
a poco piu` di 100 anni da quando la societa` di linguistica di parigi mise ufficialmente fine alle discussioni, spesso stravaganti, in materia, l`ipotesi di un`origine unica del linguaggio, di una lingua madre cui far risalire i vari ceppi linguistici e la babele di idiomi dei popoli del mondo e` tornata al centro dell`interesse. al punto che oggi quella screditata congettura appare la piu` fondata e ricca di sviluppi come dimostra questo libro.

francesco d`assisi: il santo per eccellenza, il santo di tutti i tempi. lo conosciamo e ritroviamo rappresentato in immaginette oleografiche, protagonista del grande schermo, di storie a fumetti e di racconti per bambini piu` o meno buonisti. ma chi era veramente francesco? giovanni nucci ci restituisce un`immagine asciutta dell`uomo francesco senza indugiare in stereotipi. ne esce un ritratto secco, laico, senza sfumature. e ci racconta dell`idea di bellezza di francesco, della sua meraviglia bambina di fronte alla grandezza della creazione. eta` di lettura: da 10 anni.

"questo libro e un viaggio attraverso trent`anni di evoluzione tecnologica. non e un`autobiografia celebrativa (quella la fanno le persone famose): la mia vita serve solo a rappresentare l`archetipo di chi sta dietro la ricerca, di colui che "cercando l`impossibile... ha sempre realizzato e conosciuto il possibile". serve per raccontarvi il dietro le quinte di cio che oggi sta plasmando le nostre vite, il nostro lavoro, il nostro futuro."

la fotografia come memoria, i flaconi di ossicodone riversi sul pavimento di un museo per protesta, i luccichii delle feste della famiglia elettiva di nan goldin e una stanza da cui rileggere oggi la sua storia. questo libro, a cura di sofia mattioli e inserito nella collana degli oila curata da chiara alessi, e un montaggio di scene che fanno su e giu tra l`infanzia di nan goldin, il lutto, le inconsapevoli anticipazioni di snapshot, i rapporti di sopraffazione che si annidano nelle pieghe, dove l`arte e sempre presente, fuori o dentro l`inquadratura, come credo militante.

ritorna a quasi vent`anni dalla prima edizione italiana, e con una nuova introduzione dell`autore, un classico degli studi sulla storia dell`ambiente. : contrapponendosi alle parole che condensavano l`antica saggezza dell`ecclesiaste, questo libro rivela fin dal titolo la radicale portata dei cambiamenti che l`uomo del secolo scorso ha introdotto nel mondo fisico. . fondando la sua ricerca su una ricchissima documentazione, mcneill propone una storia delle relazioni tra uomo e ambiente. dalle foreste indonesiane all`aria di londra, dalla caccia alle balene alle trasformazioni del clima, le nuove condizioni della terra sono spesso la conseguenza non calcolata dei nostri modelli sociali, politici, economici e culturali. i sistemi che mantengono in vita il pianeta non potranno percio` piu` essere considerati come un semplice sfondo per le vicende umane: l`integrazione tra storia ed ecologia e`, a parere dell`autore, una esigenza pressante per il futuro.

l`11 settembre 2001 il mondo occidentale viene stravolto per sempre: due aerei colpiscono le torri gemelle a manhattan. l`america e` sconvolta, la paura di altri attacchi terroristici si diffonde, ogni arabo diventa sospetto. e a partire da questo scenario che si sviluppa la conversazione - protagonista di questo piccolo quanto lucido e sentito gioiello letterario - tra tahar ben jelloun e sua figlia di dieci anni, a disagio con se stessa e con le proprie origini musulmane, di fronte a una televisione che continua a dire che "i musulmani sono tutti cattivi". rispondendo alle domande curiose della bambina, ben jelloun affronta le questioni piu` calde del nostro tempo - la guerra globale al terrore, l`integrazione in europa, il ruolo delle grandi potenze del mondo arabo - e spiega, con semplicita` ma rifuggendo ogni semplificazione, cos`e` l`islam, qual e` la differenza tra arabo e musulmano, cos`e` il fanatismo, cos`e` il terrorismo e, soprattutto, quale spazio ha la tolleranza nel mondo arabo e quali lezioni quest`ultimo ha saputo dare a tutto l`occidente. dopo il best seller mondiale il razzismo spiegato a mia figlia, tahar ben jelloun torna a raccontare ai ragazzi, e ai loro genitori e insegnanti, il mondo in cui viviamo e le sfide che li aspettano.

l`interesse di heidegger per aristotele, testimoniato da questo corso universitario che il filosofo tenne nel 1924, si colloca nel periodo cruciale dell`elaborazione dell`analitica ontologico-esistenziale di essere e tempo. in particolare, nell`analisi della retorica aristotelica compaiono gia`, in nuce, alcuni `concetti fondamentali della filosofia heideggeriana` - come "dasein" (esserci), "in-der-welt-sein" (essere nel mondo) e "befindlichkeit" (il sentirsi situato, la situativita`, e anche la situazione emotiva) - destinati a lasciare un segno indelebile nella filosofia del novecento. ma, soprattutto, heidegger si impegna qui - come raramente in seguito - in una brillante fenomenologia dei "pa`the", delle , e del ruolo determinante che esse svolgono nella vita e nell`esistenza dell`uomo. la messa in questione del tradizionale privilegio accordato agli atti intellettivi superiori che questo implica suggerisce l`idea che siano costitutivi dell`uomo, allo stesso titolo della ragione, anche gli elementi `inferiori`, quali la sensibilita`, le affezioni e le passioni.

i pazienti che freud ebbe in cura erano tutti individui adulti. tuttavia, fin dagli albori del metodo psicoanalitico, freud si accorse che gli elementi che emergevano conducevano sistematicamente a episodi, impressioni e idee localizzabili nell?infanzia, anzi la prima infanzia, del paziente. pur non avendo mai avuto personalmente in trattamento dei bambini, freud non solo ha posto le basi sulle quali la psicoanalisi infantile si e sviluppata, ma ne ha fornito i primi e piu istruttivi esempi. sono raccolti in questo volume due dei casi clinici piu noti, il caso di fobia del piccolo hans e il caso di nevrosi dell?uomo dei lupi, e i primi scritti freudiani sulla investigazione sessuale dei bambini. introduzione di cesare l. musatti.
"la disseminazione" e` uno dei titoli piu` stimolanti e seminali di jacques derrida, in cui il filosofo francese affronta tematiche che a lungo hanno caratterizzato la sua ricerca. il volume contiene tre testi apparsi inizialmente in rivista: "la farmacia di platone" (tel quel, nn. 32 e 33, 1968), "la doppia seduta" (tel quel, nn. 41 e 42, 1970) e "la disseminazione" (critique, nn. 261 e 262, 1969). li precede "fuori libro. prefazioni" che non e` solo una finzione teoretica ma, giocando con gli altri tre testi, rilancia e spiazza le tematiche di questo triplice tragitto. "germinazione, disseminazione. non c`e` prima inseminazione. la semenza e` innanzitutto disseminata. l`inseminazione "prima" e` disseminazione. traccia, innesto di cui si perde la traccia. sia che si tratti di cio` che si chiama "linguaggio" (discorso, testo, ecc.), sia che si tratti di semina "reale", ogni termine e` un germe, ogni germe e` un termine".


da tempo immemore ci si chiede chi sono gli italiani: ha cominciato dante con la ?serva italia? poi d?azeglio con gli ?italiani da fare? gli ?italiani nuovi? fascisti o gli ?italiani brava gente?. e allora quando diciamo: "prima gli italiani!", cosa significa? come si traduce in un paese dai confini incerti, diviso tra nord e sud, est e ovest, citta e campagna? un paese che fa fatica a usare la propria madrelingua, che racconta a se stesso una storia composta di micromemorie di parte. un paese in cui i momenti piu divisivi della vita pubblica sono proprio le feste nazionali. attingendo a piene mani dalla storia e fornendo molti dati significativi, francesco filippi ci invita a riflettere su una delle frasi che abbiamo sentito ripetere infinite volte e come una ovvieta: "prima gli italiani!". si, ma che vuol dire?

a una manciata di chilometri dal confine italiano si estende una delle piu` amate regioni d`oltralpe: la provenza. nota per i campi di lavanda e la mitezza del clima, ha da offrire splendide citta` d`arte come arles e aix-en-provence e una cucina piena di sapori. questo piccolo atlante edonista presenta angoli segreti di una terra dove la vita scorre lenta e tranquilla, oltre ai mitici luoghi cari a van gogh, i litorali da sogno e le altre meraviglie naturali di questo spicchio di mediterraneo. come negli altri volumi della collana, troverete mappe, sezioni tematiche, schede riassuntive, splendide fotografie, itinerari ed escursioni per scoprire la regione in modo originale e appassionante.

tra leonesse addomesticate e bonifiche integrali, paesaggi coloniali e autarchia, parchi e monumenti, finalmente un libro che racconta come il fascismo ha immaginato, usato e trasformato la natura. la natura del duce esplora le ecologie politiche fasciste, ovvero le pratiche e le narrative attraverso cui il regime ha costruito ecologie, tanto immaginarie quanto materiali, funzionali al suo progetto politico. il libro non insegue dunque il fantasma di un mussolini verde, magari contando quanti parchi nazionali siano stati creati durante il regime o quanti alberi piantumati. diversamente da quanto affermato dalla storiografia internazionale, gli autori non credono che il fascismo si sia disinteressato della natura; piuttosto ne ha fatto un uso attento, tuttavia lontano da idee di cura e conservazione dell`ambiente. il libro muove da un`analisi della figura di mussolini e del suo rapporto con la natura per spaziare su alcuni aspetti cruciali della trasformazione fascista dell`ambiente. dalla bonifica alla battaglia del grano, dall`autarchia alle politiche di tutela, dalle ecologie coloniali fasciste all`eredita` del regime nel paesaggio contemporaneo, la natura del duce guida chi legge in un viaggio nel tempo e nello spazio, rivelando come sia possibile interrogare passaggi e paesaggi della nostra storia attraverso nuove domande e chiavi di lettura.

"del governo dei viventi" costituisce un passaggio cruciale nella storia dei regimi di verita` che michel foucault sviluppa nell`insieme dei corsi al colle`ge de france. dopo aver esplorato il campo giuridico e giudiziario e quello politico si rivolge qui alle pratiche e alle tecniche del se`, al campo dell`etica che d`ora in avanti non lascera` piu`. si domanda: "come accade che, nella cultura occidentale cristiana, il governo degli uomini richiede a coloro che sono diretti, oltre ad atti di obbedienza e di sottomissione, anche `atti di verita`` che hanno di particolare il fatto che al soggetto non solo si richiede di dire il vero, ma di dire il vero riguardo a se stesso, alle sue colpe, ai suoi desideri, allo stato della sua anima ecc.?". la questione lo conduce da una rilettura dell`edipo re di sofocle all`analisi degli "atti di verita`" del cristianesimo primitivo, attraverso le pratiche del battesimo, della penitenza e della direzione di coscienza. foucault si interessa agli atti tramite i quali il credente e` chiamato a manifestare la verita` a proposito di se`, in quanto essere indefinitamente fallibile. dall`espressione in pubblico della propria condizione di peccatore, nel rituale della penitenza, alla verbalizzazione minuziosa dei propri pensieri piu` intimi, nell`esame di coscienza, si vede disegnarsi l`organizzazione di un`economia pastorale centrata sulla confessione. questa e` la prima delle indagini che foucault condurra` in seguito nel campo dell`etica.

nata dalla "general history of astronomy", edita dalla cambridge university press, questa storia dell`astronomia ripercorre oltre 5000 anni, dal 3500 a.c. alle soglie del 2000, di curiosita`, superstizioni, scoperte e rivoluzioni, coniugando la completezza e l`accuratezza di un testo scientifico con uno stile semplice e comprensibile a tutti. dalle credenze preistoriche e dai dogmi di aristotele all`astronomia moderna - basata sulle osservazioni e non su idee filosofiche o religiose -, all`astrofisica, la scienza che studia la natura fisica dei corpi celesti. da ipparco e tolomeo a copernico, da hubble alla cosmologia dei molti universi, dai grandi monumenti megalitici europei alle misteriose figure del deserto di nazca in peru`, fino ai fondamenti dell`astronomia cinese e di quella islamica. un`opera, frutto dei contributi di sei grandi studiosi internazionali, che giunge fino alle scoperte piu` recenti: la ricerca sulle nebulose, l`espansione dell`universo, lo sviluppo della radioastronomia e i nuovi potentissimi strumenti d`osservazione a terra e nello spazio.

le 14 donne intervistate hanno partecipato in maniera diversa alle tragiche vicende del periodo 1940-1945. le interviste attestano che la resistenza ha avuto un`ampiezza e uno spessore molto maggiori di quanto appare se si fa riferimento al solo aspetto militare o all`attivita` organizzativa dei partiti. soprattutto testimoniano il ruolo decisivo delle donne che al tempo lavoravano in fabbrica e che hanno sostenuto con determinazione il movimento insurrezionale.

"un ventennio. vent`anni del novecento, dalla marcia su roma nell`ottobre 1922 al drammatico epilogo della seconda guerra mondiale nel 1945, che sono stati giudicati dalla storia come il momento piu` triste del secolo che abbiamo alle spalle. gli stessi anni, nell`arte, sono il tempo di `valori plastici`, di `novecento`, del gruppo di artisti che si raccoglie attorno a margherita sarfatti. una tale ricchezza di esperienze, autori, circoli che ha fatto dire a una grande studiosa, elena pontiggia, che `gli anni trenta non sono un decennio, mi fanno pensare a un secolo`." vittorio sgarbi segue il filo dell`arte in una storia che inizia prima del fascismo, che dentro il ventennio cresce, e dopo il fascismo viene spazzata via insieme alla naturale condanna del regime. sgarbi distingue l`espressione artistica dal potere e per questo, a fianco di de chirico, morandi, martini, salva dall`oblio wildt, guidi, la grande stagione dell`architettura e della grafica, ma anche depero, il futurismo e oltre, fino alla rivelazione di due scultori formidabili mai apparsi all`onore della critica, biagio poidimani e domenico ponzi. "un crocevia di dimenticanze e di rimozioni ha reso difficile la ricostruzione dello stato dell`arte durante il fascismo. ci sono voluti decenni, ma alla fine la verita` storica si impone. per capire chi siamo stati, come siamo stati e a quale storia apparteniamo." (dalla prefazione di pierluigi battista)

la sera del 13 ottobre 1943, sulle colline di caiazzo presso caserta, alcuni soldati della wehrmacht, guidati da un giovane sottotenente, trucidarono in modo gratuitamente efferato ventidue civili italiani, nella quasi totalita` donne e bambini. la strage scomparve dalla memoria collettiva per quasi mezzo secolo e solo nel 1988, a seguito di fortuite circostanze e dell`iniziativa di un coraggioso ricercatore italoamericano, la procura di santa maria capua vetere apri` un procedimento penale per scoprirne movente e autori. il processo si concluse nel 1994 con la condanna all`ergastolo di due dei responsabili: resta l`unica sentenza in italia da parte di una corte d`assise, e non di un tribunale militare, di condanna di criminali nazisti. a raccontare una vicenda storica e giudiziaria davvero agghiacciante e coinvolgente e` il pubblico ministero che ebbe un ruolo determinante nel processo. la sua e` una testimonianza fondamentale per il recupero della memoria dello spietato episodio, ma anche una riflessione sulla giustizia e sulle logiche della ragion di stato che portarono alleati e autorita` italiane a insabbiare la vicenda.

lo zuimonki, per la prima volta tradotto in italiano dall`originale giapponese e corredato con il commento di un maestro zen italiano, presenta l`insegnamento del piu` importante maestro zen giapponese, eihei dogen (1200-1253). il testo raccoglie i sermoni - trascritti dal suo principale discepolo ejo - che dogen ha impartito a un pubblico eterogeneo che comprendeva sia monaci che laici nel tempio koshoji a fukakusa, localita` di kyo - to tra il 1235 e il 1237. la versione utilizzata e` quella che si trova nel tempio choenjibon nella provincia di aichi nel giappone centrale, una trascrizione manoscritta del 1644 di un testo risalente al 1380 e che oggi e` considerata la piu` antica e affidabile. nella vasta produzione di dogen lo zuimonki occupa un posto importante perche`, diversamente dagli altri scritti che hanno un carattere piu` marcatamente dottrinale, e` piu` discorsivo e presenta l`insegnamento in modo diretto e facilmente comprensibile, quindi adatto anche a un pubblico non specialista. in particolare, la caratteristica saliente del testo e` il tentativo di far comprendere che le fondamenta della via buddhista si trovano nella purezza della condotta e nella dedizione completa alla pratica. l`insistenza e l`importanza che viene attribuita ai temi morali, alla rettitudine spirituale e al distacco dai coinvolgimenti mondani ci fanno comprendere che sono i prerequisiti indispensabili per intraprendere la via buddhista, e al tempo stesso che sono tutti la diretta conseguenza dell`abbandono all`attaccamento al proprio io egocentrico. il comportamento virtuoso e` il punto di partenza imprescindibile senza il quale la realizzazione di una nuova spiritualita` resta priva di fondamenta. se nei gradi piu` elevati del percorso puo` essere dato per scontato, non puo` invece esserlo agli stadi iniziali quando si pongono le basi. leggere lo zuimonki non e` solo un modo per approfondire la dottrina dello zen, ma anche per attingere a una sorgente di grande spiritualita` va

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Tra il romanzo picaresco e l’apologo, sempre con grande rigore scientifico, Mancuso ci racconta ciò che conosce meglio: la natura e le piante, il nostro più grande patrimonio.

uno dopo l`altro, tre nuovi casi si presentano a nero wolfe, veri e propri rompicapi per il celebre detective, una sfida non indifferente alle sue capacita` investigative. la prima a varcare la soglia dello studio sulla trentacinquesima e` una creatrice di moda che dichiara di aver visto vivo a una sfilata suo zio, morto suicida qualche tempo prima. di li` a poco wolfe scoprira` che lo zio e` davvero vivo, cosi` vivo da essere ucciso nello studio della nipote, che diviene la principale indiziata dell`omicidio. poi e` il turno di un`ambigua e reticente famiglia su cui wolfe indaga per dimostrare l`innocenza di un celebre chef accusato di omicidio. infine, wolfe e archie goodwin sono alle prese con il caso di un giardiniere che, in una serra piena di orchidee, ha scoperto il cadavere della sua bella, una giovane donna priva di scrupoli. tre casi d`amore e di morte che ci restituiscono un wolfe piu` sornione che mai e un archie goodwin in piena forma. introduzione di camilla baresani.

la cucina italiana e stata candidata all?unesco quale patrimonio culturale immateriale dell?umanita. ma come puo essere definita italiana una cucina caratterizzata anzitutto dalla pluralita? la sua lunga storia, infatti, testimonia la ricchezza delle tante culture che hanno attraversato il nostro paese, intrecciandosi con la straordinaria varieta dei territori. in questo modo la cucina italiana si e configurata come un vero e proprio mosaico di saperi e di esperienze locali. e questo il paradosso che massimo montanari e pier luigi petrillo discutono in queste pagine, spiegando perche la nostra cucina - a prescindere da qualsiasi riconoscimento internazionale - e un patrimonio di tutti.

una vita breve quella di fryderyk chopin, nato nel 1810 e deceduto a parigi nel 1849. educato a varsavia, considerato ben presto una gloria nazionale, chopin si sposta prima a vienna dove tenta inutilmente di farsi largo nella vita musicale internazionale, poi a parigi. saranno la borghesia e l`aristocrazia parigina a decretargli un clamoroso successo come compositore e insegnante privato. mentre le sue musiche sono pubblicate in francia, germania, inghilterra, tiene pochissimi concerti e solo un anno prima della morte, nel 1848, va in inghilterra per esibirsi in pubblico. tutta la sua vita amorosa si svolge tra un fidanzamento con una ragazza polacca e la convivenza `scandalosa`, finita in modo drammatico, con george sand. un`esistenza priva di grandi eventi quindi, ma segnata da un`evoluzione psicologica e artistica profonda e dalla creazione di musiche la cui portata storica verra` riconosciuta solo molti anni dopo la morte: chopin, considerato dai contemporanei come un esponente eccellente di un settore minore della musica, quello del pianoforte, diventera` per i posteri uno tra i maggiori creatori in assoluto. a raccontarne la storia, nella forma della finzione letteraria, sono chopin stesso e coloro che lo incontrarono.

l`epoca in cui viviamo si definisce post-ideologica. e il tempo della post-politica e della post-verita`. ovvero (cambiando l`ordine degli addendi, la somma non cambia) politica e verita` da post. parole e slogan virali che fanno il giro della rete propagandando spesso opinioni su fatti mai esistiti. quello a cui ci si riferisce con questa sfilza di post e`, in realta`, un pensiero prepolitico. e la lingua che lo veicola, piu` che una neolingua, e` una veterolingua che invece di mirare al progresso vorrebbe farci regredire, riportandoci agli istinti e alle pulsioni primarie. indietro, o popolo! dal si e` passati al . come la pubblicita`, come la televisione, anche la politica alimenta il narcisismo dei destinatari, i quali - lusingati - preferiscono riflettersi che riflettere. il meccanismo del ricalco espressivo innesca una continua corsa al ribasso. un circolo vizioso che toglie al discorso politico qualunque forza propulsiva, qualunque dinamismo. non una risposta ai bisogni degli italiani, ma pura ecolalia: ripetizione ridondante. cosi` le parole stanno paralizzando la politica.

per il giovane khaled il regno unito e` il luogo della liberta`. lo pensa sin da quando, nella sua casa di bengasi, ha ascoltato la voce di un famoso speaker mediorientale leggere, sulle frequenze della bbc, un racconto dello sconosciuto scrittore hosam zowa. il potere dirompente di quelle parole non sfugge al quattordicenne khaled, che ne serbera` ancora la viva impressione quando, anni dopo, ne conoscera` per caso l`autore e leghera` per sempre il proprio destino al suo. giunto al diploma, khaled opta per l`universita` di edimburgo; completati gli studi di letteratura e traduzione ritornera` in patria, assicura. "non farti traviare" lo ammonisce suo padre alla partenza, ma non e` alle solite tentazioni dell`adolescenza che si riferisce. a edimburgo khaled incontra mustafa, un altro studente libico, come lui appartenente al ristretto gruppo dei "lettori", seriamente motivati allo studio e per questo tenuti d`occhio dalle "cimici" infiltrate. con l`ardore e l`incoscienza dei ragazzi, khaled e mustafa decidono di partire per londra e partecipare alla manifestazione anti-gheddafi organizzata davanti all`ambasciata libica. ma proprio dalla finestra di quell`ambasciata il 17 di aprile del 1984 parte una raffica che uccide una poliziotta e ferisce altre undici persone. e` la fine della vita conosciuta, con i suoi legami, le sue certezze e i suoi progetti, e l`inizio di una nuova vita di vetro: non c`e` luogo dove non ci si senta visibili e dunque in pericolo, non c`e` momento in cui non si tema di andare in frantumi. impossibile parlare con chicchessia dell`accaduto, impensabile tornare a casa, impervio andare avanti, nella vita, nel lavoro, nelle relazioni sentimentali. solo chi ha conosciuto la medesima lacerazione puo` comprendere. ma cio` che lega tanto strettamente puo` con facilita` soffocare. vent`anni dopo, alla vigilia della primavera araba, la storia presenta il suo conto, e il diverso modo dei tre amici di affrontare l`esilio, la perdita, la paura, l`amore e l

le meraviglie di una civilta` dimenticata riemergono da una serie di nuovi scavi, e si mostrano scintillanti davanti ai nostri occhi increduli. in pagine riccamente illustrate, avvolte dal fascino misterioso dell`era che riportano alla luce, paolo matthiae ci guida, trasmettendoci tutta l`emozione della scoperta fatta sul campo, attraverso le stupefacenti rovine di un tempo perduto e ora ritrovato. la siria e` comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell`archeologia orientale, dominato prima dall`egitto e poi, dall`ottocento, dalla mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell`area siriana. nel novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un`inedita immagine del territorio siriano nell`antichita`: nel 1929 a ugarit sulla costa del mediterraneo, nel 1933 a mari sul medio eufrate e nel 1964 a ebla nella siria interna. gli egizi, creatori della piu` antica, complessa, durevole e splendida civilta` tra quelle affacciate sul mediterraneo, consideravano la siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, eufrate e tigri, che avevano un corso, a differenza del nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i thutmosidi. ma la siria, proprio per la sua conformazione geografica, e` stata protagonista nel iii millennio a.c. della seconda urbanizzazione della storia dell`umanita` a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. la siria dell`eta` del bronzo ha reso piena verita` al detto che "citta`" e` sinonimo di "civilta`" e ha fatto si` che la citta` divenisse un modello universale di illimitata versatilita` nella storia della terra.

le ragioni profonde di una scelta che permetta di comprendere i mutamenti cruciali dell`oggi, spiegarsene le acute contraddizioni, sottrarsi all`apologia del disimpegno. la via per battersi contro l`incertezza del futuro, contro una realta` sociale stridente, per l`affermazione di una "causa di tutta l`umanita`".

quando archie goodwin, braccio destro di nero wolfe, si reca nell`appartamento di isabel kerr, la scena che si para davanti ai suoi occhi e` a dir poco raccapricciante: a un paio di passi dal letto, sul pavimento, c`e` il cadavere di una donna in voile e pantofole di pizzo rosa. la faccia rivolta al soffitto, il corpo mostra un profondo taglio sul cranio. li` accanto, tra la cenere e le cicche sparpagliate sul tappeto, giace l`arma del delitto: un pesante posacenere di marmo. inviato sulla scena del crimine da orrie cather, l`amico detective ansioso di recuperare alcuni documenti dall`appartamento della donna con cui aveva una relazione clandestina, archie e` l`unico a sapere che, con la morte di isabel kerr, orrie si e` tolto una bella spina dal fianco, essendo prossimo al matrimonio con jill hardy e trovandosi minacciato dall`amante, che dichiarava di essere in attesa di un figlio da lui. sprovvisto di un alibi, orrie viene percio` arrestato dalla polizia con l`accusa di omicidio. a non credere alla sua colpevolezza sono, tuttavia, gli uomini con cui collabora da anni: fred durkin, saul panzer, archie goodwin e, naturalmente, nero wolfe, la cui indagine e` resa particolarmente difficile dal fatto che nessun altro sembra avere un movente per l`omicidio.

senza nome, inafferrabile, impalpabile, evanescente, minuto eppure infinito... questo e` il dao. anzi, solo questo, forse, si puo` dire del dao, ineffabile assoluto che il linguaggio non carpisce e che solo un`esperienza di totale abbandono consente di esperire e contemplare al di la` della sua mancata manifestazione. il daodejing e` l`opera che raccoglie l`impossibile sfida di accostarsi a cio` che si sottrae al giogo delle parole, per misurarsi con il tentativo estremo di sospingere il linguaggio oltre il limite di un paradossale discorso su cio` di cui nulla puo` esser detto. noto anche come laozi o laozi daodejing, quest`autentica gemma della letteratura mondiale e` stata gradualmente compilata a partire dal iv-iii secolo a.c. ed e` assurta a scrittura canonica per eccellenza del daoismo. scritta in una lingua asciutta e aspramente lirica, essa ha esercitato nell`arco di una lunghissima storia un`influenza inversamente proporzionale alla sua brevita`, diffondendosi ben oltre i confini cinesi in oriente come in occidente e ispirando una sconfinata letteratura esegetica. pervaso di una potenza evocativa senza pari, il "daodejing" esplora l`inesplorabilita` del dao fino a lambire il precipizio che s`affaccia sull`origine del cosmo, aprendo squarci improvvisi sull`arcana natura di quella forza che permea l`intero mondo, assumendo i tratti della madre da cui traggono origine i diecimila esseri.

un van, 80.000 chilometri percorsi, 16 paesi e quasi tutti i biomi della terra attraversati: foreste pluviali e temperate, praterie, paludi, sconfinati deserti, tundra artica...e l?oceano pacifico come frequente compagno di viaggio. valeria barbi racconta la sua straordinaria spedizione insieme al fotografo davide agati lungo la panamericana, la strada piu lunga del mondo. un viaggio dall?alaska alla patagonia attraverso il nord e sud america per documentare i danni che l?uomo ha causato all?ambiente, ma anche per scoprire la meraviglia dei luoghi, delle specie animali e vegetali, delle persone che, nonostante tutto, continuano a lottare.

c`e un filo nero che attraversa cinquant`anni di storia italiana. un filo che lega i santuari della p2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d`emergenza dei governi berlusconi e le timide rese della sinistra. e il filo della restaurazione della casta. in questo libro il giornalista d`inchiesta italiano scoperchia il vaso di pandora della riforma costituzionale della magistratura. non e una riforma: e una capitolazione. e un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. e l`approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre piu minacciose in italia ma va inscritto anche nell`inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale. attraverso un`analisi che allinea sotto i nostri occhi vicende solo apparentemente lontane tra loro, ranucci rivela le ipocrisie e le falle dell`ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello stato. quello in nome del quale ventotto magistrati hanno perso la vita nell`esercizio delle loro funzioni, quello che ha fatto luce sui fatti piu oscuri della nostra storia repubblicana, quello che tutti sono pronti a criticare per le sue lentezze ma di cui nessuno ricorda il lavoro quotidiano di presidio della legalita e della verita proprio in un`epoca in cui questi valori sembrano piu che mai in discussione. infine, come sempre, ranucci si chiede: chi paga il conto? nonostante la propaganda prometta processi piu veloci, la realta delineata dalla riforma e quella di un aumento dei costi, del rischio di una paralisi burocratica, di una giustizia a due velocita: un`autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi, un vicolo cieco per i piu deboli, noi cittadini comuni. perche l`indipendenza dei giudici non e un privilegio di chi indossa la toga, ma lo scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo che nessuno sia "piu uguale degli altri" davanti ai tribunali.

dalle grandi rivoluzioni di fine settecento alla prima guerra mondiale: e` la periodizzazione di questo volume pensato esplicitamente per la didattica universitaria. una periodizzazione che vede l`ottocento come un "secolo lungo" - dalla rivoluzione americana ai primi anni del secolo - e che e` non solo largamente invalsa a livello storiografico, ma anche consacrata dai programmi scolastici e fatta propria dai nuovi ordinamenti universitari e dalla logica modulare che li contraddistingue.

"sei personaggi in cerca d`autore" e "cosi` e` (se vi pare)", "la giara" e "ciascuno a suo modo", ma anche "enrico iv" e "il berretto a sonagli", fino a "questa sera si recita a soggetto" e "i giganti della montagna": questo volume raccoglie i piu` importanti - e amati - drammi di pirandello annotati e commentati da un`e`quipe accademica multidisciplinare composta da beniamino mirisola, elena sbrojavacca, veronica tabaglio. dirige l`edizione il professor pietro gibellini, tra i massimi conoscitori dell`autore siciliano. i testi qui riuniti non solo documentano lo sviluppo della produzione drammaturgica pirandelliana dagli esordi alla maturita`, ma ne restituiscono anche la varieta` dei temi e dei modi teatrali e le svolte decisive impresse al teatro novecentesco.

il dhammapada espone, sotto forma di strofe poetiche, i concetti fondamentali del buddhismo antico. il titolo dell`opera, composta probabilmente intorno al iii secolo a. c., significa "parole di dharma" dove dharma e` parola derivata da una radice linguistica che significa "sostenere" e indica qualcosa di saldo e stabile: il termine e` passato a indicare la legge che sostiene l`universo, tanto la legge fisica quanto la legge morale. la traduzione presentata in questo volume e` stata condotta direttamente sull`originale in lingua pali: si e` cercato di mantenerla il piu` possibile vicina al testo originale, ed e` seguita da commenti che spiegano ogni strofa. il commento illustra cosi` passo per passo i principi fondamentali del buddhismo primitivo o delle origini, in modo semplice ma rigoroso, con l`intento di guidare il lettore, anche quello digiuno di buddhismo e di dottrine orientali, alla conoscenza dell`insegnamento del buddha.

il tentativo di staccare le analisi scientifiche di marx dalla teoria comunista complessiva che le nutre e` ricorrente. era usuale venticinque anni fa, quando fu pubblicato la prima volta questo opuscolo, e` tornato in gran voga oggi, quando la crisi globale ha seppellito teorie e dottrine fino a ieri ritenute inossidabili. innumerevoli economisti - o presunti tali - hanno riscoperto che gli studi di marx sul fenomeno delle crisi del capitalismo sono a tutt`oggi insuperati, ma per potersene appropriare devono amputare le sue analisi economiche della loro premessa e delle loro conclusioni comuniste. all`ennesima riproposizione di questo vecchio trucco rispondono ancora sempre le parole di engels sulla tomba dell`amico e compagno di lotta di una vita: marx e` stato un grande scienziato, "ma lo scienziato non era neppure la meta` di marx ... perche` marx era prima di tutto un rivoluzionario". di qui la scelta di una rinnovata terza edizione di questa antologia.

pochi avrebbero previsto che nel ventesimo secolo l`uomo avrebbe scoperto la bomba atomica, l`informatica, la nucleosintesi stellare e sarebbe andato nello spazio e sulla luna. secondo l`astrofisico giovanni bignami, ci saranno nei prossimi anni scoperte sensazionali che cambieranno la nostra visione del mondo, dello spazio e della nostra stessa vita. come la comprensione della "materia oscura" dell`universo, tema su cui, forse, avremo una risposta nel 2062 al passaggio della cometa di halley, quando l`astrofisica ci dira` qualcosa di piu` anche sull`esistenza di altri sistemi di vita nell`universo. o come, ancora, la messa a punto di "un`energia globale" che ci permetterebbe di non dipendere da risorse finite. con stile brillante e grazie alla riconosciuta autorevolezza in materia, giovanni bignami ci guida alla frontiera delle possibili, stupefacenti scoperte dei prossimi tempi: consapevole che quello che pensiamo di scoprire oggi avra` poco in comune con quello che scopriremo, traccia un percorso sul confine sottile e affascinante tra scienza e immaginazione, un filo rosso dal centro della terra allo spazio che ci svela perche` l`uomo e` solo all`inizio della esplorazione del mondo, del cosmo e di se stesso.

e tempo di tracciare un bilancio critico delle dinamiche migratorie che hanno investito l`italia negli ultimi anni, riconducibili ai conflitti in libia e in siria, e dei discorsi pubblici costruiti attorno alle stesse. ha veramente senso parlare di esodi epocali e di invasioni? se i flussi migratori sono rappresentati in termini di minaccia alla sicurezza, stiamo parlando della sicurezza di chi? e in che termini costruire un senso di sicurezza per alcuni determina spazi di insicurezza per altri? saldando insieme rapporti di forza e sistemi di rappresentazione, si costruisce una storia sociale delle migrazioni via mare verso l`italia capace di collocare queste ultime entro uno scenario storico-politico ampio ed entro specifiche regolamentazioni giuridiche della frontiera. da questa prospettiva, diviene possibile ripensare tanto il tema dell`accoglienza di migranti e rifugiati quanto il senso dell`azione umanitaria e del diritto d`asilo.

roma, agosto 70 a.c. in pieno foro, nel corso di un processo destinato a fare epoca, l`accusatore marco tullio cicerone lancia una fulminante requisitoria, seguita da una tempesta di testimonianze e prove. tutte vertono sui gravi crimini commessi dall`imputato, gaio verre, ex governatore della sicilia: concussione, peculato, appropriazione indebita, furto, vendita di sentenze, manipolazione di appalti, corruzione elettorale, sequestro di persona, frode, intimidazione, tortura, omicidio. di fronte, una giuria sempre piu` attonita; attorno, un pubblico sempre piu` infiammato. si tratta della prima delle verrine, assurte poi a modello oratorio di ogni tempo. quale lavoro d`inchiesta aveva reso possibile quella spettacolare accusa, capace d`intrattenere il popolo romano per giorni? le imputazioni erano reali o si tratto` invece di un processo politico? seguiamo passo dopo passo cicerone, instancabile, tenace ma non certo candido raccoglitore di prove e orchestratore di testimonianze.

dal 1940 al 1943 le acque dell`atlantico furono il teatro di una delle battaglie piu` lunghe e sanguinose della seconda guerra mondiale, che vide scontrarsi gli u-boote tedeschi con la flotta e l`aviazione alleate. l`obiettivo dell`ammiraglio karl donitz, esperto comandante della unterseewaffe, era ambizioso: distruggere con i suoi sommergibili la flotta mercantile anglo-americana e bloccare il traffico navale tra il nordamerica e l`europa in modo da privare di rifornimenti l`inghilterra e costringerla alla resa. un disegno che, nelle sue aspettative, avrebbe potuto volgere l`esito del conflitto a favore delle potenze dell`asse. donitz si illuse che la dedizione, lo spirito di sacrificio e la disciplina dei suoi marinai potessero ribaltare il consolidato dominio anglo-americano sugli oceani. un errore di valutazione che, dopo i primi tempi favorevoli, si rivelo` in tutta la sua portata: otto sommergibilisti tedeschi su dieci persero la vita nel corso del conflitto e un`unita` su tre venne affondata durante la sua prima missione. sergio valzania, oltre a ricostruire gli aspetti tecnici e militari della grande battaglia dell`atlantico, ci racconta le storie degli uomini, spesso giovanissimi che combatterono a bordo degli u-boote, descrivendone le terribili condizioni di vita in quelle scatole d`acciaio.

"il ritorno del frastuono osceno delle bombe cosi vicino a noi, nell?ucraina aggredita, la guerra riesplosa in medio oriente, insieme con i tanti conflitti dimenticati nel mondo, sono motivo di grande preoccupazione, di un?angoscia che, per chi porta ancora nel corpo e nell?anima gli incubi del secolo scorso, e forse ancora piu acuta". la senatrice a vita liliana segre, dopo un trentennio speso a testimoniare cio che e stato, consegnando ai giovani un messaggio di pace, non puo che soffrire per quanto accade oggi nel mondo. eppure, cosi come ha scelto finora di impegnarsi e di non tacere, nonostante dal 2019 viva sotto scorta, continua anche oggi, in questo momento cosi delicato, a riflettere sul presente e a raccontare il passato. perche dagli errori di ieri si possa imparare, scongiurando nuovi rischi. nell?intervista inedita che apre questo libro, parla della sorte di israeliani e palestinesi, esprime sconforto per le vittime innocenti dell?una e dell?altra parte, confessa di sperare ancora nella soluzione "due popoli, due stati". e non mancano i timori per il destino dell?ucraina, cosi come per le tensioni autoritarie e gli altri conflitti che attraversano il mondo. completa il volume una scelta delle rubriche, degli interventi e dei discorsi pubblici piu significativi. cio che ne nasce, a ottant?anni dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla liberazione di liliana segre dai lager nazisti, e una riflessione di altissimo profilo su guerra, pace e democrazia. ma anche un accorato appello a lasciare ai bambini di oggi un mondo migliore, pacificato, contro ogni spirito di vendetta.


"l`uso dei piaceri" e` il secondo volume di quella "storia della sessualita`" di cui michel foucault aveva esposto ne "la volonta` di sapere" il progetto iniziale: comprendere come, nelle societa` occidentali moderne, si era costituito qualcosa di simile a una "esperienza" della "sessualita`", nozione familiare e tuttavia apparsa solamente all`inizio del diciannovesimo secolo. parlare di sessualita` come di un`esperienza storicamente singolare ha richiesto di ricostruire i percorsi del "soggetto desiderante", risalendo dall`epoca moderna fino all`antichita` classica. "l`uso dei piaceri", appunto, entra nel vivo della rappresentazione delle pratiche e delle teorie sessuali nella citta` greca, e da` cosi` concreto avvio a un`opera storiografica dall`ambizione assolutamente unica: non piu` indagine parziale o settoriale sui problemi della sessualita`, essa presenta globalmente la genealogia dell`esperienza piu` ignota, anche quando piu` esibita, della nostra cultura e della nostra storia, offrendoci al contempo una sorta di specchio delle radici piu` remote e cancellate della logica degli odierni comportamenti sessuali.

all`origine della grande rivoluzione psicoanalitica, quella che venne chiamata la cura delle parole, sono gli incontri che sigmund freud tenne con i suoi primi pazienti. e qui, nel suo studio, che si codifica un linguaggio e si sperimenta un nuovo metodo scientifico e terapeutico. sono quelli che la storia ci ha tramandato come i casi clinici da cui freud ha potuto muovere e desumere le strutture e i meccanismi di fondo della psiche; vere e proprie storie, o parabole, che attraverso la sua maestria, anche narrativa, giungono a noi come appassionanti resoconti, oltre che come strumenti di conoscenza e di ricerca. e in questi racconti che ritroviamo la vera voce e la natura prima della psicoanalisi, il rapporto diretto tra medico e paziente, e la cura che prende corpo e si sprigiona in tutta la sua forza liberatoria. presentiamo in questo volume tre dei casi clinici piu` noti: il caso di anna o., con cui esordiscono gli studi sull`isteria, e due casi di nevrosi, passati alla storia come i casi dell`uomo dei topi e dell`uomo dei lupi.

dopo l`attacco di hamas del 7 ottobre 2023, la devastazione di gaza e l`uccisione di decine di migliaia di civili hanno prodotto una frattura profonda nell`ordine etico del mondo. ma l`aspetto piu sconvolgente, sostiene fassin, e stato il consenso che ha accompagnato quell`annientamento: governi, istituzioni e media che hanno approvato, giustificato o taciuto di fronte alla distruzione di un popolo, mentre le voci dissenzienti venivano ridotte al silenzio o accusate di antisemitismo. con la precisione del medico e la lucidita dell`antropologo, fassin esplora le radici storiche e linguistiche di questo fallimento: il rovesciamento del lessico morale, l`abuso delle parole "terrorismo", "difesa", "umanitario", la gerarchia implicita che assegna alle vite palestinesi un valore infinitamente minore. il risultato e un atto di accusa contro la corruzione del linguaggio politico e la cecita di un occidente che, nel difendere la propria coscienza, ha perso la propria umanita. una strana disfatta, dichiarato riferimento all`analisi compiuta da marc bloch all`indomani della sconfitta francese a opera della germania nazista, non e un libro sulla guerra di gaza soltanto: e un esame di coscienza collettivo, un tentativo di restituire significato alle parole e dignita alla vita.

in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidita` e` potere. la censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. "21 lezioni per il xxi secolo" si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni piu` urgenti dell`agenda globale contemporanea. perche` la democrazia liberale e` in crisi? dio e` tornato? sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? che cosa significa l`ascesa di donald trump? che cosa si puo` fare per contrastare l`epidemia di notizie false? quali civilta` domineranno il pianeta: l`occidente, la cina, l`islam? l`europa deve tenere le porte aperte ai migranti? il nazionalismo puo` risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? in che modo potremo difenderci dal terrorismo? che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande, perche` siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani. purtroppo la storia non fa sconti. se il futuro dell`umanita` viene deciso in vostra assenza, poiche` siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. certo e` parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia e` giusta? un libro non puo` dare alla gente ne` cibo ne` vestiti, ma puo` fare e offrire un po` di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. se questo libro servira` ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avra` raggiunto il suo scopo.

in questo libro ernesto de martino risale alle radici dell`esigenza umana di rifiutare la morte nella sua scandalosa gratuita` e, di riflesso, procurare al defunto una culturalmente definita, mediante il ricorso a determinate pratiche rituali. tra queste, l`istituto del lamento funebre, rivolto ai vivi non meno che ai defunti, poiche` la piena del dolore rischia di compromettere l`integrita` della presenza dei sopravvissuti. qui sta la funzione piu` profonda del pianto rituale, che non cancella la crisi del cordoglio ma l`accoglie in se`, trasformandola in disciplina culturale capace di mantenere il pathos al riparo dall`irruzione della follia. in cio` risiede la sua umanissima sapienza, il cui valore trascende i limiti storici di diffusione del fenomeno, e al quale s`abbandona persino la madonna al cospetto della morte del figlio, nonostante l`accesa polemica cristiana contro il costume pagano. dall`analisi del fenomeno, ridotto allo stadio di , scaturisce il bisogno di estendere l`analisi alle antiche civilta` agrarie del mediterraneo, al cui interno l`istituto del lamento funebre visse la stagione del suo massimo splendore, fino al progressivo declino, causato dallo scontro con il cristianesimo trionfante. de martino si interroga infine sul problema della risoluzione laica della crisi del cordoglio, e l`"atlante figurato del pianto" riflette mediante un sapiente uso delle immagini l`affascinante itinerario dell`autore, che sollecita un confronto con l`atlante "mnemosyne" di aby warburg.

ortega y gasset, il piu` grande filosofo spagnolo, medito` per tutta la vita su vela`zquez e la sua pittura. in particolare negli anni quaranta e cinquanta del novecento, ortega definisce una propria provocatoria interpretazione della figura e dell`opera di vela`zquez che, nonostante le resistenze iniziali degli storici dell`arte, ha segnato fino ad oggi la nostra interpretazione del piu` grande pittore spagnolo di tutti i tempi. vissuto in un`epoca dall`accentuato formalismo e dall`esasperata convenzionalita`, vela`zquez paradossalmente sa ritagliarsi poprio a corte uno spazio di liberta`, svincolando l`arte dal tema rappresentato e ridandole la funzione primigenia di fissare l`attimo per l`eternita`. di fronte alla circostanza del suo tempo, pur condizionante che sia, un individuo geniale sa sempre trovare, dunque, il modo di esprimere se stesso. degli scritti di ortega su vela`zquez si offre qui un`ampia scelta in una nuova, accurata e felice traduzione, mentre la prefazione inquadra la proposta interpretativa di ortega nella storia della fortuna critica del pittore. d`altro canto, le schede storico-filologiche, che accompagnano le riproduzioni dei capolavori analizzati dal filolosofo, aggiornano la loro lettura sino al fitto dibattito attuale.

cosa fece marco polo a venezia nei trent`anni che seguirono il suo ritorno dalla cina? come impiego le ricchezze accumulate grazie al suo celeberrimo viaggio? quali conseguenze ebbero la sua esperienza, i suoi racconti e i suoi contatti sull`economia di venezia e di tutta italia? i documenti ritrovati negli ultimi anni rivoluzionano l`immagine del grande viaggiatore e ci restituiscono a tutto tondo l`incredibile vivacita dell`italia medievale.

attraverso una selezione delle prime pagine piu significative, il volume ripercorre gli eventi che hanno segnato la storia d`italia e del mondo, visti attraverso lo sguardo del piu grande quotidiano nazionale. un emozionante viaggio visivo e narrativo, che mette in evidenza non solo gli eventi e i personaggi epocali, ma anche i cambiamenti culturali, le trasformazioni della societa, le piccole e grandi storie che ci hanno resi quello che siamo. la rassegna, che celebra i centocinquant`anni di vita del "corriere della sera" (il suo primo numero usci in edicola il 5 marzo 1876) mette in luce non solo l`evoluzione del giornalismo, ma anche il ruolo centrale del quotidiano nella vita del paese.

per il sottotenente gadda, che l`aveva auspicata come , la grande guerra si rivela uno scontro durissimo. piu` ancora che con il nemico, con cio` che scatenava in lui un`indignazione cosi` violenta da sfiorare la : la meschinita` della di caserma, che spegne ogni aspirazione alla lotta; l`incompetenza dei grandi generali; l` che di tutto fa una questione personale; l`indegnita` morale dei vigliacchi, degli imboscati e dei profittatori, che costringevano gli alpini a marciare con scarpe rotte: confessa. ma lo scontro piu` lacerante, e fondatore, e` quello che gadda ingaggia con se` stesso: con l`orrore e la tristezza della solitudine, con un viziato da , con una insufficienza nell`agire che gli impedisce di tradurre in atto i tesori di preparazione tecnica, senso di sacrificio, spirito di disciplina che abitano in lui: . la disfatta di caporetto e la prigionia in germania peseranno come un macigno sul bilancio della partecipazione di gadda alla guerra, ma il tempo dimostrera` che l`officina del giornale - primo sofferto atto di conoscenza del mondo e della propria realta` psichica - segna la nascita del piu` grande prosatore italiano del novecento.

dopo i mesi di lockdown e gli anni di pandemia globale, si temeva una recessione. invece, per il momento, e` arrivata l`inflazione. un tasso di inflazione al 10 per cento era per molti italiani un ricordo lontano, che risaliva a prima della caduta del muro di berlino. la sensazione di raddoppio dei prezzi in seguito all`introduzione dell`euro era stata, appunto, solo una sensazione: chi ha meno di cinquant`anni non ha mai vissuto da adulto in un`economia surriscaldata come quella di oggi. e se gli effetti dell`inflazione sulla vita di tutti i giorni sono chiaramente percepibili da chiunque, la faccenda si complica parecchio quando si tenta di capire davvero la natura del fenomeno, le sue cause e le sue conseguenze. gli economisti hanno diverse teorie, ma dalla crisi finanziaria del 2008 a oggi molte di queste teorie si sono rivelate assai meno aderenti alla realta` di quanto si pensava. dai politici e dai media non arrivano parole di chiarezza, ma molti allarmi, eccessi di ottimismo, polemiche, o semplice disinformazione. stefano feltri si addentra nella selva oscura dell`inflazione, per tornare con una mappa che sia comprensibile e consultabile dal risparmiatore che ha paura, dal consumatore che si dispera, dal lavoratore che vede assottigliarsi il potere d`acquisto del suo stipendio - insomma, una mappa per tutti noi. da dove viene l`inflazione? quando se ne andra`? quanto ci costera`? quali decisioni bisognera` prendere, come individui e come sistema paese, nei prossimi anni?


scritte tra il 1955 e il luglio del 1960 e pubblicate per la prima volta nel 1961, le poesie di "la religione del mio tempo" raccontano in versi un?intera societa in fermento. usando la frusta quando lo ritiene necessario, pasolini non retrocede di fronte a nulla e utilizza ogni possibile materiale argomentativo: da quello metafisico a quello polemico, dal giornalistico al profetico, proponendo schemi e ideologie che - come spieghera sul settimanale "vie nuove" - "non sono solo opinioni politiche, ma sono, insieme, poetiche; hanno cioe subito quella trasformazione radicale di qualita che e il processo stilistico". in questa raccolta pasolini riesce cosi a mettere poeticamente in azione tutta la sua incontenibile passione civile, un?insaziabile fame di vita e un irresistibile desiderio di capire e sentire. prefazione di franco marcoaldi.

all`alba degli anni ottanta qualcosa di profondo cambio l`italia. dalla galassia delle televisioni private emersero quattro network che avrebbero ridisegnato il panorama sociale, politico e culturale del paese: quelli legati a rizzoli, rusconi, mondadori e berlusconi. non fu un`espansione casuale. dietro la spinta alla creazione di queste reti nazionali c`erano esigenze precise: l`interesse dei pubblicitari a raggiungere un mercato piu vasto, la necessita degli editori di ammortizzare i costi dei programmi acquistati all`estero e, soprattutto, l`ambizione di esercitare una nuova forma di potere. l`avvento di nuovi generi televisivi e una fruizione sempre piu intensa del mezzo diedero il via a una trasformazione profonda nel costume italiano. si tratto di una seconda americanizzazione, piu sottile e interiorizzata rispetto a quella del dopoguerra. e mentre i partiti politici permettevano al sistema televisivo privato di crescere senza una legge che lo regolamentasse, accadde l`inevitabile: il peso del potere economico sopravanzo definitivamente le capacita decisionali della politica, con effetti di lungo periodo che avrebbero plasmato l`italia che conosciamo oggi. mirco dondi, sulla base di una documentazione inedita e di interviste ai protagonisti di questa rivoluzione, con un racconto originale e nuovo, getta finalmente luce sulla storia italiana piu recente.

ci hanno sempre insegnato che la storia e fatta dai grandi uomini, dalle loro gesta e decisioni. antichita ribelle ricostruisce invece un racconto "dal basso" che ribalta gli stereotipi sulla classicita, mostrandoci come, mentre pericle, cesare, alessandro magno occupavano la scena dando vita a societa rigidamente separate per classi, ruoli e genere, migliaia di persone sperimentavano modi alternativi di resistere a discriminazioni e gerarchie. ed e proprio nei momenti in cui sembra che la nostra storia sia fatta solamente di prevaricazione, individualismo e ricerca del potere che e bene ricordarci di quanto antico e profondo sia il desiderio umano di emancipazione, amore e solidarieta. christopher b. zeichmann raccoglie e collega le tracce di queste esistenze "anarchiche" rispetto alle narrazioni consolidate, dimostrando come comunita egualitarie e forme di autogoverno non siano eccezioni recenti, ma possibilita ricorrenti nel nostro passato: dai pirati greci che intorno al 580 a.c. fondarono a lipari una democrazia basata sulla condivisione dei prodotti agricoli e dei bottini delle razzie al leggendario gladiatore spartaco che nel 73 a.c. condusse migliaia di schiavi alla rivolta contro i padroni romani, fino ai mazdachiti persiani del v secolo d.c. che promuovevano pacifismo, vegetarianesimo e poliandria; dalle comunita ebraiche in egitto e giudea che promuovevano la rinuncia a qualsiasi forma di proprieta privata, alla scelta radicale dei cinici diogene e cratete, che abbandonarono status e ricchezze per una vita fuori dalle convenzioni della polis. intrecciando documenti paleografici e fonti archeologiche, le vicende di eroi popolari e di persone comuni, antichita ribelle ci offre una controstoria dissidente e rivelatrice. perche e solo quando si distoglie lo sguardo dalle statue monumentali e dagli archi di trionfo che ci si accorge delle tante esistenze che sono vissute nella loro ombra.

il male che si accanisce contro giobbe non puo` piu` essere concepito come una punizione, poiche` egli non ha commesso alcun delitto; non puo` piu` essere una vendetta, poiche` egli non ha colpito nessuno. nel trovarsi esposto alla violenza insensata della sofferenza giobbe si trova immerso in una esperienza intraducibile. resta solo il grido rivolto a dio come il modo piu` radicale della domanda. la stessa che egli porta nell`etimo del suo nome: giobbe significa nella lingua ebraica domanda che sovrasta ogni possibile risposta. . il grido di giobbe accade quando le parole sono costrette al silenzio, spezzate dal trauma del male. esso non e` indice di rassegnazione ma di lotta e di resistenza. dopo la notte del getsemani e il gesto di caino, con il grido di giobbe continua l`intenso e sorprendente viaggio di massimo recalcati lettore della bibbia, impegnato a rintracciare l`eredita` piu` profonda del pensiero psicoanalitico che si concludera`, a breve, con un`ampia e attesa opera.

sotto la direzione di ewald e fontana, una e`quipe composta da bertani, gros, lagrange, marchetti e senellart sta procedendo alla trascrizione dei tredici corsi tenuti da foucault al colle`ge de france. queste lezioni rappresentano una sorta di laboratorio in cui foucault sperimentava idee e ipotesi di ricerca, solo parzialmente riprese nei libri. in questo corso, in particolare, foucault esamina in che modo la guerra, nei suoi diversi aspetti, sia stata utilizzata come uno strumento di analisi della storia e dei rapporti sociali, individuando nella guerra delle razze e nell`emergere del razzismo di stato uno schema d`intelligibilta` della nostra modernita` storico-politica.

giovanna marini e` la piu` prolifica e poliedrica cantautrice e compositrice italiana contemporanea. musicista completa, diplomata in chitarra classica al conservatorio santa cecilia di roma e successivamente allieva di andre`s segovia, dagli anni sessanta a oggi e` stata una presenza costante sulla scena musicale italiana, nella discografia e nella didattica, con picchi di popolarita` legati soprattutto alla fortuna del canto popolare e ad alcune stagioni della canzone di protesta. rivolto a un pubblico trasversale, questo libro intende superare gli steccati raccontando -anche attraverso una serie di testimonianze originali di registi, uomini di teatro, colleghi cantautori - l`ispirazione e il profilo intellettuale di giovanna marini nei vari aspetti della sua multiforme produzione musicale e poetica: ballate, oratori, opere, cantate, musiche per il teatro e per il cinema, in uno sguardo d`insieme che porta alla luce il filo conduttore della sua opera in oltre cinquantanni di attivita`.

con il passare degli anni o a causa di determinate patologie, l?anziano tende a diminuire le sue performance e a restringere in modo esponenziale la capacita di utilizzo delle proprie risorse cognitive. una mente attiva propone percorsi di stimolazione cognitiva per la terza eta attraverso centinai di esercizi e attivita, da effettuare direttamente sul testo oppure in modo esponenziale. il volume e strutturato in 8 sezioni, attraverso le quali si stimola la persona non solo a livello prettamente cognitivo, ma anche sensoriale ed emozionale: laboratori linguistici, esercizi visuo-spaziali, attivita mnestiche, laboratori creativi, attivita sociali, esercizi di ragionamento, laboratorio delle emozioni, attivita con la musica. ogni parte e composta da numerose schede di lavoro di facile utilizzo e comprensione per aiutare l?anziano a mantenere e recuperare, in base alle proprie potenzialita e in modo ludico, quelle risorse che spontaneamente tende a limitare. la grafica chiara e pulita, l?eterogeneita degli esercizi e la praticita del testo lo rendono un efficace strumento sia per gli operatori sia per i familiari o per gli anziani stessi.



















