
cos`era il potere a roma antica? un console, un tribuno, un triumviro, di quale autorita erano provvisti e per quali fini? come veniva giustificata l`esistenza stessa di un uomo al comando e a chi doveva rendere conto?

dopo l`attacco di hamas del 7 ottobre 2023, la devastazione di gaza e l`uccisione di decine di migliaia di civili hanno prodotto una frattura profonda nell`ordine etico del mondo. ma l`aspetto piu sconvolgente, sostiene fassin, e stato il consenso che ha accompagnato quell`annientamento: governi, istituzioni e media che hanno approvato, giustificato o taciuto di fronte alla distruzione di un popolo, mentre le voci dissenzienti venivano ridotte al silenzio o accusate di antisemitismo. con la precisione del medico e la lucidita dell`antropologo, fassin esplora le radici storiche e linguistiche di questo fallimento: il rovesciamento del lessico morale, l`abuso delle parole "terrorismo", "difesa", "umanitario", la gerarchia implicita che assegna alle vite palestinesi un valore infinitamente minore. il risultato e un atto di accusa contro la corruzione del linguaggio politico e la cecita di un occidente che, nel difendere la propria coscienza, ha perso la propria umanita. una strana disfatta, dichiarato riferimento all`analisi compiuta da marc bloch all`indomani della sconfitta francese a opera della germania nazista, non e un libro sulla guerra di gaza soltanto: e un esame di coscienza collettivo, un tentativo di restituire significato alle parole e dignita alla vita.

in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidita` e` potere. la censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. "21 lezioni per il xxi secolo" si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni piu` urgenti dell`agenda globale contemporanea. perche` la democrazia liberale e` in crisi? dio e` tornato? sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? che cosa significa l`ascesa di donald trump? che cosa si puo` fare per contrastare l`epidemia di notizie false? quali civilta` domineranno il pianeta: l`occidente, la cina, l`islam? l`europa deve tenere le porte aperte ai migranti? il nazionalismo puo` risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? in che modo potremo difenderci dal terrorismo? che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande, perche` siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani. purtroppo la storia non fa sconti. se il futuro dell`umanita` viene deciso in vostra assenza, poiche` siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. certo e` parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia e` giusta? un libro non puo` dare alla gente ne` cibo ne` vestiti, ma puo` fare e offrire un po` di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. se questo libro servira` ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avra` raggiunto il suo scopo.

in questo libro ernesto de martino risale alle radici dell`esigenza umana di rifiutare la morte nella sua scandalosa gratuita` e, di riflesso, procurare al defunto una culturalmente definita, mediante il ricorso a determinate pratiche rituali. tra queste, l`istituto del lamento funebre, rivolto ai vivi non meno che ai defunti, poiche` la piena del dolore rischia di compromettere l`integrita` della presenza dei sopravvissuti. qui sta la funzione piu` profonda del pianto rituale, che non cancella la crisi del cordoglio ma l`accoglie in se`, trasformandola in disciplina culturale capace di mantenere il pathos al riparo dall`irruzione della follia. in cio` risiede la sua umanissima sapienza, il cui valore trascende i limiti storici di diffusione del fenomeno, e al quale s`abbandona persino la madonna al cospetto della morte del figlio, nonostante l`accesa polemica cristiana contro il costume pagano. dall`analisi del fenomeno, ridotto allo stadio di , scaturisce il bisogno di estendere l`analisi alle antiche civilta` agrarie del mediterraneo, al cui interno l`istituto del lamento funebre visse la stagione del suo massimo splendore, fino al progressivo declino, causato dallo scontro con il cristianesimo trionfante. de martino si interroga infine sul problema della risoluzione laica della crisi del cordoglio, e l`"atlante figurato del pianto" riflette mediante un sapiente uso delle immagini l`affascinante itinerario dell`autore, che sollecita un confronto con l`atlante "mnemosyne" di aby warburg.

ortega y gasset, il piu` grande filosofo spagnolo, medito` per tutta la vita su vela`zquez e la sua pittura. in particolare negli anni quaranta e cinquanta del novecento, ortega definisce una propria provocatoria interpretazione della figura e dell`opera di vela`zquez che, nonostante le resistenze iniziali degli storici dell`arte, ha segnato fino ad oggi la nostra interpretazione del piu` grande pittore spagnolo di tutti i tempi. vissuto in un`epoca dall`accentuato formalismo e dall`esasperata convenzionalita`, vela`zquez paradossalmente sa ritagliarsi poprio a corte uno spazio di liberta`, svincolando l`arte dal tema rappresentato e ridandole la funzione primigenia di fissare l`attimo per l`eternita`. di fronte alla circostanza del suo tempo, pur condizionante che sia, un individuo geniale sa sempre trovare, dunque, il modo di esprimere se stesso. degli scritti di ortega su vela`zquez si offre qui un`ampia scelta in una nuova, accurata e felice traduzione, mentre la prefazione inquadra la proposta interpretativa di ortega nella storia della fortuna critica del pittore. d`altro canto, le schede storico-filologiche, che accompagnano le riproduzioni dei capolavori analizzati dal filolosofo, aggiornano la loro lettura sino al fitto dibattito attuale.

cosa fece marco polo a venezia nei trent`anni che seguirono il suo ritorno dalla cina? come impiego le ricchezze accumulate grazie al suo celeberrimo viaggio? quali conseguenze ebbero la sua esperienza, i suoi racconti e i suoi contatti sull`economia di venezia e di tutta italia? i documenti ritrovati negli ultimi anni rivoluzionano l`immagine del grande viaggiatore e ci restituiscono a tutto tondo l`incredibile vivacita dell`italia medievale.

attraverso una selezione delle prime pagine piu significative, il volume ripercorre gli eventi che hanno segnato la storia d`italia e del mondo, visti attraverso lo sguardo del piu grande quotidiano nazionale. un emozionante viaggio visivo e narrativo, che mette in evidenza non solo gli eventi e i personaggi epocali, ma anche i cambiamenti culturali, le trasformazioni della societa, le piccole e grandi storie che ci hanno resi quello che siamo. la rassegna, che celebra i centocinquant`anni di vita del "corriere della sera" (il suo primo numero usci in edicola il 5 marzo 1876) mette in luce non solo l`evoluzione del giornalismo, ma anche il ruolo centrale del quotidiano nella vita del paese.

per il sottotenente gadda, che l`aveva auspicata come , la grande guerra si rivela uno scontro durissimo. piu` ancora che con il nemico, con cio` che scatenava in lui un`indignazione cosi` violenta da sfiorare la : la meschinita` della di caserma, che spegne ogni aspirazione alla lotta; l`incompetenza dei grandi generali; l` che di tutto fa una questione personale; l`indegnita` morale dei vigliacchi, degli imboscati e dei profittatori, che costringevano gli alpini a marciare con scarpe rotte: confessa. ma lo scontro piu` lacerante, e fondatore, e` quello che gadda ingaggia con se` stesso: con l`orrore e la tristezza della solitudine, con un viziato da , con una insufficienza nell`agire che gli impedisce di tradurre in atto i tesori di preparazione tecnica, senso di sacrificio, spirito di disciplina che abitano in lui: . la disfatta di caporetto e la prigionia in germania peseranno come un macigno sul bilancio della partecipazione di gadda alla guerra, ma il tempo dimostrera` che l`officina del giornale - primo sofferto atto di conoscenza del mondo e della propria realta` psichica - segna la nascita del piu` grande prosatore italiano del novecento.

dopo i mesi di lockdown e gli anni di pandemia globale, si temeva una recessione. invece, per il momento, e` arrivata l`inflazione. un tasso di inflazione al 10 per cento era per molti italiani un ricordo lontano, che risaliva a prima della caduta del muro di berlino. la sensazione di raddoppio dei prezzi in seguito all`introduzione dell`euro era stata, appunto, solo una sensazione: chi ha meno di cinquant`anni non ha mai vissuto da adulto in un`economia surriscaldata come quella di oggi. e se gli effetti dell`inflazione sulla vita di tutti i giorni sono chiaramente percepibili da chiunque, la faccenda si complica parecchio quando si tenta di capire davvero la natura del fenomeno, le sue cause e le sue conseguenze. gli economisti hanno diverse teorie, ma dalla crisi finanziaria del 2008 a oggi molte di queste teorie si sono rivelate assai meno aderenti alla realta` di quanto si pensava. dai politici e dai media non arrivano parole di chiarezza, ma molti allarmi, eccessi di ottimismo, polemiche, o semplice disinformazione. stefano feltri si addentra nella selva oscura dell`inflazione, per tornare con una mappa che sia comprensibile e consultabile dal risparmiatore che ha paura, dal consumatore che si dispera, dal lavoratore che vede assottigliarsi il potere d`acquisto del suo stipendio - insomma, una mappa per tutti noi. da dove viene l`inflazione? quando se ne andra`? quanto ci costera`? quali decisioni bisognera` prendere, come individui e come sistema paese, nei prossimi anni?


scritte tra il 1955 e il luglio del 1960 e pubblicate per la prima volta nel 1961, le poesie di "la religione del mio tempo" raccontano in versi un?intera societa in fermento. usando la frusta quando lo ritiene necessario, pasolini non retrocede di fronte a nulla e utilizza ogni possibile materiale argomentativo: da quello metafisico a quello polemico, dal giornalistico al profetico, proponendo schemi e ideologie che - come spieghera sul settimanale "vie nuove" - "non sono solo opinioni politiche, ma sono, insieme, poetiche; hanno cioe subito quella trasformazione radicale di qualita che e il processo stilistico". in questa raccolta pasolini riesce cosi a mettere poeticamente in azione tutta la sua incontenibile passione civile, un?insaziabile fame di vita e un irresistibile desiderio di capire e sentire. prefazione di franco marcoaldi.

all`alba degli anni ottanta qualcosa di profondo cambio l`italia. dalla galassia delle televisioni private emersero quattro network che avrebbero ridisegnato il panorama sociale, politico e culturale del paese: quelli legati a rizzoli, rusconi, mondadori e berlusconi. non fu un`espansione casuale. dietro la spinta alla creazione di queste reti nazionali c`erano esigenze precise: l`interesse dei pubblicitari a raggiungere un mercato piu vasto, la necessita degli editori di ammortizzare i costi dei programmi acquistati all`estero e, soprattutto, l`ambizione di esercitare una nuova forma di potere. l`avvento di nuovi generi televisivi e una fruizione sempre piu intensa del mezzo diedero il via a una trasformazione profonda nel costume italiano. si tratto di una seconda americanizzazione, piu sottile e interiorizzata rispetto a quella del dopoguerra. e mentre i partiti politici permettevano al sistema televisivo privato di crescere senza una legge che lo regolamentasse, accadde l`inevitabile: il peso del potere economico sopravanzo definitivamente le capacita decisionali della politica, con effetti di lungo periodo che avrebbero plasmato l`italia che conosciamo oggi. mirco dondi, sulla base di una documentazione inedita e di interviste ai protagonisti di questa rivoluzione, con un racconto originale e nuovo, getta finalmente luce sulla storia italiana piu recente.

ci hanno sempre insegnato che la storia e fatta dai grandi uomini, dalle loro gesta e decisioni. antichita ribelle ricostruisce invece un racconto "dal basso" che ribalta gli stereotipi sulla classicita, mostrandoci come, mentre pericle, cesare, alessandro magno occupavano la scena dando vita a societa rigidamente separate per classi, ruoli e genere, migliaia di persone sperimentavano modi alternativi di resistere a discriminazioni e gerarchie. ed e proprio nei momenti in cui sembra che la nostra storia sia fatta solamente di prevaricazione, individualismo e ricerca del potere che e bene ricordarci di quanto antico e profondo sia il desiderio umano di emancipazione, amore e solidarieta. christopher b. zeichmann raccoglie e collega le tracce di queste esistenze "anarchiche" rispetto alle narrazioni consolidate, dimostrando come comunita egualitarie e forme di autogoverno non siano eccezioni recenti, ma possibilita ricorrenti nel nostro passato: dai pirati greci che intorno al 580 a.c. fondarono a lipari una democrazia basata sulla condivisione dei prodotti agricoli e dei bottini delle razzie al leggendario gladiatore spartaco che nel 73 a.c. condusse migliaia di schiavi alla rivolta contro i padroni romani, fino ai mazdachiti persiani del v secolo d.c. che promuovevano pacifismo, vegetarianesimo e poliandria; dalle comunita ebraiche in egitto e giudea che promuovevano la rinuncia a qualsiasi forma di proprieta privata, alla scelta radicale dei cinici diogene e cratete, che abbandonarono status e ricchezze per una vita fuori dalle convenzioni della polis. intrecciando documenti paleografici e fonti archeologiche, le vicende di eroi popolari e di persone comuni, antichita ribelle ci offre una controstoria dissidente e rivelatrice. perche e solo quando si distoglie lo sguardo dalle statue monumentali e dagli archi di trionfo che ci si accorge delle tante esistenze che sono vissute nella loro ombra.

il male che si accanisce contro giobbe non puo` piu` essere concepito come una punizione, poiche` egli non ha commesso alcun delitto; non puo` piu` essere una vendetta, poiche` egli non ha colpito nessuno. nel trovarsi esposto alla violenza insensata della sofferenza giobbe si trova immerso in una esperienza intraducibile. resta solo il grido rivolto a dio come il modo piu` radicale della domanda. la stessa che egli porta nell`etimo del suo nome: giobbe significa nella lingua ebraica domanda che sovrasta ogni possibile risposta. . il grido di giobbe accade quando le parole sono costrette al silenzio, spezzate dal trauma del male. esso non e` indice di rassegnazione ma di lotta e di resistenza. dopo la notte del getsemani e il gesto di caino, con il grido di giobbe continua l`intenso e sorprendente viaggio di massimo recalcati lettore della bibbia, impegnato a rintracciare l`eredita` piu` profonda del pensiero psicoanalitico che si concludera`, a breve, con un`ampia e attesa opera.

sotto la direzione di ewald e fontana, una e`quipe composta da bertani, gros, lagrange, marchetti e senellart sta procedendo alla trascrizione dei tredici corsi tenuti da foucault al colle`ge de france. queste lezioni rappresentano una sorta di laboratorio in cui foucault sperimentava idee e ipotesi di ricerca, solo parzialmente riprese nei libri. in questo corso, in particolare, foucault esamina in che modo la guerra, nei suoi diversi aspetti, sia stata utilizzata come uno strumento di analisi della storia e dei rapporti sociali, individuando nella guerra delle razze e nell`emergere del razzismo di stato uno schema d`intelligibilta` della nostra modernita` storico-politica.

giovanna marini e` la piu` prolifica e poliedrica cantautrice e compositrice italiana contemporanea. musicista completa, diplomata in chitarra classica al conservatorio santa cecilia di roma e successivamente allieva di andre`s segovia, dagli anni sessanta a oggi e` stata una presenza costante sulla scena musicale italiana, nella discografia e nella didattica, con picchi di popolarita` legati soprattutto alla fortuna del canto popolare e ad alcune stagioni della canzone di protesta. rivolto a un pubblico trasversale, questo libro intende superare gli steccati raccontando -anche attraverso una serie di testimonianze originali di registi, uomini di teatro, colleghi cantautori - l`ispirazione e il profilo intellettuale di giovanna marini nei vari aspetti della sua multiforme produzione musicale e poetica: ballate, oratori, opere, cantate, musiche per il teatro e per il cinema, in uno sguardo d`insieme che porta alla luce il filo conduttore della sua opera in oltre cinquantanni di attivita`.

con il passare degli anni o a causa di determinate patologie, l?anziano tende a diminuire le sue performance e a restringere in modo esponenziale la capacita di utilizzo delle proprie risorse cognitive. una mente attiva propone percorsi di stimolazione cognitiva per la terza eta attraverso centinai di esercizi e attivita, da effettuare direttamente sul testo oppure in modo esponenziale. il volume e strutturato in 8 sezioni, attraverso le quali si stimola la persona non solo a livello prettamente cognitivo, ma anche sensoriale ed emozionale: laboratori linguistici, esercizi visuo-spaziali, attivita mnestiche, laboratori creativi, attivita sociali, esercizi di ragionamento, laboratorio delle emozioni, attivita con la musica. ogni parte e composta da numerose schede di lavoro di facile utilizzo e comprensione per aiutare l?anziano a mantenere e recuperare, in base alle proprie potenzialita e in modo ludico, quelle risorse che spontaneamente tende a limitare. la grafica chiara e pulita, l?eterogeneita degli esercizi e la praticita del testo lo rendono un efficace strumento sia per gli operatori sia per i familiari o per gli anziani stessi.






















alla fine del xix secolo i balcani erano visti come luogo di instabilita` politica e di feroci conflitti tra le diverse etnie. dopo la prima guerra mondiale, con l`espressione "balcanizzazione" si fini` per intendere la riduzione di uno stato ad un disordine politico perpetuo. a tutt`oggi, i balcani continuano a essere considerati una terra di nessuno tra l`occidente e l`oriente, oppressi dal fardello di un passato pesante, e come focolaio degli odi ancestrali dei diversi gruppi etnici. il libro intende rivolgersi soprattutto a chi non si accontenta di una prospettiva schiacciata sul presente e sull`"immagine", ma vuole comprendere i problemi di una regione che sta faticosamente emergendo dalla marginalita` storica.









la psicologia dell`attenzione e` una tradizionale area di ricerca della psicologia che ha conosciuto, negli ultimi quarant`anni, una fase di grande sviluppo. senza presupporre conoscenze specifiche, il libro indaga sul fenomeno dell`attenzione alla luce delle piu` recenti acquisizioni della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, fornendo indicazioni utili non solo a studenti, psicologi e psichiatri, ma anche a insegnanti e riabilitatori.








il mercante di tver` afanasij nikitin, recatosi in oriente nel 1466 quasi come rappresentante della nuova russia di ivan iii, e` costretto, in seguito ad alcune disavventure, a migrare per anni tra persia, india e arabia. il suo viaggio, pur non essendo in diretto rapporto con i grandi avvenimenti del xv secolo, e` per molti aspetti un segno del mutamento in atto nella societa` russa del tempo. cio` vale anche per il linguaggio di nikitin, che nella sua struttura anticipa sensibilmente quello moderno; tra l`altro egli ricorre a un miscuglio di parlate orientali quando le sue notazioni sconfinano nel morboso o nel proibito. il diario di quest`uomo semplice e` anche uno spiraglio sulla sua coscienza, sul suo anelito religioso e sulle sue angosce di peccatore. significativamente, il viaggio termina con una preghiera, che riproduce in cirillico le parole del corano. nikitin non si limita a informare, ma racconta e rivela.












