raccontare la sua straordinaria vicenda e` il fedele tirone, il segretario particolare sempre al suo fianco nei momenti piu` radiosi e in quelli piu` difficili, testimone dei suoi incontri privati e latore dei suoi messaggi segreti. robert harris ci consegna un ritratto di cicerone ben diverso dal personaggio solenne che noi conosciamo. "imperium" e` un romanzo, il primo di una trilogia che svela i retroscena di una realta` fatta di intrighi e di corruzione, singolarmente affine a quella attuale.

"l`invisibile rivoluzione conformistica di cui pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi `scritti corsari` puo` restare sbalordito. il fatto e` die per pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. finalmente, cosi`, pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della societa` italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di alfonso berardinelli)

la prima scena di questo romanzo e` impressa nella mente di miliardi di persone in tutto il mondo. ci sono tre croci sul monte golgota, a gerusalemme, e su quella centrale e` inchiodato jeshua, l`uomo che con la sua predicazione, e le sue gesta miracolose, aveva sconvolto la palestina negli anni precedenti. sulla croce, l`insegna con il motivo della sentenza: gesu` di nazareth re dei giudei. ai piedi della croce, come narrano i vangeli, ci sono i soldati romani, alcune donne, maria, sua madre, i discepoli piu` fedeli, ma anche una figura misteriosa che, non vista da nessuno, vede tutto. e vedra` anche, tre giorni dopo, jeshua uscire dal sepolcro dove era stato sepolto, e avviarsi verso gerusalemme. e comincera` a seguirlo. nel frattempo, a capri, l`imperatore romano tiberio inizia a ricevere strani segnali dalla palestina. e un uomo intelligente, acuto e sospettoso, e intuisce che quel predicatore, quella "specie di profeta", non era solo l`ennesimo predicatore di una terra dove i predicatori abbondano, ma era qualcosa di piu`. era molto di piu`: un uomo che con la sua sola parola poteva minare le fondamenta dell`impero.

un racconto aggrappato alla realta`, "vissuto alla giornata": la lenta maturazione d`un giovane solo e arrabbiato, avido di conoscere, affamato di parole e di libri. "ragazzo negro", quasi un romanzo di formazione, e` l`autobiografia simbolica di richard wright, scrittore negro nativo del mississippi, dapprima sguattero, spazzino, spalatore, poi impiegato alle poste, agente di assicurazioni, disoccupato, infine narratore di brevi racconti pagati pochi dollari a cartella. l`esperienza di vivere nelle cose, scoprire le parole come arma di liberazione: il coraggio di progettare la propria esistenza proiettandola verso il viaggio dell`utopia come scelta d`una fuga che non e` piu` passiva sconfitta.

. del detective - e dello studioso - nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. ma anche una voracita` linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi - dai mobili di una stanza a una citta`, e una regione - in cui si manifestano le storie. sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. che e` invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: . e questo insegna nabokov nelle sue "lezioni di letteratura": a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. a non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. a riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l`architettura dei testi. rischiarati da un`intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da mansfield park di jane austen all`ulisse di joyce. e lui, il professor nabokov - docente a wellesley e quindi alla cornell tra il 1941 e il 1958 -, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l`attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine. introduzione di john updike.

questo romanzo e` la storia dell`amore, lancinante e assoluto, di una figlia, marie, nata da uno stupro, per la madre, euge`nie detta ge`nie, che, ripudiata dalla famiglia e respinta dalla comunita` dopo che ha generato una bastarda, si e` murata nel silenzio e nella lontananza. una madre che sa dirle soltanto: , che raramente la abbraccia; una che tutti, in paese, bollano come matta e sfruttano facendola lavorare nei campi e nelle fattorie in cambio di un po` di frutta, di un pezzo di carne. ma l`amore di marie e` impavido, indefettibile - va oltre il tempo. con una scrittura di assoluto nitore, laconica e bruciante, a tratti intensamente lirica, cagnati ci racconta una vicenda in cui, sullo sfondo di una terra aspra e inclemente, si intrecciano brutalita` e tenerezza, strazio e rancore, lutto e incantamento, riuscendo a raggiungere un`essenzialita` trasognata che sembra dissolvere la tragicita` degli eventi.

la nostra seconda vita negli universi digitali, il cibo geneticamente modificato, le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive sono gli aspetti ormai familiari di una condizione postumana. tutto questo ha cancellato le frontiere tra cio` che e` umano e cio` che non lo e`, rivelando le fondamenta non naturalistiche dell`umanita` contemporanea. sul piano della teoria politica e filosofica, urge adeguare le categorie di comprensione delle identita` individuali e dei fenomeni sociali a partire da questo salto. sul piano dell`analisi, dopo aver constatato la fine dell`umanesimo, occorre vedere in questa trasformazione le insidie di una colonizzazione della vita nel suo complesso da parte dei mercati e della logica del profitto. serve dunque aggiornare la teoria ai cambiamenti in atto, senza rimpianti per un`umanita` ormai perduta e cogliendo le opportunita` offerte dalle forme di neoumanesimo che scaturiscono dagli studi di genere, postcoloniali e dai movimenti ambientali.

carmilla, la prima vampira della storia della letteratura, e il dottor hesselius - medico e metafisico tedesco -, il primo detective dell`occulto, sono i due principali protagonisti di questa raccolta di storie "gotiche". un testo chiave, la cui influenza sara` fortissima in tutta la letteratura del novecento sui fantasmi. te` verde (1869) e` il racconto del reverendo jennings che, dopo la lettura di "certi volumi antichi, edizioni tedesche di testi in latino medievale", mentre torna a casa con l`omnibus, vede comparire una misteriosa scimmia, che da quel momento in poi, tra improvvise sparizioni e scoraggianti ricomparse, continuera` a seguirlo fissandolo con bramosia maligna. il giudice harbottle (1872) e` la funesta cronaca della nemesi piombata su mr harbottle, uomo malvagio e corrotto. carmilla (1871-1872), infine, il piu` famoso dei racconti di le fanu, narra le astuzie e i languori della vampira carmilla. le storie di questo volume non sono paurose perche` fantastiche, bensi` paurose perche` vere: riflessi del nostro essere, voci della nostra coscienza, proiezioni della nostra angoscia, immagini duplicate del nostro volto inquietante. le fanu ci invita a guardare nello specchio del reale con la consapevolezza che quanto vedremo non sara` la verita`, ma una sua ombra confusa, il riflesso baluginante di qualcosa che sfugge al controllo della ragione.

supplizi capitali, deportazioni spietate, ovattati isolamenti. in questo corso, uno dei piu` importanti del suo insegnamento al colle`ge de france, michel foucault si interroga sul significato delle punizioni che l`europa, nel corso dei secoli, ha predisposto per chi trasgrediva la legge e incorreva nelle sue sanzioni. per la prima volta possiamo toccare con mano la documentazione da cui foucault ricavera` le sue celebri analisi sul potere sovrano, sul potere disciplinare e sul paradigma biopolitico. ed ecco che il patibolo, le prigioni, i lavori forzati, le torture piu` feroci, l`isolamento piu` silenzioso diventano lo specchio di cio` che l`europa e` stata ed e` diventata nel corso dei secoli. c`e` stato il tempo della punizione spettacolare e granguignolesca e quello della pena silenziosa e sottratta agli sguardi, il tempo del potere che inscena la sua magnificenza e quello del potere che si nasconde, il tempo del potere che da` la morte e quello del potere che amministra minuziosamente la vita dei cittadini. in questo specchio straniante vediamo prendere forma decisioni epocali circa i rapporti tra soggetto e potere, legalita` e illegalita`, ordine e disordine. sullo sfondo di queste pagine, un`ipotesi finora meno evidente nell`itinerario foucaultiano: che la guerra civile non costituisca affatto una condizione eccezionale per le nostre societa`, ma sia lo stato normale, la materia sottostante, la stoffa eterna di cui e` fatto il potere.

la lingua batte dove il dente duole, e il dente che duole alla fin fine e` sempre lo stesso. l`unica rivoluzione possibile e` smettere di piangerci su. in questo romanzo esilarante e feroce, veronica raimo apre una strada nuova. racconta del sesso, dei legami, delle perdite, del diventare grandi, e nella sua voce buffa, caustica, disincantata esplode il ritratto finalmente sincero e libero di una giovane donna di oggi. "niente di vero" e` la scommessa riuscita, rarissima, di curare le ferite ridendo. (domenico starnone). (claudia durastanti). prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da fleabag al lamento di portnoy, aggiungete l`uso spietato che annie ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in italia ancora non c`era. veronica raimo sabota dall`interno il romanzo di formazione. il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. all`origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. circondata da questa congrega di famigliari difettosi, veronica scopre l`impostura per inventare se stessa. se la memoria e` una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identita`, allora il comico e` una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all`indicibile. in questa storia all`apparenza intima, c`e` il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell`energia paralizzante che puo` essere la famiglia, dell`impresa sempre incerta che e` il diventare donna. con

"un bambino e` curioso. fa molte domande e si aspetta risposte precise e convincenti. non bariamo con le domande di un bambino. mentre mi accompagnava a una protesta contro un disegno di legge sull`immigrazione, mia figlia mi ha chiesto del razzismo. abbiamo parlato molto. i bambini sono in una posizione migliore di chiunque altro per capire che non nasciamo razzisti ma a volte lo diventiamo. questo libro, che cerca di rispondere alle domande di mia figlia, e` per i bambini che non hanno ancora pregiudizi e vogliono capire meglio la realta`. per quanto riguarda gli adulti che lo leggeranno, spero che li aiuti a rispondere alle domande, piu` imbarazzanti di quanto pensano, dei propri figli." (tahar ben jelloun)

. questa spiazzante formula di poetica racchiude i due estremi del fuoco e del ghiaccio, al centro della visione di frost come di molti suoi versi - estremi inestricabilmente complementari, di quelli che fanno il tormento e la delizia di critici e lettori. recita un suo verso. cosi`, dietro i grandi monologhi drammatici espressi in un parlato popolare, come dietro i sonetti e le altre composizioni formalmente ineccepibili da lui predilette - del verso libero diceva che era come -, c`e` sempre qualcos`altro. qualcosa che ci turba, che ci mette in discussione, e non si lascia domare. sara` per questo che le sue poesie, anche a leggerle cento volte, manterranno sempre la loro freschezza, continueranno a custodire il loro segreto. in questa vastissima scelta, tratta da tutta la sua produzione, il lettore avra` modo di incontrare il maggiore poeta americano del novecento, diventato paradossalmente, come tutto cio` che lo riguarda, il piu` `moderno`, forse perche` il piu` refrattario, ingannevole, e a modo suo audace, fra i grandi modernisti. quello con cui bisogna ogni volta tornare a fare i conti.

duca lamberti era un medico prima di finire in carcere per essersi spinto troppo in la` nell`alleviare le sofferenze di una sua paziente. forse e` un uomo giusto, certamente sa frequentare con un certo talento i lati oscuri dell`esistenza. questa qualita` lo rende apprezzato quando si tratta di incarichi molto particolari, come aiutare una giovane apparentemente sprovveduta che non vuole deludere il suo futuro sposo. ma lamberti ha un intuito speciale per scoprire quando le persone mentono, e in questa vicenda troppe cose puzzano di bruciato. una coppia annegata in macchina nel naviglio fuori milano, in un modo che ricorda un omicidio accaduto diversi anni prima. una valigia misteriosa che porta a un ristorante di provincia dove il piatto forte del menu` non va molto d`accordo con la legge. una storia di spie e tradimenti che riapre le ferite della seconda guerra mondiale. in un`italia dove tutto e` possibile ma non ci si puo` fidare di nessuno, che guarda incantata la televisione mentre il crimine allunga le mani sottobanco, la polizia ha di nuovo bisogno di duca lamberti.

londra, inizio del xvi secolo: un`epoca di fasti e sperperi, miseria e abbandono. tom canty e edoardo nascono lo stesso giorno: il primo in un tugurio, figlio di un malfattore, il secondo a palazzo, erede di enrico viii. i due ragazzi vivono gli "anni di apprendistato" l`uno nei panni dell`altro, il principe alle prese con stenti a cui e` impreparato, il povero prigioniero di un lusso e di un potere che non ha mai conosciuto. una fiaba a lieto fine che twain costruisce con il consueto humour e una vena critica verso la vecchia europa aristocratica e antidemocratica. eta` di lettura: da 8 anni.

la dimensione misteriosa del reale, i simboli arcani, l`incubo della paura, della morte, della malattia, la solitudine dell`uomo, la strana preveggenza di inquietanti sogni premonitori, la complessa, magica visione del mondo di dino buzzati in sessanta racconti brevi.

un racconto di una famiglia lacerata dall`arrivo di ben, il loro ferale quinto figlio. quattro figli, una bella casa antica, l`amore di parenti e amici: la vita di harriet e david lovatt e` un glorioso inno alla felicita` domestica e ai valori familiari vecchio stile. ma quando nasce il loro quinto figlio, un`ombra malata e implacabile viene proiettata su questo tenero idillio. grande e brutto, violento e incontrollabile, il bambino ben, "pieno di fredda antipatia", piange stretto al petto di harriet. nel prendersi cura del suo bambino appena nato, di fronte a un`oscurita` e una strana sfida che non aveva mai conosciuto prima, harriet e` profondamente spaventata di cio` a cui ha dato vita...

la milano di meta` ottocento e` una citta` che sa conservare i suoi segreti. un filo invisibile, per esempio, lega l`elegante palazzo di brera - nel quale vivono i discendenti di cesare beccaria - agli antri malfamati del bottonuto, il quartiere del vizio che si nasconde tra le pieghe dell`abitato, come un bubbone sotto un vestito di gala. lungo questa traiettoria imprevedibile, che dal salotto dell`anziana marchesina giulia conduce alla bisca su cui regna il losco faggini, si muove con abilita` pari alla sorpresa il barone di cerclefleury, il bell`avventuriero francese che si proclama seguace di franz anton mesmer e suo discepolo negli arcani del magnetismo. da un susseguirsi di intrighi e macchinazioni, promesse mirabolanti e destini mancati, emerge la figura di evaristo tirinnanzi, il contabile al servizio dei beccaria: sara` lui, incalzato dall`ombra di un doppio che spesso prende la parola al posto suo, a guidare l`intrepido cerclefleury nei meandri di una realta` che non e` mai quella che appare, fino alla rivelazione disarmante dell`identita` di quell`altro. opera di uno scrittore in stato di grazia, poco a me stesso e` il racconto della vita ipotetica, esatta e mentita di alessandro manzoni: una fantasmagoria condotta sul filo dell`inverosimiglianza e sorretta da una liberta` espressiva che reinventa, rendendola attuale, la lingua italiana di due secoli fa.


"paradiso" e` la storia di yusuf che, a dodici anni, viene dato in pegno dal padre, un locandiere pieno di debiti, a zio aziz, un ricco mercante. nel fermento della citta`, tra swahili, musulmani d`africa, colonizzatori tedeschi, camionisti sikh, yusuf ha il suo rifugio nel giardino paradisiaco al centro della casa. e la storia dell`amicizia con khalil, poco piu` grande di yusuf, anche lui comprato da zio aziz. e anche la storia dell`amicizia interrotta tra i due ragazzi, quando zio aziz chiede a yusuf di accompagnarlo in un viaggio d`affari nell`entroterra. e la storia della scoperta dell`amore di yusuf, cresciuto, bellissimo, nella casa in cui viene educato. e diventa una lezione su come gli amori, soprattutto quelli proibiti, finiscono all`improvviso. e la storia del sultano chatu che, nella citta` di marungu, fa prigioniero yusuf e i suoi, e li priva di ogni avere. ma la prima guerra mondiale e` alle porte, gli eserciti europei stanno conquistando il continente, e iniziera` tutta un`altra storia per l`africa, per le sue genti, per yusuf. un romanzo d`avventura, di formazione, di scoperta, che racconta un mondo alle soglie della sua definitiva trasformazione, dove si intrecciano favole, leggende, cruda realta`, poesia, amore.

la biografia di bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal "posto fisso" a cinquant`anni suonati, "per non uscire di senno del tutto" e vari divorzi. questi scarsi elementi ricorrono con insistenza nella narrativa di bukowski, piu` un romanzo a disordinate puntate che non racconti a se`, dove si alternano e si mischiano a personaggi ed eventi di fantasia. "rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che bukowski realizza uno scarto, ed e` uno scarto significativo", ha scritto beniamino placido su "la repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto "letteraria", ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, bukowski fa irruzione con una cosa nuova. la cosa nuova e` lui stesso, charles bukowski. lui che ha cinquant`anni, le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perche` ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, li` su quella panchina del parco. lui, charles bukowski, "forse un genio, forse un barbone". "charles bukowski, detto gambe d`elefante, il fallito", perche` questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. e in presa diretta". un pazzo innamorato beffardo, tenero, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.

"l`uomo senza qualita`" di robert musil riflette l`uomo contemporaneo, per cui il mondo di ieri, con le sue illusioni di armonia, di compiutezza, con le sue pretese di esattezza da ricercare in ogni campo, e` finito per sempre. vie di uscita non ve ne sono, vie soltanto, che dovremo costruire mentre si va, si cerca. vi sono poche opere universali che in figure e situazioni storicamente concrete sanno esprimere lo spirito di un`epoca, la `ragione` dei suoi drammi e della sua catastrofe, con la massima obbiettivita`, il piu` lucido disincanto e insieme la partecipazione piu` coinvolgente e sofferta. opere che compiono il della trasformazione del `pathos` in conoscenza, e della conoscenza piu` esatta e anche spietata della realta` che rappresentano in autentica `saggezza` intorno alle insuperabili contraddizioni e aporie della nostra esistenza, saggezza che trascende ogni limite di tempo e cultura. "l`uomo senza qualita`" e` una di queste. l`uomo contemporaneo abita il , di cui canta lo zarathustra di nietzsche, ma le sue conoscenze statistico-probabilistiche gli consentono di affrontarlo pur sempre armato di relative certezze. il mondo di ieri, con le sue illusioni di armonia, di compiutezza, con le sue pretese di esattezza da ricercare in ogni campo, e` finito per sempre - ma guai a lasciarsi infatuare da ideologie, vuoti profetismi, promesse salvifiche. vie di uscita non ve ne sono, vie soltanto, che dovremo costruire mentre si va, si cerca. la me`ta non e` determinabile, eppero` occorre tenere lo sguardo ben lucido per cogliere tutto cio` che durante il viaggio ci viene incontro e contro. e il romanzo e` una straripante piena di indimenticabili incontri. la me`ta e` forse almeno indicabile? possiamo farne segno? il suo segno e` quel "viaggio in paradiso" in cui avrebbe dovuto compiersi il grande romanzo? la rinuncia a ogni dialettica conciliativa, a ogni ben fondata sovranita` politica, a ogni immutabile legge, non e` rinuncia all`"imposs

"avevamo la sensazione che la vita sarebbe stata una gran cosa" poeta dell`eccesso, bukowski porta alta la bandiera di un anticonformismo californiano che ha una lunga storia alle spalle (una storia che comprende henry miller, i poeti beat e una cultura underground tanto articolata quanto pittoresca). in , forse piu` che altrove, la vena satirico-umoristica dell`autore assume talora colorature selvagge o addirittura feroci. colpa dell`atmosfera alienante di los angeles (). ma anche in questi racconti il vitalismo sfrenato, la scelta provocatoria dell`emarginazione e della provvisorieta`, la sessualita` eternamente in furore sono tanti sberleffi contro il perbenismo conformista, del quale qui si occupa opportunamente l`. in fondo al sunset boulevard, charles bukowski, il "folle", il "fallito", salda il conto con il sogno americano. nuova traduzione di simona viciani.

sono passati parecchi anni da quell`estate in riviera: elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. il nuovo romanzo di andre` aciman si apre con l`incontro casuale su un treno tra un professore di mezza eta` e una giovane donna: lui e` samuel, il padre di elio, sta andando a roma per tenere una conferenza ed e` ansioso di cogliere l`occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei e` una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell`uomo piu` maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. tra i due nasce un`attrazione fortissima, che li portera` a mettere in discussione tutte le loro certezze. anche per elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. ma nulla puo` far sbiadire in lui il ricordo di oliver, che vive a new york una vita apparentemente serena, e` sposato e ha due figli adolescenti, eppure... una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si e` mai chiusa. andre` aciman riannoda i destini dei protagonisti di "chiamami col tuo nome", in un romanzo che si interroga e ci interroga sulla durata dell`amore, al di la` del tempo e delle distanze.

che cosa succede al piu` famoso dissacratore del "sogno americano" quando un regista gli anticipa una bella somma per scrivere una sceneggiatura? bene, dietro consiglio del suo consulente fiscale, chinaski/bukowski si compra una bmw nera ("le bmw nere sono le macchine dei duri" dice) e una casa ("se vi dicono altrimenti non credeteci. la vita comincia a 65 anni" spiega quando ne e` in possesso). una moglie molto piu` giovane di lui ce l`ha gia` ("mandata dagli dei ad allungarmi di dieci anni la vita. nel bene e nel male"). sembrerebbe che anche il cantore e cronista degli emarginati e dei disadattati d`america si sia integrato. e che proprio come la maggior parte dei suoi lettori di vent`anni fa sia rientrato - anzi entrato per la prima volta - nel sistema. ma non e` detto.

nuova edizione aggiornata, con lettere e documenti inediti. giangiacomo feltrinelli, editore con "la testa tra le nuvole e i piedi per terra". l`infanzia, il legname di famiglia, il dopoguerra, la militanza nel pci, lo spirito del "fare le cose", un "mausoleo bavarese", le "carte della rivoluzione", un viaggio a osnabruck, gli anni cinquanta, la cooperativa del libro popolare, la nascita della casa editrice, il "terribile" 1956, un dattiloscritto in cirillico, l`"operazione gattopardo", la luna di miele tra bassa california e zihuatanejo, la "politica estera", africa, l`eskimosa nel fiordo di trondheim, libri "osceni", libri "necessari", fratelli d`italia a villadeati, la "biblioteca di psicologia e psichiatria clinica", i beatnik e un "bruco agrimensore", ping-pong con henry miller, juke-box in libreria, cuba cuba cuba, un politico-politico e un politico-impolitico, la prima intervista di yasser arafat, sgt. pepper`s e la stanza del camino, una lettera a lyndon johnson, la bolivia e il diario del che, il sessantotto, "dipingi di giallo il tuo poliziotto", il vietnam, il "colpo di stato all`italiana", piazza fontana, l`"irreperibilita`", "caro carlino, e` tanto tempo che non ti scrivo...", la pistola del console, i gap, la lotta armata, le minacce, la fine. senior service e` una sigaretta inglese, una storia di famiglia e molto altro ancora.

una paura atavica e insuperabile attanaglia da sempre julian barnes, quella della propria estinzione. nessun conforto puo` venire dalla fede, all`agnostico scrittore, che fin dalla prima riga confessa: . non resta dunque che unirsi alla fitta schiera di illustri tanatofobici che l`hanno preceduto - da montaigne a renard, da rachmaninov a larkin - provando a convincersi che nel grande non c`e` niente, ma proprio niente, di cui avere paura. , scriveva jules renard quand`era giovane e in salute. . lo sa bene julian barnes, che dell`una e dell`altro ha sempre fatto ampio uso nel tentativo di esorcizzare la piu` atavica e insuperabile delle paure, quella della morte, senza mai riuscire ad addomesticarla. quali armi restano, dunque, all`agnostico scrittore che, per trovare sollievo dall`idea dell`estinzione, non puo` neppure contare sul balsamo della fede? be`, innanzitutto ricordare che, oltre a essere la piu` viscerale e antica, la paura della morte e` anche la piu` comune e condivisa. e se e` vero che , guardarsi intorno puo` aiutare. julian comincia dal suo entourage piu immediato, la famiglia di sangue - suo padre, un professore , sua madre, anche lei insegnante, ma , e suo fratello maggiore jonathan, filosofo aristotelico, ateo, asciuttamente pragmatico - trovandoli tutti piu` bravi di lui in . allarga quindi lo sguardo ai compagni quotidiani della sua vita, la sua : artisti, filosofi, compositori e soprattutto scrittori, in primo luogo jules renard, di cui ripercorre la brev

. pensa philip benjamin, il protagonista di questo romanzo nel momento in cui, a venticinque anni, si appresta a rivelare alla famiglia la propria omosessualita`. sa che il tipo di amore che lui ha scelto di vivere non e` convenzionale ne` facile; ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua vera aspirazione, la sua speranza di felicita`, perche` . eppure per rose e owen, piccoli intellettuali nella sfavillante new york degli anni ottanta, la scoperta delle inclinazioni amorose del figlio apre una crepa dapprima sottile, poi sempre piu` profonda e insanabile, nel delicato equilibrio affettivo familiare, costringendoli a fare i conti con la propria piu` intima natura, le proprie scelte, le proprie responsabilita`. ma in questo paesaggio desolato, in questo sfacelo di relazioni personali, philip (e non solo lui) sapra` individuare la strada per costruirsi una via sentimentale flessibile, realistica, libera, saldamente ancorata all`autenticita` e alla sincerita`.

nel febbraio del 1932 la marchesa luisa casati stampa, la donna piu` ricca d`europa, riceve nella sua residenza fuori parigi il suo legale, l`avvocato milanese giuseppe bassi, che viene ad annunciarle il tracollo della sua fortuna. l`immenso patrimonio della signora e` confiscato e nel giro di pochi mesi, otto per la precisione, lei , come drammaticamente comunicato dall`amministratore. si snoda da qui l`itinerario tra immediato futuro e passato della personalita` eccentrica della marchesa, che aveva speso la propria esistenza per divenire . ritratta sull`orlo del baratro della miseria, con cui convivra` per venticinque anni (morira` poverissima e sola a londra nel 1957), la casati ripercorre la sua avventura umana in lampi di memoria. le sta accanto, personaggio ombra nel ricordo e nell`affetto (forse l`unico della sua singolare vicenda), la sarta che, fin da principio, ne ha assecondato l`adorazione per la ricercatezza e lo stile, l`assoluta originalita` del tutto indipendente da qualsiasi moda. un controcanto di normalita` per una vita eccezionale di eccessi e di cadute, la costruzione ardita di un gioco di specchi tra verita` e affascinante interpretazione.

martino bux e` un diciottenne in libera uscita durante la visita di leva quando scopre che i sogni possono diventare realta`. le donne irraggiungibili sono li` davanti ai suoi occhi in un cinema a luci rosse, puo` guardarle senza essere visto, puo` goderne senza dover rendere conto a nessuno. ma ben presto per martino la pornografia diviene un`ossessione. invece di frequentare l`universita`, si perde bighellonando nei locali piu` equivoci della capitale. e soprattutto perde fabiana, esasperata dalla sua inconcludenza, dalla sua pervicace inadeguatezza alla vita adulta. fabiana studia per diventare medico, mentre per martino quel suo camice bianco e` soprattutto un dettaglio che accende le fantasie erotiche. le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono via via consistenza e verita`. si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualita` esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicita` del corpo. attraversa cosi` un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, i film di rocco siffredi, i locali di striptease, e poi internet e i prive`, fino ad arrivare a oggi. sullo sfondo, la citta` di roma e l`italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, moralismo e voyeurismo.

questo volume raccoglie tre sceneggiature: accattone, mamma roma e ostia (quest`ultima realizzata a quattro mani con sergio citti, che del poeta era per i romanzi e i film, nonche` collaboratore fidato alle sceneggiature e ai dialoghi). in "accattone" (1961), che segna il suo esordio come regista, pasolini ripropone il mondo dei suoi romanzi in una struttura piu` scarna e profonda; l`odissea del diseredato accattone si dipana come in un affresco antico conferendo una dimensione sacrale a un universo che sta per scomparire. con "mamma roma" (1962), partendo da una situazione di analoga , attraverso le vicende dell`ex prostituta che vuole strappare il figlio alla strada, ci avviciniamo a un ideale piccolo-borghese. "ostia" (1970) rivisita in forma di apologo tragicomico i temi della morte, del mito, della congiunzione di sacro e profano, spogliati della loro drammaticita`, cantati con vena ingenua, nostalgica, straordinariamente arguta. il libro e` corredato da numerosi interventi scelti da pier paolo pasolini - pagine dai diari di lavorazione, appunti personali, riflessioni sull`arte cinematografica, letture private - che permettono di osservare da una prospettiva privilegiata l`officina creativa di un grande artista. prefazione di ugo casiraghi,

"mia madre dava l`impressione di essere un meccanismo rotto. non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto... le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente". cosi` leggiamo in questi "ricordi di mia madre", in cui inoue cela, con pudore, il suo lato piu` intimo e dolente. e non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna "avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita", del tutto inconsapevolmente, "perche` a tenere in mano la gomma era quell`evento ineluttabile che e` la vecchiaia". vecchiaia su cui inoue ci offre, con quest`opera in tre tempi, pagine fra le piu` intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all`effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. come quella dell`anziana donna che - con una lampadina tascabile in mano - vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei e` la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.

un ritratto di pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunita`, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.

e passato piu` di un secolo da quando, nel 1886, cuore venne pubblicato per la prima volta e rese de amicis lo scrittore piu` letto d`italia. eppure, ancora oggi questo libro ci colpisce non solo per la straordinaria, ineguagliata fortuna che l`ha accompagnato lungo tutta la sua storia, ma anche per i suoi pregi letterari: per la scrittura, per la sapienza di una sceneggiatura completa, per la capacita` di concludere un episodio con una singola, magistrale frase. lo stesso intento pedagogico e l`impegno civile che lo permeano sono la dimostrazione di una tensione morale capace di renderlo emozionante e commovente anche per il lettore contemporaneo - e per lo spettatore: come dimostrano i molti film e sceneggiati che sono stati tratti da cuore.

una vita errabonda, chiusa a trentatre anni con il ricovero in manicomio, ha fatto di dino campana (1885-1932) un maudit, il rimbaud italiano, un caso clinico da affidare all`aneddotica. autore di un solo libro, i "canti orfici" (1914), pur affondando le proprie radici nella cultura europea, quella simbolista in particolare, il "poeta pazzo" ha in realta` caratteri propri che lo rendono difficilmente collocabile in una linea o in una tradizione. quella del "visionario", forse la figura piu` inquietante del nostro novecento letterario, e` una scrittura orfica (cioe` misteriosa, oscura, per iniziati) scaturita da una vena ben consapevole della "purita` di accento" che la percorre.

tennessee, 1870. winona, un`indiana lakota rimasta orfana e adottata dagli ex soldati dell`unione thomas mcnulty e john cole, prova con tenacia a lasciarsi alle spalle le perdite del passato. almeno finche` l`ennesima violenza non la costringe a cercare giustizia. anche travestendosi da uomo... dalla penna di uno dei piu` importanti scrittori contemporanei, la storia di una donna determinata a scegliere per il proprio futuro, un canto alla liberta` di espressione, un`ode a ogni forma d`amore.

sembra che in ogni opera di emanuele trevi ci sia la consapevolezza del confine. l`idea di un`altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un`altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l`idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. sembra che in trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo, che - per esempio - rocco e pia di due vite erano nelle nostre vite, anche se non ne avevamo mai sentito parlare prima. accade anche con l`asia de "l`onda del porto": la storia di un viaggio, intrapreso d`istinto l`anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi piu` grandi degli ultimi vent`anni, diventa altro. cosa d`altro? e un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre piu` importanza. "l`onda del porto", uscito per la prima volta nel 2005, e` un viaggio nel viaggio. e l`india, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicita`, e al tempo stesso e` gia` la consapevolezza che per emanuele trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verita` delle cose. ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. e invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l`autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di emanuele trevi. e ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent`

febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull`appennino all`ombra dei castagni gemelli, popolato da leggende paurose e da un`umanita` bizzarra e variopinta: ci sono bue e suo padre chicco, slim e i sette fratelli carta, pietrino detto zanza che di febo e` il piu` caro amico, celso l`indio silenzioso con il suo cavallo strappafiori. e poi c`e` ca` strega, dove vive luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici. il destino di febo e luna e` segnato da un pomeriggio al luna park, e dalla profezia su una misteriosa mano di ferro. le loro strade si dividono - lei finisce in un istituto di suore dove il dottor mangiafuoco le fara` recuperare la voce, mentre lui va a studiare in citta` dove ritrova un padre megalomane, sempre sul punto di concludere "un grande affare" e una madre amareggiata. pur se lontani, febo e luna non smettono mai di pensarsi e di volersi bene. lui tutto grandi teorie e proclami, lei concreta e battagliera. il destino della loro vita e` lasciarsi e ritrovarsi, e ogni volta il loro distacco e` preceduto dalla separazione, premonitrice e crudele, di un`altra coppia di amanti. anche quando, sullo sfondo di un`isola cristallina, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, si perderanno. gli anni passano, febo adesso ha un figlio amato e indipendente, e della passione per la natura e l`ecologia ha fatto un mestiere; luna aiuta i deboli e insegna la lingua dei segni a chi non ha la voce. su di loro incombe l`ultima separazione, lei nel gelo del nord, lui nel cuore di una foresta tropicale.

ogni martedi` la psicoterapeuta stefania andreoli tiene sul suo profilo instagram una rubrica di domande e risposte. qui trovano spazio storie, attualita` e tanti dubbi di genitori. mamme, perlopiu`. disorientate, equilibriste, creative, volenterose, sull`orlo di una crisi di nervi, ma tutte accomunate da un`ambizione: compiere le scelte piu` giuste. giuste, si`, ma per chi? da quando si diventa madri, sembra sottinteso che l`unica ragione accettabile per qualunque decisione quotidiana e di vita sia "lo faccio per mio figlio". "lo faccio per me" e` una frase che suona egoista, indegna per una madre. le ragioni sono storiche, culturali, legate ai falsi miti del sacrificio e dell`amore incondizionato e a una distorta interpretazione del famoso istinto materno. la pressione e` forte: a lasciare il lavoro; a trascurare interessi, amicizie e il rapporto di coppia; a sentirsi in colpa per un paio d`ore dal parrucchiere "che sottraggono tempo alla famiglia". insomma, a dire addio a una parte di se`. in questo libro andreoli ribalta le vecchie convinzioni e propone l`idea che l`esperienza della maternita` possa aggiungere, e non togliere, ricchezza all`identita` femminile. soltanto "facendolo per se`", trovando ciascuna il suo personale modo di fare la mamma - diverso dagli altri perche` frutto della propria storia in quanto persona - sara` possibile liberare la maternita`, rendendola sana, contemporanea e davvero utile per la crescita di un figlio e per il futuro della societa`.

"nell`incipit delle metamorfosi ovidio dichiara con lucida concisione l`argomento del poema: subito dopo, nel corso dello stesso v. 2, si saggia lo spettro semantico di mutare. invocando l`ispirazione divina sui suoi progetti (coeptis) il poeta insinua, con un rapido slittamento metalinguistico (), che di origine divina sia anche il mutamento della propria attivita` e della propria carriera poetica. sara` bene ricordarsi di questo lampo polisemico, quando nel libro xv si approssima il termine del carmen perpetuum, che dai primordi del caos giunge fino all`impero di augusto, e proprio la categoria del mutamento e` collocata al centro del discorso di pitagora, che ne fa il puntello di due forti posizioni ideologiche, tra loro collegate: la metempsicosi, o rinascita dell`anima dopo la morte novis domibus (xv, 159), cioe` in un nuovo corpo, proprio come recitava l`incipit, e il vegetarianismo, misura prudenziale contro il rischio che il nuovo corpo sia quello di un animale. ma nel potente respiro di un linguaggio indebitato con lucrezio, ancorche` divergente per molti contenuti, il principio che omnia mutantur (xv, 165) si allarga alla struttura globale dell`universo: nel tempo, inarrestabile come un fiume, cuncta novantur (xv, 185), a cominciare dall`alternanza tra notte e giorno e tra sole e luna e dalla successione delle stagioni, per poi proseguire con le epoche della vita umana, nel suo processo di sviluppo e successivo declino. (...) non sembra ragionevole dubitare che il discorso di pitagora costituisca nel suo insieme l`attribuzione di un senso unitario all`insieme delle metamorfosi della persona in animale, vegetale o minerale, che sono oggetto del discorso poetico, inquadrandole nel genere prossimo del mutamento; quello che manca e` invece il riferimento alla differenza specifica, consistente nel fatto che, mentre il sistema descritto da pitagora e` governato da un ritmo

nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento, come scrive roberto barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell`esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. l`opera che piu` compiutamente ne rappresenta estri e umori e` senz`altro "il ricordo della basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell`edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che e` una storia e seguita dal frammento il 10 giugno 1918 - con il titolo i racconti con cui usci` da garzanti nel 1963. sul fondale incantato della sua modena, la modena degli anni trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l`autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l`amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicita` vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell`uomo disperato e pieno di grazia che fu antonio delfini.

"proprio nella firenze contemporanea e nel cerchio dell`attivita` commerciale e artigiana piu` caratteristica, quella tessile, il boccaccio rinnova attualizzando, non senza dichiarazioni di poetica, uno dei temi piu` alti della narrativa cavalleresca, quello di `amore e morte`... ma lo rinnova su registro diverso, approfondito emotivamente, nella insistente e scandita sequenza delle cinque novelle con le sette eroine appartenenti al ceto borghese e addirittura operaio... l`amore non nasce fra dorate suggestioni cortigiane e cavalleresche, o tra contemplazioni affascinanti e incantate: germoglia su dagli stessi gesti di lavoro artigiano o dagli incontri nei giochi fanciulleschi che cancellano qualsiasi distinzione di classe... gli eroi si fanno uomini al livello dei lettori piu` umili e percio` possono parlare un linguaggio piu` immediato, piu` ricco di risonanze per l`uomo qualunque." (vittore branca)

raoul sforza, banchiere milanese, e` un personaggio eccentrico e sprezzante, amante del lusso, dell`arte e della musica. specializzato nell`ordire intrighi finanziari e nel ricattare uomini che ricoprono ruoli chiave nelle istituzioni dello stato, raoul conduce una vita lontano dai riflettori, dividendosi fra la sua antica dimora milanese che sorge nel cuore di brera e l`amata bonassola. la sua presenza non passera` inosservata quando sara` costretto, suo malgrado, a far luce su una lunga scia di misteriosi omicidi che dal 1945 insanguina bargagli, borgo dell`alta val bisagno, nell`entroterra genovese. aiutato da diego casazza, spiantato giornalista di cronaca locale, sforza affrontera` la cosiddetta vicenda del "mostro di bargagli" che per decenni ha terrorizzato un`intera comunita`. forte di un innato cinismo, indifferente ad ogni tipo di morale, il "banchiere nero" sara` in grado di far emergere, dopo piu` di cinquant`anni di omerta` e di silenzi, verita` inconfessabili.

una ragazza viene trovata, nascosta in una stanza segreta, all`indomani di un terribile delitto avvenuto a pochi metri da lei. sporca e affamata, si rifiuta di dire il suo nome, la sua eta`, da dove viene. forse ha dodici anni, forse quindici. sei anni dopo, ancora non identificata, vive in un orfanotrofio con un nuovo nome, evie cormac. quando avvia una causa in tribunale per rivendicare la sua indipendenza perche` adulta, lo psicologo forense cyrus haven deve determinare se evie e` pronta per essere libera. ma lei e` diversa da chiunque abbia mai incontrato: affascinante e pericolosa in egual misura; evie capisce subito quando qualcuno sta mentendo. e nessuno intorno a lei dice la verita`. nel frattempo, cyrus viene chiamato a indagare sullo scioccante omicidio di una campionessa di pattinaggio artistico del liceo, jodie sheehan. bella e popolare, jodie e` ritratta da tutti come la ragazza della porta accanto, ma mentre cyrus indaga, emerge una vita segreta. cyrus e` intrappolato tra i due casi: una ragazza che ha bisogno di essere salvata e un`altra che ha bisogno di giustizia. che prezzo paghera` per la verita`?

chi opera in campo biomedico conosce bene la sigla hela, che denota una linea cellulare di vitale importanza nelle ricerche sul cancro e su molte altre malattie: cellule speciali, tanto resistenti da essere praticamente immortali, vendute e comprate da decenni nei laboratori di tutto il mondo. ma quelle quattro lettere racchiudono anche una storia perturbante, emblematica - e soprattutto una persona in carne e ossa. henrietta lacks lavorava nei campi di tabacco della virginia, cosi` come i suoi antenati schiavi. quando muore per un tumore, nel 1951, i medici, senza preoccuparsi di chiedere alcun consenso, prelevano un campione dei suoi tessuti e si accorgono ben presto di un fenomeno sbalorditivo: le cellule tumorali continuano a crescere fuori dal corpo, in laboratorio. da qui alla commercializzazione il passo e` breve, ma passeranno vent`anni prima che i familiari scoprano una verita` non meno incredibile che traumatizzante: henrietta e` `immortale`, e dalle sue cellule si e` sviluppata un`industria miliardaria. rebecca skloot ha deciso di raccontare questa storia, e superando diffidenze e ostilita` e` riuscita a entrare in contatto con i lacks guadagnandosi l`amicizia della figlia di henrietta, deborah. e nato cosi` un libro che ci conduce da un reparto riservato ai neri del johns hopkins hospital agli abbacinanti laboratori dove i congelatori custodiscono le cellule hela, dalle baracche di clover, villaggio popolato di schiavi e guaritori, alla baltimora di oggi.

un professore universitario di trentacinque anni, dopo una carriera "da cane ammaestrato", sente improvvisamente il bisogno di sfuggire all`oblio di una vita banale e ritrovare la verita` su se stesso. cosi`, dai racconti dei contadini emiliani incontrati in gioventu` a quelli dei culturisti delle palestre di oggi, walter siti, personaggio protagonista, vive e descrive i desideri della propria sessualita` ossessiva insieme alle storie sporche delle corruzioni che avvelenano il mondo dell`universita` italiana. tra invidie, scambi di favori e denaro, falsita`, superficialita` di corpo e morale, questa autobiografia contraffatta getta uno sguardo lucido e spietato sulla societa` e la politica italiane, in tutta la loro peccaminosa disonesta`. l`esordio letterario di walter siti, un libro, intenso e scandaloso, in bilico tra saggio, satira, invettiva e canzoniere d`amore.

un mattino, al risveglio da sogni inquieti, un uomo di nome giuso si trova trascinato da un tutore in una scuola, in mezzo ad altri adulti che si comportano da bambini. qui dovra` rimparare a comportarsi come un infante, visto che nel mondo dei grandi ha fallito. inizia cosi` una regressione infantile durante la quale giuso scopre che ritornare bambini significa liberarsi da ogni responsabilita` e pensiero. "ferdydurke" e` una feroce satira sociale, una caustica rappresentazione di una societa` che infantilizza l`essere umano, rendendolo stupido e inerme. ma e` anche uno sberleffo ai canoni letterari e al mondo intellettuale e artistico, bigotto e conformista: insieme a giuso, e` infatti l`autore stesso a tornare all`ingenuita`, al disprezzo delle consuetudini e a creare, come un bambino, le regole del proprio gioco.

calista frangopoulou e` una donna sposata di cinquantasette anni, con due figlie gemelle in procinto di lasciare casa. ariane andra` a studiare al conservatorio di sydney e francesca e` stata ammessa per l`anno successivo all`universita` di oxford. dopo aver lasciato ariane all`aeroporto, calista ricorda quando, nel 1976, lei stessa era stata in america per tre settimane e l`incontro casuale che le aveva segnato l`esistenza: una sera a los angeles, con la sua amica gill, si era ritrovata a tavola con billy wilder, senza sapere chi fosse. un`occasione fortuita che un anno dopo l`aveva portata a lavorare come interprete dal greco sul set del penultimo film del grande regista, fedora, che avrebbe determinato la sua scelta di diventare compositrice di colonne sonore e che, molti anni dopo, le avrebbe permesso di maturare una decisione importante con la leggerezza del finale di un film di billy wilder. un delicato romanzo di formazione che e` anche l`intimo ritratto di una delle figure piu` intriganti del cinema di tutti i tempi.

xxi secolo. l`umanita` ha colonizzato il sistema solare e si e` stabilita su ogni pianeta o satellite abitabile. ma la vita fuori dalla terra e` dura e tutt`altro che piacevole. per questo leo bulero fa grossi affari vendendo ai coloni marziani l`illusione di essere ancora "a casa", grazie ai plastici della bambola perky pat. certo, non bastano mobili e accessori in miniatura: perche` l`effetto sia completo serve anche il can-d, una droga se non legale quanto meno tollerata. bulero non e` l`unico imprenditore a cercare di guadagnare sfruttando la nostalgia della terra: ancora piu` spregiudicato di lui e` palmer eldritch, che si reca fino a proxima centauri in cerca di nuove ricchezze da commerciare. ma non e` piu` lo stesso quando, dopo dieci anni, torna sulla terra e mette sul mercato il chew-z, che consente esperienze molto piu` potenti del can-d. chi e` davvero palmer eldritch? un avventuriero avido di denaro? un ricco industriale dall`inquietante aspetto di cyborg? un`entita` aliena determinata a prendere il controllo della terra? una divinita` incarnata in ogni viaggio mentale? o qualcosa di ancora piu` misterioso?

ai limiti del deserto, immersa in una sorta di stregata immobilita`, sorge la fortezza bastiani, ultimo avamposto dell`impero affacciato sulla frontiera con il grande nord. e li` che il tenente drogo consuma la propria esistenza nella vana attesa del nemico invasore. che arrivera`, ma troppo tardi per lui. pubblicato nel 1940, "il deserto dei tartari" e` "il libro della vita" di dino buzzati: nell`esistenza sospesa di giovanni drogo, infatti, i riti di un`aristocrazia militare decadente si mischiano a gerarchia, obbedienza e alla cieca osservanza di regolamenti superati e anacronistici. la sua storia e` una , il racconto in attesa di , finche`, ormai vecchio, si accorgera` . ha rivelato l`autore . in questa edizione il testo e` accompagnato dalla riproduzione di materiali inediti che permettono di ricostruire la genesi del romanzo e il suo percorso dalla pagina al grande schermo tra cambiamenti e finali diversi.


a vienna vi e` un`immoralita` diffusa. il duca vincenzo, preoccupato per gli atteggiamenti dei sudditi e il loro disprezzo per l`istituzione matrimoniale, finge di assentarsi e affida il governo a un vicario all`apparenza retto e intransigente, angelo. travestito da frate, osservera` l`incapacita` di angelo di governare con autentica equita` e giustizia, attaccato com`e` al semplice dettato della legge e travolto dalle stesse passioni che dovrebbe punire. fra tutte le scelte severe di angelo spicca quella di condannare a morte il giovane claudio, promesso sposo di giulietta, colpevole di averla sedotta prima che il matrimonio fosse celebrato. ma questa durezza angelo non la applica a se stesso: quando la virtuosa sorella di claudio, la novizia isabella, lo supplica di graziare il fratello, il vicario le propone di esaudire la sua richiesta a patto che la giovane gli si conceda. shakespeare scrive qui un testo in equilibrio fra commedia e tragedia, dove la luce del comico e` continuamente bilanciata dalle ombre di un`amara riflessione sull`iniquita` dei potenti e il vizio che si cela in chi si pone come moralizzatore. una seria proposta politica e, insieme, una irridente sfida del teatrante ai poteri costituiti.

nella grande russia conservatrice e patriarcale dei latifondi e dei primi timidi moti liberali, il rapporto conflittuale tra tradizione e rinnovamento trova una rappresentazione esemplare in "padri e figli", pubblicato nel 1862. e la vicenda di due amici appena usciti dall`universita` di pietroburgo: arkadij kirsanov, figlio di un proprietario terriero, e evgenij bazarov, il giovane medico che crede soltanto nelle scienze sperimentali, il nichilista, campione di una societa` di tecnici, che non e` ancora nata. sara` una passione non corrisposta ad avviarlo a un destino emblematico dei turbamenti di un`intera generazione.

dopo aver trascorso un periodo in carcere, il giovane elias rientra nella sua isola d`origine, la sardegna. la barbagia e i suoi orizzonti bucolici hanno profondamente segnato il carattere del ragazzo. e il suo destino: lavorare nell`ovile di casa, assieme ai genitori e ai fratelli, ritrovando la serenita` di altri tempi. i giorni scorrono ed elias si innamora perdutamente della moglie di suo fratello pietro, maddalena, che sembra ricambiare il sentimento. la donna rimane incinta di elias e il giovane, sconvolto dal senso di colpa, decide di diventare sacerdote. la famiglia e`, pero`, scossa da un terribile lutto. elias e` a un passo dai voti, maddalena lo prega di restarle accanto e di crescere il neonato insieme a lei. gli esiti, come sempre accade nei romanzi di deledda, sono imprevedibili.

due imperi criminali si spartiscono il controllo del new england. finche` una bellissima elena di troia dei giorni nostri non si mette in mezzo tra irlandesi e italiani, scatenando una guerra che li spingera` a uccidersi a vicenda, distruggera` un`alleanza e mettera` a ferro e fuoco l`intera citta`. se potesse scegliere, danny ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per se`. ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l`uno contro l`altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambiera` per sempre la sua esistenza: per salvare gli amici a cui e` legato da sempre e la famiglia che ha giurato di proteggere assume il comando, diventa uno stratega spietato, l`eroe di un gioco insidioso in cui chi vince vive e chi perde muore. e forgera` una dinastia che dalle strade polverose di providence arrivera` fino agli studios di hollywood e agli scintillanti casino` di las vegas.

la e` un fenomeno del presente che riguarda la necessita`, il desiderio, la volonta` di generare un nuovo senso dei luoghi. e questo un tempo segnato dalle migrazioni, ma e` anche il tempo, piu` silenzioso, di chi "resta" nel suo luogo di origine e lo vive, lo cammina, lo interpreta, in una vertigine continua di cambiamenti. la pandemia, l`emergenza climatica, le grandi migrazioni sembra stiano modificando il nostro rapporto con il corpo, con lo spazio, con la morte, con gli altri, e pongono l`esigenza di immaginare nuove comunita`, impongono a chi parte e a chi resta nuove pratiche dell`abitare. sono oggi molte le narrazioni, spesso retoriche e senza profondita`, che idealizzano la vita nei piccoli paesi, rimuovendone, insieme alla durezza, le pratiche di memoria e di speranza di chi ha voluto o ha dovuto rimanere. la restanza non riguarda soltanto i piccoli paesi, ma anche le citta`, le metropoli, le periferie. se problematicamente assunta, non e` una scelta di comodo o attesa di qualcosa, ne` apatia, ne` vocazione a contemplare la fine dei luoghi, ma e` un processo dinamico e creativo, conflittuale, ma potenzialmente rigenerativo tanto del luogo abitato, quanto per coloro che restano ad abitarlo. partire e restare sono i due poli della storia dell`umanita`. al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.

prima di "rincorrendo l`amore", nancy mitford - la maggiore delle sei bellissime, stravaganti e alquanto scandalose figlie del barone redesdale - aveva scritto quattro romanzi: con scarso successo e scarsissimi benefici per le sue precarie finanze. fu l`amico evelyn waugh a incoraggiarla a riprovarci; e fu l`incontro con l`uomo che sarebbe diventato il grande amore della sua vita (gaston palewski, colonnello delle forze armate della francia libera) a fornirle l`ispirazione. non a caso nel libro, a lui dedicato, palewski compare sotto le spoglie del seducente fabrice, che fara` innamorare di se` linda, la svagata e incantevole protagonista. e questa volta il successo fu immediato e fenomenale, poiche` a un pubblico provato dagli stenti della guerra il romanzo forniva i suoi ingredienti preferiti: l`amore, l`infanzia, i veleni e il fascino inesauribile dell`alta societa` inglese. , ha scritto alan bennett, "rincorrendo l`amore" e` , che dopo oltre tre quarti di secolo non ha perso un grammo della sua piacevolezza. un mondo in cui nancy mitford mette in scena i suoi personaggi, inguaribilmente eccentrici ma dalle maniere impeccabili, protagonisti di amori ardenti e insieme ridicoli, con un perfetto dosaggio di ironia, indulgenza e ferocia.

giovanni e` un bambino di palermo. per il suo decimo compleanno, il papa` gli regala una gita attraverso la citta`, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui e` stato scelto proprio giovanni. tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di giovanni falcone, il suo impegno, le vittorie e le sconfitte, l`epilogo. giovanni scopre che il papa` non parla di cose astratte: la mafia c`e` anche a scuola, la mafia e` una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. a trent`anni dalle stragi, una nuova edizione con un`intervista inedita a maria falcone. eta` di lettura: da 8 anni.

un`esplosione squarcia la quiete della campagna corleonese. il giovanissimo toto` riina assiste allo sterminio dei suoi familiari intenti a disinnescare una bomba degli alleati per ricavarne esplosivo. e un boato che distrugge e che genera. la piaga che molti, con timidi bisbigli, chiamano mafia, ma che d`ora in poi si rivelera` a tutti come cosa nostra, s`incarna da qui in avanti nella sua forma piu` diabolica. ma con potenza uguale e contraria, per fronteggiare l`onda di quella deflagrazione scaturisce anche il suo antidoto piu` puro. e il coraggio, quello che sorregge l`ingegno e l`intraprendenza, che sopperisce ai mezzi spesso insufficienti: il coraggio che scorre in giovanni falcone, negli uomini e nelle donne che insieme a lui sono pronti a lanciarsi in una battaglia furiosa dove la vita vale il prezzo di una pallottola. la storia di un magistrato che insieme a pochi altri intuisce la complessita` di un`organizzazione criminale pervasiva, ne segue le piste finanziarie, ne penetra la psicologia e ne scardina la proverbiale omerta`, e` narrata in queste pagine con l`essenzialita` di un dramma antico: sul proscenio, un uomo determinato a ottenere giustizia, assediato dai presagi piu` cupi, circondato dal coro dei colleghi che prima di lui sono caduti sotto il fuoco mafioso; stretto, nelle notti piu` buie, dall`abbraccio di una donna che ha scelto di seguirlo fino a dove il fato si compira`. roberto saviano ha voluto onorare la memoria del giudice palermitano strappandolo alla fissita` dell`icona e ripercorrendone i passi, senza limitarsi a una ricostruzione fondata su uno studio attentissimo delle fonti, degli atti dei processi, delle testimonianze, ma spingendo la narrazione fino a quello "spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere". questo romanzo ci racconta una pagina fatidica della nostra storia, illumina la vita di un uomo che, nel pieno della carriera, fu in realta` al culmine del suo isolamento. e leva il canto altissimo della sua so

il pianeta terra crediamo che ci appartenga, eppure stiamo qui a guardarlo bruciare da vicino. intorno a noi accadono cose enormi, sempre piu` velocemente, ma le teniamo relegate in un angolo buio della nostra attenzione. se vogliamo capire i tempi che verranno e quelli che gia` viviamo, se vogliamo sentirli davvero, ci servono parole piu` intime, visioni, immaginazione. avvicinarci, immedesimarci: e` questo il senso profondo dell`antologia che abbiamo tra le mani. venti racconti perfetti, limpidi e coraggiosi, per tratteggiare nella sua complessita` la narrazione - e il sentimento - della crisi ecologica. oggi piu` che mai ci serve un alfabeto nuovo con cui ripensare il mondo, e il modo scriteriato che abbiamo di abitarlo. benvenuti nell`antropocene: l`era geologica - la nostra - in cui l`uomo e` diventato l`agente di trasformazione decisivo del pianeta. l`uomo al centro di tutto, che sta distruggendo tutto. siamo gia` in ritardo: dobbiamo intervenire e dobbiamo farlo subito, lo sappiamo, ma per cambiare abbiamo bisogno di comprendere; e per comprendere, fin da bambini, ci servono le parole. al centro dei venti racconti scelti da niccolo` scaffai, il futuro che si apre e il passato profondo della terra si intrecciano e si specchiano. scrittrici e scrittori prodigiosi illuminano il nostro sguardo una volta per tutte, aiutandoci a ragionare sul rapporto che intratteniamo con le altre specie, sul nostro impatto ambientale, sul fantasma dell`emergenza in arrivo. se leopardi nelle operette morali aveva anticipato il tema dell`estinzione, qui si arriva ai territori della distopia esplorati da amis, ballard e le guin, attraversando il tempo e lo spazio del pianeta terra. e poi jack london rovescia nell`allegoria le scoperte scientifiche della sua epoca, rigoni stern sussurra con saggezza dei ghiri e degli abeti, ortese e safran foer denunciano la relazione dispari tra animali e uomini, mentre volodine li colloca finalmente sullo stesso piano, ma spingendosi a un passo dal

luglio 1986. leo pontecorvo, quarantottenne medico di successo, viene accusato di un reato ripugnante. dalla sera alla mattina, il professor pontecorvo si ritrova trasformato nell`oggetto privilegiato del pubblico biasimo, vittima inerme di odio, pettegolezzo, delazione, calunnie, intimidazioni. cio` che lo annienta, tuttavia, e` il silenzio della moglie e dei figli. che siano loro i primi a non credere alla sua innocenza? la sua e` la storia di un uomo di successo giunto alla resa dei conti. una figura che non potra` non determinare anche i destini dei due figli, filippo e samuel: indolente e superficiale il primo, brillante e determinato il secondo, non potrebbero essere piu` diversi, eppure sono sempre stati inseparabili. fino a quando i loro destini non sembrano invertirsi all`improvviso. nemmeno l`eccezionale, incrollabile rachel, che veglia su di loro da quando li ha messi al mondo, puo` fermare la corsa vertiginosa dei suoi ragazzi lungo il piano inclinato dell`esistenza. forse, pero`, potra` difendere fino all`ultimo il segreto impronunciabile che li riguarda tutti.

"mi pento delle diete e di tutte le occasioni di fare l`amore che ho lasciato correre..." isabel allende conosce il gusto lieve e giocoso della vita. la troviamo alle prese con il mondo della cucina, tempio del piacere dei sensi e anticamera del "piacere dei piaceri". in un invito alla gioia dietro il grembiule, un gioco per nutrirsi e inebriarsi senza prendersi troppo sul serio. dalla salsa corallina alle pere ubriache, dall`habanera di gamberi all`insalata delle odalische, dalla zuppa scacciapensieri alle ciliegie civettuole: un patrimonio di ricette piccanti e spiritose condite con le spezie dell`ironia. "dopo aver fatto un paio di giri completi nel mondo degli afrodisiaci, scopro che l`unica cosa che davvero mi eccita e` l`amore. e allora dedico queste divagazioni erotiche agli amanti che giocano e, perche` no?, anche agli uomini spaventati e alle donne malinconiche... non posso separare l`erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario, ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno. da qui nasce l`idea di questo libro, un viaggio senza carta geografica attraverso le regioni della memoria sensuale, la` dove i confini tra l`amore e l`appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente."

la placida cittadina di pau e` sconvolta dalla notizia che colui che appare come papa sarebbe solo un impostore: la massoneria ha imprigionato il vero santo padre nei sotterranei del vaticano. ma si tratta di un inganno per spillar denari ai borghesucci cattolici, ordito dall`abile protos e dalla sua banda di truffatori, maestri del raggiro e del travestimento. ma quando uno di quei borghesi, travolto dal fervore religioso, decide di accorrere a roma dalla quieta provincia francese per liberare il papa, la truffa rischia di sfuggire di mano. una commedia degli inganni che coinvolge scienziati positivisti ferocemente atei, ma di facilissima e altrettanto fanatica conversione alla fede; scrittori che della fede sono i portavoce, mossi dalle peggiori vanita` e sconvolti dai piu` atroci dubbi; e infine lui, lafcadio, il bellissimo figlio illegittimo e ribelle di tanta ipocrita e sfibrata societa` borghese. teoria e pratica dell`"atto gratuito" gli appartengono, nascono con lui, e influenzeranno nel bene e nel male tante rivolte a venire. quest`opera e` satira e farsa, romanzo e pamphlet, sberleffo e manifesto; provocare e inquietare il lettore e` stato per gide quasi una bandiera, certo una parola d`ordine. e i sotterranei del vaticano, pubblicato nel 1914, l`anno stesso in cui prendeva il via l`immane e gratuito massacro di tutta una generazione, resta il piu` provocatorio, il piu` inquietante dei suoi tanti interventi.

figlia obbediente di una nobile famiglia decaduta, etsuko e` vittima di un marito donnaiolo, i cui tradimenti ha sempre subito in silenzio, fino al giorno in cui non rimane improvvisamente vedova. la giovane non ha altra scelta che trasferirsi in campagna, nella tenuta dei suoceri, dove gia` vivono cognati e nipoti. in quel finto idillio agreste e` costretta ad accettare passivamente le avances del vecchio yakichi, il suocero, alle quali non e` in grado di sottrarsi, per la propria condizione sociale e per carattere. finche` il suo sguardo non incontra il corpo asciutto del giovanissimo giardiniere sabur?, e si accende di un amore mai provato prima. tuttavia il ragazzo non la considera, procede ignaro dei sentimenti della giovane padrona e le preferisce una delle cameriere. tormentata da questa indifferenza, incapace di gestire un sentimento sconosciuto, etsuko si ritrova arsa dalla passione, stravolta da insensate gelosie e dalle involontarie ferite che il giovane le procura, cieca della consapevolezza che tutti in casa hanno di questa passione non corrisposta. quando sabur? mette incinta la cameriera e il destino pare compiersi, tutto per etsuko sembra perduto. la scrittura concisa di mishima si carica delle tensioni passionali della protagonista e trascina il lettore verso l`inaspettato, terribile finale.

undici racconti apparsi su rivista tra il dicembre del 1892 e il dicembre del 1893, che vedono apparire per la prima volta sulla pagina due personaggi chiave dell`universo creato da arthur conan doyle: la perfida controparte criminale di holmes, moriarty, e l`indolente, geniale fratello del nostro detective, mycroft holmes. alla capace penna di watson questa volta holmes decide di affidare anche il suo primo caso, il mistero della gloria scott, affinche` lo trasmetta ai posteri, assieme a un altro caso giovanile, il cerimoniale dei musgrave, in cui un compagno di universita` di holmes cerca il suo aiuto per risolvere una sparizione e un indovinello vecchio due secoli. passando per un contabile che deve inspiegabilmente spendere le proprie giornate a trascrivere la guida telefonica di parigi, la misteriosa sparizione di un cavallo da corsa purosangue, e giovani fanciulle greche sparite nel nulla, si giunge all`apice de il problema finale, il racconto che vede il celebre detective di baker street in una lotta all`ultimo sangue con la sua nemesi, il "napoleone del crimine", moriarty. un grande sollievo per doyle, felice di liberarsi della sua ingombrante creatura, che scateno` pero` nei lettori anglofoni di tutto il mondo una profonda isteria, impensabile fino a quel momento per un personaggio letterario, come ben ricostruisce giancarlo carlotti nella sua postfazione, uccidero` sherlock holmes.

joseph marti viene dalle e si accinge a varcare la soglia di un`imponente villa sul lago per prendere servizio come assistente dell`eccentrico ingegner tobler. si immergera` in un microcosmo borghese dove , abitato dalla sussiegosa moglie di tobler, dalla ruvida serva pauline e dai quattro figli che lo guardano . un mondo, in realta`, destinato presto a sgretolarsi: nel volgere di una stagione joseph - indimenticabile antieroe walseriano dall`esistenza simile a - assistera` al declino di , le cui dissennate invenzioni lo votano al fallimento. come joseph marti, walser sembra rivolgere il suo sguardo solo agli avvenimenti minuscoli, alla vita sparpagliata, a tutto cio` che e` trascurabile. il suo tono e` leggero, puerile o divagante, il tono delle parole che passano e si cancellano da sole. tutta la sua esistenza ci riconduce al bartleby di melville, l`impeccabile scrivano che non rivelava nulla e non accettava nulla, se non biscotti allo zenzero. scrisse una volta. e difficilmente potra` evitare l`equivoco su di lui chi non riconosca che ogni sua frase sottintende una precedente catastrofe. e quello che accade in questo romanzodiario, , come egli stesso l`ha definito, dove walser riesce miracolosamente a evocare l`abisso che all`improvviso puo` spalancarsi sulla liscia superficie di un placido lago, a raffigurarne l`orrore e insieme l`attrazione - raggiungendo uno dei vertici della sua arte.

a detta dell`amico puskin, il principe petr vjazemskij era una della natura, che lo aveva scelto per far bella mostra di tutti i suoi doni, ma eccedendo, giacche` aveva combinato nel suo beniamino . poco conosciuto fuori della russia, salvo rare eccezioni ricordato soltanto come poeta della , vjazemskij fu anche critico, romanziere, memorialista. di un`intelligenza acuta, talvolta spietata, era un conversatore e narratore ineguagliabile, tanto da provocare autentiche nelle case che frequentava: non appena cominciava a raccontare le sue storie, tutti si affrettavano a raggiungerlo. storie che in gran parte figurano nei taccuini che tenne per piu` di sessant`anni, folti di aneddoti, riflessioni, brevi ritratti, stravaganze di personaggi illustri, battute e bizzarrie di chi viveva o era vissuto nella citta` che vjazemskij piu` amava, mosca, una vera e propria rispetto alla rigida e formale san pietroburgo, dove la presenza della corte sembrava condizionare anche i piu` segreti pensieri dei sudditi. , dunque, ma capaci piu` dei grandi eventi di dar voce al passato prossimo ancora vivo, non imbalsamato in trattati e libri di storia. e dopo aver letto queste pagine deliziose, non potremo che concordare con iosif brodskij: . a cura di serena vitale.

. da suo padre ne ha ascoltate, di storie, il piccolo isaac - e da quelle sono poi nate le sue. in questi ipnotici racconti il narratore incantato che e` singer porge orecchio alle voci di altri narratori incantati, che a loro volta aprono squarci su vicende, esistenze, universi interi. sfilano cosi` personaggi indimenticabili: dall`ex attore amico di kafka allo spazzacamino che indovina i segreti di tutti, dalla donna dagli che attira su di se` le disgrazie a quella che e` convinta di aver visto hitler in una tavola calda di broadway, dal rabbino in collera con dio per la sofferenza che infligge agli uomini al professore il cui funerale viene accompagnato dai colombi che aveva sempre nutrito... sullo sfondo, le strade, profumate , del quartiere ebraico di varsavia, o quelle polverose delle torride estati newyorkesi, e le sinagoghe, i bordelli, le case dei ricchi e i tuguri dei poveri, i villaggi e le grandi citta`: mondi che singer fa rivivere sotto i nostri occhi con una capacita` evocativa che e` soltanto sua.

le droghe, in sostanza e` il terzo numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. le sostanze che chiamiamo sono tante e diverse, e i loro effetti variano molto a seconda delle dosi, delle caratteristiche di chi le assume e delle ragioni per cui lo fa. per questo parlare delle droghe come se fossero tutte uguali e` riduttivo e fuorviante. inoltre ignora il fatto che la stessa sostanza che qualcuno usa per provare piacere e divertirsi, puo` essere utile a qualcun altro per i suoi effetti terapeutici: il confine tra , per come abitualmente usiamo questo termine, e e` meno netto di quanto si pensi. negli ultimi anni e` diventato evidente con la grande epidemia da dipendenza da farmaci oppioidi negli stati uniti da un lato, e dall`altro col sempre maggior interesse della comunita` scientifica sui possibili utilizzi delle sostanze psichedeliche per alleviare forme di disagio psichico. nel frattempo in molte parti del mondo si mette in discussione la cosiddetta e si tentano nuovi approcci, con depenalizzazioni e legalizzazioni, conservando l`attenzione necessaria sui rischi. per capire quale direzione prendere bisogna prima di tutto capire di cosa parliamo. con testi di fabio cantelli anibaldi, agnese codignola, carlo gabardini, vanni santoni, laura tonini e della redazione del post. a cura di ludovica lugli, con la consulenza di paolo nencini. illustrazioni di paolo bacilieri.

la legge del dio ebraico e` la legge della parola. questa legge non e` solo scritta sulle tavole di pietra, ma intende inscriversi innanzitutto nel cuore degli uomini. essa sancisce l`impossibilita` dell`uomo di farsi dio e, nello stesso tempo, dona a esso la possibilita` generativa del suo desiderio. si tratta di una dialettica ripresa in modo originale dalla lezione di freud e di lacan. in un lavoro senza precedenti, massimo recalcati dimostra che non solo non c`e` contrapposizione tra il logos biblico e la psicoanalisi, ma che quell`antico logos ne costituisce una delle sue radici piu` profonde. la critica freudiana della religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna possibilita` di appello. la psicoanalisi e` sin nelle sue fondamenta atea perche` non crede all`esistenza di un se non come una favola che serve ad attutire il dolore dell`esistenza. la lettura delle scritture che massimo recalcati propone in questo libro rivela invece l`esistenza inaudita di radici bibliche della psicoanalisi. non e` una tesi teologica o una dimostrazione filologica, ma un effetto del suo incontro singolare con il testo biblico. non si tratta di psicanalizzare la bibbia, ma di riconoscere in essa la presenza dei grandi temi che verranno ereditati dalla psicoanalisi, con particolare riferimento all`opera di freud e di lacan: il carattere originario dell`odio rispetto all`amore; la radice invidiosa del desiderio umano; il fallimento e la necessita` della fratellanza; il rapporto dialettico tra legge e desiderio; la funzione simbolica del nome del padre; il lutto necessario della totalita`; la centralita` attribuita al resto salvifico che sottrae la vita alla morte e alla distruzione; la maledizione della ripetizione e la sua interruzione; la tentazione idolatrica come desiderio perverso dell`uomo di essere dio; la critica al fanatismo ideologico del sacrificio; il taglio virtuoso della separazione; l`eccedenza della gioia erotica; la

clark e charlotte, giovani sposi, si sono trasferiti da poco a clementine nei sobborghi di boston, in una casa gialla e accogliente. clark e` segnato dal suicidio della madre, una donna infelice e depressa alla quale lui era morbosamente legato, e cerca consolazione illudendosi di avere una vita straordinaria; charlotte e` in cerca di piccole gioie, da coltivare nell`affetto. ma in quella casa, invece di un principio di felicita`, i due giovani trovano inquietanti visioni di chi ha vissuto li` prima di loro, coppie andate incontro al destino di un matrimonio sfortunato. spaventati e soli, incapaci di aprirsi l`uno con l`altra, clark e charlotte perdono il contatto con la realta` e vedono la minaccia che incombe sul loro amore: la divergenza dei desideri, l`omissione della verita`, il rifiuto di riconoscere le ragioni dell`altro. come in una vertigine horror, "oh my darling, clementine" da` corpo ai fantasmi racchiusi nel profondo di ogni storia d`amore: la paura della solitudine, il dolore del passato, il sogno fallace della normalita`. e con lucida ironia e benevola compassione amity gaige rivela che il destino e` una pagina gia` scritta che basta sfogliare per ritrovarsi liberi di inventare il futuro.