
insolente e provocatorio, scritto in una prosa dalla potenza lirica, "i canti di maldoror" e` un poema dell`inconscio e un`allegoria del male, un grido di blasfema ribellione contro dio e la societa`. il protagonista, maldoror, maestro dei travestimenti perseguito dalla polizia poiche` ritenuto incarnazione del male, si fa strada attraverso un mondo sinistro e sadico, popolato da becchini, ermafroditi, prostitute, squali, pazzi e bambini inquietanti. egli rappresenta l`uomo che si rivolta contro il suo creatore, uccidendolo e facendolo a pezzi. delirante, erotico, sacrilego e grandioso al contempo, ignorato dai piu` alla pubblicazione e criticato per la scrittura esplicita e grottesca, "i canti" fu riscoperto alla fine dell`ottocento, raggiungendo notevole successo come uno dei primi e piu` straordinari esempi di scrittura surrealista. e oggi ritenuto fra i testi piu` interessanti e ricchi di spunti del maledettismo ottocentesco, di quel romanticismo satanico che rivendica all`artista il ruolo di angelo caduto, tanto piu` emarginato quanto piu` profondamente consapevole.


e questo il romanzo in cui l`intenzione sociale di cronin trova l`espressione piu` realistica e coraggiosa: la vicenda del dottor david moray che, ritiratosi in svizzera, dopo una vita di egoismi, a godersi le proprie ricchezze, ritrova la ragazza che ha amato e abbandonato per un matrimonio economicamente conveniente e sulla figlia di lei riversa l`affetto che ha negato alla madre. un`accorta, drammatica denuncia contro l`avidita`, la grettezza, la malvagita` degli uomini e della societa`.

in iraq la dittatura ha scompaginato ogni cosa, sconvolgendo anche la famiglia di dafer. costretto a lasciare il lavoro all?universita per sfuggire agli scagnozzi di saddam, dafer ha commesso il "terribile crimine" di scrivere un?opera teatrale non allineata con il regime. tra mille peripezie, attraversando kurdistan e turchia, riesce finalmente a rifugiarsi in svizzera. ottiene il permesso di soggiorno, trova lavoro, impara il tedesco. ma ai genitori, della nuova vita non ha mai raccontato nulla, e sempre rimasto sul vago. perche mai? ha qualcosa da temere, da tacere? nel suo nuovo romanzo, usama al shahmani racconta la devastazione di un?infanzia e di una giovinezza sotto la dittatura, il disastro della guerra, il tentativo di lasciarsi alle spalle esperienze traumatiche.

come spesso accade nei capolavori di muriel spark, quale e "a mille miglia da kensington", nei luoghi piu inattesi e apparentemente piu fatui - in questo caso il mondo dell`editoria, popolato di finti e veri gentlemen, eccentrici, sordidi sfruttatori e ragazze intelligenti inclini a finire sfruttate - affiora qualcosa che e il male. e la storia, che aveva preso avvio come una commedia agrodolce, finira nel modo piu imprevedibile e truculento.

ottobre 2006. mancano pochi mesi all`entrata della romania nell`ue. torino e` scossa da una serie di omicidi di albanesi e rumeni. e in corso una faida fra immigrati delinquenti, oppure dietro c`e` la mano della criminalita` organizzata che prima "infesta" e poi "bonifica" certe aree per speculare nel settore immobiliare? enzo lagana` e` meta` torinese perche` nato a torino, meta` calabrese perche` figlio di immigrati provenienti da cosenza. a lui piace definirsi "terrone di seconda generazione". e un giornalista di cronaca nera dell`edizione locale di un quotidiano nazionale, vuole vederci chiaro e scoprire il movente degli omicidi. contemporaneamente, nel quartiere multiculturale di san salvano in cui abita, enzo e` alle prese con un`altra vicenda spinosa che riguarda gino, il maialino del suo amico e vicino di casa, il nigeriano joseph. chi ha portato il maialino nella moschea del quartiere? e soprattutto perche`? enzo dovra` far luce su questi piccoli e grandi misteri usando un bel po`di fantasia, ironia e tanta pazienza. e l`italia di oggi, bellezza! un giallo all`insegna della commedia all`italiana per raccontare il nostro paese multiculturale.

la storia di paolina e angelo, vissuti nella prima meta` del `900 nel lecchese, in una cornice naturale che sara` per loro quotidiano conforto, si intreccia con le drammatiche vicende delle guerre e della dittatura fascista. angelo, affascinato dal messaggio di pace e giustizia del partito popolare di don luigi sturzo, diviene sindaco del paese di calolzio e successivamente antifascista. la sua scelta avra` un alto prezzo. nel divenire dei giorni emerge l`esperienza dell`amicizia tra uomini e donne diversi e l`incontro con sofferenze diversamente vissute. paolina e le altre figure femminili della vicenda non si sottomettono a condizionamenti sociali e costrizioni proposte dai tempi, ma superano ardui passaggi necessari a resistere alla vita, per continuare ad amarla.

, cosi` greene definiva il mondo dei suoi sogni. . il taccuino sempre sul comodino accanto al letto, graham greene aveva l`abitudine di appuntarsi i sogni appena fatti (un`eredita` di antiche sedute con lo psicanalista) per poi ricostruire la mattina dopo. poco prima di morire, dall`enorme materiale, ne scelse alcuni, raggruppandoli in categorie. il risultato, un mondo tutto mio, e` l`ultimo suo libro. e non e` soltanto la testimonianza, la memoria della sua vita onirica, con tutti i collegamenti che questa poteva avere con una vita da sveglio complicata e strabiliante quale la sua (tra viaggi, spionaggio, noia e depressione, amori, guerre, scommesse con la morte), e con tutti gli scambi con la creativita` geniale di uno dei piu` originali scrittori del novecento. si legge come un libro estremamente avvincente prendendolo proprio come racconto, come pura narrativa. vuoi perche` dai suoi sogni greene traeva continuamente contenuti: , scrive vittorio lingiardi nella sua nota, . vuoi perche`, raccontando sogni, era come se toccasse il punto ideale dello scrivere: descrivere una storia totalmente fantastica, inventata, del tutto separata dalla realta`, avendo pero` un ancoraggio oggettivo, una sua realta` al di la` delle intenzioni di chi la scrive. come si legge nella postfazione di domenico scarpa:

quelli come i gevori li chiamano : hanno due volte niente. per loro partire, piu` che una scelta, e` un tuffo in un niente diverso, ancora sconosciuto. anche se dai boschi del veneto alle foreste del brasile il viaggio e` cosi` lungo. soprattutto in nave, soprattutto alla fine dell`ottocento. attraverso gli occhi di piero, che ha quindici anni e tante cose in testa, paolo malaguti racconta l`epopea e la perdita dell`innocenza degli italiani nelle americhe: il gesto rapinoso di costruire il mondo tra animali mai visti e piante lussureggianti, dove la lotta con la natura e` un corpo a corpo quotidiano. e il futuro una scommessa. piero dei gevori ha quindici anni e vive ai margini del bosco del montello, l`antica riserva di legna della serenissima. in famiglia sono tantissimi e poverissimi, hanno una casa che sta in piedi per miracolo, mangiano poco e non possiedono nulla. come se non bastasse, la cattiva sorte si accanisce su di loro. da qualche tempo, giu` al paese, si dice che alla merica regalino la terra a chi ha voglia di lavorare. dopo l`ennesima ingiustizia, per i gevori mettersi in viaggio in cerca di fortuna non e` piu` una scelta, ma l`unica salvezza. eppure, quando arrivano in brasile insieme alla marea di italiani in fuga dalla miseria, non trovano il paradiso promesso. li` in mezzo al nulla bisogna farsi spazio, abbattere gli alberi per costruire tutto da zero: dovranno strappare la terra al "mato", tra le minacce sconosciute della foresta vergine, lontani da tutto e da tutti, senza alcuna possibilita` di tornare alla vita che si sono lasciati alle spalle. piero aiuta il padre e la sorella a mandare avanti il fondo, tira su case, semina granturco e fagioli: arriva alla sera con le ossa rotte, ma nel frattempo cresce. e crescendo impara due cose: che per morire basta il morso di un serpente, e che il primo amore e` piu` pericoloso di tutte le bestie feroci messe insieme. nel groviglio del "mato", oltretutto, sara` lui a scoprire quello che ness

cinque donne alla ricerca dell`impossibile: essere se stesse paula, brida, judith, malika e jorinde: si conoscono perche` a un certo punto della vita i loro destini si sono incrociati. sono cresciute a lipsia e, dopo la caduta del muro e l`esplosione di liberta` che ne e` seguita, vogliono tutto, ottengono molto, eppure si sentono ancora limitate dal loro essere donne. matrimoni, separazioni, lutti, ambizioni artistiche e professionali, l`indipendenza, il peso e la gioia della famiglia, il sesso e l`amicizia, l`inquietudine, rimorsi e successi, il desiderio, la felicita` solo un passo piu` in la`... il catalogo di sentimenti, contraddizioni e aspirazioni di cinque vite abbracciate con passione e` completo. e daniela krien lo descrive con eleganza, nervi tesi e grande partecipazione, anche quando l`imprevisto fa la sua irruzione...

tilly delaney aveva cinque anni quando e scomparsa sulla spiaggia; due anni dopo la polizia di los angeles brancola ancora nel buio. ryan ed elsie, i genitori, irrompono nel centro di medicina legale e prendono tre persone in ostaggio. finche la bimba non verra ritrovata, distruggeranno ogni due ore uno degli insostituibili kit di dna custoditi nel centro. eliminando prove decisive. charlie hoskins, detective che ha agito per anni sotto copertura in una banda di biker criminali, ha piu di un motivo per evitare che quelle prove vengano distrutte. e si tuffa a capofitto nel caso assieme a lynette lamb, radiata dalla polizia al primo giorno di lavoro, ma piena di coraggio e capace di intuizioni da veterana.

lago di como, 1849. per il marchese filippo arconati visconti l`amore e una bugia, un lusso che un nobile travolto dai debiti non puo piu permettersi. discendente di un`illustre famiglia dedita alla causa risorgimentale, filippo e costretto a un amaro compromesso: il suo titolo in cambio della dote di barbara monti, figlia di un facoltoso industriale e futura sposa di villa balbianello. ma il destino muove sotterraneo le sue fila, come un mazzo di tarocchi che a poco a poco disvela gli arcani. in francia patrizia von alten, la donna che filippo ha umiliato e abbandonato, trama vendetta. e sua cugina clemence de reiset - affascinante, talentuosa pianista allieva di chopin - accetta di entrare nel gioco: sedurre filippo, distruggerne il matrimonio e diventare ricca, libera cosi di portare la musica fuori dai salotti nobiliari e dalle rigide imposizioni paterne. quando clemence arriva sul lago, pero, l`inganno si fa labile. tra concerti notturni, lettere rubate e giardini sospesi sull`acqua, la diffidenza vacilla e un`attrazione autentica si insinua nelle loro anime ribelli. e mentre filippo cerca un riscatto lontano dalle aspettative politiche, clemence scopre che barbara, la sua rivale, e il fantasma di un passato che ferisce ancora. sotto la luce argentea della luna, in un`estate in cui niente e come sembra, ogni maschera si sgretola e il lago, inquieto e silenzioso, accoglie segreti inconfessabili. la sposa di villa balbianello e un romanzo d`amore e redenzione, dove il cuore, piu della sorte, traccia la rotta della nostra vita.

a berlino est una donna vive apparentemente libera e felice. in realta` e` rosa da un male molto "moderno": l`insensibilita`, cui si e` condannata per evitare coinvolgimenti emotivi, per proteggersi da affetti e passioni che - lo sappiamo - non sono mai disgiunti da dispiaceri e sofferenze. "nell`amico estraneo per scuotere il lettore ho utilizzato un `sottotesto` che e`, come in cechov, un continuum. quando la protagonista dice `sto bene` si legge `sono infelice, disperata, sto male`. non sono nichilista, il nichilismo deprime, non attivizza e questo libro non deprime, ha un enorme effetto morale, perche` con la sua rabbia, la sua sincerita`, da` forza". (christoph hein)

a olonia aleggiano tre misteri: chi sono i sovversivi che intonano canzoni di scherno contro il regime fascista? perche` la domenica il segretario politico del fascio ambrogio brianza sparisce? a quali fatti e persone allude il curato quando nella predica di una messa domenicale tuona contro la corruzione dei costumi e le cose dell`altro mondo che accadono in paese? pochi sanno e ognuno conosce solo un pezzo di verita`. nel dipanarsi della storia affiorano le figure delle morose del brianza, le sue aspirazioni politiche e personali, i piani per realizzarle, ma il segretario politico trova sulla sua strada un personaggio che a olonia conta e non intende assecondarlo, per cui nasce tra i due uno scontro durissimo, il cui esito si svelera` al lettore solo nelle pagine conclusive. il racconto, carico di ironia e colore ambientale, e` anche uno spaccato storico degli anni trenta nella profonda provincia lombarda, con la guerra d`etiopia sullo sfondo.

la milano di meta` ottocento e` una citta` che sa conservare i suoi segreti. un filo invisibile, per esempio, lega l`elegante palazzo di brera - nel quale vivono i discendenti di cesare beccaria - agli antri malfamati del bottonuto, il quartiere del vizio che si nasconde tra le pieghe dell`abitato, come un bubbone sotto un vestito di gala. lungo questa traiettoria imprevedibile, che dal salotto dell`anziana marchesina giulia conduce alla bisca su cui regna il losco faggini, si muove con abilita` pari alla sorpresa il barone di cerclefleury, il bell`avventuriero francese che si proclama seguace di franz anton mesmer e suo discepolo negli arcani del magnetismo. da un susseguirsi di intrighi e macchinazioni, promesse mirabolanti e destini mancati, emerge la figura di evaristo tirinnanzi, il contabile al servizio dei beccaria: sara` lui, incalzato dall`ombra di un doppio che spesso prende la parola al posto suo, a guidare l`intrepido cerclefleury nei meandri di una realta` che non e` mai quella che appare, fino alla rivelazione disarmante dell`identita` di quell`altro. opera di uno scrittore in stato di grazia, poco a me stesso e` il racconto della vita ipotetica, esatta e mentita di alessandro manzoni: una fantasmagoria condotta sul filo dell`inverosimiglianza e sorretta da una liberta` espressiva che reinventa, rendendola attuale, la lingua italiana di due secoli fa.

di tutti i libri di anna politkovskaja, questo e` il piu` tragico e potente: un documento straordinario dove i suoi articoli apparsi sulla , testi ancora inediti, promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla russia che preparo` e segui` l`ascesa al potere di vladimir putin - dall`ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell`androne di casa per mano di un killer. per anna politkovskaja l`unico giornalismo possibile era un giornalismo - cosi` lei lo definiva -, teso a proclamare una verita` che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all`alta percettivita` nello scandagliare l`anima di vincitori e vinti.

"le parole di nicola lagioia ci portano dentro il caso di cronaca piu` efferato degli ultimi anni. un viaggio per le strade buie della citta` eterna, un`indagine sulla natura umana, sulla responsabilita` e la colpa, sull`istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. su chi siamo, o chi potevamo diventare. nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome manuel foffo e marco prato seviziano per ore un ragazzo piu` giovane, luca varani, portandolo a una morte lenta e terribile. e un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. la notizia calamita immediatamente l`attenzione, sconvolgendo nel profondo l`opinione pubblica. e la natura del delitto a sollevare le domande piu` inquietanti. e un caso di violenza gratuita? gli assassini sono dei depravati? dei cocainomani? dei disperati? erano davvero consapevoli di cio` che stavano facendo? qualcuno inizia a descrivere l`omicidio come un caso di possessione. quel che e` certo e` che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l`intero mondo che li circonda. nicola lagioia segue questa storia sin dall`inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di luca varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di roma, una citta` invivibile eppure traboccante di vita, presa d`assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. una citta` che in quel momento non ha

thomas, una delle figure piu` coerenti e riuscite che la letteratura italiana abbia offerto negli ultimi decenni: in un unico volume i primi tre di un autore di culto che raccontano lo sbriciolamento di un paese senza morale, senza bellezza, senza piu` tradizione. scritte come un`improvvisazione jazzistica, le prime tre opere di trevisan sono l`elaborazione letteraria dell`incessante ruminare di pensieri, ricordi, immagini che affollano la mente di thomas. a caratterizzarle e` la scrittura: uno standard che prende, via via, la forma del soliloquio, in un intreccio serrato tra processo mentale e linguistico. cosi`, in "un mondo meraviglioso", il moto senza pace di thomas, nei dintorni di vicenza, apre squarci su una provincia italiana ormai putrescente, mentre ricordi dolci/amari lo conducono a un padre dall`insopportabile filosofia di vita. "i quindicimila passi" sono invece la distanza che thomas conta, con una precisione metodica, da casa alla questura, da casa al tabaccaio, da casa allo studio del notaio strazzabosco: gesti esatti, netti, che rincorrono il vano tentativo di attenuare il senso di vuoto e di morte che lo opprime. infine "il ponte", ultimo atto, alfa e omega, inizio e fine dei conti con un passato ancora troppo presente. thomas ha visto, sognato, immaginato cio` che non c`e` o non c`e` piu`, attraverso un racconto del mondo, il suo, che rende organica l`esistenza, cosi` come la scrittura di trevisan ha strutturato il mondo, il nostro, in uno scenario mitico e tragico in grado di portare piu` avanti e piu` a fondo la riflessione sull`umano destino. postfazione di emanuele trevi.

5 aprile 2019. in un`accogliente casa in mattoni di brooklyn, la patina di felicita` domestica di dan e isabel comincia a incrinarsi. marito e moglie si stanno lentamente allontanando, attratti entrambi, a quanto pare, da robbie, il fratello minore di isabel, l`anima ribelle della famiglia che abita nel loro attico. la partenza di robbie minaccia di rompere il fragile equilibrio della famiglia, mentre la piccola violet finge di non vedere la distanza tra i genitori, e il fratello nathan sperimenta i primi passi verso l`indipendenza. 5 aprile 2020. quando il mondo intero si chiude in lockdown, dan e isabel si sentono sempre piu` in prigione, tra piccoli inganni e frustrazioni reciproche. anche robbie e` bloccato, in una baita di montagna in islanda, solo con i suoi pensieri e una seconda vita segreta su instagram. 5 aprile 2021. la tempesta e` passata, dan e isabel devono fare i conti con quello che hanno imparato, con le ferite che hanno sofferto, con la nuova realta` che li aspetta. michael cunningham - vincitore del premio pulitzer con "le ore" - torna al romanzo dopo dieci anni per raccontare una coppia attraverso tre giorni decisivi, che abbracciano una vita intera. un romanzo sui cambiamenti imprevedibili delle nostre esistenze, sull`amore e la perdita, sulla forza inesauribile dei legami familiari.

il "livro do desassossego" e` costituito soprattutto da una disordinata collezione di frammenti nutriti dalla linfa del desassossego - dell`inquietudine esistenziale, dello spleen, del perturbante. l`opera originale e` di fatto uno zibaldone, un diario mai licenziato dall`autore come opera chiusa e compiuta. nel 1986, maria jose` de lancastre e antonio tabucchi tradussero e curarono per feltrinelli la prima edizione italiana del livro do desassossego, proponendo una scelta ragionata di lacerti da poco definitivamente attribuiti a bernardo soares - tratti dai due volumi della cosiddetta edizione "t" prado coelho - che finalmente dava a conoscere al pubblico, tentando una prima compilazione in forma di libro, lo zibaldone di bernardo soares filologicamente ancora "in divenire". "il secondo libro dell`inquietudine, a cura di roberto francavilla, completa il lavoro di antonio tabucchi e maria jose` de lancastre e gli rende omaggio (e proprio percio` contiene nel titolo l`arbitrio dell`aggettivo secondo).

"noi siamo i mates. e non spaventatevi, mates non e` una parola complicata: vuol dire amici. e per noi, ormai da qualche anno, e` una parola che fa parte della quotidianita`. se pensiamo a un mate, ognuno di noi si immagina qualcuno del nostro gruppo. poi ci guardiamo allo specchio, e vediamo uno dei mates. una di quelle quattro persone che insieme hanno deciso di vivere questa avventura. quattro normalissimi amici, quattro persone di eta` diverse, di citta` diverse, tutti uniti dalla passione per i videogiochi e che si sono incontrate per la prima volta in quello spazio che e` di tutti noi e al tempo stesso non appartiene a nessuno: il web. noi siamo vegas, st3pny, surrealpower e anima. tutti insieme formiamo i mates. siamo i protagonisti di una storia che e` appena iniziata, ma di cui c`e` gia` tanto da raccontare".

ambientato nel pieno della grande guerra, "il diavolo in corpo" racconta la precoce avventura di un adolescente, francois, che libera la sua vita da ogni altro legame per offrirsi, ricambiato, a una donna sposata, marthe. ma con un raffinato montaggio narrativo di voci e prospettive dissonanti, radiguet tradisce il giovanile entusiasmo del suo protagonista e i turbamenti, le emozioni, gli stupori di quella iniziazione alla passione e alla vita scolorano in un`amara sensazione di mistificazione.


un canto, un inno all?america ?on the road?, dei vagabondi pronti a saltare su un treno in corsa, dei comizi improvvisati agli angoli delle strade, delle tempeste di polvere, delle infinite chiacchiere notturne attorno al fuoco: spesso con la chitarra in mano. la forza lirica di un grande cantautore, un appello vibrante alla ricerca strenua della liberta. come scrisse john steinbeck, questo romanzo "sprigiona la forza prepotente della gente che si ribella all?oppressione, ed e un grande libro sullo spirito americano".

questo libro racconta una storia che comincia prima di adamo e finisce dopo di noi, attraversando la bibbia da capo a fondo, come un mondo a se. le storie ebraiche, come le storie greche, sono intricate e interdipendenti. capirne una e la via per capirle tutte. e, per capirne una, occorre averle percorse tutte. e questo cheil libro di tutti i libri tenta di fare.

francesca barra affronta senza remore il tema piu coinvolgente per ogni adulto che voglia comprendere le nuove generazioni e accompagnare i ragazzi nell`arte di crescere, quello della difficile mediazione nell`uso dei social. e lo fa da una prospettiva originale e poliedrica: e una giornalista d`inchiesta, conduttrice, scrittrice di lunga esperienza, ma anche la madre di quattro figli di eta diverse, che vive in prima persona le contraddizioni dell`essere genitore in un`epoca iperconnessa e fragile. dodici capitoli, ciascuno con un focus su un aspetto dello sfaccettato universo della comunicazione social, intrecciano storie vere, indagini, riflessioni, in cui alle parole di psicologi, pedagogisti, linguisti e insegnanti si affiancano quelle di genitori che hanno conosciuto il dolore. il risultato e un testo pensato per creare consapevolezza, offrire strumenti pratici e diventare un punto di riferimento per madri, padri, educatori e professionisti del mondo della scuola. un manifesto ma anche uno spazio di confronto che vuole "accendere il fuoco" dell`educazione, come diceva yeats, e rinnovare il patto d`amore e responsabilita con i nostri ragazzi. la riflessione appassionata, partecipe e informata che ancora mancava in italia per riportare al centro del dibattito sui ragazzi e i social la nostra parte, la nostra responsabilita educativa: la voce adulta.

figlio di teseo e della sua prima moglie, ippolito e` un adolescente casto e devoto ad artemide: passa il tempo a cacciare, disdegnando afrodite. per vendicarsi, la dea dell`amore escogitera` un piano crudele, facendo innamorare di lui la matrigna fedra, figlia di minosse e seconda moglie di teseo. da questo spunto nasce la tragedia di euripide presentata in questo volume, con la cura e la traduzione di davide susanetti.

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i primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. non per alexandra tyler: norman morrison, il migliore amico di suo fratello aidan, l`ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l`adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d`amore in rima. ogni volta che lo vede - anche ora che e` una donna adulta e sta finendo un dottorato in geologia alla columbia - non riesce proprio a controllare il malumore. le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. e la colpa, secondo alex, e` proprio di norman. quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. alex non puo` tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere cosi` difficile. o almeno, questo e` quello che crede...

benvenuti al weatherstone college. non aggiratevi nei corridoi a tarda notte. non disturbate la magia antica che vi abita. e non fidatevi, per nessun motivo al mondo, di un incantatore. quando al compimento dei ventidue anni la sua magia e sbocciata, l`ultima cosa che paisley hallistar si sarebbe aspettata era di ricevere la lettera di ammissione al college di magia piu prestigioso al mondo. non che lei non abbia poteri magici, e solo che... sono imprevedibili, ma dato che tutti nella sua famiglia hanno frequentato il weatherstone, paisley e determinata a dimostrare di essere all`altezza delle loro aspettative. un compito che rischia di fallire fin dal primo giorno, quando si trova faccia a faccia con logan kingston. essendo il figlio del nemico giurato di suo padre, e stata avvisata di stargli alla larga a ogni costo, ma a quanto pare logan, un incantatore, non ha ricevuto lo stesso avvertimento. piu tempo lei trascorre in sua compagnia, piu desidera le sue attenzioni, e mentre l`odio flirta con l`ossessione, nuovi dubbi sorgono sulla natura della faida decennale che divide le loro famiglie. inoltre, al weatherstone - costruito dai negromanti su un terreno intriso del sangue versato in guerra - niente e come se l`era immaginato: la magia qui e imprevedibile, e paisley percepisce un`energia oscura che la perseguita. quando un mostro la attacca, non ha altra scelta che rivolgersi al mago piu potente dell`accademia; logan, per l`appunto. dopotutto, si puo combattere un mostro solo con un altro mostro.

lungo la celebre tokaido, che congiunge kyoto con l?antica tokyo, un manipolo di banditi tende un agguato al mercante hishigawa e a matsuyama kaze, il samurai che sta setacciando il giappone in cerca di una bambina scomparsa. kaze salva hishigawa e lo scorta fino alla sua dimora di kamakura. il palazzo del mercante e sontuoso, ma circolano troppi sguardi perfidi, ragazze che sembrano cortigiane, occhi che spiano nell?ombra. perche mai yuchan, la splendida moglie su cui hishigawa aveva tanto favoleggiato in viaggio, vive praticamente in prigionia? zen, umorismo, colpi di scena: "vendetta al palazzo di giada" seduce i lettori a considerare gli alberi come "scale per il cielo", o a "rilassarsi su un ramo nella posizione del loto per vedere il mondo dall?alto".

la raccolta di racconti ingannevolmente "lineari" e "realisti" che un borges ormai settantenne volle scrivere all`insegna del giovane kipling.



dorian gray, un giovane di straordinaria bellezza, si e` fatto fare un ritratto da un pittore. ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. avido di piacere, si abbandona agli eccessi piu` sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. poiche` hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. a questo punto il ritratto diventa per dorian un atto d`accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. ma e` lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio. introduzione di franco marenco.

nel porto spagnolo di algeciras, maurice e charlie, due irlandesi sulla cinquantina, tengono d`occhio le navi per tangeri. stanno cercando dilly, la figlia di uno dei due. maurice e charlie si conoscono fin dall`adolescenza: sono due ex trafficanti, hanno iniziato a spacciare da giovani, sono cresciuti, hanno fatto i soldi, hanno pestato i piedi ai rivali, si sono dovuti nascondere per non essere ammazzati, hanno attirato la sfortuna, sono andati in esilio innumerevoli volte, hanno bevuto come spugne, si sono strafatti di eroina, hanno amato e tradito la stessa donna, cynthia, per la quale si sono accoltellati. ormai tagliati fuori dai giri criminali, maurice e charlie, due presenze minacciose soltanto in apparenza, si rivelano per cio` che sono diventati: due ex criminali al verde, due balordi noti come macchiette all`interno del porto, che inseguono un fantasma che forse non e` mai esistito se non nella loro immaginazione.

con la magia delle maschere italiane e sul palcoscenico di una venezia animata e mercantile, gianni rodari costruisce un romanzo vivacissimo e divertente: il figlio di un califfo tenuto prigioniero, una misteriosa gondola che naviga da sola sulla laguna, equivoci, scambi di persona, contribuiscono a far vivere uno straordinario congegno narrativo in cui non mancano l`umorismo, l`ironia, i giochi di parole... il sorprendente finale, poi, con pulcinella che riesce ad evitare la prigione, ci permette di trovare ancora una volta in un`opera del "favoloso gianni" il sapore dell`allegria, il colore della fantasia, il senso della liberta`. eta` di lettura: da 9 anni.

da tre celebri raccolte di racconti di heinrich boll e` tratta l`antologia della sua vena dissacratoria: storie brevi in cui ha affinato le sue armi per combattere le ipocrisie e le ingiustizie della germania occidentale. zampate morbide all`apparenza, in sostanza feroci, alla purulenta illusione della societa` del benessere.

1468. e quasi sera quando un giovane prete, christopher fairfax, giunge in un remoto villaggio della regione di exmoor in inghilterra per celebrare il funerale del parroco, padre thomas lacy, morto una settimana prima. tutto in quel luogo gli appare inquietante: la terra desolata e` disseminata di manufatti antichi, monete, frammenti di vetro, ossa umane, che il vecchio parroco collezionava di nascosto in modo meticoloso, quasi cercasse delle risposte alla sua esistenza e le prove di una civilta` fatalmente scomparsa. al piano superiore dell`appartamento di padre thomas il suo corpo senza vita e` adagiato nella bara, coperto di ferite e in parte sfigurato. la versione ufficiale e` che sia caduto, ma christopher sospetta che ci sia dell`altro: nella biblioteca ritrova infatti dei libri "proibiti" che parlano di un mondo lontano che non esiste piu`. e forse questa ossessione per il passato l`eresia che ha portato il parroco alla morte? cercando di vincere la reticenza e l`ambiguita` degli abitanti di quel luogo isolato, christopher e` determinato a scoprire la verita` e nell`arco di soli sei giorni tutto cio` in cui ha sempre creduto, la sua fede e la storia del mondo, sara` messo alla prova fino a essere distrutto.

ieyasu, il nuovo shogun, e scampato per un soffio a un attentato mortale. la notizia si propaga come le onde di un terremoto. i suoi fedeli hanno un nome per l?attentatore: matsuyama kaze. kaze - ?vento nella pineta? - e un samurai, quindi un maestro di spada, e non avrebbe mai usato un moschetto per uccidere. bello come un attore, saggio come un maestro zen, forte e astuto come un guerriero, kaze si trova nel luogo dell?attentato per tutt?altra ragione. ha promesso ai suoi ex signori, rovinati dall?avvento di ieyasu, di ritrovare la loro figlia, una bimba di nove anni, probabilmente finita in un bordello nella ?citta delle bambole?, il quartiere a luci rosse della capitale. costretto a camuffarsi da giocoliere per sfuggire alle guardie imperiali, kaze fa innamorare un?attrice kabuki, aiuta due balordi a evitare la bancarotta e porta finalmente a compimento la propria missione.

elena e` giovane, pietro e` molto piu` vecchio di lei. ma si sono scelti, e dalla loro relazione hanno deciso di tener fuori le ferite della vita di prima: fanno l`amore con il gusto di chi scopre tutto per la prima volta, bevono caipirinha quando lui torna tardi, si concentrano sull`ebbrezza del quotidiano. quando maria, l`ex moglie di pietro, riesce a conoscere elena con un inganno, la vita si complica per tutti. le due donne si raccontano, si confidano e confrontano, e poco per volta la figura di pietro si trasforma per tutt`e due. la scrittura affilata e rivelatrice di cristina comencini torna a illuminare i vortici e le secche delle relazioni, scegliendo la prospettiva di due donne rivali che in comune sembrano avere soltanto lo stesso uomo. una turbinosa e vitalissima riflessione sulla complicita` e sulla rivalita` femminile. e su quella stanza tutta per se` a cui gli uomini - con questo romanzo - possono avere accesso.

"storia della bambina perduta" e` il quarto e ultimo volume dell`"amica geniale". le due protagoniste lina (o lila) ed elena (o lenu`) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. elena e` diventata una scrittrice affermata, ha lasciato napoli, si e` sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a napoli per inseguire un amore giovanile che si e` di nuovo materializzato nella sua nuova vita. lila e` rimasta a napoli, piu` invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si e` inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita piu` che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la portera` tra l`altro allo scontro con i potenti fratelli solara). ma il romanzo e` soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s`incontrano, s`influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell`altra sempre nuovi aspetti delle loro personalita` e del loro legame d`amicizia. intanto la storia d`italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

risse da bar, scazzottate sul ring, barbecue in famiglia e l`incessante lotta contro i torti sui piu` deboli: cinque avventure inedite che riportano hap e leonard alla loro giovinezza e fanno luce sulle origini della loro leggendaria amicizia. con l`umorismo nero che lo contraddistingue, e la malinconia di chi ha passato una vita con i propri personaggi, in "cronache dal selvaggio west" joe r. lansdale approfondisce e arricchisce il mito di hap e leonard: a volte drammatici, a volte esilaranti, e sempre sopra le righe, in questi racconti estremamente autentici si ha la sensazione di tornare a casa dopo tanto tempo. perche`, come dice hap: .

questo volume rappresenta una delle pietre miliari del percorso filosofico di umberto eco e una delle pietre miliari della riflessione semiotica internazionale tout court. eco torna alla filosofia (ammesso che mai se ne sia distaccato), per confrontarsi soprattutto con l`ontologia e le scienze cognitive in materia di percezione, realismo, iconismo. confrontandosi con i nodi fondamentali della filosofia di ogni tempo, da aristotele a heidegger, eco discute i problemi dell`essere, della verita`, del falso, del riferimento, della realta`, dell`oggettivita` della conoscenza e della congettura. con straordinaria lucidita`, eco anticipa cosi`, nel 1997, temi destinati a diventare cruciali nel dibattito filosofico attuale - prima fra tutte la questione del realismo.

"edipo re" e` uno dei momenti piu` alti del pensiero greco. il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre i propri misfatti, non e` solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresi` il simbolo dell`oscura vicenda dell`uomo, creatura di enorme e nessun valore. ma quando poi "edipo a colono" riprende la storia e presenta il protagonista che, a distanza di anni, con l`unico sostegno della figlia antigone, approda ad atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi. dopo la morte di edipo, e` antigone a pagare il suo gesto di pieta` nei confronti del fratello polinice trasgredendo le leggi civili in nome di quelle divine. completano il volume un`introduzione generale, un saggio esplicativo che precede ogni singola tragedia e un apparato di note.

filippo rube` non fa che passare da una crisi all`altra: arrivato a roma per diventare avvocato e intraprendere la carriera politica, viene travolto e stravolto dalle vicende della storia, privata e collettiva, vede nella guerra un`espansione di se`, resta bloccato in un matrimonio senza amore, e in un mondo lavorativo borghese che non accetta. attorno a lui, intanto, soffiano i venti turbolenti d`inizio secolo: l`interventismo e la grande guerra, i tormentati anni post bellici, la nascita del fascismo, e poi gli echi della rivoluzione bolscevica. rube` e` un uomo mancato, invischiato nel mondo, affetto da "inettitudine alla felicita`", ritratto di una nazione allo sbando. piu` apprezzato all`estero che in patria per la lucidita` con cui seppe ritrarre il profilo culturale - oltre che politico - dell`italia del suo tempo, borgese coglie appieno l`impreparazione del paese a confrontarsi con una vita in balia delle contraddizioni come quella di filippo rube`. un personaggio che ancora oggi, a cent`anni dalla sua nascita, sa parlarci e raccontarci con il respiro della contemporaneita`, senza smettere di vestire i panni di antieroe del novecento. prefazione di elvira seminara.

chi conosce lovecraft come l?allampanato maestro del mostruoso, autore di una scarna opera che ha segnato la narrativa horror e lasciato un?impronta indelebile su tutti i successori, deve prepararsi a una grossa sorpresa: dopo la sua morte si e rivelato uno dei piu copiosi epistolografi di ogni tempo. e quasi un?altra persona. gli amici, che hanno conservato le sue lettere, ne ricaveranno una scelta di circa un migliaio raccolte in cinque volumi, ma l?intero corpus pare ammonti ad almeno centomila, scritte tra i venti e i quarantasette anni, e diventate, nell?ultima stagione, un?occupazione a tempo pieno. come rendere l?idea di una corrispondenza di tali spropositate dimensioni? non restava che prendere una sola lettera, la piu lunga, e consegnarla al lettore in forma di libro. si scoprira cosi l?universo quotidiano di lovecraft, ben lontano da quello che traluce dai racconti, e un uomo totalmente diverso: sobrio, pacato, pieno di troppo sano buon senso - l?altra faccia della sua follia - da offrire all?ignoto destinatario, che gia dalla prima pagina scompare. come un serial killer che alla fine di una lunga giornata, dal suo buen retiro di providence, ci indottrina sulle grandi epoche storiche, loda la compagnia e la natura, e da critico sempre acuto e rassegnato dell?eta moderna ci fa i suoi migliori auguri per l?avvenire.

sao viene da un villaggio di capo verde. sogna di studiare medicina, emigrare in europa, riscattarsi dalla miseria. approda a lisbona, che le sembra un luogo di salvezza. convinta che nulla la possa fermare, cerca casa, lavoro, dignita. ma dal terreno insidioso dell?amore giunge una minaccia. insidia la sua integrita di donna e di madre, la sottopone a prove tremende, la costringe a battersi contro la violenza e la vigliaccheria di un uomo per difendere se stessa e il suo piccolo andre. "controvento" e la storia di sao, ma anche di natercia, benvinda, liliana. una catena di donne, con le loro fatiche, i piaceri, soprattutto il coraggio. le loro strade si incrociano con quella di una ricca signora di madrid: colta, benestante, a sua volta preda della paura; e che proprio per paura ha perso l?uomo che amava. ma scopre, finalmente, il mondo quando lo guarda con gli occhi e con il cuore di sao: fra tutte le persone che ha conosciuto, e quella che ammira di piu. una storia di amicizie, lotte, alleanze; un romanzo d?amore e d?avventura.

la storia di un sublime assassinio dell`anima.

nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento, come scrive roberto barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell`esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. l`opera che piu` compiutamente ne rappresenta estri e umori e` senz`altro "il ricordo della basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell`edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che e` una storia e seguita dal frammento il 10 giugno 1918 - con il titolo i racconti con cui usci` da garzanti nel 1963. sul fondale incantato della sua modena, la modena degli anni trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l`autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l`amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicita` vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell`uomo disperato e pieno di grazia che fu antonio delfini.

tre giovani alla deriva, tre vite che non sanno bene che direzione prendere, stanno per sbarcare su una piccola e sperduta isola dell`arcipelago giapponese, l`isola di aburi. in particolare ry?suke langue in una profonda crisi esistenziale: senza fiducia in se stesso, vive alla giornata ancora incapace di riprendersi dalla morte del padre. dopo un tentativo di suicidio, decide di fare luce sui motivi che, anni prima, spinsero suo padre a togliersi la vita a sua volta. si trasferisce cosi sull`isola dove dovrebbe risiedere il miglior amico del padre, l`unico che puo` spiegargli i veri motivi di quel gesto. aburi e` una piccola isola un po` misteriosa, dalla natura rigogliosa e ancora selvatica, abitata da una piccola comunita` chiusa e scontrosa con i forestieri. ma e` anche famosa per le sue capre selvatiche. qui ry?suke scopre che il sogno del padre era proprio produrre il formaggio dal latte di questi animali cosi particolari: il figlio decide di portare a termine il progetto paterno ma il suo sogno si scontra con i tabu locali e suscita la rabbia degli abitanti dell`isola... dopo "le ricette della signora tokue", il nuovo romanzo di sukegawa e` una storia di maturazione dolce e profonda.

chi non ha pensato un giorno che viviamo giusto per onorare i sogni, le speranze e i sacrifici dei nostri genitori? romain gary non soltanto ha nutrito questo pensiero, ma vi ha dedicato questo libro. era bambino, gary, all`alba appunto della sua vita, quando promise a sua madre di tornare un giorno a casa dopo aver strappato vittoriosamente il possesso di questo mondo ai potenti e ai malvagi. prima di biancaneve, prima dei sette nani e della fata carabosse, sua madre, infatti, gli sussurro` i nomi della vasta schiera di nemici contro cui un uomo deve battersi. c`e` prima di tutti tatoche, il dio della stupidita`, poi merzavka, il dio delle certezze assolute, filoche, il dio della meschinita` e dei pregiudizi, e tanti altri piu` insidiosi e nascosti...

"in un certo periodo della mia vita sono stato cristiano" scrive emmanuel carre`re nella quarta di copertina dell`edizione francese del regno. "lo sono stato per tre anni. non lo sono piu`". due decenni dopo, tuttavia, prova il bisogno di "tornarci su", di ripercorrere i sentieri del nuovo testamento: non da credente, questa volta, bensi` "da investigatore". senza mai dimenticarsi di essere prima di tutto un romanziere. cosi`, conducendo la sua inchiesta su "quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo", carre`re fa rivivere davanti ai nostri occhi gli uomini e gli eventi del i secolo dopo cristo quasi fossero a noi contemporanei: in primo luogo l`ebreo saulo, persecutore dei cristiani, e il medico macedone luca (quelli che oggi conosciamo come l`apostolo paolo e l`evangelista luca); ma anche il giovane timoteo, filippo di cesarea, giacomo, pietro, nerone e il suo precettore seneca, lo storico flavio giuseppe e l`imperatore costantino - e l`incendio di roma, la guerra giudaica, la persecuzione dei cristiani; riuscendo a trasformare tutto cio`, e` stato scritto, "in un`avventura erudita ed esaltante, un`avventura screziata di autoderisione e di un sense of humour che per certi versi ricorda brian di nazareth dei monty python". al tempo stesso, come gia` in "limonov", carre`re ci racconta di se`, e di sua moglie, della sua madrina, di uno psicoanalista sagace, del suo amico buddhista, di una baby-sitter squinternata, di un video porno trovato in rete, di philip k. dick...

uno degli autori piu` controversi del novecento. a novant`anni dalla sua pubblicazione e a oltre sessanta dalla morte dell`autore, "viaggio al termine della notte" si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il novecento, illuminandone con provocatoria originalita` espressiva gli aspetti fondamentali. , scrisse bernanos quando nel 1932 il romanzo divento` un successo mondiale, suscitando entusiasmi e contrasti feroci. lo , che dura tuttora, e` la profetica lucidita` del suo delirio, uno sguardo che nulla perdona a se` e agli altri, che ha il coraggio di affrontare la notte dell`uomo cosi` com`e`. l`anarchico ce`line, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze piu` drammatiche: gli orrori della grande guerra e le trincee delle fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l`ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell`africa coloniale, la new york della , le catene di montaggio della ford a detroit, la parigi delle periferie piu` desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. totalmente nuovo nel panorama francese ed europeo e` stato poi il modo insieme realistico e visionario, sofisticato e plebeo con cui ce`line ha saputo trasfigurare questa materia incandescente. per lui, in principio, e` l`emozione, il sentimento della vita: di qui l`invenzione di un linguaggio che ha tutta l`immediatezza del quotidiano, capace di dar voce, tra sarcasmi e pieta`, alla tragicommedia di un secolo. questo libro sembra riassumere in se` la disperazione del novecento: e` in realta` un`opera potentemente comica, esilarante, in cui lo spettacolo dell`abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco piu` forte dell`incubo. oggi il viaggio, nella traduzione ormai classica di ernesto ferrero, scrittore particolarmente attento al dei linguaggi,

organizzare un matrimonio, preparare il corredo, scegliere i padrini, pianificare il viaggio di nozze, ma anche come comportarsi durante una festa da ballo, oppure preparare un pranzo di livello o scegliere i regali di natale: sono questi alcuni dei temi raccontati in questa "strenna" del lontano 1901 per gli abbonati del "mattino" di napoli. un vademecum di buone maniere che dispensa in modo dettagliato consigli pratici e raffinati suggerimenti per portarsi in societa` e per affrontare con decoro i momenti piu` delicati e talvolta piu` problematici della convivenza tra le persone. l`autrice matilde serao, con arguta saggezza e con un pizzico sottile di malizia, elargisce regole di bon ton accanto a una sua filosofia del "saper vivere". a distanza di piu` di un secolo dall`uscita, il libro della scrittrice e giornalista napoletana resiste all`usura del tempo grazie a uno stile terso e appassionato che garantisce una lettura ancora coinvolgente. saper vivere e` una testimonianza dei costumi e delle aspirazioni di un paese, solo da un quarantennio nazione, alle prese con i problemi di una modernita` con cui cerca affannosamente di fare i conti.

"la ciociara" e la storia delle avventure e disavventure di due donne, madre e figlia, costrette a passare un anno vicino al fronte del garigliano tra il 1943 e il 1944. ma e anche e soprattutto la descrizione di due atti di violenza, uno collettivo e l?altro individuale: la guerra e lo stupro. dopo la guerra e dopo lo stupro un paese e una donna non saranno piu quelli di prima. e avvenuto un cambiamento profondo, il passaggio da uno stato di innocenza e di integrita a una nuova amara consapevolezza. d?altra parte tutte le guerre che devastano il territorio di un paese e colpiscono le popolazioni civili sono stupri; piu di tutte quella che, per la prima volta nei tempi moderni, rastrello l?italia intera, dal sud al nord, portando nelle localita piu isolate e ignare le armi e l?arbitrio delle popolazioni straniere. "la ciociara" non e un libro di guerra; e un romanzo in cui la guerra e vista con gli occhi di chi la soffri senza combatterla: i civili, con le loro speranze, avventure e delusioni, che in un primo momento si illusero forse di restarne fuori e poi ebbero a soffrirne le peggiori conseguenze.

il dramma dell?invecchiamento; il progressivo imbarbarimento della societa civile occidentale; l?avanzata delle destre populiste e sovraniste in tutta europa; lo scoppio della guerra in ucraina e in medio oriente; l?incombente catastrofe ambientale; le figure allegre dei nipotini, lucio, tullio e gemma. come sempre, la poesia di fabio pusterla tocca temi che riguardano la sfera dell?impegno politico e civile, un occhio rivolto al mondo, un occhio alla realta piu prossima e personale.

la medicina moderna e nata sui palcoscenici - sensazionali - dei teatri anatomici, e i suoi casi estremi sono a lungo stati esibiti fra le quinte mobili dei freak-show. poi e arrivato il cinema, a rubare la scena: e soprattutto il film che nel 1980 david lynch ha tratto, con una fedelta impressionante, da questo straordinario caso clinico, raccontato nel 1923 dal suo testimone piu autorevole, il dottor frederick treves.

piu` che una raccolta di ricette e` una guida pratica che vi prende per mano e vi accompagna in cucina, che siate dei principianti assoluti o dei cuochi gia` discreti. troverete consigli su quali ingredienti e su quali attrezzi comprare; trucchi per vincere l`ansia da prestazione culinaria; indicazioni per variare e improvvisare; persino qualche spiegazione scientifica; e, be`, si`, anche un bel po` di ricette. tutto in ordine di difficolta`, dal piatto piu` semplice a quello che pensavate esistesse solo nei film. troverete, spero, anche una voce amica e divertente che, avendo commesso personalmente quasi tutti gli errori che si possono commettere in cucina, vi insegnera` a evitarli e ad accostarvi ai fornelli con gioia e senza timori.

e sempre sulle orme dei grandi compositori, poeti e scrittori che jan brokken gira il mondo. e se non e lui a inseguire loro, sono loro a trovare lui. come quando al musee d`orsay rimane impressionato davanti a un quadro di caillebotte, un`ode alla folgorante modernita delle stazioni, e ricordandosi del compositore praghese ottocentesco antonin dvo?ak, che sul ritmo dei treni compose le sue melodie, decide di visitarne il villaggio natale. dvo?ak l`aveva conosciuto in gioventu, durante un mese in boemia su un`auto scassata: allora l`aveva ascoltato con alena, appassionata di beatles in cerca di una fuga oltre la cortina di ferro. nei quattordici racconti che compongono la malinconia del viaggiatore, jan brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere. cosi visita la tomba del poeta spagnolo machado, sui pirenei francesi, dove una cassetta postale raccoglie le lettere che da tutto il mondo arrivano per celebrare il grande esule, fuggito dal franchismo. e a mantova, contemplando la camera degli sposi di mantegna, viene interrotto da un lettore che millanta di aver ritrovato la partitura perduta dell`arianna di monteverdi. testimonianze di una vita a inseguire la grande cultura europea e americana, da conoscere in prima persona: negli incontri con scrittori come kadare, visto in carne e ossa in un bar di tirana, o ammirando i capolavori di matisse. ma soprattutto, ascoltando con insaziabile curiosita le sinfonie del passato, magari cullato da un treno in corsa, perche "non c`e viaggio senza musica, almeno per me".

a volte le tracce del passato affiorano come sugheri nel mare. ecco allora che nino calabro, l`amico d`infanzia che liguori ha arrestato per droga, annuncia di voler collaborare con la legge. ad aprirsi e` un vaso di pandora, che porta l`ufficiale a indagare sulla scomparsa di un cronista palermitano. di colpo il tempo non gli basta piu`: deve svelare il mistero, contrastare una guerra di mafia, decifrare i messaggi del puparo che muove i fili di tutto, proteggere i familiari del pentito minacciati dai sicari di cosa nostra e della `ndrangheta.

in questo saggio del 1906 - ritrovato per questa edizione italiana - tolstoj delinea il suo programma d`azione politico e denuncia la tirannia degli stati e la cecita` morale della societa`. egli si fa profeta di una nuova era e con grande lucidita` invita alla insubordinazione verso ogni forma di governo. lo spunto e` offerto dalla convulsa dinamica della rivoluzione russa del 1905, emersa sulla scorta della sconfitta della russia nel conflitto con il giappone. e tra l`ottobre e il novembre del 1905 difatti che tolstoj scrive quest`opera, che non riusci` poi a vedere la luce in patria per la feroce censura zarista. tolstoj indica qui la strada verso una "vera concezione della vita". per liberarsi da tutti i mali di cui soffrono gli uomini c`e` un unico mezzo: il lavoro interiore che ognuno deve fare per essere l`architetto del proprio miglioramento morale. nel delegare il loro potere gli individui realizzano invece una sorta di schiavitu` volontaria. il testo, sofferta orazione che riflette sugli assetti politici del primo novecento, fu poi pubblicato non senza difficolta` a parigi nel 1906. il volume diventera` presto introvabile anche in francia, fino a questa edizione italiana.

una donna esce da un cancello. e quello del carcere, dove ha passato lunghi anni della sua vita. li` dentro c`e` stata una storia, e fuori ad attendere maria ce ne deve essere per forza un`altra. che direzione prendera` adesso la sua vita che la reclusione ha spezzato a meta`? maria prova a riprendere il filo della propria esistenza con testardo abbandono. dormire, mangiare, lavorare: attivita` banali, che si rivelano terribilmente difficili in un mondo che conosce la punizione ma non il perdono, che chiude gli occhi sulle creature ai suoi margini e in cui le persone come maria semplicemente . eppure maria ci prova, anche quando tutto sembra rotolare, quando persino amare e` difficile in tutta quella liberta` in cui gli esseri umani si muovono, quasi sempre inconsapevoli di quanto sia arduo imparare a nuotare senza nessuno che te lo insegni, tenendoti sospesa sull`acqua. alberto schiavone tratteggia una figura di donna tenera e feroce, e la pone nel campo di azione piu` contraddittorio, quello in bilico tra giusto e sbagliato, tra liberta` e prigione. rovesciandoci addosso una domanda: ad attendere maria c`e` davvero la liberta` a lungo sognata, o solo un altro recinto? ma soprattutto: quando la gabbia viene aperta, e` davvero possibile spiccare il volo?

i racconti di questa raccolta indagano l`incanto di una civilta`, quella cinese, in perenne sospensione tra l`antico e il moderno. portano in se` gli oscuri oracoli di eschilo e sofocle, il mistero paranoico di kafka, il flusso malinconico di woolf, aggiungendo un nuovo capitolo alla tradizione letteraria dell`irrazionale, in cui i confini restano aperti tra sogno e realta`. l`autrice si sofferma sulla propria infanzia e sulle oppressioni politiche tipiche del suo paese, contrapponendo al mondo adulto della persecuzione il limbo dilatato dell`incoscienza. denuncia la costrizione dei rapporti familiari, tra madri che si sciolgono in catini d`acqua, come fossero di sapone, perche` sommerse dall`odio filiale, coppie che si perdono nel dormiveglia in dimore immense e solitarie, in cui regna un`atmosfera minacciosa, e lucernari che si aprono sui misteri inspiegabili della condizione umana. pennellate e tasselli che formano una sorta di percorso iniziatico, al termine del quale tutto si risolve in emozioni e sensazioni non esplicitamente descritte, ma evocate. la purezza lirica e l`oscurita` grottesca si scontrano e si confondono. la logica cede e il lettore si specchia nella pagina, riflettendo la propria immagine.

"`la confessione` e` l`opera che spezza esattamente in due la vita creativa di lev nikolaevictolstoj separando nettamente il `primo` dal `secondo` tolstoj, ossia quello precedente e quello posteriore alla conversione. composto tra il 1879 e il 1882, dopo `anna karenina` e prima della `sonata a kreutzer` e di `resurrezione`, questo piccolo libro segna meglio di ogni altro il momento della conversione del grande scrittore. anche se nelle posteriori opere religiose [...] tolstoj si sforzera` di definire piu` esattamente l`essenza della propria fede, e` senza dubbio nella `confessione` che le motivazioni del rivolgimento che divide cosi` nettamente la vita dello scrittore sono esposte nel modo piu` preciso e anche piu` convincente. nelle opere religiose successive si avverte, infatti, soprattutto lo sforzo di sistematizzare il pensiero, di trarre conclusioni, di convincere e fare opera di apostolato della nuova fede. nella `confessione` invece, pur nella convinzione che il racconto delle proprie esperienze possa essere utile al lettore, tolstoj si preoccupa soprattutto di rendere nel modo piu` autentico e immediato il corso dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti, senza mai sacrificare la sincerita` e l`immediatezza ad esigenze sistematiche o al desiderio di convincere." (dalla postfazione di gianlorenzo pacini)

ora con tenerezza, ora con sensualita`, nostalgia, rimpianto, struggimento, rancore, ferocia o delirio, diciassette personaggi maschili attraverso diciassette lettere ad altrettante figure femminili, tessono i fili di una trama narrativa fatta di cerchi concentrici che paiono allargarsi nel nulla, povere voci monologanti forse avide di una risposta che non potra` mai venire. ad esse risponde infine, raccogliendo le diverse vicende in un romanzo epistolare polifonico, una voce femminile distante, implacabile e allo stesso tempo colma di pena per loro. l`insieme e` un percorso tra le passioni umane dove l`amore e` l`illusorio punto centrale, in realta` punto di fuga che conduce verso le zone piu` oscure dell`animo.

john ronald reuel tolkien, conosciuto per lo hobbit e il signore degli anelli, ha scritto nel corso della vita molti racconti e versi che arricchiscono la mitologia e le storie della terra di mezzo. dopo la sua scomparsa il figlio christopher per volonta` del padre ha seguito con cura la pubblicazione di questo tesoro, portando alla luce nuovi personaggi, episodi epici e luoghi incantati. il quarto volume della storia della terra di mezzo e` una pietra miliare per la lettura approfondita di tutte le opere dell`autore. i lettori potranno scoprire particolari mai raccontati prima nella dettagliata esposizione della forma geografica e della cronologia delle leggende di arda. il libro e` composto dall`ambarkanta, ovvero "la forma del mondo", con mappe e diagrammi della terra di mezzo prima e dopo la guerra degli de`i e la caduta di numenor; gli annali di valinor e gli annali del beleriand, che ripercorrono le vicende della prima era; la prima versione del silmarillion e del quenta noldorinwa. un tesoro luminoso e pieno di sorprese, pagine emozionanti per continuare il viaggio nell`immaginario tolkieniano.


e` possibile inseguire il proprio sogno senza perdere la parte piu` autentica di se` stessi? sfuggire a un destino gia` scritto senza che questo finisca per bruciarci? francesco cresce nella periferia di milano, figlio di meridionali e con il sogno di scrivere: un ragazzo ai margini di un paese ai margini. o almeno questa e` la sua sensazione per dieci mesi l`anno, finche` non arriva l`estate e lui torna con i genitori in basilicata, dove la vita sembra piu` autentica. li` le costrizioni della citta` si trasformano in liberta`: ci sono i nonni - nonna luisa, la rimediante del paese -, i campi, e soprattutto c`e` luciano, il cugino con cui mungere vacche, pascolare pecore, lavorare la terra e sfrecciare sulla vespa rossa truccata. e` con lui che francesco impara a fumare, a guidare la macchina, ad ascoltare il proprio corpo. eppure luciano considera sbagliato emigrare, come ha fatto il padre di francesco: per lui contano solo la fedelta` alle origini e la solitudine della campagna. e se al sud c`e` la liberta`, la vita che esiste e basta, francesco al nord si imbatte in un duplice omicidio di mafia, vede morire dei passanti innocenti. ma il nord e` anche il luogo in cui scopre l`amore, dove fa i conti con un padre per il quale i sogni non sono che illusioni, dove incontra un professore-poeta che cambia il suo modo di guardare se` stesso e gli altri. il luogo dove inizia a credere di poter davvero realizzare il suo sogno, che e` la chiave, forse, con cui ricomporre la frattura dei due mondi che si porta dentro. con la sua voce inconfondibile giuseppe catozzella ci narra un appassionante romanzo di formazione che e` al contempo lucido romanzo sociale. il fiore delle illusioni e` la storia del rapporto fra due cugini, fra due italie, ma anche della resa dei conti con la parabola del sogno, con quella di un paese: la promessa nella generazione dei nonni, la piena realizzazione materiale in quella dei padri, e quanto ora rimane ai figli. e la scoperta, dopo tutto, che viv

amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un`autobiografia in forma di romanzo, un`opera letteraria che comprende le origini della famiglia di oz, la storia della sua infanzia e giovinezza a gerusalemme e poi nel kibbutz di hulda, l`esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della gerusalemme di quegli anni, di tel aviv che ne e` il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. la narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, ricostruendo in 120 anni di storia familiare una saga che vede protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d`affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere.

venezia, xvi secolo. la dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l`abbagliante ricchezza della citta` lagunare, meta di mercanti provenienti da ogni parte del mondo per fare fortuna. ma alla prosperita`, si sa, si accompagna spesso la corruzione. in un`epoca in cui l`inganno, la malizia e la perversione prosperano al pari dell`arte e della filosofia, i lupi hanno vita facile. sono individui spregiudicati, che si muovono famelici, fiutando le migliori opportunita` per acquisire sempre piu` potere, coinvolgendo ignare pedine nelle loro oscure trame. marco gianetti e` un assistente del tintoretto; ira tabat un mercante ebreo; giorgio gabal lavora come apprendista di bottega; giovanni spoletto e` un condannato senza appello. i loro destini stanno per piegarsi al volere di individui molto in vista, come il poeta pietro aretino, la cortigiana tita boldini e la spia adamo baptista. il ruggito del leone di venezia sembra essersi placato, ora che i lupi sono a caccia.

"quello che mi salva, e` la letteratura, cioe` la lingua, e` casa d`altri di silvio d`arzo." valeria parrella ezio comparoni, alias silvio d`arzo, e` un outsider, un autore di nicchia - e da quella nicchia amatissimo -, un uomo e l`ombra del suo doppio. a quello che ancora per molti e` un illustre sconosciuto dobbiamo alcuni tra i racconti piu` significativi della nostra letteratura, i piu` maturi dei quali compongono questa silloge. a unirli a doppio filo la guerra, vissuta, rimossa o cicatrizzata, con le sue conseguenze materiali, umane e sociali che incombono su soldati in marcia, ricche donne in attesa dei mariti al fronte o giovani reduci costretti a ricorrere a espedienti abietti per tirare a campare. punto focale della raccolta e` casa d`altri, definito da eugenio montale "un racconto perfetto": e` la storia di una domanda: quella che zelinda, donna anziana e sola che si procura di che vivere lavorando come lavandaia, tenta di porre al prete del villaggio. questa piccola gemma offre al lettore un vero giallo esistenziale, ancor piu` sconvolgente per il suo minimalismo. uno sguardo tagliente e umano a cio` che e` piu` difficile vedere. perche`, come scrisse lo stesso d`arzo, "quando si vive in quel modo inumano e impossibile, il mondo non e` piu` casa nostra: e` `casa d`altri`?".

texas, ultimo scampolo dell`ottocento. il mondo e` cambiato, ma la storia continua. niente piu` mandrie di bestiame che percorrono praterie immense, ma treni che tagliano l`orizzonte. tutto riprende da dove era iniziato, pero` con un salto di una ventina d`anni: woodrow call e` di nuovo nella terra da cui si era allontanato per un`ormai leggendaria spedizione nel montana. tanti suoi amici di un tempo non ci sono piu`, come non ci sono piu` i nemici che conosceva bene, gli indiani e i messicani. i nuovi nemici sono i fuorilegge, che imperversano su entrambe le sponde del rio grande. il capitano call, , e` ormai un cacciatore di taglie. la sua fama lo precede e proprio per questo viene ingaggiato da un magnate delle ferrovie yankee per scovare un giovane bandito messicano che rapina i suoi treni e uccide i passeggeri. sembrerebbe una faccenda di ordinaria amministrazione, ma call e` un eroe al tramonto, pieno di acciacchi e prigioniero dei ricordi, e ha bisogno di un compagno fedele per condurre la caccia. come sempre convoca pea eye, suo caporale ai tempi dei ranger. ma il mite pea eye ora e` sposato con lorena, l`ex bellissima prostituta dai tempi di lonesome dove, ha cinque figli e una fattoria da mandare avanti: la sua fedelta` va soprattutto alla famiglia. call scopre di colpo che il suo rassicurante passato lo respinge, proprio mentre un irriconoscibile presente gli si para davanti sotto le sembianze di ned brookshire, un timoroso ragioniere di brooklyn che gli viene messo alle costole dalla compagnia ferroviaria per tenere i conti della missione, ma soprattutto del terribile joey garza, un imberbe messicano gelido e individualista che colpisce con metodi inediti e imprevedibili.

ralph townsend si e scelto lo pseudonimo di wala kitu - wala e il termine che indica il nulla in tagalog, kitu e quello che indica il nulla in swahili - una vera e propria dichiarazione d?intenti per il massimo esperto mondiale di nulla. professore emerito di matematica alla brown university, da anni wala, nel suo studiolo, contempla il nulla e cerca il nulla. non l?ha trovato, ma sa che esiste. proprio questa sua peculiare specializzazione gli fa incontrare john sill, un miliardario che sogna di diventare un cattivo come quelli di james bond, per vendicarsi della morte dei genitori di cui ritiene siano responsabili gli stati uniti d?america. sill non bada a spese e ha i mezzi per convincere sia wala che la sua collega di universita eigen vector ad aiutarlo. il progetto di sill e di usare il nulla contro gli stati uniti ed e disposto a tutto pur di riuscire nel suo intento, anche ad attaccare fort knox dove e convinto venga conservato del nulla. per maneggiarlo e usarlo per i suoi scopi, pero, ha bisogno di wala che ben presto si convince di dover sventare il diabolico piano per salvare non solo l?america ma anche se stesso ed eigen. riuscira il professore a impedire al malvagio miliardario di far si che accada il nulla? e nel farlo potra fidarsi di eigen e dei vari servizi segreti, o presunti tali, che danno la caccia a sill? un romanzo folle e divertente che e, al contempo, una spy story e un?acuta satira del genere, ma anche una riflessione profonda quanto ironica sul nulla - e su quanto il nostro presente ci si specchi, quasi senza rendersene conto - che solo un autore come percival everett poteva regalarci.

opera fondamentale della letteratura contemporanea e vertice, con "la terra desolata", della produzione di eliot, "assassinio nella cattedrale" e` una tragedia che si avvicina - per il senso d`attesa di eventi misteriosi e terribili, risolutori e vendicatori - alle tragedie antiche. il conflitto dell`arcivescovo becket, fatto uccidere presso l`altare da enrico ii al quale egli ha negato un ossequio superiore a quello per la chiesa, e` un conflitto interiore, quello della coscienza con le tentazioni dell`orgoglio, esteriorizzate nel dramma dall`intervento dei quattro tentatori. la forza drammatica del coro e i versi brevi, ritmati secondo una metrica vicina al versetto biblico, hanno dato a quest`opera un enorme successo critico e teatrale.

hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, e che sara` speciale. tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire . gli scegli pure il nome: giovanni. poi lui nasce, e a poco a poco capisci che si`, e` diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. alla fine scopri la parola down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. dovrai attraversare l`adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosi sbagliata. lasciarti travolgere dalla vitalita` di giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo e` davvero. e che in ogni caso e` il tuo migliore amico.

fortaleza, brasile, epoca imprecisata: joao viene sbattuto in gattabuia perche ha scritto sui muri "il passero e un uccello blu". marina, tenera, ostinata, nipote di una tostissima senhora centenaria temuta da tutti, va a trovare ogni sabato il cugino che ama perdutamente. e stato lui a rivelarle meraviglie e orrori dei bassifondi, delle zone ricche della citta, ad aprirle occhi e sesso alla bellezza, alle passioni piu ardenti. le sbattono in faccia che joao non potra mai ricambiarla perche e "un pe-de-ra-sta", che il bellissimo forestiero giunto da poco in citta e stato amante di joao. marina accusa il colpo fin sotto l?ombelico, come se le avessero spaccato le viscere. ma il suo amore non muta e non muore... un romanzo che unisce, con la stessa energia dirompente, la stessa creativita narrativa e linguistica di "ho paura torero", temi scottanti e clamorosamente attuali.

tutto ha inizio con un uomo di successo, ancora sano e di mente lucida, che si getta dalla finestra. ha pianificato ogni dettaglio: l`affitto dell`appartamento a un piano alto, la lettera che da conto di una premeditazione lunga cinquant`anni, le chiavi di un`auto con cinque libri e una fototessera nel portabagagli. la foto di una donna anziana, lo sguardo perso e due cicatrici tonde sulle tempie. la foto di betsy, sua madre. la narratrice non ha mai conosciuto betsy, morta prim`ancora che lei nascesse. della sua bisnonna sa soltanto quel poco che si dice nella loro rispettabile famiglia cattolica. era sempre lontana, ma qualche volta d`estate tornava. chiedeva sempre di suo marito andre. diceva cose buffe, nuotava in modo scomposto. ha avuto sei figli. ogni tanto gridava. si arrabbiava da morire. era triste. era malata. l`hanno lobotomizzata. e un fantasma. ma a un tratto ricostruire la storia di betsy diventa cruciale, una questione di sopravvivenza, l`unica arma per combattere il terrore di una follia atavica. nessuno dei parenti parla volentieri: betsy e un buco nero che, a piu di trent`anni dalla sua morte, risucchia ancora ricordi, parole, vite. e un`autentica indagine a prendere corpo in queste pagine, con testimoni, referti medici, documenti privati e pubblici, una ricerca che procede con ostinazione e coraggio verso la sconvolgente verita finale. romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: adele yon ha scritto tutto questo in un solo libro, che e un`autentica rivoluzione.

per la giovane vigga "la sensazione di essere esclusa e come il respiro: banale, costante". la sua vita e fatta di isolamento, mezzi impieghi fallimentari, un amore andato in malora, nessuna aspirazione, nessuna ambizione. nemmeno il nuovo lavoro temporaneo nell`enorme, futuristico acquario della sua citta sembra accendere in lei uno sprazzo di interesse. se riesce a tirare avanti, e solo grazie a un unico legame significativo, l`amicizia totalizzante con maiken. e quando maiken le annuncia di aspettare un bambino, la paura dell`abbandono rischia di spezzare il fragile equilibrio del suo mondo. ma proprio mentre l`amica imbocca il percorso che la portera alla formazione di una famiglia tradizionale, vigga trova la sua sorprendente ancora di salvezza in una connessione interspecie, quella con rosa, un polpo. sara un animale, con la sua intelligenza aliena, decentralizzata, la sua natura solitaria e le sue ventose sul vetro dell`acquario in cerca di una via di fuga, a fare da specchio perfetto per una donna che si sente fuori posto tra gli esseri umani. e poco a poco questo strano legame, con i suoi momenti di gioia e le sue vicende dolorose, indichera a vigga nuove vie verso la comprensione di se e verso l`accettazione dell`alterita. nella stagione dell`acquario, anne cathrine bomann azzera la distanza cognitiva ed emozionale che puo separarci dagli altri animali e, in un romanzo intenso e tutto al femminile, ci racconta di un`amicizia come dovrebbe essere: un cambiamento di prospettiva, capace di suscitare nuovi interrogativi, etici, filosofici ed esistenziali.

in questo romanzo powers costruisce una saga capace di intrecciare musica, scienza, linguaggio e arte per raccontarci la storia di due amori, due giovani coppie lontane venticinque anni. alla fine degli anni `50, stuart ressler, giovane e brillante scienziato, si unisce a un gruppo di ricerca dell`illinois nel tentativo di scoprire i misteri del codice del dna; ma, quando si innamora perdutamente di un`altra ricercatrice, i suoi studi sono distratti dal tentativo di comprendere tutto un altro tipo di codici - sociali, morali, spirituali, musicali. quasi trent`anni piu` tardi, quando la bibliotecaria jan o`deigh e il programmatore informatico franklin todd si imbattono nell`enigmatica figura dello scienziato, decidono di indagare sul suo conto e di scoprire cosa sia stato a far sfumare la sua promettente carriera, cadendo loro stessi in una spirale di desiderio. richard powers scrive un romanzo-mondo sulla scienza e i suoi limiti, sull`arte e la creativita`, l`amore che resiste al potere dell`ordine scientifico e tecnologico.