
Mircea C?rt?rescu racconta un'epopea che pulsa dei miti, dei testi sacri e delle leggende che hanno plasmato il nostro mondo. Un’opera totalizzante e torrenziale, che attraverso questa vita di mare, sangue, polvere e fuoco ci interroga su quale sia il prezzo da pagare per compiere il proprio fato.

c?e un posto, a new york, che chiamano goodbye hotel, perche e l?ultimo rifugio di chi, per ragioni diverse, si e allontanato dal mondo e nel mondo non vuole (o non puo) piu tornare. li, mentre una nevicata "ipnotica" cade sulla citta, francois siede davanti al fuoco, stappa una bottiglia di vino da quattro soldi e inizia a scrivere la sua storia. vuole metterci a parte di un avvenimento capitato venticinque anni prima, ma soprattutto raccontarci quello che sarebbe potuto succedere e - forse - e successo davvero. ha a disposizione solo "un pezzetto di verita", che certo non basta a colmare tutti i vuoti. la sua voce, carica di un?antica sofferenza, ci trasporta ancora una volta a harmony, un?anonima cittadina del sud degli stati uniti, dove ogni sera "si confonde con un milione di altre sere" e i giovani sono "destinati a perdersi" ma non smettono di desiderare "l?impossibile". dove "non c?e differenza fra chi e amato e chi non lo e", perche "tutti si sentono soli, con addosso la maledizione di un vuoto americano che gli cresce dentro". eppure, come sanno i lettori di l?ultima cosa bella sulla faccia della terra, harmony e anche un crocevia dove il destino da appuntamento alle sue vittime ignare: in questo caso due ragazzi innamorati e un misterioso uomo con un completo di seersucker, che in una notte di fine estate si incontrano sotto lo sguardo benevolo e saggio di lazarus, una tartaruga dai poteri chiaroveggenti, indimenticabile protagonista del romanzo. perche nell?universo di michael bible il passato puo facilmente diventare futuro e viceversa; come in un sogno di david lynch, a una dimensione della realta ne corrispondono infinite altre, parallele e comunicanti. non ci resta quindi che abbandonarci al ruolo di testimoni involontari e accettare che la verita a volte risulti inaccessibile, protetta da un guscio di bugie e inganni simile a quello di una testuggine centenaria.
"Un romanzo fluviale, una architettura narrativa con personaggi indimenticabili, forse il romanzo più potente di Michel Houellebecq. Tra tutti i personaggi, c’è una donna, Prudence, immaginata nella copertina della edizione italiana, fonte di luce e ultima resistenza, nella vita del protagonista maschile, Paul.”
Elisabetta Sgarbi

Jim Sams ha subíto una metamorfosi. Nella vita precedente era uno scarafaggio, ignorato o disprezzato. Ora, nella sua nuova incarnazione come primo ministro, è l'uomo piú potente d'Inghilterra. Niente può ostacolarlo, tanto meno le regole della democrazia parlamentare, nel portare a termine la sua missione: fare la volontà del popolo e condurre il paese alla rovina. Qualunque riferimento a fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti non sembra da escludere.

tre storie di apprendistato e di eterno vagabondare di cavalli e cavalieri, tra deserti di sale, montagne innevate e pianure d`erba alta, attraverso la leggendaria frontiera fra il texas e il messico. con "cavalli selvaggi" siamo nel texas del 1949. lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, john grady cole sella il cavallo e insieme all`amico rawlins si mette sull`antica pista che conduce alla frontiera e piu` in la` nel messico, inseguendo un passato nobile, e forse, mai esistito. in "oltre il confine", quando il destino gli offre l`occasione di passare la frontiera, il giovane billy parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il messico insieme al fratello boyd. billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. "citta` della pianura" inizia dove arrivavano i primi due romanzi. all`inizio degli anni cinquanta john grady cole e billy parham lavorano in un ranch tra il texas e il messico. insieme allevano cavalli, ascoltano sotto le stelle i racconti dei vecchi cowboys, si divertono al bar o al bordello. e al bordello john grady incontra una sedicenne cosi` bella da cambiargli la vita. cosi` contesa da costringerlo a scontrarsi con il suo protettore-filosofo eduardo, in un duello allo stesso tempo epico e metafisico.

Aveva quattordici anni smita quando con la sua famiglia ha dovuto lasciare l`india in circostanze drammatiche. una volta al sicuro in america, ha scacciato dal cuore la nostalgia per i crepuscoli aranciati e il profumo inebriante dei cibi che il padre le comprava dai venditori ambulanti e giurato a se stessa che mai piu` sarebbe tornata in quei luoghi che l`avevano cosi` profondamente ferita. ma anni dopo si ritrova a dover accettare con riluttanza l`incarico di coprire una storia di cronaca a mumbai, per il suo giornale. seguendo il caso di meena - una giovane donna sfigurata brutalmente dai suoi fratelli e dai membri del suo villaggio per aver sposato un uomo di un`altra religione - smita si ritrova di nuovo faccia a faccia con una societa` che appena fuori dallo skyline luccicante delle metropoli le pare cristallizzata in un eterno medioevo, in cui le tradizioni hanno piu` valore del cuore del singolo, e con una storia che minaccia di portare alla luce tutti i dolorosi segreti del suo passato. eppure, a poco a poco le sue difese cominciano a vacillare, i ricordi a riaffiorare e la passione a fare nuovamente breccia in lei... sullo sfondo di un meraviglioso paese sospeso tra modernita` e oscurantismo, in un crescendo di tensione, due donne coraggiose e diversamente ribelli si confrontano con le conseguenze di due opposti concetti di onore e di liberta`, in una storia indimenticabile di tradimento, sacrificio, devozione, speranza e invincibile amore.

Scritto dopo La vegetariana e definito dalla stessa autrice «quasi un suo lieto fine», L’ora di greco si insinua ? avvolto in un bozzolo di apparente semplicità ? nella mente del lettore, come un «assurdo indimostrabile», una voce limpida e familiare che arriva da un altro pianeta.

Col suo tocco elusivo, la prosa scabra di Han Kang sfiora ancora una volta l'orrore senza spiegarlo e ci lascia, attoniti, a contemplare la disturbante malìa del rifiuto di sé.

La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà - proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.

Le lettere di questo stupefacente epistolario sono in gran parte indirizzate ad Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Paul Bowles e pochi altri, uniti dalla convinzione di essere destinati a qualcosa di grandioso, e guidati dallo stesso Burroughs, guru sui generis e artefice di un «lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi». Seguiremo così el hombre invisible – come lo avevano soprannominato gli arabi – per i vicoli di Tangeri, lo vedremo sperimentare, fino al limite, ogni tipo di droga e cercare ovunque strumenti per scardinare «il film fraudolento» della realtà.
La promessa è un dramma epico che si dispiega al ritmo dell’incessante marcia della storia nazionale, che i lettori di Galgut ameranno di certo e che ne incanterà di nuovi.

Ironico, pienamente sincero, pieno di guizzi creativi e non poca confusione, un’icona della cultura mondiale racconta, non richiesto, la propria storia.

Corpulento, teatrale, sfrontato, gli occhi che sembrano trapassare l’interlocutore, Oliver Haddo ha l’aria di «un prete sensuale, malvagio». Conosce come pochi la letteratura alchemica e la magia nera, si definisce Fratello dell’Ombra ed è ossessionato dal desiderio di vedere «una sostanza inerte prendere vita» grazie ai suoi incantesimi – dal desiderio «di essere come Dio». Arthur Burdon, il brillante chirurgo che lo incontra a Parigi, non ha dubbi: è uno spregevole ciarlatano, un impostore, forse un pazzo. Ma quando Margaret, la giovane dalla bellezza perfetta che sta per sposare, e che per il mago provava all’inizio un violento disgusto, comincia a esserne morbosamente attratta – come se «nel suo cuore fosse stata seminata una pianta infestante, che insinuava i lunghi tentacoli velenosi in ogni arteria» – e fugge con lui in Inghilterra, comprende che dovrà misurarsi con forze immani, di cui sinora ha voluto ignorare l’esistenza. Dalla sua parte si schiereranno il dottor Porhoe?t, appassionato di alchimia, e la fedele amica e protettrice di Margaret, Susie, ma lo scontro – che Maugham trasforma in una spirale di irresistibile tensione – sarà aspro, tenebroso, lacerante: perché il male che il pragmatico dottor Burdon dovrà combattere è in fondo un’oscura «fame dell’anima», fame di una vita infinitamente viva, di rischiose avventure, di conoscenza soprannaturale e di ignota bellezza.
Dall'autore Premio Nobel per la Letteratura 2021.
Tra Oceano Indiano e Canale della Manica, Sulla riva del mare ci ricorda che il racconto e lo scambio di esperienze possono offrirci la possibilità di ritrovare noi stessi e gli altri.

Un viaggio immaginoso aggrappato ai fili della memoria, fili impregnati di vita vera, storie d’amore, vicende tragiche e farsesche. Un modo tutto nuovo di rileggere il passato per illuminare il nostro presente.
Nobel per la Letteratura 2023. 1853. il giovane pittore Lars Hertervig, allievo all`accademia di belle arti di Dusseldorf, e` un`anima irrequieta, divisa tra l`insicurezza verso il suo talento e l`amore per Helene Winckelmann, la figlia della sua padrona di casa.

L'utopia femminile e femminista della Atwood è sempre attuale quindi sempre presenta nella nostra libreria.

Coetzee torna a esplorare il mondo de "L'infanzia di Gesù" e "I giorni di scuola di Gesù": con le sue atmosfere evocative, il richiamare e allo stesso tempo allontanarsi da un allegorico ri-racconto evangelico, gli enigmi e le inaspettate dolcezze, la trilogia di «Gesù» raggiunge con questo romanzo il suo culmine artistico e simbolico. Coetzee non ha intenzione di fornire risposte, ma di porre grandi domande: non è forse questo il compito più arduo della letteratura?

«La prosa di Kwon definisce un mondo e poi si fa da parte per lasciare che sia il mistero ad abitarlo».
«The New Yorker»

Tutti vogliono che Hekla diventi la nuova reginetta di bellezza d'Islanda. Ma il suo unico sogno è scrivere

In un unico cofanetto, la trilogia di 1Q84, capolavoro di Murakami Haruki.

«Kafka sulla spiaggia si legge come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore piú profondo resta segreto e inattingibile».
Giorgio Amitrano

Il Sussurro del Mondo - The Overstory in originale - è l'ultimo libro di Richard Powers. Premio Pulitzer per la narrativa 2019, la storia racconta di una prodigiosa botanica, ossessionata dalle piante, Patricia Westerford che sarà condotta ad ascoltare dai grandi alberi il mistero che si cela dietro la vita e che, tramite il narratore di questo splendido romanzo, passa a noi. Un libro profetico e ricco di vita.

Lionel Asbo tiene molto all'educazione dell'amato nipotino Des e con lui è prodigo di buoni consigli: 1) porta sempre con te un coltello, 2) spacca qualche vetrina, 3) dài la birra ai pit bull per renderli piú aggressivi, 4) lascia stare le donne e dedicati ai siti porno...
Figuriamoci poi quando un colpo di fortuna lo trasforma nell'uomo piú ricco del Regno, nel «vip» che tutti i tabloid desiderano, nel modello per un'intera nazione. Martin Amis ha scritto una satira brutale, disperata, divertentissima, all'altezza di un'epoca brutale e disperata (ma non altrettanto divertente).

Perché leggere Karl Kraus? Perché farsi coinvolgere dalla sua rabbia? Cos'hanno in comune il nostro mondo e la Vienna d'inizio Novecento? E sono ancora attuali gli allarmi apocalittici che Kraus lanciava dalle colonne della sua rivista, tuonando contro la tecnologia e la macchina infernale dell'informazione? Jonathan Franzen rilegge Kraus con acume polemico e molta ironia. Tra autobiografia e critica culturale, questo libro è una guida imprescindibile all'universo del Grande Odiatore e insieme il racconto della passione intellettuale di un lettore d'eccezione.

Questa è una storia d'aria (palloni aerostatici, levità, frontiere) e una storia di terra (zavorre, schermaglie, routine). Ed è una storia di precipizi, di cadute violente e barbari strappi, dopo che due cose sono state unite e nessun dislivello basta a separarle. Questa, in una parola, è un'invincibile storia d'amore.

«La misura dello straordinario talento narrativo di Gaige sta nella sua capacità di convincerci a credere quel che non sarebbe credibile, e ad amare un protagonista che non dovrebbe essere amabile. Di rado un'idea di romanzo tanto azzardata ha trovato una voce narrante cosí irresistibile».
Jonathan Franzen

Una madre, una moglie, un'amante. Questo è Hattie. Una donna vera che la vita, le sue difficoltà, ha reso forte, trasformando la fragilità in corazza. Madre di molti figli, di troppi forse, a cui tanto, troppo forse, ha sacrificato: ma ognuno di loro, ogni membro della «sua tribú», è una vita unica e irripetibile, un cristallo che porta in sé la luce che l'ha generata.

Nell'essere padre la biologia può entrarci poco o niente. Però c'entra moltissimo l'amore. Marcus è orfano a sette anni, ma resta, a pugni stretti, curioso e assetato di vita. Un impreparato padrino lo accoglie senza chiedergli niente e impara, giorno dopo giorno, a volergli bene come solo un padre sa fare. Una strampalata, allegra e variopinta comunità alla Malaussène lo adotta e se ne fa carico. Un libro che fa vedere le ferite della vita e insieme racconta l'importanza dei buoni, di quelli, cioè, sulla cui spalla puoi posare la testa per dormire.

Nel settembre del 1999 Paul Auster lanciò una sfida ai suoi ascoltatori della radio NPR: cercava storie vere, «capaci di sfidare le nostre aspettative sul mondo». Dalla risposta entusiasta del pubblico, di ogni età e latitudine d'America, è nato questo libro, che presenta il meglio delle quattromila storie selezionate dallo scrittore con il solo criterio del loro significato umano.

Ade'le cammina per le strade di Parigi la sera, dopo il lavoro al giornale, talvolta anche durante la pausa pranzo, in cerca di incontri. Ha trentacinque anni, un marito medico dedito al lavoro e un bambino di pochi anni; una vita cui in fondo manca poco per potersi dire felice. eppure non puo` smettere di ribellarsi alla sensazione di vuoto che la assilla ogni giorno e che scaccia attraverso il corpo: e` la fame per lo sconosciuto, da afferrare anche solo per un attimo. E non importa chi sia o dove, basta un incontro, un breve scambio di sguardi per trovare una veloce soddisfazione, o un`affinita` che puo` trasformarsi in una vaga relazione...

commedia degli equivoci e delle sostituzioni, commedia dei sosia appunto, la vicenda narrata per la prima volta da plauto ha numerose ripercussioni nella letteratura occidentale, a volte come semplice ripresa della perfetta commedia plautina, in altri casi come soggetto di ispirazione, materiale da elaborare liberamente, come per kleist e giraudoux, quest`ultimo pressoche` ignoto in italia e qui riproposto in una nuova traduzione.

con la traduzione integrale delle tragedie di euripide si conclude un progetto di grande rilievo editoriale iniziato da angelo tonelli nel 2000 con la versione completa di eschilo, cui e` seguita nel 2004 quella di sofocle. per la prima volta e non solo in italia, si possono leggere tutte le tragedie greche nella traduzione di uno studioso che e` un profondo conoscitore del greco antico, esperto di drammaturgia antica e moderna, poeta egli stesso e creatore di eventi.

scritte dallo stesso imperatore augusto, queste res gestae divi augusti vennero scoperte nel 1861 su di una iscrizione bilingue, latina e greca, conservata nel tempio di roma e augusto di ancira (capitale della galazia). in esse si raccontano, in trentacinque capitoli, vita e imprese di augusto, dall`atrocita` delle guerre civili e dal colpo di stato con cui si conclusero, alla creazione di un impero duraturo e possente.
Penguin Books, 2001, UK. Raccolta di poesie e canzoni di Paul McCartney dal 1965 al 1999.

"se la letteratura e` in generale la piu` democratica delle attivita` artistiche, poiche` utilizza come strumento di lavoro cio` che appartiene a tutti gli esseri umani, la lingua, la poesia e` senza dubbio quella piu` praticata. chi non ha scritto una poesia almeno una volta nella vita? avete per le mani un libro breve che contiene emozioni intense. sono poesie di narratori, poesie scritte sulla stessa linea di frontiera che, in teoria, separa la poesia dal romanzo." (jose` manuel fajardo.)

nelle "vite parallele", opera grandiosa in cui vengono accostati celebri protagonisti della storia greca e romana, plutarco dichiara di non voler scrivere storia, ma vita. e cosi` anche nella narrazione delle biografie di aristide e catone presenta soprattutto le straordinarie virtu` morali, la rettitudine e il coraggio, l`abnegazione al bene pubblico, lasciando in secondo piano le vicende politiche. nella vita di aristide, campione di giustizia e lealta`, di spirito di sacrificio e sottomissione allo stato e protagonista dell`inarrestabile crescita di atene, da maratona alla conquista dell`egemonia, riviviamo i momenti cruciali dell`espansione ateniese fino alla fondazione della lega delio-attica. paladino della lotta contro i vizi dell`aristocrazia romana, contro la decadenza e il malcostume, catone viene tratteggiato come strenuo difensore della `res publica`, eroe solitario, nella sua proverbiale integrita`, dell`antico `mos maiorum`. le introduzioni alle singole vite inquadrano i personaggi nell`ambito delle "vite parallele" e ne ripercorrono le vicende storico-biografiche.

sessanta testi in dialetto milanese in vario metro, che si ispirano alla realta` minuta della vita cittadina del settecento per offrirsi al divertimento e alla riflessione del lettore. quadretti di interni, luoghi urbani, caricature e schizzi di ambienti, persino ricette sono occasioni per porre in luce lo spaccato di una societa` improntata a un`etica dell`impegno civile, necessaria premessa delle imprese illuministiche. nobili annoiati, astuti borghesi, saggi popolani sono le figure di queste "pitture dal vivo".

"lumie di sicilia", "pensaci, giacuminu!", "liola`", "a patenti" sono forse i piu` noti fra i testi in dialetto che costituiscono l`esordio teatrale di luigi pirandello. questi ed altri lavori, inediti o rari, per un totale di dodici, sono qui raccolti in un unico "corpus" corredato di un glossario dei termini dialettali. dodici lavori nati negli anni in cui lo scrittore andava elaborando le sue rivoluzionarie tecniche teatrali. la vivacita` vernacolare, intima, colloquiale, fantasiosa, conferisce a queste pagine un forte spessore antropologico e psicologico, ed e` proprio mediante il codice del dialetto che pirandello assume la sicilia non solo a modello interpretativo e ideologico, ma a provocatoria proposta culturale.

tra il 2002 e il 2004, di fronte al progressivo degrado della situazione politica italiana, e piu` in generale indignato per quello che giudicava un pericoloso imbarbarimento del nostro paese, giovanni raboni reagi` nella maniera a lui piu` congeniale: da poeta. chi conosce l`impegno civile e morale di giovanni raboni non si puo` sorprendere delle posizioni politiche che emergono da questi versi, in piccola parte gia` pubblicati su alcuni giornali e che hanno trovato una diffusione sorprendente anche via internet. meno prevedibile, forse, che queste posizioni potessero ispirare in maniera diretta e immediata, una lirica di taglio cosi` esplicitamente politico, immersa nell`attualita`. postfazione di patrizia valduga.

tra i dialoghi filosofici piu` famosi di seneca, il "de brevitate vitae" venne composto probabilmente tra il 49 e il 55 d.c. ed e` dedicato a paolino, da identificarsi forse con il suocero del filosofo: un uomo dunque sufficientemente maturo per comprendere e apprezzare la profondita` del messaggio senecano. il tema trattato e` di quelli che rimangono di perenne attualita`: la fugacita` del tempo e la brevita` della vita. che pero`, sostiene seneca, appare tale solo a chi, non sapendone afferrare la vera essenza, si disperde in mille futili occupazioni. di fronte a questa massa di occupati, "assediati" dalle proprie inutili attivita`, seneca propone il suo modello umano, il saggio che si dedica all`otium, vivendo in prima persona l`alternativa etica alla societa` violenta dell`epoca neroniana e trovando nella riflessione filosofica il metodo per ristabilire l`equilibrio morale e recuperare la salute dello spirito; la conoscenza di se` diventa cosi` il punto di partenza per dare un significato nuovo al proprio agire nel mondo e al suo valore sociale. riappropriarsi del proprio tempo vuol dire dunque rivendicare con forza il diritto di riappropriarsi di se stessi, esercitando la forma piu` alta di liberta`, di esperienza culturale e intellettuale, di una socialita` che affratella gli uomini.

unica opera pervenutaci della sterminata produzione di cornelio nepote, il "de viris illustribus" raccoglie le biografie degli uomini illustri dell`antichita`, romani e stranieri, suddivisi per sezioni: monarchi, condottieri, storici, poeti, filosofi... l`unico libro superstite e` quello dedicato ai generali stranieri, greci soprattutto, nel quale cornelio si rivela uomo di grande modernita` e tolleranza oltre ogni nazionalismo.

tremila versi di passione e furore. dismisura e sfida di ogni regola. il racconto di una serie tumultuosa di scontri: ma non tra eserciti, che restano sempre sullo sfondo, bensi` aggiramenti, cavalcate, duelli frontali fra la regina delle amazzoni e l`eroe greco. in realta` scontri tra il maschile e il femminile, lotta tra i sessi, distanza e desiderio, amore e morte, passioni senza catarsi. una tragedia che piomba come un meteorite nel mezzo del classicismo tedesco, minacciandone il canone, negandone la misura, l`idea stessa della riconciliazione. pentesilea, che alla fine di tanti serrati duelli sbrana achille per amore fa paura ai suoi lettori. fanno paura l`enigma, l`assimilazione cannibalica dell`altro, le amazzoni, il mitico esercito di donne armate, la cui incomprensibile separatezza ricorda la tragedia lontana della spossessione del femminile. soltanto il lungo percorso che condurra` a freud permettera` di intendere il mito in tutte le sue implicazioni.

e dall`affettuosa espressione dello scrittore siciliano che trae il titolo questa raccolta delle piu` belle lettere d`amore dell`ottocento italiano. foscolo e mazzini, nievo e d`annunzio, d`azeglio e svevo, leopardi e belli, manzoni e settembrini, e ancora aleardi e fogazzaro, boito ed eleonora duse: guido davico bonino ha selezionato tra gli epistolari di ventiquattro autori del xix secolo missive varie per tema e accento, come varie sono le occasioni e i sentimenti del discorso amoroso. e cosi` a lettere ispirate al fedele amore coniugale si affiancano pagine dettate da avventure nutrite di passione e conquista, o ancora pagine in cui si percepisce che l`affettuosa amicizia vorrebbe trasformarsi in amore, ma non osa o e` ostacolata dal destino.

i cinque libri delle silvae di stazio andarono perduti per tutto il medioevo e solo nel 1417 l`umanista poggio bracciolini li ritrovo`. si tratta di una raccolta di poesie occasionali, indirizzate ad amici per nascite, matrimoni, morti, ma anche per l`acquisto di una villa o la costruzione di una piscina, o ancora la descrizione di una preziosa opera d`arte. fresche e immediate pur nella loro perfezione artistica, queste composizioni offrono oggi un`immagine vivace dell`alta societa` romana e della corte imperiale del i secolo d.c

il medico michel majeski deve sostituire un collega all`ospedale di valparaiso, in florida, ma per un disguido si ritrova, dopo piu` di otto ore di volo, a valparaiso in cile. un episodio banale, ma le radio e le televisioni degli states si scatenano per sapere tutto del protagonista di quest`avventura. la sua vita diventa di dominio pubblico ed e` costretto a dare le dimissioni per fare fronte alle interviste, ai film, alle fiction televisive che gli vengono proposte. una commedia sull`america dei mass-media dall`autore di "libra" e "underworld".

tradotta da un`unica mano di poeta, l`intera opera teatrale di colui che swinburne, sul finire del secolo scorso defini` "il piu` grande scopritore, il pioniere piu` ardito e ispirato di tutta la letteratura poetica inglese". oggi esso ci attira come accenno a una letteratura virtuale che ha tutta l`arbitraria complicazione dell`artificio e insieme la necessita` di un processo della natura.

il nome di john dryden, critico drammaturgo e poeta inglese del xvii secolo, e` soprattutto legato, per i non specialisti, ai suoi "adattamenti" neoclassici di shakespeare, e questa fama all`ombra del grande drammaturgo sicuramente non ha aiutato a riconoscerne la grande originalita` e autonomia. questo "edipo", scritto da dryden in collaborazione con nathaniel lee nel 1678, trasforma radicalmente l`antico, per aggiunta e sottrazione: mentre si attenuano i legami con gli antichi miti di fondazione e vendetta, si amplifica e assume una centralita` indiscussa il tema della passione di edipo e giocasta, inconsapevoli interpreti del tema dell`incesto che, con effetti di tragica ironia, serpeggia e si rifrange in ogni parte dell`azione drammatica. un mito eterno e una possente tragedia raccontati dalla prospettiva amara e disincantata della modernita`.

scriveva eugenio montale che "il caso di hardy e` piuttosto raro", perche` "non si ha notizia di un prosatore-pensatore che, su altro registro, sia stato tanto poeta-poeta". e in effetti il grande narratore inglese (1840-1928), giustamente famoso per i suoi romanzi (fra i quali "tess dei d`urberville" e "giuda l`oscuro") e i suoi racconti, e` stato anche grande poeta e la sua poesia ha avuto un ruolo di primo piano nella formazione di altri grandi poeti di lingua inglese, come robert graves, phiip larkin, dylan thomas e gli stessi pound e auden, che ebbe a dire di non poter "scrivere liberamente su hardy perche` una volta ero innamorato di lui", definendolo "mio padre poetico"; e non c`e` bisogno di ricordare che questo debito poetico lo confessava apertamente lo stesso eugenio montale per i suoi "xenia" pubblicati nella raccolta "satura", e che di lui scrisse ancora che sull`importanza della "sua poesia d`amore tutti sembrano concordi. le liriche in memoria della sua prima moglie sono una delle vette della poesia moderna, e non di quella poesia vittoriana alla quale si sarebbe tentati di ascrivere un poeta gia` operante nel 1870". un`ampia selezione di questa sua poesia d`amore viene qui proposta da un suo autorevole specialista, poeta e traduttore, g. singh, che gia` ha curato per la passigli editori una scelta dal suo vasto poema drammatico "i dinasti".

partecipe in eguale misura dell`estrema dolcezza orientale e di una certa crudezza di ritmi di tipo occidentale, in queste "poesie d`amore", accompagnate dalle foto di robert doisneau, hikmet ci mostra le due facce della sua natura, lirica ed epica, saldate in un risultato unico. versi immortali, che riassumono nell`elemento erotico i diversi aspetti dell`attivita` e dell`esperienza dell`autore, poeta d`amore perche` prima di tutto poeta di battaglie e di idee.

novembre 1932. l`ebreo max eisenstein e il tedesco martin schulse, soci in affari a san francisco e amici fraterni, si separano. martin torna in germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l`ombra nera della storia: nel 1933 hitler prende il potere e martin si lascia sedurre dall`ideologia nazista. martin non cambia atteggiamento nemmeno quando max, disperato, gli raccomanda di vegliare sulla sorella griselle, un`attrice austriaca che e` stata amante di martin e che, nonostante gli avvertimenti ricevuti, ha voluto ugualmente recitare a berlino. e proprio questo comportamento portera` a un simbolico rovesciamento dei ruoli e ad una raffinata vendetta.

la leggenda narra che filottete, nobile principe di tessaglia, alleato degli achei nella guerra contro troia, fu da essi abbandonato nella deserta isola di lemno a causa di una ferita fetida e incurabile. ma poiche` possedeva l`arco sacro di eracle senza il quale la citta`, secondo antica profezia, non sarebbe mai caduta, i compagni che l`avevano tradito tornarono a lemno per riprendere l`arco a qualsiasi costo. sofocle porta la vicenda sulla scena attica ponendo l`eroe al centro di un sofferto dilemma tra il desiderio di vendetta e l`interesse della comunita` achea a cui aveva legato il suo onore di guerriero. ed e` in nome di questo onore e di un dovere che supera le esigenze private e individuali che filottete decide alla fine di riprendere la via di troia per consentire ai greci di portare a termine l`annosa guerra. nel corso dei secoli, l`attenzione degli autori che riprenderanno questo mito sara` ristretta piuttosto al dramma personale. fe`nelon nel settecento e gide agli inizi del novecento approfondiranno, con mezzi diversi, il lato umano, l`io ferito di questo patetico e misterioso eroe che heiner muller, portando agli estremi le conseguenze dell`oltraggio subito e della pena, trasforma addirittura in un essere "inumano": un mostro divorato dall`esasperazione e dall`odio, che finisce per soccombere alla violenza dei suoi stessi sentimenti.

livio, contemporaneo di augusto, e` il piu` prolifico storico romano. la sua "storia di roma", che parte dalla fondazione della citta` e arriva fino al 9 a.c., si compone di 142 libri, di cui pero` solo 35 sono giunti integralmente. questa "epopea in prosa", in cui gli eventi storici si innestano su quelli leggendari, si snoda in modo chiaro e avvincente attraverso descrizioni di battaglie e di popoli, vividi ritratti dei maggiori personaggi e ricostruzioni sapienti dei loro discorsi. in questi libri, il racconto delle campagne romane in macedonia, a occidente in liguria e spagna. la politica dell`urbe e` sempre dominata dal circolo degli scipioni, ma un`epoca sembra volgere al termine: nel giro di breve tempo muoniono annibale, scipione l`africano e filippo di macedonia. nuovi protagonisti si affacciano sulla scena, mentre anche la societa` e i costumi romani si avviano verso una rapida evoluzione.

composto tra il 1357 e il 1362 questo trattatello in laude di dante, piu` che una semplice biografia del grande poeta fiorentino, e` una vera e propria celebrazione dell`uomo e dell`artista che per il boccaccio resta per tutta la vita immagine esemplare. il testo viene presentato nell`edizione critica curata da pier giorgio ricci.

tragedia di grande efficacia teatrale e tra le poche che riscossero un immediato successo, questa e` una delle ultime e piu` amare opere di euripide. eteocle e polinice, figli di edipo e suoi eredi, decidono di spartirsi il potere su tebe e di regnare un anno a testa. terminato il proprio anno, eteocle si rifiuta pero` di consegnare il trono al fratello che, forte dell`appoggio del suocero adrasto, re di argo, pone l`assedio alla citta`. tebe sara` salva, ma esito ineluttabile dell`odio tra eteocle e polinice sara` il fratricidio, che segna l`ingloriosa fine della dinastia maledetta dei labdacidi, mentre edipo, vecchio e cieco, andra` in esilio accompagnato dalla figlia antigone.


un libro divertente ma sorretto dal rigore filologico che ripercorre, dalle origini al secolo scorso, l`altra poesia, quella bassa, burlesca e parodica. oltre cento poeti - da cecco angiolieri a ernesto ragazzoni, passando per berni e burchiello, porta e belli, ma includendo anche poeti altrimenti "severi", come dante, della casa, parini, monti, leopardi - attraverso i quali guido davico bonino esplora i molteplici sentieri di "quest`altra" poesia. ogni autore e` presentato da un breve cappello introduttivo, ogni brano e` annotato e - se in latino maccheronico o in dialetto - tradotto riga-verso.

l`amore per emily dickinson e` la grande legge interna, indifferente alle vicissitudini minori, capace di capovolgerne il significato. le poesie d`amore formano un gruppo cospicuo dell`intera opera dickinsoniana, e massimo bacigalupo, studioso e curatore dell`opera della grande poetessa americana, raccoglie in questo volume il meglio della sua produzione.

un uomo e una donna camminano lungo la stessa strada; vanno a prendere, nello stesso asilo, i loro bambini. lei, pauline, giovanissima, e` felicemente sposata. lui, gilles, cinquantenne, e` in attesa di divorzio. in uno sguardo, inaspettatamente, irrompe il desiderio, mascherato da semplice vanita` di piacere, da pura curiosita` di conoscersi. attraverso conversazioni di sguardi e parole, i due si osservano, osservano i malintesi dell`amore, si fanno complici, tessono i segreti di un`amicizia clandestina, tramano le bugie che preparano all`adulterio. fino a quando il pudore cede il passo alla passione, e la passione alla paura.

nei suoi drammi ford mette in scena la tragedia del corpo che culmina in una morte agognata al pari dell`estremo piacere sessuale. giovanni, il protagonista di "peccato che sia una puttana", seguace della filosofia neoplatonica dell`uno, nella sua estenuante ricerca della bellezza assoluta si volge a un contesto che non ha nulla di sovrumano: il corpo fremente di annabella, sua sorella. si compie cosi` il loro destino incestuoso. giovanni e` implacabile nel suo furore eroico: di fronte al pentimento della sorella, che gli si nega, la uccide e viola il suo corpo estirpandone il cuore. quel cuore che e` anche la tomba del suo cuore. anche giovanni soccombera` alla morte, non per punizione divina, bensi` per opera del suo stesso destino.

il burbero cnemone e` il bisbetico eroe del "dyscolos", e le sue asprezze di carattere sono lo sfondo entro cui si realizza questa giovanile opera di menandro di ambientazione agreste.

nei versi di stratanovskij si coglie il senso di una solitudine cosmica di fronte a un dio-natura del tutto indifferente alle vicende umane, un pessimismo esistenziale venato di nichilismo, ma illuminato da improvvise epifanie mitologiche che irrompono nella vita quotidiana. peraltro l`impasse teologico non sottrae l`uomo a un impegno etico forte e costante. e dunque la poesia di stratanovskij e` anche satira o disperata denuncia: contro la russia post-comunista in mano ai nuovi ricchi e ai criminali, contro la perdita di identita` di un grande paese, contro l`ideologia della guerra che permea la vita della maggior parte dei russi, unica e piu` deprecabile forma di tradizione che si e` trasmessa attraverso tutte le trasformazioni sociali.

tutto l`ottocento e` attraversato dalla riscoperta degli de`i pagani. nei quattro scritti qui raccolti - due di carattere saggistico e due in forma di pantomima danzata - heine ci racconta "la trasformazione in demoni subita dalle divinita` greco-romane allorche` il cristianesimo raggiunse il predominio del mondo". esplorando le leggende, le fiabe e le superstizioni medioevali incontriamo cosi`, sotto tratti demonizzati, gli antichi de`i: segno non solo del loro esilio, ma della loro incancellabile vita.

quando giunse la notizia che il premio nobel per il 1996 era stato conferito a wislawa szymborska, molti giornali scrissero che si trattava di una poetessa piu` o meno sconosciuta. in realta` iosif brodskij la considerava, insieme a milosz e a herbert, una delle grandi voci poetiche attuali. e al tempo stesso si puo` dire di lei che raramente un poeta moderno e` riuscito a parlare di temi proibiti, perche` troppo battuti, con tale impavida sicurezza di tocco, fino al punto di dedicare una delle sue liriche piu` perfette all`"amore felice", questo "scandalo nelle alte sfere della vita". questo volume e` una raccolta che attraversa tutta la sua opera a partire dal 1957 e include anche il discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio nobel.

un uomo stanco che per salvare la figlia si piega al ricatto di un nemico implacabile. un sanguinoso complotto che dalle dolci colline di assisi arriva al porto di hong kong. due fratelli votati a strani rituali, guerrieri telematici al servizio dei nuovi barbari. una poliziotta molto sveglia, in coda di cavallo e jeans firmati. magistrati buoni e meno buoni, trafficanti balcanici, killer fuori ordinanza, servitori dello stato fedeli e altri meno. e una incantevole sedicenne che e` la chiave di tutto, e sembra destinata a essere vittima sacrificale, in una trappola gigantesca dove tutto appare troppo ben congegnato per non nascondere qualcosa di ancor piu` mostruoso.


dopo alcuni anni di silenzio, patrizia valduga riparte da dove eravamo rimasti, e cioe` dalle poesie pubblicate nella postfazione agli "ultimi versi" di raboni. questa dolente preghiera iniziale da` alla nuova raccolta il senso della continuita` e di un dialogo ininterrotto che si dirama pero`, nelle due sezioni successive, in direzioni diverse e complementari. da un lato una sorprendente autoanalisi tra biografia, psicologia e letteratura, dall`altro lo scontro con alcuni aspetti della societa` contemporanea. dall`interiorita` piu` segreta all`esterno e al collettivo con ritorno all`interiorita` e alla preghiera, a chiudere in un ciclo tutto il libro. apparentemente e` la raccolta piu` varia e diversificata di patrizia valduga, in realta` e` forse la piu` compatta, legata a un unico forte nodo ispirativo.

nei primi mesi del 1972 nicole ste`phane, che possedeva i diritti cinematografici di "alla ricerca del tempo perduto", chiede al regista joseph losey se gli sarebbe piaciuto lavorare ad una versione cinematografica del libro. e losey ne propone la sceneggiatura ad harold pinter, gia` suo stretto collaboratore per "il servo", "l`incidente" e "messaggero d`amore". dopo aver letto la "recherche", nell`estate del 1972 pinter compie numerosi viaggi in francia: a illiers, a cabourg, a parigi, per "impregnarsi" dei luoghi proustiani. in novembre la sceneggiatura e` terminata e, dopo ulteriori tagli e limature, agli inizi del 1973 la versione rivista e` pronta e definitiva.

l`amore infelice e "scandaloso" tra la de`mi-mondaine margherita gautier e armando duval; un romanzo che se a suo tempo suscito` lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato (e per il modo in cui era denunciata l`ipocrisia del ceto borghese), commosse migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.

unico romanzo del commediografo inglese, i nani e` stato scritto nei primi anni `50, e poi abbandonato per quasi quarant`anni. nel 1960 pinter ne ha tratto una commedia e soltanto nel 1989 lo ha ripreso in mano, lasciandolo sostanzialmente immutato, ma decidendo di pubblicarlo. e un testo denso ed impegnativo, che anticipa molti dei temi della produzione teatrale dell`autore. dominato dai dialoghi, discorsi fatti di salti, silenzi, argomenti abbandonati e ripresi, sullo sfondo della londra cupa dell`east end, mette in scena quattro personaggi, tre uomini e una donna, alle prese soprattutto con la loro impossibilita` di comunicare.

una selezione di undici rappresentanti della poesia dialettale italiana contemporanea. la scelta e` stata operata in base alle motivazioni estetiche inerenti il corpo della poesia stessa, non ignorando le categorie poetiche del novecento, ma senza uniformarvisi. il tentativo e` quello di cogliere quella sinergia che "sappia cogliere il soggetto conoscente e l`oggetto del conoscere", suscitando pensieri ed emozioni. si delinea cosi` una diversita` di stili: dall`afflato lirico di tolmino baldassari all`epica narrativa di nino de vita, dall`incantamento mistico di bianca dorato al percorso intimo e filosofico di amedeo giacomini, al drammatico raziocinio di ida vallerugo. un`antologia che mostra una parte sommersa della coscienza italiana.

in questa brillante commedia, ambientata ad atene, due giovani amici si innamorano perdutamente di quella che credono essere la stessa donna, bacchide, contro il volere dei padri, vecchi dispotici e severi. sara` il servo crisalo, astuto e fedele schiavo di mnesiloco, in un esilarante susseguirsi di equivoci e comici scambi di battute a indurre i due anziani padri a consentire agli amori dei figli. accanto alle bacchidi vengono qui presentati, grazie al fortuito ritrovamento di un papiro, caso unico per la storia della commedia latina, un centinaio di versi della commedia di menandro dis exapaton, che ci fornisce il modello greco a cui ha attinto plauto. un confronto che dimostra il profondo debito dell`autore latino verso la cultura greca ma anche il suo genio inventivo e la sua capacita` drammaturgica. del rapporto tra le due commedie parla nei suoi testi introduttivi guido paduano, preceduti da un profilo della commedia plautina di cesare questa.

dopo "piccolo mondo antico", fogazzaro ci offre, attraverso le vicende del protagonista piero, figlio del franco del romanzo precedente, uno spaccato della societa` postrisorgimentale. nascoste tra le pieghe della grande storia del risorgimento e lontane da ogni retorica nazionalistica, emergono virtu` eroiche ma non apparenti, affetti sani, il dramma intimo consumato fra le pareti di una modesta casa borghese. cosi` il romanzo dipinge figure indimenticabili, opponendo a personaggi di grande statura morale la maldicenza bigotta della provincia italiana. prefazione di alberto melloni.

raboni con questo libro si impegna in un importante progetto: quello di trovare punti di coincidenza tra storia personale e storia del nostro tempo, dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri, dai bombardamenti a milano fino alle recenti vicende politiche. l`autore racconta le vicissitudini di quasi una vita: dall`infanzia fino alla maturita` e ormai quasi alla vecchiaia.

in questo volume sono raccolti i libri delle storie naturali che trattano della zoologia, e delle conoscenze degli antichi sugli animali. cosi` in queste parti del celebre testo enciclopedico, l`opera piu` vasta a noi pervenuta di tutta la letteratura latina, vengono descritti aspetti, comportamenti, aneddoti curiosi di infinite varieta` di animali. plinio, animato da una vivacissima curiositas che lo porta a indagare anche i fenomeni piu` strani e sconosciuti, si lascia guidare nella ricerca scientifica dal pensiero stoico, che vede la natura come derivazione diretta e inalienabile dell`uomo. da qui nascono la sua accettazione degli animali come fonte di divertimento nelle gare al colosseo, e come materiale per i sacrifici, ma anche alcuni passi interessanti, come quello sul progresso, considerato come elemento negativo perche` allontana l`uomo dalla natura, o sulla tecnologia, destinata inevitabilmente a spezzare l`equilibrio naturale e a generare il "mostruoso". la traduzione del testo e` preceduta dall`introduzione di francesco maspero, che ha curato anche le note e gli apparati.

dall`ira di achille ai funerali di ettore: il primo e piu` famoso poema epico dell`umanita`, che celebra eroi, battaglie, imprese valorose di un passato di smisurata e perduta grandezza. ma non solo. l`iliade e` anche il poema dell`eterna contraddittorieta` dell`uomo, il poema dell`inesorabilita` del destino, il poema che piu` di tutti ha saputo legare la gloria alla morte, l`ira alla passione, l`immortalita` alla fragilita` umana.

l`esercizio della poesia ha accompagnato tartaglia lungo tutto l`arco della sua esistenza. questa antologia e` una prima selezione di un`opera immensa, composta da piu` di settemila testi, quasi del tutto ignoti. un`opera che custodisce il volto nascosto dell`"uomo della novita`", che annunciava la "novita` pura e totale oltre questa realta`, irrealta`, soprarealta`", "oltre la cupola troppo facile del divino", un "puro irriferito" che non puo` essere definito, ma solo trovato per via negativa. la tensione religiosa che domina anche questi "esercizi" non lascia spazio a una scrittura di fantasia ma esige un lavoro di scavo per il quale il linguaggio si modifica acrobaticamente e attinge alle piu` remote radici della nostra tradizione poetica.

nella nuova raccolta di gianni d`elia "varie voci parlano in un sogno". la scena e` quella di un luogo nostalgico-fantastico in cui convengono amici privati, personaggi politici, il padre scomparso e i padri intellettuali: da leopardi a pascoli, pasolini, roversi, fortini, giulio einaudi e ingrao; ma anche pantani o franco bertini, grande campione di basket, e tanti personaggi sconosciuti ai piu`. una comunita` di persone, scomparse o viventi non importa, perche` le terzine mosse e musicali di d`elia tracciano comunque una specie di necrologio collettivo, pacifista e utopico: un omaggio appassionato e dignitoso alle cose perdute, alla fine di un`epoca migliore di questa per ideali e impegno civile, all`antifascismo e alla resistenza come valori morali e umani preziosi.

si immagina tra petrarca stesso e sant`agostino; ma essi non sono che personificazioni e drammatizzazioni delle due contraddittorie componenti dell`anima del poeta l`anelito religioso da una parte, la brama di gloria e la schiavitu` d`amore dall`altra in contrasto tra loro. ci troviamo di fronte quindi allo stesso conflitto che da` vita alla grande poesia delle "rime". ma nel "secretum" sant`agostino non esce vincitore dal colloquio la cui chiosa potrebbe essere un verso del "canzoniere" stesso: "ch`io vedo il meglio ed al peggior m`appiglio". petrarca, infatti, continuera` a scrivere poesia d`amore negli anni successivi: solo concludendo le "rime", all`avvicinarsi della morte, nella preghiera alla vergine chiedera` che lei lo perdoni dell`"error" e prenda atto dei suoi "cangiati desiri", affinche` "almen l`ultimo pianto sia devoto". si puo` ben dire che, per petrarca, letteratura e vita coincidono.

il volume nasce da un`approfondita analisi condotta direttamente con i dirigenti delle banche di credito cooperativo e fornisce indicazioni specifiche per la direzione delle imprese cooperative. sono messe a fuoco le capacita` direzionali e gli stili di leadership in una visione psicodinamica ed evolutiva dell`esperienza gestionale. particolare attenzione e` poi riservata all`utilizzo del metodo delle competenze per la gestione e la valorizzazione delle risorse umane in questa tipologia di azienda.